Maria a Medjugorje Messaggio del 2 ottobre 2010:Cari figli, oggi vi invito, ad una umile, figli miei, umile devozione. I vostri cuori devono essere giusti. Che le vostre croci siano per voi un mezzo nella lotta contro il peccato odierno. Che la vostra arma sia, sia la pazienza che un amore sconfinato. Un amore che sa aspettare e che vi renderà capaci di riconoscere i segni di Dio, affinché la vostra vita con amore umile mostri la verità a tutti coloro che la cercano nella tenebra della menzogna. Figli miei, apostoli miei, aiutatemi ad aprire le strade a mio Figlio. Ancora una volta vi invito alla preghiera per i vostri pastori. Con loro trionferò. Vi ringrazio.

Vicka e gli altri




Il 3 settembre per il suo 23° compleanno si era fatta bella e ha passato la serata tra i drogati di Suor Elvira, accampati poco distanti, dalle 21 a mezzanotte: canti, giochi, torte, foto a non finire per lei, amata da questi ragazzi come sorella—angelo. Ha imparato a godere di tutte le cose con naturalezza e celeste libertà, non certo legata dal nostro ascetismo tradizionale,

— Appena poté lasciare il suo riposo forzato di 20 giorni, Vicka è tutta per i pellegrini. Dimentica di mangiare, di riposare... “Narod aka”, cioè “il popolo aspetta” e si alza da tavola per incontrare quelli che a ondate invadono il cortiletto della casa. Comunica i messaggi della Madonna, risponde alle domande, rilascia autografi, si lascia fotografare, baciare, stringe mani, sorride a tutti: è veramente felice di fare contenti gli altri. —

— Domenica 30 agosto riceve la visita dell’ambasciatore USA con seguito e interprete: un volo da Washington a Dubrovnik per incontrarla.

- Un giovane americano malato di AIDS chiede a Vicka un bacio. Senza esitare lei gli stringe la mano e ricambia il bacio. “Dio non può dare il male di un altro a ma che voglio il bene. In questi sei anni, con tanti baci quante malattie avrei potuto prendere!” commenta.

— In casa di Vicka una signora italiana, che parla tutte le lingue chiede un colloquio. Quando Vicka le offre un oggetto benedetto, quella reagisce con violenza. Mentre si recita il Rosario ride e schiamazza:ma non è lei, è Satana in lei’—dice Vicka Ascoltiamola dalla registrazione: “Quando noi detto: ‘Satana, va all’inferno, va’ al tuo posto’, quello gridare: “No! no!... non andare —parla anche croato satana— io stare qui sulla terra; io parlare voi andare via. voi siete...’ e giù brutte parole”.

— Una signora italiana se ne sta nel cortile in attesa di Vicka. Appena la vede comparire le si scaglia contro per strozzarla. Su di lei Vicka e gli altri pregano e il maligno se ne parte lasciandola in pace. Me lo racconta mamma Zlata.

— In casa di Vicka fu ospite per circa un anno una ragazza distrutta fisicamente e psichicamente. L’aveva portata P. Slavko. L’accolsero con tutto il cuore, gratuitamente e alla fine la videro rifiorire pienamente, senza cure, senza medici. Per guarire era bastato il clima di quella famiglia cristiana, con mamma Zlata immagine viva della pace e della tenerezza, con la sorella maggiore Anna tutta umiltà e interiorità, con gli altri fratelli buoni e miti e con la più piccola Marjana... e poi Vicka. Vista la buona riuscita, P. Slavko portò in seguito un’altra ragazza, accolta anche lei per mesi, per amore del Signore.

Fonte: Eco di Medjugorje n. 45

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