Maria a Medjugorje

Messaggio del 2 febbraio 2009:Cari figli, oggi con cuore materno desidero ricordarvi, cioè avvertirvi dell’immenso amore di Dio e della pazienza che scaturisce da esso. Il vostro Padre mi manda e aspetta. Aspetta i vostri cuori aperti pronti per le sue opere. Aspetta i vostri cuori uniti nell’amore cristiano e nella misericordia nello spirito di mio Figlio. Non perdete tempo, figli, perché non ne siete padroni. Vi ringrazio.

Commento di Padre Danko Perutina a Radio Maria

Cari figli, con il tempo quaresimale voi vi avvicinate ad un tempo di grazia. Il vostro cuore è come terra arata ed è pronto a ricevere il frutto che crescerà nel bene. Figlioli, voi siete liberi di scegliere il bene oppure il male. Per questo vi invito: pregate e digiunate. Seminate la gioia e nei vostri cuori il frutto della gioia crescerà per il vostro bene e gli altri lo vedranno e lo riceveranno attraverso la vostra vita. Rinunciate al peccato e scegliete la vita eterna. Io sono con voi e intercedo per voi presso mio Figlio. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.
Buon Natale! Che la gioia del piccolo Gesù illumini il vostro cuore!

Nel messaggio di questa sera la Madonna ci insegna come preparare il nostro cuore nel tempo quaresimale che si avvicina. Prima di tutto Lei ci invita al digiuno e alla preghiera, che sono stati sempre i segni più importanti della Quaresima. Gesù con il suo esempio ci insegna come dobbiamo prepararci. Lui si è ritirato nel deserto, dove ha digiunato e pregato per quaranta giorni prima di iniziare il suo ministero pubblico. Mosè sul Sinai ha trascorso lo stesso numero di giorni, come anche ha fatto Elia sul monte Oreb. Andare nel deserto, ritirarsi, non vuole essere una giustificazione per scappare dalla gente, dai propri impegni, dal lavoro, ma significa tempo privilegiato nel quale saremo rinnovati dalla vicinanza di Dio per poter poi vivere più facilmente tra gli uomini e testimoniare loro la buona novella.

Nell’antico testamento la penitenza si riduceva a segni esteriori; così succede anche oggi quando i fedeli nella Quaresima rinunciano per esempio al cibo, ai dolci, ecc., ma non rinunciano a bestemmiare, a dire calunnie o ad altri peccati. Il digiuno e la preghiera dei cristiani sono le fondamenta per la comunione, perché tutta la Chiesa è chiamata a fare digiuno, penitenza e preghiera specialmente nei tempi forti dell’Avvento e della Quaresima. Rinunciare alle cose materiali è solo uno dei modi di fare penitenza per espiare i peccati personali. Questa è una prova che siamo pronti a rinunciare a qualcosa per condividere con quelli che vivono nell’indigenza. Crediamo che l’amore verso Dio e verso il prossimo, oggi, nel suo specifico e ricco modo, lo testimoniano i monaci e gli ordini contemplativi, i quali, nel loro silenzioso nascondimento, insegnano che la preghiera e il sacrificio sono parti essenziali dell’apostolato nella Chiesa.

La loro ascesi, il loro esercitarsi nella virtù, la loro vita dedita alla contemplazione, mostra la via della perfezione che passa attraverso il cuore. Il progresso spirituale esige ascesi e mortificazione, che progressivamente ci conducono alla pace e alla gioia della beatitudine celeste. Non dobbiamo limitarci ai semplici segni esteriori. Nell’antico testamento i profeti lo hanno visto chiaramente e hanno ammonito il popolo insegnando che ogni vero cambiamento è quello che avviene nel cuore dell’uomo. Il nostro cuore è come terra arata ed è pronto a ricevere il frutto che crescerà nel bene. Cambiamo il cuore e tutto l’uomo sarà cambiato. Solo questo tipo di cambiamento può condurre l’uomo verso l’amicizia con Dio e con gli uomini. Solo così il nostro cuore riceverà il frutto che crescerà nel bene. Dio ci ha creati liberi e siamo chiamati ogni giorno a prendere delle decisioni: possiamo scegliere il bene o il male. Ogni volta che decidiamo per il bene siamo dalla parte dei figli e delle figlie di Dio e la nostra vita si riempie di gioia vivendo la pienezza della vita. La vita nel peccato è sopravvivenza e sofferenza; la vita con Gesù ci porta la gioia e la pace. Seguire Gesù significa convertirsi.

Questa conversione si realizza prima di tutto nel cambiamento della mentalità. L’uomo si deve volgere a Dio, verso ciò che Gesù diceva: “Mio cibo è fare la volontà di Dio”. La volontà di Dio deve essere la méta e il senso della vita di un uomo. Tutto quello che lungo il cammino impedisce il raggiungimento di tale méta deve essere rimosso. L’uomo deve educare se stesso per divenire in tutto obbediente a Dio; deve domare la sua natura rinunciando alle cattive inclinazioni e diventare uomo buono sull’esempio di Gesù Cristo. Se bisogna prendere misure più restrittive non c’è da spaventarsi, ma piuttosto dobbiamo comprendere il valore della penitenza e della mortificazione nella vita cristiana. In questo, Gesù è il nostro modello. Gesù è padrone della nostra vita e del nostro cuore. Lui può fare quello che noi non possiamo fare e per il quale noi non abbiamo la forza. Solo se ci prepariamo bene nella Quaresima che si avvicina, potremo con cuore puro e con animo gioioso partecipare alla festa della Pasqua.