Maria a Medjugorje Messaggio del 31 agosto 1982:Io non dispongo direttamente delle grazie divine, ma ottengo da Dio tutto ci che chiedo con la mia preghiera. Dio ha piena fiducia in me. Ed io intercedo le grazie e proteggo in modo particolare coloro che sono consacrati a me.

Uno splendido disegno: Chiara “Luce” Badano




A Sassello, un paesino dell’entroterra ligure in provincia di Savona appartenente alla diocesi di Acqui (Piemonte), il 29 ottobre 1971 nasce Chiara, dopo undici anni di attesa. I genitori, Maria Teresa e Fausto Ruggero Badano esultano e ringraziano la Madonna, in particolare la Vergine delle Rocche, a cui il papà aveva chiesto la grazia di un figlio.

La piccola mostra subito un temperamento generoso, gioioso e vivace, ma anche un carattere franco e determinato.

La mamma la educa attraverso le parabole del Vangelo ad amare Gesù, ad ascoltare la Sua vocina e a compiere tanti atti di amore. Chiara prega volentieri a casa e a scuola! Chiara è aperta alla grazia; sempre pronta ad aiutare i più deboli, si corregge docilmente e si impegna a essere buona.

Vorrebbe che tutti i bimbi del mondo siano felici come lei; in modo speciale ama i bambini dell’Africa e, a soli quattro anni dopo che viene a conoscenza della loro estrema povertà, afferma: «D’ora in poi penseremo noi a loro!». A questo proposito, a cui mantiene fede, seguirà molto presto la decisione di divenire medico per poterli andare a curare.

Dai quaderni delle prime classi elementari traspare tutto il suo amore per la vita: è una bambina Nel giorno della prima Comunione, da lei tanto atteso, riceve in dono il libro dei Vangeli. Sarà per lei il «libro preferito». Pochi anni dopo scriverà: «Non voglio e non posso rimanere analfabeta di un così straordinario messaggio».

Chiara cresce e mostra un grande amore per la natura. Portata per lo sport, lo praticherà in vari modi: corsa, sci, nuoto, bicicletta, pattini a rotelle, tennis…, ma in special modo preferirà la neve e È socievole, ma riuscirà –sebbene molto vivace- a divenire “tutta ascolto”, mettendo “l’altro” sempre al primo posto.

Fisicamente bella, sarà da tutti ammirata. Intelligente e ricca di doti dimostra una precoce maturità. Molto sensibile e servizievole verso “gli ultimi”, li copre di attenzioni, rinunciando anche a momenti di svago, che ricupererà con spontaneità. In seguito ripeterà: «Io devo amare tutti, sempre e per prima», vedendo in loro il volto di Gesù.

Piena di sogni e di entusiasmi a nove anni scopre il Movimento dei Focolari, fondato da Chiara Lubich con cui intesse una filiale corrispondenza. Ne fa suo l’ideale sino a coinvolgere i genitori nel medesimo cammino.

Bambina, poi adolescente e giovane come tante altre, si mostra totalmente disponibile al disegno di Dio su di lei e mai vi si ribellerà. Tre realtà si rivelano determinanti nella sua formazione e nel cammino verso la santità: la famiglia, la Chiesa locale –in particolar modo il suo Vescovo- e il Movimento, a cui apparterrà come Gen (Generazione Nuova).

