Maria a Medjugorje

Messaggio del 7 novembre 1985:Cari figli, vi esorto all'amore verso il prossimo, e soprattutto all'amore verso chi vi procura del male. Così, con l'amore, potrete apprezzare le intenzioni del cuore. Pregate ed amate, cari figli: con l'amore potrete fare anche ciò che vi sembrava impossibile. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

Commento del messaggio del 25 febbraio 1991

Cari figli, oggi vi invito a decidervi per Dio, perché l'allontanamento da Dio è frutto della mancanza di pace nei vostri cuori. Dio solo è pace. Per questo avvicinatevi a Lui tramite la vostra preghiera personale e dopo vivete la pace nei vostri cuori. Così la pace dai vostri cuori potrà correre come un fiume in tutto il mondo. Non parlate di pace, ma praticatela. Io benedico ognuno di voi e ogni vostra buona decisione. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!
VI INVITO A DECIDERVI PER DIO
Fra i messaggi principali troviamo l'appello a credere in Dio. Avere fede significa affidarsi a Dio in qualsiasi situazione della vita, nelle situazioni belle come in quelle brutte. La fede è profondamente legata alla fiducia: quando c'è la fede c'è anche la fiducia e se non c'è la fede, la fiducia non può dimorare nel cuore umano. In questi tempi, molti dèi si impongono all'uomo, promettendogli pace e sicurezza. Promettono una pace facile, senza chiedere una conversione o un cambiamento nella vita dell'uomo. L'uomo crede in questi dèi e falsi profeti e resta privo di pace.
Colui che ha preso una direzione sbagliata e si è incamminato verso la direzione sbagliata alla fine non potrà mai giungere nel posto giusto. Pro­prio in questi tempi, tanto complicati, in cui tante luci lampeggiano davan­ti ai nostri occhi e tante voci ci risuonano nelle orecchie, l'uomo fatica a restare sul giusto cammino se non si decide radicalmente per Dio. lì giusto cammino ci è stato descritto con molta chiarezza.
La nostra vita è un dono di Dio, che ha deciso per noi esseri umani e cammina al nostro fianco sul nostro cammino umano. Egli ci insegna ad accettarci l'un l'altro con amore e ad essere pronti a morire l'uno per l'altro per amore. Questo perché ogni uomo è stato donato e a sua volta dona se stesso.
Quindi, decidersi per Dio include anche decidersi per l'uomo e decidersi per Dio trova la sua conferma nel rapporto che intratteniamo con il nostro prossimo. I tanti poteri distruttivi, le tante luci che ci accecano, le tante voci che ci assordano rendono gli uomini incapaci di accettare se stessi e gli altri seriamente. Sono all'opera e sono anche il segno che manca una decisione per "l'uomo reso Dio".
L'uomo, che dovrebbe essere "divinizzato" dalla presenza di Dio ha per­duto la via. Nei messaggi e nel consiglio datoci dalla Madre di Dio come Regina della Pace, decidersi per Dio significa lasciarsi guidare da Dio.
Tale guida comincia con il Credo che preghiamo ogni giorno e che costi­tuisce il nostro cammino ed il nostro orientamento.

L'ALLONTANAMENTO DA DIO HA COME FRUTTO LA MANCANZA DI PACE NEI VOSTRI CUORI
Tutta la sofferenza dell'uomo si basa su questo. Poiché l'uomo è una creatura di Dio, Dio è la fonte della vita e quindi del cammino, della luce e della verità. Allora, allontanarsi da Dio implica chiaramente e senza ecce­zioni rimanere privi delle condizioni necessarie alla vita. Non appena l'uo­mo si allontana, si sente distante e isolato, è minacciato ed esposto alla profondità del suo essere. Nell'anima, questa condizione provoca la man­canza di pace. Ecco perché molti oggi si sentono impazienti e perché il loro cuore grida come il cuore di sant'Agostino, affamato di pace e sicurezza, cose che il mondo e la lontananza da Dio non possono dare, cose che solo la vicinanza e la presenza di Dio possono dare. Il paradiso è sostanzialmen­te la presenza di Dio accanto a noi, il nostro trovarci nella sua Luce; l'infer­no è la totale assenza di Dio e quindi la totale assenza della pace.
Tale lontananza e la sofferenza che ne deriva non possono essere supera­te cercando degli espedienti per dimenticare. Sempre più persone cercano di farlo ricorrendo alle droghe o all'alcol che stordiscono e/o alle cose materiali. Quella sofferenza può essere superata solo convertendosi total­mente e radicalmente a Dio. La lontananza dà luogo alla mancanza di pace e la mancanza di pace dà luogo alla lontananza. Potrete uscire da questa trappola solamente decidendovi per Dio! Egli è vicino al suo popolo come nessun altro perché il suo nome è Emanuele, che significa Dio per il suo popolo e con il suo popolo. Allora, il processo di conversione può essere concepito come il cammino della gioia che ci porta via dalla lontananza, via dalla mancanza di pace e nella vicinanza a Dio e nella vera pace.

