Maria a Medjugorje

Messaggio del 9 giugno 1987: Figli cari! In questa parrocchia viene di giorno in giorno un maggior numero di persone. Per lo più sono persone che cercano Dio, che cercano il senso della propria vita: pregate molto per loro! Cari figli, voi dovete essere il volto di questa parrocchia, voi dovete essere la luce per queste persone che arrivano. Come riuscire a realizzare questo? Io vi dico: con la preghiera e solo con la preghiera.

Commento al messaggio del 25 dicembre 1990

Cari figli, oggi vi invito a pregare in modo speciale per la pace. Cari figli, senza la pace non potete sperimentare la nascita del piccolo Gesù, né oggi né nella vostra vita quotidiana. Per questo pregate il Signore della Pace perché vi protegga sotto il suo manto e vi aiuti a capire la grandezza e l'importanza della pace nei vostri cuori, così da poterla diffondere dai vostri cuori nel mondo intero. Io sono con voi e intercedo per voi presso Dio. Pregate, perché satana desidera distruggere i miei progetti di pace. Riconciliatevi gli uni con gli altri e offrite la vostra vita per far regnare la pace su tutta la terra. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!
PACE, PACE, PACE, PACE, PACE, PACE E PACE
Nel messaggio di questo mese, Nostra Signora ripete la parola pace almeno sette volte, cosa che non accade spesso. E molto difficile dire se questo messaggio si riferisca o meno a qualcosa di specifico che sta acca­dendo nel mondo. In futuro sarà possibile confrontare i messaggi con le situazioni attualmente in corso. Vorrei menzionare due situazioni che dimostrano quanto sia opportuno porsi questa domanda. Anche nel mes­saggio del luglio di quest'anno, Maria ha ripetuto la parola "pace" sette vol­te e qualche giorno dopo scoppiò la crisi nel Golfo Persico, tuttora irrisolta. Poi, qualche tempo dopo, il 17 agosto, anche qui in Croazia si fecero senti­re le prime tensioni, quando vennero erette le prime barricate. Poi ancora, qualche mese dopo il 16 novembre, due giorni prima delle prime elezioni libere in Bosnia Erzegovina, la Madre di Dio invitò i veggenti e i parrocchia­ni a salire sul Monte Krizevac per la preghiéra serale.
Alle 10.30 apparve ai veggenti e invitò tutti i presenti a pregare molto e a fare sacrifici per la pace. Quindi, l'idea che Maria, in modo molto discreto, faccia riferimento a eventi concreti nel mondo sorge spontanea. Quando guardiamo al grande progetto, alla realizzazione della pace nel mondo, risulta più facile capire che queste apparizioni sono in relazione con le situazioni nel mondo. Fin dall'inizio, Maria ha parlato ai veggenti e a tutti gli uomini di buona volontà con parole che non dobbiamo dimenticare: "Con le preghiere e il digiuno si possono evitare anche le guerre". Con quelle parole, siamo stati resi tutti personalmente responsabili della situazione nel mondo. Nel messaggio di due mesi fa, la Madonna ci ha invitato alla preghiera, al sacrificio, alle buone opere, perché Satana cerca di distrug­gere la pace con tutta la sua forza. Così, le nostre armi in questa lotta con­tro i poteri del male e le loro intenzioni sono la preghiera, il sacrificio e le buone opere.
Senza essere pessimisti o profeti della fine del mondo, risulta chiaro che questo tempo è particolarmente bello e particolarmente difficile.
Ci sono tanti movimenti e individui che si impegnano per la causa della pace e che cercano di fare tutto il possibile affinché la pace diventi una realtà per tutti i popoli di tutte le razze, ma, d'altra parte, ci sono anche molti più rischi di distruzione universale di quanti ce ne siano mai stati nel­la storia dell'umanità.
Quello che succederà dipenderà da chi di noi prega, digiuna, fa sacrifi­cio. Possiamo ancora essere ottimisti, perché Maria è riuscita a mobilitare molti uomini di buona volontà in tutto il mondo, che si impegnano instan­cabili nella causa della pace e che la seguono sul suo cammino.

