Maria a Medjugorje Messaggio del 25 settembre 2012:Cari figli! Quando nella natura guardate la ricchezza dei colori che l’Altissimo vi dona, aprite il cuore e con gratitudine pregate per tutto il bene che avete e dite: sono creato per l’eternità e bramate le cose celesti perché Dio vi ama con immenso amore. Perciò vi ha dato anche me per dirvi: soltanto in Dio è la vostra pace e la vostra speranza, cari figli. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

La sposa di Cristo

di Padre Raimondo Marchioro




La sposa di Cristo è la Chiesa.
L’apostolo Paolo, nella lettera agli Efesini, parlando delle mutue relazioni che devono esistere tra il marito e la moglie, stabilisce un parallelo tra il matrimonio umano e l’unione del Cristo con la Chiesa. I due termini raffrontati si rischiarano a vicenda.
Da questo risulta:
I) Cristo può essere detto lo sposo della Chiesa, e viceversa: la Chiesa può essere detta la sposa di Cristo. Lo sposo sta alla sposa come Cristo sta alla Chiesa.
«Le mogli siano sottomesse ai mariti come al Signore; il marito infatti è capo della moglie, come anche Cristo è capo della Chiesa, Lui che è salvatore del suo corpo. E come la Chiesa sta sottomessa a Cristo, così anche le mogli siano soggette ai loro mariti in tutto» (Ef. 5,22-24). II) Cristo ama tanto la Chiesa, sua sposa. «E voi, mariti, amate le vostre mogli, come Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei, per renderla santa, purificandola per mezzo del lavacro dell’acqua accompagnato dalla parola, al fine di farsi comparire davanti la sua Chiesa tutta gloriosa, senza macchia né ruga o alcunché di simile, ma santa ed immacolata.
Così anche i mariti hanno il dovere di amare le mogli come il proprio corpo, perché chi ama la propria moglie ama se stesso» (Ef. 5,25-29). III) La Chiesa deve amare tanto Cristo. «E la donna sia rispettosa verso il marito» (Ef. 5,33).
IV) Come lo sposo e la sposa formano una carne sola, così Cristo e la Chiesa formano una sola realtà, cioè il corpo mistico, nel quale Cristo è il capo e noi siamo le membra.

«Nessuno infatti ha preso in odio la propria carne; al contrario la nutre e la cura, come fa Cristo con la Chiesa, poiché siamo membra del suo corpo. Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà alla sua donna e i due formeranno una carne sola. Questo mistero è grande; lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa!» (Ef. 5,29-32). La Chiesa, sposa di Cristo, è una realtà molto complessa e poliedrica, dalle molte facce, per cui, per comprenderla, deve essere considerata nel suo insieme e non solo sotto questo o quell’aspetto. La Chiesa è veramente tale quando di essa sono presi in esame tutti gli elementi di cui è costituita, e che vogliamo considerare.

1) Prima di tutto la Chiesa è il Corpo Mistico di Cristo.

Il Verbo, assumendo la natura umana per compiere l’opera di mediazione e di redenzione ha, per così dire, riassunto nella sua natura umana tutti gli uomini. «Ma Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amati, da morti che eravamo per i peccati, ci ha fatti rivivere con Cristo: per grazia infatti siete stati salvati. Con lui ci ha anche risuscitati e ci ha fatti sedere nei cieli in Cristo Gesù, per mostrare nei secoli futuri la straordinaria ricchezza della sua grazia mediante la sua bontà verso di noi in Cristo Gesù» (Ef. 2,4-7).
Cristo, in quanto nel decreto del Padre è mediatore di tutti gli uomini, forma con loro un solo corpo, del quale Egli è il capo mentre tutti gli uomini sono le membra.
Questo corpo, formato dall’unione di Cristo (capo) e di tutti gli uomini (membra), non è un corpo fisico né puramente morale, ma è un corpo soprannaturale che noi chiamiamo mistico, cioè misterioso, non aereo o immaginario, ma reale molto analogo al corpo umano. La realtà del Corpo Mistico viene descritta molto chiaramente dall’apostolo S. Paolo:
«Come infatti il corpo, pur essendo uno, ha molte membra e tutte le membra, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche Cristo. E in realtà noi tutti siamo stati battezzati in un solo Spirito per formare un solo corpo, Giudei o Greci, schiavi o liberi; e tutti ci siamo abbeverati ad un solo Spirito. Ora il corpo non risulta di un membro solo, ma di molte membra. Se il piede dicesse: ‘Poiché ìo non sono mano, non appartengo al corpo’, non per questo non farebbe più parte del corpo. Se il corpo fosse tutto occhio, dove sarebbe l’udito? Se fosse tutto udito, dove l’odorato? Ora, invece, Dio ha disposto le membra in modo distinto nel corpo, come egli ha voluto. Se poi tutto fosse un membro solo, dove sarebbe ìl corpo? Invece molte sono le membra, ma uno solo è il corpo. Non può l’occhio dire alla mano: ‘Non ho bisogno dite’; né la testa ai piedi: ‘Non ho bisogno di voi’. Anzi quelle membra del corpo che sembrano più deboli sono più necessarie; e quelle parti del corpo che riteniamo meno onorevoli le circondiamo di maggior rispetto, e quelle indecorose sono trattate con maggior decenza, mentre quelle decenti non ne hanno bisogno. Ma Dio ha composto il corpo, conferendo maggior onore a ciò che ne mancava, perché non vi fosse disunione nel corpo, ma anzi le varie membra avessero cura le une delle altre.
Quindi se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme; e se un membro è onorato, tutte le membra gioiscono con lui. Ora voi siete corpo di Cristo e le sue membra ciascuno per la sua parte» (Ef. 12, 12-27)

