Maria a Medjugorje Messaggio del 2 giugno 2013:Cari figli, in questo tempo inquieto io vi invito di nuovo ad incamminarvi dietro a mio Figlio, a seguirlo. Conosco i dolori, le sofferenze e le difficoltà, ma in mio Figlio vi riposerete, in Lui troverete la pace e la salvezza. Figli miei, non dimenticate che mio Figlio vi ha redenti con la sua croce e vi ha messi in grado di essere nuovamente figli di Dio e di chiamare di nuovo "Padre" il Padre Celeste. Per essere degni del Padre amate e perdonate, perché vostro Padre è amore e perdono. Pregate e digiunate, perché questa è la via verso la vostra purificazione, questa è la via per conoscere e comprendere il Padre Celeste. Quando conoscerete il Padre, capirete che soltanto Lui vi è necessario (la Madonna ha detto questo in modo deciso e accentuato). Io, come Madre, desidero i miei figli nella comunione di un unico popolo in cui si ascolta e pratica la Parola di Dio. Perciò, figli miei, incamminatevi dietro a mio Figlio, siate una cosa sola con Lui, siate figli di Dio. Amate i vostri pastori come li ha amati mio Figlio quando li ha chiamati a servirvi. Vi ringrazio!

Venuti dall'aldilà: Prodigiosamente liberati




In Francia è stata pubblicata nel 1945 una dichiarazione firmata da undici partigiani, che il 21 aprile dell'anno precedente erano stati prodigiosamente liberati dal carcere, un'ora prima della fucilazione ordinata dalla Gestapo. Alle tre del mattino entrò nella cella, in un sotterraneo del forte We-15, un giovane cappellano che invitò i prigionieri a uscire, guidandoli lungo un oscuro corridoio senza sentinelle, li accompagnò oltre il fossato, in aperta campagna. Al comandante che lo ringraziava, il sacerdote disse il suo nome: Padre Angelo, dell'Istituto Missionario. Liberata la Francia, due partigiani si recarono al convento per ringraziare il loro salvatore. Ma lì appresero che padre Angelo era morto in combattimento.
- Morto. Quando?
- Intorno al forte We-15, sulla Mosella, nel maggio del 1940.
In una raccolta di fotografie conservate nell'istituto i due giovani riconobbero il cappellano. Nessun dubbio sulla data di morte, confermata da numerose testimonianze, e dall'epigrafe sulla tomba.

Fonte: Dalla rivista Pesci Rossi, aprile-maggio 1948, p. 10.

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