Maria a Medjugorje Messaggio del 2 aprile 2017:Cari figli, apostoli del mio amore, spetta a voi diffondere l’amore di mio Figlio a tutti coloro che non l’hanno conosciuto. A voi, piccole luci del mondo, che io istruisco con materno amore perché splendano chiaramente di uno splendore pieno. La preghiera vi aiuterà, perché la preghiera salva voi, la preghiera salva il mondo. Perciò, figli miei, pregate con le parole, con i sentimenti, con l’amore misericordioso e col sacrificio. Mio Figlio vi ha mostrato la via: lui, che si è incarnato ed ha fatto di me il primo calice; lui, che col suo sublime sacrificio vi ha mostrato come bisogna amare. Perciò, figli miei, non abbiate paura di dire la verità. Non abbiate paura di cambiare voi stessi ed il mondo diffondendo l’amore, facendo in modo che mio Figlio sia conosciuto ed amato amando gli altri in lui. Io, come Madre, sono sempre con voi. Prego mio Figlio che vi aiuti affinché nella vostra vita regni l’amore: l’amore che vive, l’amore che attrae, l’amore che dà vita. Questo è l’amore che io vi insegno, l’amore puro. Spetta a voi, apostoli miei, riconoscerlo, viverlo e diffonderlo. Pregate per i vostri pastori con sentimento, affinché possano testimoniare mio Figlio con amore. Vi ringrazio!

Madre Maria Caterina Dien: «La riconobbi chiaramente»




La Madre Maria Caterina Dien delle suore Amanti della Croce, del Tonchino, morta in concetto di santità nel 1944, ricevette visite di parenti defunti.

Prima della sua entrata in convento, un giorno che aveva moltiplicato le visite alla chiesa parrocchiale per guadagnare le indulgenze applicabili ai defunti, sua madre le si fece vedere per ringraziarla di averla aiutata a uscire dal Purgatorio e salire in cielo. Assai più tardi, il 29 maggio 1927, la madre le apparve di nuovo, come ella racconta nella seguente lettera:

«Ieri sera, mentre mi davo la disciplina, vidi una persona di una beltà risplendente, somigliante a mia madre allorché mi apparve prima di entrare in religione; stava vicino a me. Quando terminai di darmi la disciplina, mi volsi verso di essa per vederla bene e la riconobbi chiaramente. Ma non ebbi il tempo di indirizzarle la parola che già ella si era avvicinata assai e mi disse: "Figlia mia, grazie alle tue preghiere io sono in cielo da molto tempo. Quanto a tuo padre, Dio lo ha lasciato vivere fino al presente. Ma egli non si interessa per niente della sua anima. Non pensa che agli affari di questo mondo... Ti stia a cuore di pregare di più per tuo padre. Dio attende da te preghiere pressanti per fare diventare tuo padre fervente, e ciò sarà tutto a profitto del suo villaggio. Ho compassione di tuo padre e vorrei parlargli di tutto questo. Ma io non posso. Anche a te non posso dire di più. Per conto tuo sii coraggiosa e profitta assai delle grazie che Dio ti concede". Dopo queste parole mia madre disparve» .

Fonte: De Cooman, Le diable au couvent, Paris 1962, p. 105.

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