2) La Chiesa è una società, cioè, l’unione morale, stabile di più uomini, sotto la stessa autorità, per conseguire un fine comune, proprio, con gli Stessi mezzi.
La Chiesa è una società umana, cioè, formata da uomini; ha quindi le caratteristiche di tutte le altre società umane: membri: tutti gli uomini, in atto o in potenza; mezzi: gli stessi mezzi di santificazione, i sacramenti; fine: la salvezza eterna, il Paradiso; autorità: Papa e Vescovi uniti al Papa; costituzione: il Vangelo e il Codice di Diritto Canonico.
Questi sono i vincoli che uniscono i membri ditale società.
La Chiesa è una società divina, perché il suo fondatore è Gesù Cristo, Figlio di Dio e l’anima della Chiesa è lo Spirito Santo. La Chiesa è una società spirituale e soprannaturale, perché i suoi membri e il suo fine sono spirituali e soprannaturali.
La comunità visibile dei fedeli, giuridicamente organizzata, costituisce ìl Corpo Mistico di Gesù Cristo e l’anima di questo Corpo — che è la Chiesa — è lo Spirito Santo. L’uno e l’altra insieme formano un tutto organico proprio come l’anima e il corpo nell’uomo. L’unione di tutti questi fedeli con il Capo è il Popolo di Dio. (cfr. Coric. Vat. Il, Lumen Gentium, nn. 7-s).
La Chiesa è una società visibile, perché i membri che la compongono, i vincoli che la legano e i mezzi che la conducono al fine sono visibili.

3) La Chiesa è una società conoscibile, per le note caratteristiche che la distinguono, come vera Chiesa di Cristo: una, santa, cattolica e apostolica:
una nella fede, nel culto e nell’autorità ed è unica numericamente in quanto le singole Chiese locali sono unite fra loro, perché sottomesse all’unico Capo: il Vicario di Gesù Cristo, il successore di 5. Pietro, il Romano Pontefice, il Papa, santa nell’autore, nel fine, nei mezzi e nei membri;
cattolica, cioè universale, perché è stata istituita per tutti gli uomini e perché si è diffusa (moralmente) su tutta la terra; apostolica, nell’origine, in quanto è stata fondata sugli apostoli; nella dottrina, in quanto insegna quella predicata dagli apostoli; nella successione, in quanto i Vescovi e i presbiteri hanno l’autorità e la giurisdizione ricevuta dagli apostoli, attraverso una serie ininterrotta di successori.
Solo la Chiesa Cattolica Romana possiede tutte queste quattro note e perciò solo essa è la vera Chiesa di Cristo.

