Maria a Medjugorje Messaggio del 25 giugno 1999: Cari figli, oggi vi ringrazio perché vivete e testimoniate con la vostra vita i miei messaggi. Figlioli, siate forti e pregate perché la vostra preghiera vi dia forza e gioia. Solo così ciascuno di voi sarà mio ed io lo guiderò sulla strada della salvezza. Figlioli, pregate e testimoniate con la vostra vita la mia presenza qui. Che ogni giorno sia per voi una gioiosa testimonianza dell'amore di Dio. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

Venuti dall'aldilà: «Sono regina in cielo»




Narra Onorio Pugi, canonico di san Lorenzo in Firenze:
«Nel settembre 1921 una giovane madre di tre bambini fu colpita da una grave malattia interna, accompagnata da dolori acuti che la ridussero a completa immobilità; il minimo movimento provocava un raddoppiamento di sofferenze. Gli specialisti consultati proposero un'operazione che sarebbe stata assai dolorosa e che non avrebbe avuto altro risultato che conservarla in vita lasciandola nella completa inazione.

Fu allora che visitando la malata le portai un opuscolo relativo a suor Teresa di Gesù Bambino, e una sua reliquia, consigliandola di fare una novena a quella potente santa. La malata cominciò subito le preghiere e, ogni volta che le recitava, le sembrava, a quanto mi confessò, di sentire la presenza invisibile di un essere che la circondava con tenera protezione, e perfino si sentiva qualche volta pervasa di un profumo di rose.

I dolori diventavano sempre più acuti; uno dei professori già consultati fu di nuovo chiamato, ma non fece che ripetere la diagnosi antecedente: urgeva un'operazione.

Questa sentenza penosa non fece che raddoppiare e rendere più ardente la confidenza della signora X... verso suor Teresa di Gesù Bambino e la scongiurò di venire in suo soccorso. Ora in quella notte stessa, verso la mattina, ella sentì a un tratto la presenza soprannaturale della sua celeste protettrice e vide apparire una luce sfolgorante. La piccola santa aveva con sé delle rose e le disse: "Sono regina in cielo".

Nel medesimo tempo il dolce profumo dei fiori celesti che la santa portava in mano riempì tutta la stanza. Immediatamente le sofferenze sparirono, la malata nelle ore mattutine lasciò il letto, dandosi durante tutto il giorno alle faccende domestiche e facendo la sera, con i suoi, una lunga passeggiata; e tutto ciò si ripeté nei giorni che seguirono [...]. Da quell'epoca ella non conserva alcunissima traccia delle passate sofferenze».

Così scriveva il canonico il 16 giugno 1922.

Fonte: Pioggia di rose - Guarigioni, Milano 1923, pp. 87-88.

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