Maria a Medjugorje Messaggio del 2 maggio 2016:Cari figli il mio Cuore materno desidera la vostra sincera conversione e che abbiate una fede salda, affinché possiate diffondere amore e pace a tutti coloro che vi circondano. Ma, figli miei, non dimenticate: ognuno di voi dinanzi al Padre Celeste è un mondo unico! Perciò permettete che l’azione incessante dello Spirito Santo abbia effetto su di voi. Siate miei figli spiritualmente puri. Nella spiritualità è la bellezza: tutto ciò che è spirituale è vivo e molto bello. Non dimenticate che nell’Eucaristia, che è il cuore della fede, mio Figlio è sempre con voi. Egli viene a voi e con voi spezza il pane perché, figli miei, per voi è morto, è risorto e viene nuovamente. Queste mie parole vi sono note perché esse sono la verità, e la verità non cambia: solo che molti miei figli l’hanno dimenticata. Figli miei, le mie parole non sono né vecchie né nuove, sono eterne. Perciò invito voi, miei figli, a osservare bene i segni dei tempi, a “raccogliere le croci frantumate” e ad essere apostoli della Rivelazione. Vi ringrazio.

Venuti dall'aldilà: Il pellegrino tedesco dimenticato




Il venerabile Domenico di Gesù Maria (morto nel 1630), carmelitano, quando fu trasferito al convento di Roma, nella cella assegnatagli trovò un teschio autentico, che doveva servirgli, secondo l'usanza di allora, per meditare sulla morte. Una notte, da questo teschio udì una voce alta che gridava:

«In memoria hominum non sum» (nessuno si ricorda di me). Le parole furono ripetute più volte e udite in tutto il dormitorio del convento. Il venerabile rimase stupito e timoroso, dubitando che si trattasse di un fenomeno diabolico. Si mise subito a pregare per sapere ciò che dovesse fare. Prese poi dell'acqua benedetta e, mentre l'aspergeva sopra il teschio, il medesimo pronunciò queste altre parole: «Acqua, acqua, misericordia, misericordia». Il religioso gli domandò poi chi era e che misericordia voleva.

Il defunto rispose dandogli queste informazioni: era un tedesco, venuto a Roma a visitare i luoghi santi. Il suo corpo era stato sotterrato da molto tempo nel camposanto; l'anima si trovava in Purgatorio. Non aveva nessuno che gli facesse del bene, né chi si ricordasse di lui. Gli raccomandò che pregasse per lui il Signore.

Padre Domenico promise. Pregò molto e fece penitenze. Pochi giorni dopo il defunto gli comparve in cella per ringraziarlo del beneficio della liberazione dal Purgatorio.

Fonte: Dai Processi di beatificazione del P. Domenico di Gesù Maria.

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