L’Amore è al primo posto nella sua vita, in special modo l’Eucaristia, che anela a ricevere ogni giorno. E, pur sognando di formarsi una famiglia, sente Gesù come “Sposo”; sarà sempre di più il suo “tutto”, fino a farla ripetere –anche nei dolori più atroci-: «Se lo vuoi tu, Gesù, lo voglio Terminate le elementari e le medie, Chiara sceglie il liceo classico. L’aspirazione a divenire medico per recarsi in Africa non è sfumata. Ma il dolore inizia a entrare nella sua vita: non compresa e accettata da un’insegnante, viene respinta. A nulla vale la difesa dei compagni: deve Dopo un primo momento di sconforto, sul suo volto riappare il sorriso. Decisa affermerà: «Amerò i nuovi compagni come ho amato quelli di prima!» e offre la sua prima grande sofferenza a Gesù. Chiara vive in pieno la propria adolescenza: nel vestirsi ama il bello, l’armonia dei colori, l’ordine, ma non la ricercatezza. Alla mamma che la invita a vestire abiti un po’ più eleganti replica: «Io vado a scuola pulita e ordinata: ciò che conta è essere belli dentro!» e si trova a disagio se le dicono che è proprio bella. Ma tutto questo la porta più volte a esclamare: «Quant’è duro andare controcorrente!».

Non si atteggia a maestra, non fa “prediche”: «Non devo dire di Gesù a parole: devo darlo col mio comportamento»; vive il Vangelo sino in fondo e rimane semplice e spontanea: è davvero un raggio di luce che riscalda i cuori.

Percorre, senza saperlo, la “Piccola Via” di Santa Teresa di Gesù Bambino. Nel gennaio 1986 in una riunione, afferma: «Ho capito l’importanza di “tagliare”, per essere e fare solo la volontà di Dio. E ancora, quello che diceva S. Teresina: che, prima di morire a colpo di spada, bisogna morire a colpi di spillo. Mi accorgo che le piccole cose sono quelle che non faccio bene, oppure i piccoli dolori…,, quelle che mi lascio sfuggire. Così voglio andare avanti amando tutti i colpi di spillo». E, al termine, questo proposito: «Voglio amare chi mi sta antipatico!».

Chiara ha una grande devozione per lo Spirito Santo e si dispone coscienziosamente a riceverlo nel sacramento della Cresima che mons. Livio Maritano, Vescovo di Acqui, le amministra il 30 settembre 1984. Si era preparata con impegno e Lo invocherà spesso chiedendo Luce, quella luce d’Amore che l’aiuterà ad esserne una piccola, ma viva, scia luminosa.

Ora Chiara è bene inserita nella nuova classe. È compresa e positivamente valutata. Tutto prosegue nella normalità finché, nel corso di una partita di tennis, un lancinante dolore alla spalla sinistra la costringe a lasciar cadere a terra la racchetta.

Dopo una lastra e un’errata diagnosi, si provvede al ricovero. La TAC evidenzia un osteosarcoma. È il 2 febbraio 1989: nella Chiesa si ricorda la presentazione di Gesù al tempio. Chiara ha diciassette Inizia così la sua “via crucis”: viaggi, esami clinici, ricoveri, interventi e cure pesanti; da Pietra Ligure a Torino. Quando Chiara comprende la gravità del caso e le poche speranze non parla; rientrata a casa dall’ospedale chiede alla mamma di non porle domande. Non piange, non si ribella né si dispera. Si chiude in un assorto silenzio di 25 interminabili minuti. È il suo “orto del Getsemani”: mezz’ora di lotta interiore, di buio, di passione…, per poi mai più tirarsi indietro. Ha vinto la grazia: «Ora puoi parlare, mamma», e sul volto torna il sorriso luminoso di sempre. Ha detto sì a Gesù. Quel «sempre sì», che aveva scritto da bambina su una piccola rubrica alla lettera esse, lo ripeterà sino alla fine. Alla mamma, per rasserenarla, non mostra alcuna preoccupazione: «Vedrai, ce la farò: sono giovane!».

Il tempo scorre implacabile e il male galoppa trasferendosi al midollo spinale. Chiara si informa di tutto, parla con i medici e con gli infermieri.

La paralisi la blocca, ma arriverà ad affermare: «Se adesso mi chiedessero se voglio camminare, direi di no, perché così sono più vicina a Gesù».

Non perde la pace; rimane serena e forte; non ha paura. Il segreto? «Dio mi ama immensamente». Incrollabile la sua fiducia in Dio, nel suo «Papà buono». Vuole compiere sempre, e per amore, la Sua volontà: vuole «stare al gioco di Dio».