IN MODO SPECIALE
Ancora una volta ci possiamo chiedere cosa può significare questa espressione e a questa domanda dobbiamo trovare una risposta soddisfa­cente. Per farlo, dobbiamo accettare che esiste un modo normale di prega­re e di impegnarsi, un modo che non è t'speciale", che è invece quello al quale Nostra Signora ci sta invitando. Il modo normale potrebbe essere quello che adottano molti cristiani quando, a volte, pregano per la pace con scarsa consapevolezza. Ogni volta che preghiamo Nostro Padre, comunque, preghiamo per la pace, perché preghiamo per il Regno di Dio. Lo facciamo anche a messa, ma non è ancora sufficiente. Maria, come Regina della Pace, nella sua scuola di pace desidera che ci impegniamo in modo molto consapevole. Nel messaggio di ottobre troviamo la risposta alla nostra domanda. Lei desidera che preghiamo, che facciamo sacrificio, che compiamo buone opere e che facciamo tutto questo in favore della pace, perché, come abbiamo sentito, sull'altro versante l'eterno nemico della salvezza dell'umanità lotta contro la pace con tutta la sua forza. Co­me dice in questo messaggio, il diavolo non si stanca mai e corre all'im­pazzata, come un leone ruggente a caccia di prede; allora, l'impegno cri­stiano deve farsi davvero consapevole e chiaro nei suoi scopi.
La pace nei nostri cuori, nelle nostre famiglie, nella Chiesa e nel mondo deve essere l'intenzione cara ai cuori di noi tutti. Portarci la pace è un'in­tenzione veramente seria della Madre Benedetta e, quindi, noi dobbiamo darLe una risposta "in modo speciale". Anche per tale ragione, quel modo implica la preghiera, il sacrificio e le buone opere. Questa intenzione deve essere offerta per la pace nel mondo, ma anche per i popoli, per i presiden­ti o i gruppi che non vogliono la pace, bensì la guerra. Dovremmo offrire le nostre preghiere anche per coloro che organizzano le giornate di preghie­ra, gli incontri di preghiera o i giorni di digiuno. In tal modo ci muoverem­mo veramente nel senso che Nostra Signora intende.
Non ci è sconosciuto che lei ha chiesto chiaramente delle novene ai veg­genti e giorni di digiuno ad alcune persone nella Chiesa e nel mondo, ma questo rimane certamente un loro affare privato.

SENZA LA PACE VOI NON POTETE SPERIMENTARE LA NASCITA DEL PICCOLO GESÙ NÈ OGGI NÈ NELLA VOSTRA VITA QUOTIDIANA
La pace nei nostri cuori è la condizione che permette a Gesù di nascere nel nostro cuore, un evento che non dipende dai giorni di festa o da date particolari, ma dipende dal nostro rapporto con Dio e con gli uomini. La pace è una grazia di Dio e il frutto dell'amore, del perdono, della riconcilia­zione e della misericordia. È il frutto della combinazione di queste cose. Per tale ragione, la pace è la condizione per la nascita di Gesù. Ci è data l'occa­sione di vivere costantemente il Natale, il che significa vivere circondati dalla pace e dalla gioia. Altrimenti, rischiamo addirittura di non sperimen­tare il Natale nemmeno nel giorno che gli è dedicato. Ci lamentiamo spes­so che la nostra vita quotidiana, stressante e frettolosa, non ci permette di pregare, di digiunare o di andare alla messa, ma se cambiamo la nostra mentalità la nostra vita può diventare una Betlemme.
Gesù nacque in una stalla, quindi in un contesto non molto umano e que­sto ci indica qualcosa di molto importante. Anche se nella vita di tutti i giorni ci troviamo costretti ad accettare molte cose inumane e non cristia­ne, nonostante tutto il sudiciume questa nostra vita quotidiana può diven­tare il luogo di nascita di Gesù. Dio ci ha reso possibile fare il primo passo, ma ad un'unica condizione, quella di essere aperti a Lui.
Con quest'unica condizione soddisfatta, Egli può venire a noi. Se consentiremo alle nostre fantasie e ai nostri desideri di muoversi liberamente, allora ci troveremo di fronte alla possibilità che la nostra vita quotidiana diventi un Natale. Ciò implica una costante apertura fra tutti noi, fra tutta l'umanità, fra tutte le nazioni e uno sforzo costante a scambiarci l'un l'altro i doni e a sorprenderci l'un l'altro con l'amore.
In tal modo, la vita potrebbe divenire molto bella per ognuno. Inoltre, non dovremmo dimenticare che non abbiamo bisogno di tante cose per essere felici; è sufficiente costruire nuovi rapporti. Più invece ci allontaniamo da un'atmosfera cristiana, più difficile ci risulterà soddisfare i desideri del nostro cuore.
Per esempio, potremmo pensare con gratitudine al fatto che quest'anno sia stato possibile fermare gli scontri e tutte le tensioni conseguenti che affliggono l'irlanda del Nord nel giro di soli 3 giorni.
Quello è stato il frutto dell'ispirazione che viene dal Natale, un Natale che possiamo vivere continuamente.
Che il Signore della Pace ci consenta di essere condotti da quell'atmosfe­ra natalizia in ogni nostra decisione nella nostra frettolosa vita quotidiana. La stessa Medjugorje è un Natale perpetuo come a Betlemme, dove molti vengono come pastori a scoprire Maria assieme a Gesù, a vivere la pace, per poi tornare a casa cantando, vivendo in pace e con il desiderio di por­tarla agli altri.

