Maria a Medjugorje

Messaggio del 2 maggio 2006:Cari figli, vengo a voi come madre,vengo col cuore aperto ripieno d'amore per voi.Purificate il vostro cuore da tutto ciò che vi impedisce di ricevermi così potrete conoscere l'amore mio e di mio Figlio. Il mio cuore vuole vincere attraverso di voi e trionfare. Io vi invito a questo.

Commento di Padre Danko Perutina a Radio Maria

Cari figli, correte, lavorate, raccogliete ma senza benedizione. Voi non pregate! Oggi vi invito a fermarvi davanti al presepe e a meditare su Gesù che anche oggi vi do, affinchè vi benedica e vi aiuti a comprendere che senza di Lui non avete futuro. Perciò, figlioli, abbandonate le vostre vite nelle mani di Gesù affinchè Lui vi guidi e vi protegga da ogni male. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.
Buon Natale! Che la gioia del piccolo Gesù illumini il vostro cuore!

In questo giorno in cui celebriamo il Natale, la festa della nascita di Gesù, la Madonna ci ha dato un messaggio che è insieme ammonizione e invito. Lei dice: “Cari figli, correte, lavorate, raccogliete, ma senza la benedizione”. Tutte queste parole sono vere e ci toccano di più, perché vengono dalla bocca della Madonna. Possiamo scorgere come ci siamo tutti preoccupati per le cose materiali: lavoriamo tanto, ma non c’è la benedizione. Non c’è perché Dio non è al primo posto. In questi ultimi giorni prima di Natale, si può scorgere come i mercati, i grandi magazzini e i parrucchieri sono più pieni che i confessionali. Dedichiamo tanto tempo all’aspetto esteriore, ma per la purezza interiore dell’anima non lottiamo così tanto.

Se fossimo preoccupati per la nostra salvezza e per la vita spirituale come per le cose esteriori, qui sulla terra sboccerebbe presto il paradiso. La Madonna ci ammonisce che non preghiamo. La maggioranza dei cattolici la mattina, prima di andare a lavorare, fa solo il segno della croce, senza una preghiera profonda. Alla sera, stanchi del lavoro, si addormentano alla seconda Ave Maria e così di giorno in giorno il corpo si stanca e l’anima ancora di più. Poi ci chiediamo: perché non c’è la benedizione? Perché Dio non ci ascolta?

Lui ci ascolta, ma noi non ascoltiamo Lui e ogni volta che viene non ci trova. La Madonna ci invita a fermarci davanti al presepe per meditare e riflettere su Gesù, che Lei ci ha portato, perché Gesù ci benedica e ci aiuti a capire che senza di Lui non abbiamo futuro. Il Natale, la nascita di Gesù, è la festa dell’eterno e immenso amore di Dio, il quale è entrato nella nostra storia prendendo l’innocente immagine di Bambino. Per meditare e riflettere sulla nascita di Gesù, dobbiamo tenere in mente che questa non è una bella storia su un piccolo bambino, sui pastori, sugli angeli, sui re Magi, che hanno vissuto nei tempi lontani; questa è la festa che parla sul legame continuo tra Dio e l’uomo.

Questo non è l’evento che è successo tanti anni fa, ma è l’evento che dovrebbe succedere ogni giorno in noi. Dio si è incarnato e ogni giorno diventa “Dio con noi”. Lo incontriamo nella santa Messa, nei sacramenti, nella preghiera e nelle opere buone. Gesù vuole nascere incessantemente in noi che siamo i suoi figli e figlie prediletti e anche nella comunità dei suoi fedeli che è la Chiesa. La Madonna ci dà la soluzione per tutte le nostre paure, angosce e inquietudini: è lo stesso suo Figlio Gesù Cristo. Lei dice: “Abbandonate le vostre vite nelle mani di Gesù, affinchè Lui vi guidi e vi protegga da ogni male”. Solo nelle mani di Dio e nel suo cuore avremo la protezione adeguata da ogni specie di male.

Siamo testimoni della buona notizia e siamo gioiosi come ci invita l’apostolo Paolo. Non siamo come i cercatori d’oro i quali tutta la loro vita cercano, scavano, trovano l’oro e restano sempre più poveri sebbene lo abbiano tra le mani. Siamo gioiosi e umili testimoni, ricchi dell’umiltà e dell’amore di Dio.

PREGHIERA E BENEDIZIONE

Mio Gesù, figlio del Creatore del cielo e della terra, Tu in una gelida grotta hai una mangiatoia come culla, un po’ di paglia come letto e poveri panni per coprirti. Gli angeli ti circondano e ti lodano, ma non sminuiscono la tua povertà. Caro Gesù, redentore nostro, più sei povero e più ti amiamo perché hai abbracciato tanta miseria per meglio attirarci al tuo amore. Se fossi nato in un palazzo, se avessi avuto una culla d’oro, se fossi stato servito dai più grandi principi della terra, ispireresti agli uomini maggior rispetto, ma meno amore; invece questa grotta dove giaci, questi rozzi panni che ti coprono, la paglia su cui riposi, la mangiatoia che ti serve da culla, tutto ciò attira i nostri cuori ad amarti.

Ti dirò come San Bernardo: “Più tu diventi povero per me, più sei caro all’anima mia”, poiché, se ti sei ridotto così, lo hai fatto per arricchirci dei tuoi beni, cioè della tua grazia e della tua gloria. O Gesù, la tua povertà ha indotto tanti santi ad abbandonare tutto: ricchezze, onori, corone, per vivere poveri con te povero. O mio Salvatore, stacca anche me dai beni terreni, affinché divenga degno del tuo santo amore e possedere te bene infinito. Ti dirò dunque come sant’Ignazio di Loyola: “Dammi il tuo amore e sarò ricco abbastanza. Non cerco altro. Tu solo mi basti, o mio Gesù, mia vita, mio tutto”. O Maria, Madre di Dio e Madre mia, tu tutto puoi con le tue preghiere: ottienimi la grazia di amare Gesù sempre, sino alla morte. Amen. (Sant’Alfonso Maria de Liguori).

Per intercessione della beata Vergine Maria, vi benedica Dio onnipotente: Padre, Figlio e Spirito Santo. Amen. Pace e bene.