Vive momenti di totale contatto col Signore: «… Voi non potete neppure immaginare qual è adesso il mio rapporto con Gesù. Avverto che Dio mi chiede qualcosa di più, di più grande…Mi sento avvolta in uno splendido disegno che a poco a poco mi si svela», e si trova a un’altezza da cui non vorrebbe mai scendere: «… lassù, dove tutto è silenzio e contemplazione»…

Rifiuta la morfina perché le toglie lucidità: «Io non ho più niente e posso offrire solo il dolore a Gesù»; e aggiunge: «ma ho ancora il cuore e posso sempre amare». Ormai è tutta dono. Sempre in offerta: per la Diocesi, per il Movimento, per la gioventù, per le Missioni…; sorregge con la sua preghiera e trascina nell’Amore chiunque le passa accanto.

Profondamente umile e dimentica di sé, è disponibile ad accogliere e ascoltare quanti l’avvicinano, in particolare i giovani a cui lascerà un ultimo messaggio: «I giovani sono il futuro. Io non posso più correre, ma vorrei passar loro la fiaccola come alle Olimpiadi… I giovani hanno una vita sola e vale la pena di spenderla bene».

Non chiede il miracolo della guarigione e si rivolge alla Vergine SS. scrivendole un biglietto: «Mamma Celeste, tu lo sai quanto io desideri guarire, ma se non rientra nella volontà di Dio, ti chiedo la forza per non mollare mai. Umilmente, tua Chiara».

Come un bambino si abbandona all’amore di Colui che è l’Amore: «Mi sento così piccola e la strada da percorrere è così ardua… Ma è lo Sposo che viene a trovarmi!».

Si fida totalmente di Dio e invita la mamma a fare altrettanto: «Non ti preoccupare: quando io non ci sarò più, tu fìdati di Dio e vai avanti, poi hai fatto tutto!». Fiducia incrollabile. I dolori l’attanagliano, ma lei non piange: trasforma il dolore in amore, ed allora volge lo sguardo al suo “Gesù Abbandonato”: un’immagine di Gesù incoronato di spine, posta sul comodino accanto al letto. Alla mamma che le chiede se soffre molto risponde con semplicità: «Gesù mi smacchia con la varechina anche i puntini neri, e la varechina brucia. Così, quando arriverò in Paradiso, sarò bianca come la neve».

Nelle notti insonni canta e, dopo una di queste -forse la più tragica- affermerà: «Soffrivo molto fisicamente, ma la mia anima cantava», confermando la pace del suo cuore.

Negli ultimi giorni riceve da Chiara Lubich il nome di Luce: “Perché nei tuoi occhi vedo la luce dell’Ideale vissuto sino in fondo: la luce dello Spirito Santo”.

In Chiara ormai non c’è che un grande desiderio: andare in Paradiso, dove sarà «tanto, tanto felice»; e si prepara alle «nozze». Chiede di essere rivestita con un abito da sposa: bianco, lungo e semplice. Predispone la liturgia della “sua” Messa: sceglie le letture e i canti…

Nessuno dovrà piangere, ma cantare forte e fare festa, perché «Chiara incontra Gesù»; gioire con lei e ripetere: «Ora Chiara Luce vede Gesù!». Poco tempo prima aveva affermato con certezza: «Quando una giovane di diciassette-diciotto anni va in Cielo, in Cielo si fa festa». Le offerte della Messa dovranno essere destinate ai bambini poveri dell’Africa, come aveva già fatto con il denaro ricevuto in regalo per i 18 anni. Questa la motivazione: «Io ho Tutto!»… Come avrebbe potuto fare diversamente, se non pensare sino alla fine a chi non ha nulla? Alle 4,10 di domenica 7 ottobre 1990, giorno della Resurrezione del Signore e festa della Vergine del Santo Rosario, Chiara raggiunge il tanto amato «Sposo». È il suo dies natalis. Nel Cantico dei Cantici (2, 13-14) si legge: “Alzati, amica mia, mia bella, e vieni! O mia colomba, che stai nelle fenditure della roccia, nei nascondigli dei dirupi, mostrami il tuo viso, fammi sentire la tua voce, perché la tua voce è soave, il tuo viso è leggiadro”.