IL SIGNORE DELLA PACE
È’ la prima volta che incontriamo questa espressione nei messaggi della Madonna. Conosciamo Gesù come Re della Pace, come Principe della Pace, ma Egli è anche il Signore della Pace. Da ciò dobbiamo concludere che la pace dipende solo da Lui e che la pace è il suo dono ad un'umanità senza pace. Dobbiamo pregarlo di più e assieme a Lui cercare la pace, in "modo speciale". E questo il miglior modo per avere la pace. Egli è il Signore della Pace perché, come nessun altro governante a questo mondo; Egli ha dato la sua vita per ciascuno di noi, cosicché nessuno di noi potes­se essere distrutto e nessuno andare perduto. Tutti gli altri governanti han­no invece voluto che il loro popolo sacrificasse la propria vita per le loro glorie terrene. Attraverso il sacrificio della sua vita e attraverso la richiesta rivolta al Padre dalla Croce di perdonare tutto a tutti, Gesù è stato ricono­sciuto e glorificato non solo come il Re della Pace, ma anche come il Signore della Pace.
Noi dovremmo pregarlo di prenderci sotto il suo mantello e di protegger­ci. La possibilità che ci viene offerta di non perderci in questo momento della storia dell'umanità è una grande opportunità per tutti noi. Egli deside­ra proteggerci, ma solo se noi lo vogliamo. Attualmente, tutti noi, a livello individuale, come le nostre famiglie, la Chiesa e il mondo, siamo esposti ad un altissimo rischio di distruzione. Ci stiamo rendendo conto sempre di più che abbiamo danneggiato la natura e compromesso le sue leggi a tal pun­to che un giorno pagheremo caro quanto abbiamo fatto. Ecco allora che dovremmo affidare tutta la Natura alla protezione del Signore della Pace nelle nostre preghiere e nelle nostre richieste. All'inizio delle apparizioni, ci è stato detto che con le preghiere e il digiuno potevamo evitare le guerre e cambiare le leggi naturali.
Dobbiamo tenerlo presente continuamente! Tutto l'inquinamento del mondo, e le bombe nucleari e i raggi radioattivi, ci pendono sul capo come una spada di Damocle. Se mai, in qualsiasi momento, le bombe chimiche venissero impiegate, allora non potremmo evitare l'avvelenamento e il soffocamento. Questi pencoli esistono, perché le leggi naturali sono quelle che sono, ma secondo le parole di Maria, tutto questo può essere allonta­nato se preghiamo.
Ecco quindi che ci viene data questa meravigliosa opportunità di prega­re il Signore della Pace affinché ci protegga, e...

PERCHÉ VI AIUTI A CAPIRE LA GRANDEZZA E L'IMPORTANZA DELLA PACE NEI VÒSTRI CUORI
Allora Egli dona anche la grazia...

SARETE CAPACI DI DIFFONDERE LA PACE DAI VOSTRI CUORI AL MONDO INTERO
Dobbiamo considerare il nostro cuore il centro della pace o paragonarlo forse a un piccolo trasmettitore, come quelli elettrici. Più cuori ci sono che vivono in pace, più sarà facile effondere la pace in tutta la terra. 1 peggiori nemici di quella pace sono i cuori distrutti dal peccato, che con il peccato si sono separati dagli altri e che rendono impossibile la diffusione della pace. Quindi, benedetti siano i puri di cuore perché saranno chiamati figli del Padre.

