Maria a Medjugorje

Messaggio del 2 novembre 2014:Cari figli, sono con voi con la benedizione di mio Figlio, con voi che mi amate e che cercate di seguirmi. Io desidero essere anche con voi, che non mi accogliete. A tutti voi apro il mio Cuore pieno d’amore e vi benedico con le mie mani materne. Sono una Madre che vi capisce: ho vissuto la vostra vita e ho provato le vostre sofferenze e gioie. Voi, che vivete il dolore, comprendete il mio dolore e la mia sofferenza per quei miei figli che non permettono che la luce di mio Figlio li illumini, per quei miei figli che vivono nelle tenebre. Per questo ho bisogno di voi, di voi che siete stati illuminati dalla luce e che avete compreso la verità. Vi invito ad adorare mio Figlio, affinché la vostra anima cresca e raggiunga una vera spiritualità. Apostoli miei, allora potrete aiutarmi. Aiutare me significa pregare per coloro che non hanno conosciuto l’amore di mio Figlio. Pregando per loro, voi mostrate a mio Figlio che lo amate e lo seguite. Mio Figlio mi ha promesso che il male non vincerà mai, perché qui ci siete voi, anime dei giusti: voi, che cercate di dire le vostre preghiere col cuore; voi, che offrite i vostri dolori e sofferenze a mio Figlio; voi, che comprendete che la vita è soltanto un battito di ciglia; voi, che anelate al Regno dei Cieli. Tutto ciò vi rende miei apostoli e vi conduce al trionfo del mio Cuore. Perciò, figli miei, purificate i vostri cuori ed adorate mio Figlio. Vi ringrazio!

Venuti dall'aldilà: «Qual è il tuo posto in cielo?»

09/12/2004 - Visite: 2170
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Verso la fine dell'anno 1413, mentre in Roma la signora Francesca de' Ponziani passava quasi l'intera notte in preghiera, come faceva non di rado, una luce straordinaria si diffuse nella camera e improvvisamente le apparve il figlio novenne Giovanni Evangelista, morto santamente da poco tempo.
«Aveva il medesimo abito, la medesima statura, gli stessi atteggiamenti, la medesima fisionomia di lui vivo, ma - rilevano tutti gli storici - era di una bellezza incomparabilmente superiore. Evangelista non era solo. Un altro giovanetto della medesima età, benché di un aspetto ancor più risplendente, gli stava al fianco...».
Il suo primo moto fu quello di abbracciare il figlio e rivolgergli domande: «Stai bene, caro figlio? Qual è il tuo posto in cielo? Che fai? Ti ricordi di tua madre?».
Stese le braccia per stringerlo, ed egli non si sottrasse alla sua tenerezza. Guardandola con sorriso dolce le disse: «La nostra unica occupazione è di contemplare l'abisso infinito della bontà divina, di lodare e benedire sua Maestà (Dio) con un profondo rispetto, una viva gioia e un perfetto amore. Essendo tutti assorti in Dio [...] non possiamo avere nessun dolore, godiamo di una pace eterna, non possiamo volere e non vogliamo che quello che sappiamo gradito a Dio, che è tutta la nostra beatitudine».
Poi le disse di trovarsi nel coro della gerarchia meno elevato, nel coro degli arcangeli, e che il compagno comparso con lui era un arcangelo, che Dio lo mandava a lei per sua consolazione, perché rimanesse con lei per tutto il resto della sua vita, sempre visibile agli occhi del corpo.
Dopo circa un'ora di colloquio, Evangelista scomparve e l'angelo rimase.