Poco prima aveva sussurrato l’ultimo saluto alla mamma con una raccomandazione: «Ciao, sii felice, perché io lo sono!».

Al funerale, celebrato due giorni dopo dal “suo” Vescovo, partecipano centinaia e centinaia di persone, soprattutto giovani. Pur tra le lacrime, l’atmosfera è di gioia; i canti che si elevano a Dio esprimono la certezza che ora lei è nella vera Luce!

Volando in Cielo, ha voluto lasciare ancora un dono: le cornee di quei meravigliosi occhi che, col suo consenso, sono state trapiantate in due giovani, ridando loro la vista. Oggi essi, anche se sconosciuti, sono la “reliquia vivente” della beata Chiara!

Mons. Livio Maritano, Vescovo della diocesi di Acqui, il 24 maggio 1998 aveva presentato a Torino, a Papa Giovanni Paolo II, la richiesta di beatificazione della Martire diocesana Teresa Bracco: una contadinella di vent’anni uccisa da un tedesco che non era riuscito a violare il suo corpo. La determinazione della giovane a “morire piuttosto che commettere peccati” e la sua testimonianza di vita cristiana, ottiene dalla Chiesa il riconoscimento delle sue virtù cristiane vissute in grado eroico sino all’offerta della vita per amore di Colui che è l’autore della vita. E, in quel giorno, unitamente ad altri due Beati, Teresa viene riconosciuta come Martire.

Terminato il percorso di questa Causa, Monsignore prende la decisione di iniziare il cammino dell’altra giovane, da lui conosciuta, ammirata e tanto amata: Chiara Badano.

Richiesto il parere ai Vescovi del Piemonte e posta domanda alla Congregazione per le Cause dei Santi, ne ottiene risposta positiva con il titolo di Serva di Dio.

L’11 giugno 1999, festa del Sacro Cuore di Gesù -esattamente cento anni dopo il giorno in cui Papa Leone XIII aveva consacrato il mondo al Sacro Cuore- mons. Maritano inizia ufficialmente l’Inchiesta per la Canonizzazione di Chiara, secondo le norme della Santa Sede per le Cause dei Santi, presso il vescovado di Acqui Terme.

Il Presule affermerà: “Mi è parso che la sua testimonianza fosse significativa in particolare per i giovani. C’è bisogno di santità anche oggi. C’è bisogno di aiutare i giovani a trovare un orientamento e uno scopo; a superare insicurezze e solitudine; i loro enigmi di fronte agli insuccessi, al dolore, alla morte; a tutte le loro inquietudini. È sorprendente questa testimonianza di fede, di fortezza da parte di una giovane di oggi: colpisce, determina molte persone a cambiare vita, ne abbiamo testimonianza quotidiana”.

La Chiesa di Acqui non poteva non prestare ascolto alla corale ammirazione e gratitudine a Dio da parte di tutti coloro che avevano conosciuto Chiara Badano. Si istituisce, quindi, un Tribunale in cui vengono ascoltati 72 testimoni.

Il 21 agosto 2000 il Processo diocesano si conclude. Il 23, due giorni dopo, la vicepostulatrice Mariagrazia Magrini, consegna il Transunto (12 volumi) in Vaticano. Dalle deposizioni di molti testi, la figura che emerge è quella di una ragazza “normale” che con tenacia e costanza, fin da piccola docile al soffio dello Spirito Santo, tende alla santità divenendo uno “straordinario esempio”, soprattutto per i giovani.