RICONCILIATEVI GLI UNì CON GLI ALTRI
Qui, ancora una volta, troviamo una risposta chiara e specifica a quello che dovremmo fare. In queste apparizioni, queste parole sono ripetute instancabilmente. La riconciliazione è il processo fondamentale che si sup­pone avvenga in ogni anima, è il processo di intima liberazione da ogni vin­colo e da ogni catena, è il processo in cui vengono abbattuti tutti i muri e tutti gli ostacoli che abbiamo costruito per mancanza d'amore.
Per riconciliarsi basta solo accettare se stessi per quello che si è e gli altri per quello che sono e ricominciare oggi a ricostruire il mondo, nelle picco­le e nelle grandi cose. La riconciliazione significa anche spazzare via ogni idea sbagliata che abbiamo gli uni degli altri e rendersi capaci di accettare la nuda realtà della nostra debolezza e della nostra incapacità. Ad esem­pio, i figli abbandonati o trascurati dai genitori impareranno a capire che essere adulti o essere padre o madre non significa sempre essere maturi, santi o capaci di amare totalmente; allora, per loro sarà più facile perdona­re e non formulare giudizi. La riconciliazione può poi significare un'espe­rienza profonda della nostra comune origine in Dio e da Dio.
Sì, dobbiamo cambiare per poter ridivenire figli dell'unico Padre Divino ed accettare Maria quale nostra madre. Nel mondo attuale troppe volte si è ciechi, non si riconosce il profondo legame che ci unisce, e che ci è stato donato da Dio. Noi siamo legati gli uni agli altri e ogni nuova relazione fra gli individui nascerà facilmente da quel legame che ci viene dato da Dio. La riconciliazione ci condurrà tutti alla giustizia e alla misericordia, grazie alle quali diminuiranno l'orgoglio, l'egoismo e l'ineguale distribuzione della ric­chezza. La riconciliazione dà vita a uomini di buona volontà. Ecco, ora possiam6 capire quanto siamo lontani gli uni dagli altri e quanto ci siamo allontanati gli uni dagli altri, quanto profondi e vasti sono gli abissi che abbiamo scavato fra noi, facendo sì che perdiamo facilmente la fiducia nel prossimo e condanniamo noi stessi e gli altri all'eterna mancanza di ricon­ciliazione! Il divario che abbiamo costruito è tale che perdiamo coraggio e definiamo gli uomini di buona volontà degli ottimisti, degli euforici, degli utopici e dei fanatici. Ecco, il Natale ci viene dato affinché possiamo rica­vare nuovamente il coraggio ed aprire i nostri cuori alla pace, come una grazia e come frutto dell'amore. Per tale motivo, Medjugorje ci è stata data come esempio di una creatura costantemente rinnovata e chiamata alla pace. lì solo fatto che Maria continua a ripeterci che è con noi, che prega per noi e che intercede per noi serve a quello scopo. Attraverso di lei, Dio ha pronunciato ancora una volta un fermissimo "sì" a tutti gli uomini, a tut­ti i suoi figli e a tutta la natura. Lo ripete giorno dopo giorno a Medjugorje e Maria, con il suo permesso, ci sta insegnando come ottenere la pace e come possiamo personalmente aiutare tutto il mondo.

O Signore della Pace, noi Ti lodiamo e Ti glorifichiamo per averci dato Tuo Figlio Gesù. Attraverso di Lui, Ti sei riconciliato con il mondo intero e ci hai mostrato chiaramente ancora una volta di essere nostro Padre. Donaci la Tua pace e proteggici affinché, attraverso noi, la Tua pace possa essere dif­fusa in tutto il mondo. Affidiamo alla tua protezione noi stessi, le nostre famiglie, il mondo intero, le regioni che soffrono la guerra e la fame e tutti coloro che si stanno distruggendo nella ricerca della pace, avendo adottato i mezzi sbagliati, per ignoranza o per cattive intenzioni! Affidiamo inoltre alla tua protezione le leggi della natura, affinché Tu possa sanarle e affin­ché noi stessi possiamo riconciliarci con essa.
Noi ti ringraziamo, o Signore della Pace, per le nuove opportunità che desideri darci in questo tempo speciale. Aprici gli occhi e rendici capaci di vederTi e di riconoscerTi e di operare sempre per la pace. Attraverso Maria, aiutaci a sentire sempre nei nostri cuori il canto degli angeli: 'Gloria a Dio nell'alto dei Cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà". Fa' che lo pratichiamo nelle nostre vite, per la Tua gloria e per il bene di tutti gli uomi­ni, i Tuoi figli e le Tue figlie, e per la guarigione di tutta la natura. Amen.
Medjugorje, 27 dicembre 1990