Maria a Medjugorje August 25, 1991:Dear Children! Today also I invite you to prayer, now as never before when my plan has begun to be realized. Satan is strong and wants to sweep away plans of peace and joy and make you think that my Son is not strong in his decisions. Therefore, I call all of you, dear children to pray and fast still more firmly. I invite you to realize through the secrets I began in Fatima may be fulfilled. I call you, dear children, to grasp the importance of my coming and the seriousness of the situation. I want to save all souls and present them to God. Therefore, let us pray that everything I have begun be fully realized. Thank you for having responded to my call.

Venuti dall'aldilà: «Qual è il tuo posto in cielo?»




Verso la fine dell'anno 1413, mentre in Roma la signora Francesca de' Ponziani passava quasi l'intera notte in preghiera, come faceva non di rado, una luce straordinaria si diffuse nella camera e improvvisamente le apparve il figlio novenne Giovanni Evangelista, morto santamente da poco tempo.
«Aveva il medesimo abito, la medesima statura, gli stessi atteggiamenti, la medesima fisionomia di lui vivo, ma - rilevano tutti gli storici - era di una bellezza incomparabilmente superiore. Evangelista non era solo. Un altro giovanetto della medesima età, benché di un aspetto ancor più risplendente, gli stava al fianco...».
Il suo primo moto fu quello di abbracciare il figlio e rivolgergli domande: «Stai bene, caro figlio? Qual è il tuo posto in cielo? Che fai? Ti ricordi di tua madre?».
Stese le braccia per stringerlo, ed egli non si sottrasse alla sua tenerezza. Guardandola con sorriso dolce le disse: «La nostra unica occupazione è di contemplare l'abisso infinito della bontà divina, di lodare e benedire sua Maestà (Dio) con un profondo rispetto, una viva gioia e un perfetto amore. Essendo tutti assorti in Dio [...] non possiamo avere nessun dolore, godiamo di una pace eterna, non possiamo volere e non vogliamo che quello che sappiamo gradito a Dio, che è tutta la nostra beatitudine».
Poi le disse di trovarsi nel coro della gerarchia meno elevato, nel coro degli arcangeli, e che il compagno comparso con lui era un arcangelo, che Dio lo mandava a lei per sua consolazione, perché rimanesse con lei per tutto il resto della sua vita, sempre visibile agli occhi del corpo.
Dopo circa un'ora di colloquio, Evangelista scomparve e l'angelo rimase.

Fonte: Berthem-Bonto, Santa Francesca Romana e il suo tempo, SEI, Torino 1943, pp. 135-137.

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