Chiara Badano innamorata di Gesù, da lei scelto come Sposo, gli “corre incontro” percorrendo con gioia, in offerta totale e fiducioso abbandono, la via dell’Amore.

Amava ripetere questa frase delle “sei esse”: «Sono santa se sono santa subito» e l’ha resa vita. Il 7 ottobre 2000, alla presenza del Postulatore, don Pasquale Liberatore sdb, del Promotore della Causa di canonizzazione, mons. Livio Maritano e della Vicepostulatrice, Mariagrazia Magrini, vengono aperti i sigilli presso la Congregazione delle Cause dei Santi. Ha così inizio la fase romana mentre, il 22 giugno 2001, viene firmato il Decreto di validità dell’Inchiesta diocesana sulla “Serva di Dio Chiara Badano, giovane laica”.

Riconosciuta la validità dell’Inchiesta, inizia la stesura della “Positio” che la vicepostulatrice redige sotto la guida del Relatore, p. Cristoforo Bove OFM. Lavoro analitico e impegnativo che si svolge intorno alla vita, alle virtù e alla fama di santità della Serva di Dio. Andrà alla stampa in due volumi per un totale di 1400 pagine, depositati presso la stessa Congregazione. Saranno oggetto di un esame che potrà giungere a riconoscere l’eroicità delle sue virtù cristiane.

La Biographia documentata viene terminata il 25 marzo 2003 e il Summarium, cioè l’analisi delle virtù cristiane vissute in grado eroico, unitamente al profilo spirituale della Serva di Dio, alla trascrizione delle testimonianze processuali e delle relazioni dei tre periti storici, è concluso il 6 Il 2 febbraio 2004 i due volumi, già stampati in più copie, vengono consegnati ai Teologi della Congregazione delle Cause dei Santi. Nel frattempo, a seguito dell’improvvisa morte del Postulatore viene nominato, per il medesimo ruolo, p. Florio Tessari OFM Cap.

Il 21 febbraio 2004, dopo aver raccolto e trascritto il materiale inerente a una presunta guarigione miracolosa avvenuta a Trieste nel 2001, si richiede al Vescovo del luogo di iniziare il Processo diocesano super miro. Processo che viene istituito il 25 marzo e concluso il 29 settembre 2004. “Guarigione del giovane Andrea Bartole da “Grave stato di shock settico sepsi meningococcica, sindrome di ARDS complicata da broncopolmonite basale destra, sindrome DIC, insufficienza renale acuta, manifestazioni cutanee petecchiali ed emorragiche con tendenza a confluire ematomi generalizzati e sofferenza ipossiemica generalizzata, sofferenza del sistema nervoso centrale diffusa”.

Il 13 dicembre 2006 detto Processo è dichiarato valido.

Il 16 novembre 2007 si riunisce il Congresso Speciale della Congregazione delle Cause dei Santi, costituito –a norma del Regolamento del medesimo Dicastero –dal Promotore Generale della Fede, che funge da Presidente, e dai previsti Consultori Teologi (i cui nomi sono tutti segreti), per discutere sull’eroicità delle virtù della Serva di Dio Chiara Badano. Alla Seduta ha preso parte, in qualità di esperto, p. Cristoforo Bove, Relatore della Causa.

Durante il Congresso teologico super virtutibus tutti i Teologi hanno dato risposta positiva al dubium super virtutibus, con unanime voto affermativo (9 su 9). I Consultori hanno rilevato l’estrema attualità della figura.

Estrapoliamo alcune piccole parti dai giudizi espressi dai Teologi: … Era soprattutto seminatrice di speranza e di gioia cristiana. … Grande fortezza nel dolore. Parallelismo tra la spiritualità agapica di S. Teresa di Lisieux. “Mistica della sofferenza”… “Al momento del congedo, come dichiara il Promotore Generale della Fede, i Rev.mi Membri del Congresso teologico hanno auspicato che questa esemplare giovane possa giungere presto, se così piacerà al Santo Padre, alla desiderata Beatificazione”.

