Maria a Medjugorje Messaggio del 2 novembre 2015:Cari figli desidero parlarvi di nuovo dell’amore. Vi ho radunati intorno a me nel Nome di mio Figlio, secondo la sua volontà. Desidero che la vostra fede sia salda e provenga dall’amore, perché quei miei figli che capiscono l’amore di mio Figlio e lo seguono, vivono nell’amore e nella speranza. Hanno conosciuto l’amore di Dio. Perciò, figli miei, pregate, pregate per poter amare il più possibile e compiere opere d’amore. Perché la sola fede, senza amore e opere d’amore, non è quello che vi chiedo. Figli miei, quella è una parvenza di fede, è un lodare se stessi. Mio Figlio chiede fede e opere, amore e bontà. Io prego, ma chiedo anche a voi di pregare e vivere l’amore, perché desidero che mio Figlio, quando guarderà i cuori di tutti i miei figli, possa vedere in essi amore e bontà, non odio ed indifferenza. Figli miei, apostoli del mio amore, non perdete la speranza, non perdete la forza: voi lo potete fare! Io vi incoraggio e benedico, perché tutto ciò che è di questa terra — che purtroppo molti miei figli mettono al primo posto — scomparirà e resteranno solo l’amore e le opere d’amore, che vi apriranno le porte del Regno dei Cieli. Io vi attenderò presso quelle porte, presso quelle porte desidero attendere ed abbracciare tutti i miei figli. Vi ringrazio!

Il divorzio




Il Concilio Vaticano II (Gaudium et Spes - 47 b) ha definito il divorzio una «piaga» ed è veramente una grande piaga contro la legge di Dio e contro la famiglia.
Contro Dio - perché viola un comandamento del Creatore: «L’uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne» (Gen. 2:24).
Il divorzio va pure contro il comando di Gesù:
«Quello che Dio ha unito, l’uomo non lo separi» (Mt. 19:6). Da cui la conclusione di S. Agostino: «Come le nozze vengono da Dio, così il divorzio viene dal diavolo» (Tract. in Joannem).
Per rafforzare l’istituto familiare e munirlo di aiuti dall’alto, Gesù innalzò il contratto naturale del matrimonio alla dignità di Sacramento, facendolo simbolo dell’unione di lui con la sua Chiesa (Ef. 5:32).
Da ciò si vede chiaro che le legislazioni laiciste, coma quella italiana, negando al matrimonio il carattere di sacramento e introducendo il divorzio si arrogano un diritto che non hanno, perché nessuna legge umana può mettersi in contrasto con la legge naturale, tanto meno quella divina. Perciò il divorzio va contro Dio e contro la famiglia con irreparabile danno dei figli che hanno bisogno dell’affetto e delle cure di entrambi i genitori.
Per avere un’idea della vastità della piaga del divorzio diamo una statistica americana. Negli Stati Uniti più di undici milioni i minorenni, figli di coppie separate. Si calcola che ogni anno che passa un altro milioni di ragazzi conosca lo shock della dissoluzione della famiglia e per il 45% di tutti i bambini americani, nati in un anno qualsiasi, si troverà con uno soltanto dei genitori prima di avere compiuto 18 anni. E purtroppo le cose non stanno meglio in Europa.
Le statistiche della delinquenza giovanile, dei suicidi di ragazzi sono paurose e dolorose.
Chi divorzia e si risposa, davanti a Dio e alla Chiesa un pubblico peccatore e non può ricevere i Sacramenti (il Vangelo lo chiama adultero - Mt. 5:32). Padre Pio da Pietralcina, ad una signora che si lamentava perché suo marito voleva il divorzio, rispose: «Digli che il divorzio è il passaporto per l’inferno!». E a un’altra persona diceva: «Il divorzio è l’obbrobrio degli ultimi tempi». Qualora la convivenza fosse diventata impossibile, ce la separazione, che è un male riparabile.

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