Maria a Medjugorje Messaggio del 2 novembre 2009:Cari figli, anche oggi sono tra di voi per mostrarvi la via che vi aiuterà a conoscere l’amore di Dio. Amore di Dio che vi ha permesso di sentirlo come Padre e invocare come Padre. Da voi aspetto che con la sincerità riguardate nei vostri cuori e vediate quanto lo amate. E’ l’ultimo ad essere amato? Circondati dai beni, quante volte lo avete tradito, negato e dimenticato? Figli miei, non illudetevi con i beni terreni. Pensate all’anima quale più importante del corpo. Purificatela. Invocate il Padre. Lui vi aspetta, ritornate da Lui. Io sono con voi perché Lui nella sua misericordia mi manda. Grazie!

Venuti dall'aldilà: «Guardate Emilia... Come risplende!»




Nelle vite dei santi e in biografie di cristiani ferventi si leggono fatti simili.
La signora Eufemia de Vialar, nipote di santa Emilia de Vialar (1797-1856), scrisse: «Mio padre Agostino, che amava e venerava sua sorella, ha ricevuto da lei, nell'ora della morte, la più grande protezione. Mia zia, che era morta molto tempo prima di mio padre, gli apparve nella sua ultima malattia per suggerirgli sublimi atti di contrizione. Egli diceva: "Guardate Emilia; è là che mi assiste e viene a cercarmi. Guardate come risplende. È sempre là e non m'abbandona mai". Egli chiuse gli occhi per l'ultima volta illuminato dalla celeste visione della sorella».
Come aveva assistito il fratello Agostino, così non abbandonò l'altro fratello Massimino, a cui aveva fatto da mamma. Egli ricevette con sollecitudine i sacramenti e, poco prima di spirare, diceva a coloro che lo circondavano: - Fatevi indietro! Non vedete Emilia? È qua, fatele posto!
Non era delirio il suo, e i figli, che erano presenti erano certi che la zia era accanto a suo fratello.

Fonte: L. Pecchiai, Santa Emilia de Vialar, Roma 1951, pp. 189-190.

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