Viaggio al Festival dei Giovani di Medjugorje: nel silenzio Dio sta rinnovando la Chiesa

di Benedetta Frigerio



Le cose più grandi avvengono lentamente, nel silenzio. Fuori dal caos del mondo moderno a cui i cristiani sono chiamati a resistere anche liberandosi della tv, della musica che stordisce, dei dispositivi tecnologici a cui siamo continuamente connessi. E’ così che si riesce a sentire la voce di Dio. Sono alcune delle riflessioni scritte dal cardinal Robert Sarah nel suo ultimo libro “La forza del silenzio” e lette alle 5 di mattina in viaggio verso Medjugorje, dove settimana scorsa, come ogni anno durante la prima settimana di agosto, si è svolto il Festival dei Giovani.

Il caldo torrido, che alle 14.30 supera i 50 gradi, fa sembrare il paesino dell’Erzegovina dove la Madonna appare da 36 anni come un sito fantasma. C’è un grande silenzio, appunto. La gente è ritirata nelle pensioni a mangiare in attesa che il Festival, durato dalle 9 fino alle 12, ricominci alle 17 per concludersi alle 22. A pranzo vicino a noi un “omone" dagli occhi azzurri e buoni mangia solo. Istintivamente viene da coinvolgerlo e fra una frase e l’altra pronunciata in francese capiamo che era un ex barbone, poi boxer, che “ho rubato e anche ucciso, poi mi sono convertito”. Sono passati circa trent’anni da allora, sebbene le sue mani siano piene di ferite che paiono ancora vive. Scopriamo di conoscerlo e di aver letto di lui. Il suo nome è Tim Guenard, legato al palo della luce a tre anni dalla madre che lo abbandonò senza versare una lacrima e picchiato dal padre fino al sangue, padre "che provai ad uccidere”. Oggi grazie all’amore di una donna (sua moglie da cui ha avuto 4 figli), della Madonna e di Gesù, ha perdonato i suoi genitori e aiuta chi è si è perso a tornare a vivere: “Dio mi ha donato la grazia di riuscire a guarire il cuore delle persone”. Tim ha raccontato la sua storia il giorno precedente, 3 agosto, di fronte a migliaia di giovani.

Verso le 15.30 i confessionali adiacenti alla parrocchia del paese sono già colmi di sacerdoti che, rigorosamente in talare o clergyman, sopportano un caldo tale da aver impedito ai pellegrini di salire i monti delle apparizioni nelle ore calde del giorno (a migliaia li hanno quindi scalati la notte). Durante la confessione di un frate, Emiliano, si sente ripetere quanto letto la mattina: “Il silenzio è necessario per chi vive una vita attiva, solo il silenzio profondo ci fa sentire il sussurro di Dio. Ho scritto un libro su questo si intitola "Silenzio: maestro dei maestri”". Alle 17, la testimonianza di una suora che ricorda la sua adolescenza, l’ossessione della perfezione fisica, la magrezza estrema, i pensieri continui e angosciosi che la tormentavano. Poi negli anni Novanta, l’incontro a Medjugorje con suor Elvira (fondatrice ella comunità di recupero Il Cenacolo): “La madre mi insegnò a pregare il Rosario a fare adorazione eucaristica. Così la Madonna mi liberò dai pensieri di morte e mi fece conoscere la felicità”. La donna infine ha il coraggio di provocare la libertà dei giovani presenti chiedendo loro di non soffocare la chiamata al sacerdozio o alla vita religiosa “se questa è la volontà di Dio”.

Alle 18 comincia il Rosario e la piazza di fronte all’altare esterno della basilica si riempie sempre più. All'inizio della seconda corona (18.30) saranno già presenti circa 30 mila persone. Alle 19 la Messa cantata ne ospita 40 mila. I sacerdoti concelebranti solo oltre 700. Il silenzio alternato ai canti e alla liturgia in croato impressionano per la regalità con cui si onora Cristo presente sull’altare. I giovani partecipano con un fervore impressionante, aiutati dalle radioline che offrono la traduzione in 23 lingue. La consacrazione eucaristica in latino ne vede a migliaia in ginocchio. Dopo la Comunione la volta ormai stellata sovrasta centinaia di uomini e donne raccolti in una preghiera profonda. Il cuore pare volare in alto (o forse è il cielo ad essere sceso in terra) grazie a tanto fervore. E i canti finali sono un’esplosione di gioia composta, perché piena di una pace raggiunta dopo ore di orazione di tutto il popolo. E' una pace che chiede tempo e che è quasi sconosciuta all’uomo moderno. Il Cardinal Sarah ha ragione: è questo il segreto della felicità che l’uomo moderno cerca, sbagliando, nell’evasione. Perciò viene spontaneo domandare con forza la grazia di una rinnovata fedeltà alla preghiera profonda.

