Maria a Medjugorje

Messaggio del 4 agosto 1994: Desidero che in questo tempo preghiate in modo particolare per le famiglie e per i sacerdoti. Io vi sono vicina e vi accompagno con la mia preghiera.

Commento di Padre Ljubo Kurtovic a Radio Maria

Cari figli, desidero ringraziarvi di cuore per le vostre rinunce quaresimali. Desidero incitarvi a continuare a vivere il digiuno con cuore aperto. Col digiuno e la rinuncia, figlioli, sarete più forti nella fede. In Dio troverete la vera pace, attraverso la preghiera quotidiana. Io sono con voi e non sono stanca. Desidero portarvi tutti con me in paradiso, per questo decidetevi ogni giorno per la santità. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.
La Vergine Maria, come vera Madre, ci ringrazia per le rinunce quaresimali. La Madre Maria ci ringrazia perché ci ama; solo il cuore pieno di amore sa ringraziare. Le rinunce che abbiamo fatto e che faremo servono e aiutano prima di tutto a noi. La Vergine Maria viene per noi e ci invita perché ci ama. Noi dobbiamo essere grati a Maria perché viene a noi, appare e ci invita anche oggi a continuare le rinunce e a vivere il digiuno. “Con il digiuno e le rinunce, figlioli, sarete più forti nella fede” ci dice la Madre celeste. Il digiuno e la rinuncia sono le condizioni, direi, indispensabili per ricevere la grazia di Dio. La nostra rinuncia si può paragonare ad un vaso dove Dio versa la sua grazia.

La beata Madre Teresa diceva: “E’ necessario svuotare noi stessi perché Dio possa riempirci con la sua grazia”. Il digiuno e la preghiera fanno parte del nostro lavoro nella fede. Come diceva S. Agostino: “Dio ci ha creati senza di noi, ma non ci salverà senza di noi”. Nella quaresima dobbiamo fare rinunce e penitenze come se la salvezza dipendesse da noi e insieme pregare come se la salvezza dipendesse solo da Dio. Pregare e non fare le rinunce è lo stesso come fermarsi a metà strada, è come remare in una barca che è legata alla spiaggia; non ci muoveremo finchè non sleghiamo la barca. Non possiamo buttare via il peccato dal nostro corpo e dal mondo, ma possiamo morire al peccato e allora esso non avrà la forza su di noi. La rinuncia è morire al peccato. Quando la Vergine Maria parla della rinuncia e del digiuno, non pensa soltanto alla rinuncia e al digiuno corporale. Il digiuno corporale comprende bene sempre il digiuno spirituale. Fare soltanto il digiuno corporale ci può portare all’orgoglio, al formalismo e al fariseismo. Il digiuno e la rinuncia ci possono portare alla dimostrazione della nostra forza, invece di sottomettere la nostra volontà alla volontà di Dio. In uno dei suoi messaggi la Madre celeste ci dice: “Cari figli, il digiuno è diventato un’abitudine che nessuno vuole interrompere: digiunate con il cuore, cari figli”. Come diceva Padre Slavko: “Il digiuno e la preghiera vanno sempre insieme”. Non si può digiunare senza amare e non si può amare senza digiunare.

Anche la preghiera, come il digiuno, è la nostra risposta all’amore di Dio. Il digiuno non si può dividere dalla preghiera. Il digiuno senza la preghiera è soltanto una dieta dimagrante. Chi fa dieta, si può dire che gira attorno a sé stesso, invece chi digiuna è rivolto tutto a Dio, tutto il suo cuore, tutto il suo intimo: Dio è al primo posto. La nostra quaresima non dovrebbe finire con la Pasqua. Tutta la nostra vita è una lotta per ottenere la libertà. Non ha senso rinunciare ad alcuni vizi soltanto nella quaresima e dopo la quaresima continuare come prima. Così la rinuncia può essere un auto-inganno e la quaresima diventa solo una pausa nelle nostre dipendenze. L’uomo si può trovare nell’orgoglio e dire: “io sono forte, io posso, io ce l’ho fatta”. Invece il senso della rinuncia, della quaresima e del digiuno è che l’uomo rinneghi sè stesso e sottometta la propria volontà alla volontà di Dio. La Vergine Maria non vuole rubarci qualcosa e privarci delle gioie della vita, ma vuole che godiamo e abbiamo quella vita in abbondanza che Gesù ci ha donato. Così infatti ha detto in un messaggio: “Cari figli, soltanto mio Figlio vi può donare la vera pace e la vera gioia; cari figli, non ingannatevi!”. Aiutiamo la Vergine Maria, ma prima di tutto aiutiamo noi stessi, come ci ha detto: “Cari figli, aiutatemi perché io possa aiutarvi”.