Maria a Medjugorje

Messaggio del 2 luglio 2015:Cari figli, vi invito a diffondere la fede in mio Figlio, la vostra fede. Voi, miei figli, illuminati dallo Spirito Santo, miei apostoli, trasmettetela agli altri, a coloro che non credono, non sanno e non vogliono sapere. Perciò voi dovete pregare molto per il dono dell’amore, perché l’amore è un tratto distintivo della vera fede e voi sarete apostoli del mio amore. L’amore ravviva sempre nuovamente il dolore e la gioia dell’Eucaristia, ravviva il dolore della Passione di mio Figlio, che vi ha mostrato cosa vuol dire amare senza misura; ravviva la gioia del fatto che vi ha lasciato il suo Corpo ed il suo Sangue per nutrirvi di sé ed essere così una cosa sola con voi. Guardandovi con tenerezza provo un amore senza misura, che mi rafforza nel mio desiderio di condurvi ad una fede salda. Una fede salda vi darà gioia e allegrezza sulla terra e, alla fine, l’incontro con mio Figlio. Questo è il suo desiderio. Perciò vivete lui, vivete l’amore, vivete la luce che sempre vi illumina nell’Eucaristia. Vi prego di pregare molto per i vostri pastori, di pregare per avere quanto più amore possibile per loro, perché mio Figlio ve li ha dati affinché vi nutrano col suo Corpo e vi insegnino l’amore. Perciò amateli anche voi! Ma, figli miei, ricordate: l’amore significa sopportare e dare e mai, mai giudicare. Vi ringrazio.

Venuti dall'aldilà: «Non ero pronta»

01/08/2005 - Visite: 2236
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Nel libro intitolato Le anime del Purgatorio mi hanno detto, Maria Simma narra: «Un'anima [di persona defunta] mi fece questo racconto:
- Non avendo osservato le leggi della circolazione, sono rimasta uccisa sul colpo, a Vienna, mentre ero in motocicletta. Le chiesi:
- Eri pronta per entrare nell'eternità?
- Non ero pronta - soggiunse, - ma Dio dà a chiunque non pecchi contro di lui con insolenza e presunzione due o tre minuti per potersi pentire. E solo chi rifiuta è dannato.
L'anima proseguì con il suo commento interessante e istruttivo:
- Quando uno muore in un incidente, le persone dicono che era la sua ora. È falso: ciò si può dire soltanto quando una persona muore senza sua colpa. Ma secondo i disegni di Dio, io avrei potuto vivere ancora trent'anni; allora sarebbe trascorso tutto il tempo della mia vita.
Perciò l'uomo non ha il diritto di esporre la sua vita a un pericolo di morte, salvo in caso di necessità».