Il giorno successivo, il 5 agosto, Medjugorje festeggia il compleanno della Madonna, (nel 1984 la Madonna aveva chiesto un triduo di preparazione di preghiera e digiuno per la sua nascita in questa data. Da allora a Medjugorje si festeggia sia sia il 5 agosto sia l'8 di settembre). Medjugorje freme e a centinaia portano rose e doni alla Madonna onorata su più altari. Il pranzo con vecchi e nuovi amici riporta alla mente il miracolo ricevuto in questo luogo sette anni prima, che poi fu la scoperta della strada per unirsi a Dio e trovare la cura alle ferite dell’anima. Di questo parlerò alle 17 dopo la preghiera davanti al Santissimo nella cappella dell’adorazione permanente adiacente alla Chiesa dove si riversa un flusso continuo di persone nonostante il caldo sempre più pesante. Alle 17.30 fra Alessandro, francescano noto per le sue lodi a Dio tramite il canto lirico, spiega in un altro modo il segreto della felicità “che, come l’amore, non è un sentimento ma una scelta: amare ciò che Dio ti mette davanti e dire di sì con fede, questa è la preghiera, l’offerta che rende lieti”. Il contrario dell’immaginazione di ciò che dovrebbe essere la vita, che invece uccide l’istante e l’esperienza presente lasciando l’uomo triste e frustrato.

Dopo il Rosario e la Messa si attende l’apparizione della Madonna al veggente Ivan. Sarà alle 22 sul monte Podbrdo dove saliamo alle 20.30 insieme a centinaia di persone che in preghiera o in silenzio si fanno luce con le torce. In cima si sentono da lontano i violini che animano l’adorazione notturna nel piazzale della Chiesa ancora colmo di migliaia di giovani. Al buio davanti alla statua della Madonna illuminata e sotto una luna quasi piena attendiamo l’apparizione cantando e lodando Dio, chi in piedi e chi in ginocchio. Poi il Rosario. Intorno a noi c’è chi piange piano, chi si sostiene a vicenda. I ragazzi e le suore della comunità Cenacolo sono riusciti a portare in cima una donna che fatica a reggersi in piedi. Quando la Vergine arriva la donna, con uno sforzo immenso si mette in ginocchio vincendo anche la nostra stanchezza. Un silenzio profondo cade sulla folla, la Madonna è qui: viene spontaneo implorare l’amore e la conversione per noi e per questo mondo, anche cristiano, immerso nella menzogna. La Madonna se ne va gioiosa dopo aver pregato a lungo su noi tutti: “Cari figli - afferma attraverso Ivan - anche oggi mi rallegro insieme a voi. Anche oggi desidero invitarvi a decidervi per Gesù. Vedo così tanti giovani che stanno ritornando a Lui, che si stanno decidendo per Lui e stanno cambiando. Pregate per i giovani, cari figli, pregate per le famiglie! La Madre prega per tutti voi. Specialmente in questo tempo di grazia, pregate di più! Pregate che mio Figlio nasca nei vostri cuori e vi rinnovi e permettete allo Spirito Santo di guidarvi. Grazie, cari figli, per aver anche oggi risposto alla mia chiamata”.

Di qui la speranza di un seme che si salva crescendo senza far rumore e la necessità di pregare finché, come ha ripetuto spesso la Madonna, “la preghiera non diventi gioia”. Mentre scendiamo la gente continua a ripetere l'Ave Maria, c'è chi si fa benedire dai sacerdoti presenti. Ci avviciniamo e mentre le mani del prete si poggiano sulle nostre teste, sentiamo con sorpresa le parole di chi, pur sconosciuto, sembra sapere nei dettagli chi siamo. Alle 5 della domenica partiamo mentre il sole si leva rosso. Il silenzio è interrotto solo da una flebile e lontana cantilena: sul monte Krizevac, sotto la croce, il Festival si sta concludendo con la Messa. La nostalgia della partenza, proprio nel giorno della Trasfigurazione del Signore, si unisce alla certezza rinnovata che il Paradiso, di cui in questo luogo prediletto si gusta l’anticipo con un’intensità unica, esiste. Il Signore nella confusione dei tempi e di una Chiesa la cui barca “si è riempita fino quasi a capovolgersi”, come ha detto di recente papa Benedetto XVI, sta costruendo il suo Resto e il suo Regno lentamente, in silenzio. E allo stesso modo lo costruisce in noi. Si rinnova così il desiderio della preghiera profonda. Il desiderio di stare davvero e sinceramente con Dio attraverso sua madre.

Fonte: http://www.lanuovabq.it/it/articoli-viaggio-al-festival-dei-giovani-di-medjugorjenel-silenzio-dio-sta-rinnovando-la-chiesa-20708.htm