DIO È LA PACE STESSA
Migliaia di pellegrini beneficiano di questa grazia a Medjugorje. Si lancia­no nell'abbraccio del Padre presente, amorevole e compassionevole, pro­prio come fece il figliol prodigo. Guariscono dalle ferite causate dalla di­stanza e dalla mancanza di pace. Le lunghe code di pellegrini che aspetta­no pazienti davanti ai confessionali sono la miglior prova che la lontananza soffocante a Medjugorje può essere superata. Attraverso Maria, la Regina della Pace, Dio si è nuovamente avvicinato, proprio come fece molti anni fa con santa Elisabetta. Molti esultano e celebrano il fatto di aver ricono­sciuto e sentito la vicinanza di Dio. Molti hanno sentito il saluto del Dio, che è vicino all'uomo e lo ama, proprio come fece il futuro grande profeta Giovanni il Battista quando era in grembo a sua madre Elisabetta. Essi sono stati salvati dal peccato, cioè dall'allontanamento da Dio, e vennero tirati fuori dall'isolamento. Da ciò si sviluppa una nuova comunità, molti si sentono rinati e, con grande sorpresa, riscoprono la gioia di vivere.
L'esperienza di sant'Agostino dì cui parlavamo è la stessa di tanti pelle­grini di Medjugorje.
Molti qui hanno confermato quanto disse santa Teresa d'Avila e che potrete trovare scritto nei conventi del suo ordine, spesso nella sala d'a­spetto: "Dio solo mi basta". Questo non significa che non c'è bisognodel­l'uomo o che questo va contro il prossimo, ma è un monito molto semplice per chi si sente minacciato ed insicuro nel più profondo della sua anima. Dio ha creato il cuore umano per Se Stesso e quel cuore non può avere pace senza il suo Creatore.

AVVICINATEVI A LUI TRAMITE LA VOSTRA PREGHIERA PERSONALE E DOPO VIVRETE LA PACE NEI VOSTRI CUORI
Quando Dio è entrato in un cuore come un dono di pace, allora una gran­de pace potrà insinuarsi in quella vita. In questo modo il Regno deI Paradiso che attendiamo può cominciare sulla terra già da ora. Lo stesso Gesù ha conquistato e vissuto il Regno della Pace sulla Croce. Non ha risposto ai colpi con altri colpi.
Non ha risposto con la vendetta ma ha perdonato con amore e ha propo­sto la riconciliazione. In questo senso, le parole di Gesù dovrebbero essere vissute mentre le recitiamo nella preghiera che precede la Comunione durante la Santa Messa: "Vi do la mia pace". Questa pace non è quella che dà il mondo, che non la conosce, ma la pace che ognuno può "conoscere" perché il Padre l'ha preparata per tutti attraverso suo Figlio.