Il 5 aprile 2008 segue la Consultazione di Cardinali e Vescovi.

Il 3 luglio 2008 il Santo Padre autorizza il Card. José Saraiva Martins –Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi- a promulgare con Decreto la Venerabilità della Serva di Dio Chiara Badano. Da quel momento è Venerabile.

Il 15 gennaio 2009 i medici convocati dalla Congregazione delle Cause dei Santi, hanno confrontato le rispettive valutazioni sul casi della guarigione attribuita all’intercessione della Venerabile Serva di Dio Chiara Badano, avvenuta nel 2001 a Trieste.

Unanimemente giungono alla conclusione della inspiegabilità di tale fatto per mezzo delle sole forze della natura. Si tratta di una guarigione “rapida, totale e duratura” dell’ adolescente Andrea Il 20 maggio 2009, si è riunito il Congresso speciale della Congregazione delle Cause dei Santi, costituito -a norma del medesimo Dicastero- dal Promotore Generale della Fede, che funge da Presidente e da altri incaricati a vario titolo- per discutere sul presunto miracolo attribuito all’intercessione della Venerabile Serva di Dio Chiara Badano, laica.

Al termine del dibattito, tutti i Consultori Teologi hanno espresso un giudizio affermativo (7 su 7) ravvisando nel caso in esame un miracolo operato da Dio per intercessione della Venerabile Chiara Al momento del congedo, i Rev.mi Membri del Congresso hanno auspicato che questa esemplare giovane, possa giungere presto, se così piacerà al Santo Padre, alla desiderata Beatificazione. Il 15 dicembre 2009 la suddetta relazione medica e il voto dei Consultori teologi è stato sottoposto a una “Congregazione ordinaria” di Cardinali e Vescovi che hanno approvato il voto unanime dei medici e dei teologi.

Il 19 dicembre 2009 Papa Benedetto XVI firma il Decreto di approvazione del miracolo attribuito all’intercessione della Venerabile Chiara Badano. Atto a cui farà seguito il rito della Beatificazione. Il 12 marzo 2010 l’annuncio della cerimonia di Beatificazione è stato diramato dalla diocesi di Acqui con il seguente comunicato: “Il Vescovo della diocesi di Acqui, mons. Pier Giorgio Micchiardi, unitamente alla Postulazione della Causa di canonizzazione, annuncia la prossima Beatificazione della Venerabile Serva di Dio Chiara Badano”.

Sabato 25 settembre 2010, alle ore 16, ha luogo il solenne rito di Beatificazione nel santuario della Madonna del Divino Amore (Roma – Castel di Leva), presieduto da S. Em. il Cardinale Angelo Amato, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Nel corso della celebrazione viene annunciata la data per la festa liturgica della Beata: il 29 ottobre.

Sono presenti circa venticinquemila persone, soprattutto giovani, giunti da ogni parte del mondo! Nell’aula Paolo VI, alle ore 20,30 i giovani animano un incontro di festa.

Domenica 26 settembre 2010 alle ore 10,30 nella basilica di San Paolo fuori le Mura, si celebra la Messa di ringraziamento, presieduta da S. Em. Il Card. Tarcisio Bertone, Segretario di Stato. Ora, per giungere alla Canonizzazione, si attende da Dio il dono di un nuovo “miracolo”, ottenuto per intercessione della Beata Chiara. Preghiamo, chiediamolo con umile fiducia e notifichiamolo alla Postulazione: sarà un rendere lode a Dio che opera meraviglie attraverso i “piccoli”!

Per info: www.chiaralucebadano.it

www.facebook.com/BeataChiaraBadanoPostulazione

Oppure rivolgersi alla Vicepostulatrice:

Mariagrazia Magrini - Via Sant' Ottavio, 5 Torino 10124

[email protected]

Fonte: http://gesu.altervista.org/documentazione/BeataChiaraLuceBadano/Uno-Splendido-Disegno-Chiara-Luce-Badano.html

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