4) La Chiesa è una società perfetta e indipendente nel suo ordine da qualsiasi autorità civile, perché ha in sé tutti i mezzi per raggiungere il suo fine. La Chiesa è una società:
a) ineguale, perché in essa i membri non solo hanno un diverso esercizio di diritti, ma hanno anche diversi diritti;
b) gerarchica, poiché vi è una distinzione fra chierici e laici;
c) monarchica, in quanto l’autorità risiede in un unico soggetto e viene direttamente da Gesù Cristo e non dalla base (dalla comunità dei fedeli).
La Chiesa si estende non solo a questo mondo, ma anche nell’altro; abbiamo, pertanto, la Chiesa peregrinante, purgante e trionfante.
La Chiesa pellegrinante è quella parte di Chiesa formata da quei membri che vivono in questo mondo.
La Chiesa purgante è quella parte di Chiesa formata dalle anime del purgatorio.
La Chiesa trionfante è quella parte di Chiesa formata dagli Angeli e dai Santi del Paradiso (cfr. Conc. Vat. TI, Lumen Gentium, cap. VIII). La Chiesa pellegrinante si divide in Chiesa docente e discente. La Chiesa docente (dal latino docere = insegnare) è quella parte di membri della Chiesa che, per mandato divino, ha nel Corpo Mistico la funzione di insegnare, santificare e governare il Popolo di Dio. Anche questi membri però, a loro volta, sono evangelizzati, santificati e sottomessi (cfr. Conc. Vat. TI, Lumen Gentium, nn. 24-28). La Chiesa discente (dal latino discere = imparare) è quella parte di membri della Chiesa che sono discepoli, che cioè sono evangelizzati, santificati, istruiti e guidati.
La Chiesa dunque una società gerarchica, perché così l’ha voluta il suo fondatore Gesù Cristo. Su una base di uguaglianza, in virtù del sacerdozio regale, che ci viene dal santo Battesimo, Egli ha istituito anche un sacerdozio ministeriale, che si differenzia essenzialmente da quello comune e ha stabilito Pietro capo di tutti gli apostoli e capo visibile di tutta la Chiesa, conferendogli immediatamente e personalmente il primato di giurisdizione.
Per disposizione di Cristo la Chiesa deve avere i Successori di Pietro fino alla fine del mondo e questi sono i Vescovi di Roma. Il Papa possiede il pieno e supremo potere giurisdizionale su tutta la Chiesa, non solo nelle cose di fede e di morale, ma anche in quelle riguardanti la disciplina e il governo di essa; tutta la Chiesa perciò è fondata (su Pietro) sul Papa.
I poteri gerarchici concessi da Cristo agli apostoli sono passati ai Vescovi, i quali, per diritto divino, posseggono un potere ordinario di governo sulle loro diocesi. Ogni singolo Vescovo riceve il suo potere pastorale direttamente dal Papa, e poi governa non in nome del Papa, ma in nome di Cristo.
I Vescovi succedono agli apostoli nella loro funzione pastorale, ma mentre questi furono inviati a tutti gli uomini e potevano dappertutto esercitare la loro funzione, quelli non hanno autorità che sul territorio che è stato assegnato loro dal Romano Pontefice.
I Vescovi inoltre, partecipi della sollecitudine per tutte le Chiese, esercitano il loro ufficio episcopale, ricevuto per mezzo della loro ordinazione in comunione e sotto l’autorità del Papa, in tutto ciò che riguarda il magistero e il governo pastorale: uniti tutti in un collegio, rispetto a tutta la Chiesa di Dio. (cfr. Conc. Vat. TI, Lumen Gentium, cap. III).

La Chiesa è ancora indefettibile, cioè permarrà sino alla fine del mondo, quale istituzione di salvezza fondata da Cristo.
5) La Chiesa, infine, è infallibile nell’insegnare una dottrina di fede o di morale, nel solenne come nell’ordinario magistero universale, perché lo Spirito Santo la assiste continuamente.
Oggetto primario dell'infallibilità sono le verità di fede e di morale.
Oggetto secondario dell'infallibilità sono quelle verità di fede e di morale che, benché non formalmente rivelate, sono però strettamente connesse (non ammettendo queste, vengono negate le altre) con le rivelate.
Soggetti depositari dell’infallibilità sono:
a) Il Papa da solo personalmente quando parla «ex cathedra» (quando cioè ha intenzione di definire dogma di fede una verità rivelata per tutta la Chiesa).
b) Il papa e i Vescovi uniti al papa collegialmente nel Concilio Ecumenico: non i Vescovi soli senza l’approvazione del Papa.

6) La necessità della Chiesa per ottenere la salvezza.

La Chiesa è così necessaria che non si può ottenere la salvezza e tanto meno raggiungere la santità senza appartenerle e senza la sua efficace azione nelle nostre anime per mezzo dei sacramenti.
«Andate dunque, e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che io vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni sino alla fine del mondo» (Mt. 28, 19-20). «Chi crederà e sarà battezzato, sarà salvo; ma chi non crederà, sarà condannato» (Mc. 16,1 8).

Si può, pertanto, ottenere la salvezza e la santità solo per mezzo della Chiesa; si può andare a Dio solo attraverso la Chiesa. S. Cipriano, Vescovo di Cartagine (2 10-258) afferma: «Non può avere Dio per Padre chi non ha la Chiesa per madre» («Trattato della Chiesa Cattolica, letto ai Vescovi in un Concilio del 251).
Pio IX(1846-l878) insegna: «Nulla salus extra Ecclesiam»: Non ci può essere salvezza fuori della vera Chiesa di Cristo, alla quale appartengono visibilmente coloro che professano gli stessi articoli di fede, comunicano con gli stessi sacramenti e riconoscono la suprema autorità, il Papa; e invisibilmente coloro che vivono secondo la legge naturale e sono pronti ad abbracciare la vera religione, dopo essersi convinti che è la vera: coloro insomma che hanno il battesimo di desiderio e quindi la grazia santificante.
«Dio vuole che tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità. Uno solo, infatti, è Dio e uno solo il mediatore fra Dio e gli uomini, l’uomo Cristo Gesù, che ha dato se stesso in riscatto per tutti» (lTm. 2,4-6).
Dio vuole sì che tutti gli uomini si salvino, ma vuole che si salvino liberamente con la loro cooperazione, appartenendo alla sua Chiesa, che egli ha istituito proprio per questo scopo.

