Maria a Medjugorje Messaggio del 25 gennaio 2014:Cari figli! Pregate, pregate, pregate perché il riflesso della vostra preghiera influisca su tutti coloro che incontrate. Mettete la Sacra Scrittura in un posto visibile nelle vostre famiglie e leggetela perché le parole di pace scorrano nei vostri cuori. Prego con voi e per voi, figlioli, perché di giorno in giorno siate sempre più aperti alla volontà di Dio. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

Corriamo alla fonte della Misericordia!




Il S. Padre ha indicato tre mete spirituali a cui puntare nel prossimo Giubileo:
1. Il ritorno alla confessione sacramentale, come segno di conversione;
2. la piena fedeltà al giorno del Signore;
3. lo spirito di solidarietà che si concretizzi in opere di carità effettiva verso tutti i bisognosi.
Sotto il titolo Voglio Confessarmi bene, l'Arcivescovo di Loreto, mons. Angelo Comastri, ha indicato una traccia di esame di coscienza, che tiene conto della situazione esistenziale attuale.
Un esame di coscienza per una vera confessione oggi
Spirito Santo, aiutami a confessare con sincerità e vero pentimento tutte le mie colpe.
1°- "Amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore"
- Sono cristiano nella vita di tutti i giorno o solo all'anagrafe?
- La mia fede è genuina e generosa o solo di facciata? Sono superstizioso, credo alla magia, ai sortilegi? Frequento cartomanti, indovini? E l'oroscopo?
- Prego solo quando ho bisogno di grazie oppure sempre, anche quando le mie cose (salute, affari...) vanno storte?
- Bestemmio, impreco, maledico Dio, la Madonna , i Santi, le cose Sante?
- Partecipo con devozione e con frutto alla Messa festiva, ai Sacramenti, alla Catechesi? Parlo male della Religione, della Chiesa, del Papa?
- Per me contano di più il denaro, il benessere materiale, la carriera, il successo, i divertimenti, oppure Dio e la salvezza sterna?

2°- "Amatevi da fratelli come Io vi ho amati"
- Il Vangelo insegna che non si può amare Dio se non si ama anche il prossimo. Ne sono convinto?
- Come figlio sono obbediente e rispettoso dei genitori, dei nonni, dei fratelli e dei familiari? Seguo i loro consigli? Li assisto, se malati o anziani? Mi impegni nello studio e nel lavoro?
- Come genitore mi preoccupo dell'educazione umana e cristiana dei figli? Do loro buon esempio? Trovo tempo e modi per stare con loro e per pregare con loro?
- Come coniuge, sono fedele agli impegni del matrimonio e della famiglia? Sono aperto al dialogo, sono paziente, so perdonare, so compatire i limiti e i difetti dell'altro?
- Amo il prossimo sull'esempio del Signore Gesù Cristo? Sono facile alla calunnia, all'invidia, alla gelosia, alla maldicenza, alla prepotenza?
- Come lavoratore o datore di lavoro sono giusto, onesto, rispettoso dei diritti?
- Ho rispettato la vita altrui? Ho procurato o consigliato l'aborto?
- Ho rubato? Ho imbrogliato nel commercio? Ho danneggiato la roba degli altri e della collettività?
- Guido l'auto con prudenza e in rispetto della vita mia e altrui?

3°- Doveri verso me stesso
- So, come cristiano, essere "Tempio dello Spirito Santo"?
- Curo la mia vita spirituale con la preghiera quotidiana, con la Parola di Dio?
- Partecipo con interesse e senso di dovere alla vita della comunità parrocchiale, diocesana?
- Come uso il tempo e i diversi doni ricevuti dal Signore?
- Conservo puro il mio cuore e il mio corpo? Coltivo pensieri e desideri non limpidi? Do scandalo con i miei comportamenti? Mi permetto letture, spettacoli televisivi e divertimenti scandalosi?
- Esagero nel mangiare, nel bere e nel fumo? Faccio uso di droghe? Pratico il giuoco d'azzardo, le scommesse?
- Come cittadino cristiano compio i doveri politici e sociali? Pago le tasse? Rispetto l'ambiente? Cos'altro la mia coscienza mi rimprovera?

Dopo la confessione sincera e completa delle mancanze, soprattutto gravi, il sacerdote suggerisce opportuni consigli per una vita cristiana più viva e coerente. Invita quindi, come "penitenza" a recitare qualche preghiera o a compiere un gesto penitenziale o di carità a favore dei poveri, nei quali si nasconde Gesù.
La confessione termina con la recita dell'atto di dolore, come segno ed espressione di pentimento dei peccati e di buon proposito.

Fonte: Eco di Maria nr.146 (Luglio Agosto 1988)

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