PRATICATE LA PACE
Maria la Regina della Pace ci esorta a convertirci, che significa lasciare l'isolamento e avvicinarci, superare la mancanza di pace e vivere i nostri giorni in pace con gli altri.
Si offre come guida verso la pace e dice molto chiaramente che Dio ci dona la pace perché EGLI È LA PACE. La pace in Dio è la dinamica d'amo­re per la quale ogni cosa creata viene amata e sostenuta. Non è l'indiffe­renza di un Dio che ama solo se stesso, che si soddisfa da solo e che guar­da il mondo tranquillamente dall'alto del suo Olimpo. Dio è pace e fonte di pace e quindi anche la fonte di ogni dinamica e di ogni attività.
Non è per caso che coloro che si sono immersi totalmente in Dio ed han­no condiviso la sua pace in modo più profondo siano diventati poi le perso­ne più attive nell'amore.
Noi siamo poveri, stanchi, esausti, senza voglia di vivere e senza la forza di superare le difficoltà perché non ci siamo ancora riuniti come figli e figlie, fratelli e sorelle del solo Padre attorno alla Tavola della Pace Divina. Quindi, abbiamo perso molto e molto ci è mancato sul difficile cammino della vita; il nostro cuore dovrebbe continuare a ripetere a Dio, che è solo pace e chè può donarla: "Tu sei la mia pace, la mia sicurezza, la mia fortez­za e la mia protezione". L'appello di Maria ad "avvicinarsi a Lui e un consi­glio rivolto a noi e al nostro ultimo appiglio di salvezza.
Avvicinarsi a Lui non è solo possibile, ma vitale ed importante per la nostra sopravvivenza. L'alternativa è molto chiara. O l'uomo vive accanto a Dio e riceve la vita nella pienezza, nella pace e nella gioia, o si trova nella morte, nell'oscurità e nella totale solitudine. Tornare a Lui è possibile e accade nella preghiera individuale. La parola che Maria ripete più spesso nei suoi messaggi è: "Pregate". Ci sono persino dei messaggi in cui ripete solo: "Pregate, Pregate, Pregate". Con questa ripetizione, la Madonna dimostra l'importanza della preghiera e sottolinea la sua insistenza mater­na. Non mi pare un'esagerazione, se penso ad una situazione che ogni madre può vivere. Quando vede il suo bambino che sta annegando o che è avvolto dalle fiamme, con quale insistenza e quante volte grida: "Afferra l'appiglio della salvezza!". Quindi, pregate ed avvicinatevi a Colui che vi ha dato la vita, il solo che può salvarla e garantirvi la pace. Qui si parla della preghiera personale, che significa l'incontro personale, il dialogo persona­le e l'unione personale con Dio. In questo modo "personale" possiamo vedere il nostro Dio mentre ci corregge. Nessuna preghiera di massa o imposta è recitata con amore. Si tratta invece di comparire da individui al cospetto di Dio e starè da soli con Lui. In questo "stare con Lui" e passare del tempo con Lui si opera allora il rinnovamento della vita, la rinascita del­l'amore e l'approfondimento della pace.
La preghiera personale è una pioggia primaverile che risveglia la natura e genera tepore per i germogli che l'inverno aveva ghiacciato. In pratica corrisponde alla lettura della Bibbia, all'ascolto della Parola di Dio, alla recita del Rosario da soli o con la famiglia, nelle ore tranquille del giorno o nelle ore della sera che impieghiamo per riunirci nei gruppi di preghiera: tutto questo deve favorire l'avvicinamento. Questa vicinanza speciale ci èassicurata dalla presenza eucaristica.
Così, l'Eucarestia è il centro della vita cristiana. La fede ci dice che è Gesù che si offre nel Pane della Vita e che possiamo incontrarlo qui. La vicinanza del suo amore compassionevole si può poi trovare nel sacra­mento della Confessione.
In tutto questo, pensiamo alle parole di Gesù: "Avvicinatevi a me e io vi darò l'acqua della vita". Anche Maria è con noi come Regina dei Profeti e il suo compito è lo stesso di quello dei profeti, renderci consapevoli che Dio si lascia trovare e che dovremmo cercarlo per il nostro stesso bene.

IO BENEDICO OGNUNO DI VOI
Nei suoi messaggi Maria inviaspesso la sua benedizione materna. Essere benedetti significa ricevere amore e bene e portarli agli altri. La benedizione esclude qualsiasi azione aggressiva e distruttiva rivolta a se stessi, agli altri o alla natura. Maria benedice anche le buone decisioni. Proviamo ad immaginare di essere nel mezzo della Quaresima, in cui cer­tamente abbiamo preso qualche buona decisione: pregare di più, o digiu­nare di più, o raccoglierci più spesso e quindi morire la morte con Gesù e vivere la nuova vita assieme a Lui nella Risurrezione.
Che il Signore Onnipotente per intercessione di Nostra Signora, Regina della Pace, ci benedica tutti per questo. Amen.

Santo Domingo, 27 febbraio 1991