7) Diversi sono i modi di appartenere alla vera Chiesa di Cristo.

a) Coloro che vivono in grazia di Dio, appartengono alla vera Chiesa di Cristo visibile (o invisibile), come membra vive.
b) Coloro che, pur non vivendo in grazia di Dio, sono legati alla vera Chiesa di Cristo con tutti gli altri vincoli, appartengono alla Chiesa di Cristo visibile come membra morte.
c) Gli eretici, gli apostati e gli scismatici, oggettivamente, non appartengono alla vera Chiesa di Cristo visibile, ma potrebbero appartenere a quella invisibile.
d) I Catecumeni: non appartengono alla vera Chiesa di Cristo ma a quella invisibile per il battesimo di desiderio e quindi per la grazia santificante.
e) Gli Infedeli (= coloro che non sono stati battezzati), oggettivamente non appartengono alla vera Chiesa di Cristo visibile, ma potrebbero appartenere a quella invisibile.

Se vogliamo, pertanto, ottenere la salvezza dobbiamo necessariamente appartenere alla vera Chiesa di Cristo come membra vive e non possiamo prescindere da essa, perché questa è la volontà di Cristo. Né possiamo formarci una Chiesa a nostro piacimento, ma come l’ha voluta Cristo e come ci viene insegnata dal Magistero infallibile della Chiesa stessa.
Essa per volontà di Cristo è la nostra madre spirituale, e come la nostra madre terrena ci ha dato la vita naturale, così essa ci dona la vita soprannaturale. In realtà chi ci concede l’una e l’altra è solo Dio, che si serve della madre terrena e della Chiesa: esse sono solo strumenti, canali in mano sua. E come nessuna creatura umana potrà mai oltraggiare, disprezzare, rifiutare o rinnegare la propria madre naturale, fragile e miserabile, così ogni cristiano non deve mai offendere in nessuna maniera la propria madre soprannaturale. La Chiesa è costituita da un elemento Divino (Gesù Cristo e lo Spirito Santo) e da uno umano, il ministro (diaconi, sacerdoti, vescovi e papa), un uomo.
Con l’Ordine Sacro il ministro non viene trasformato, ma, dal punto di vista naturale, rimane tale e quale, con tutte le sue virtù e con tutti i suoi difetti. Quello che a noi interessa, però, è che lui ci amministri validamente i Sacramenti, che ci doni, cioè, la vita soprannaturale.
Come è uomo tanto il figlio di una regina quanto quello di una schiava: ambedue hanno la stessa vita, così ci concede la stessa vita soprannaturale tanto il sacerdote che è santo quanto quello che è un grande peccatore.
Verso la Chiesa, dunque, e i suoi ministri noi abbiamo i doveri di amore, rispetto e obbedienza, ricordando quello che dice Gesù. «Chi ascolta voi, ascolta me; e chi rigetta voi, rigetta me: chi poi rigetta me, rigetta colui che mi ha mandato» (Lc. 10,16). La Chiesa è non solo la nostra madre, ma è anche la nostra maestra: essa, infatti, ci indica la via che porta alla salvezza e alla santità, ci insegna la verità, cioè la dottrina di Cristo e ci dona la vita soprannaturale.
Come sempre dobbiamo avere rispetto e riconoscenza verso la nostra madre naturale così deve essere verso la Chiesa e i suoi ministri e soprattutto verso il Romano Pontefice, il Santo Padre, il Papa.
Egli è il Vescovo di Roma, che è il successore di S. Pietro, il Vicario di Gesù Cristo e il capo visibile di tutta la Chiesa.
Guardiamo con fiducia al Papa, ricordando che «Ubi Petrus, ibi Ecclesia», dove c’è Pietro (il Papa) ivi c’è la vera Chiesa di Cristo. Egli è, come lo chiama 5. Caterina da Siena «Il dolce Cristo in terra»; è come un faro luminoso che rischiara le tenebre dell’umanità immersa nell’ignoranza, nella superstizione e nel vizio: egli è colui che ci insegna la strada giusta che ci porta alla salvezza, alla santità, al Paradiso.

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