Maria a Medjugorje March 18, 2002:Dear Children! As a mother, I implore you, open your heart and offer it to me, and fear nothing. I will be with you and will teach you how to put Jesus in the first place. I will teach you to love Him and to belong to Him completely. Comprehend, dear children, that without my Son there is no salvation. You should become aware that He is your beginning and your end. Only with this awareness can you be happy and merit eternal life. As your mother, I desire this for you. Thank you for having responded to my call.

Commento al messaggio del 25 novembre 1993

Cari figli, vi invito a preparavi in questo tempo, come mai prima d'ora per la venuta di Gesù. Che il piccolo Gesù regni nei vostri cuori e sarete felici solo quando Gesù è vostro amico. Non vi sarà difficile né pregare, né offrire sacrifici, né testimoniare la grandezza di Gesù nella vostra vita, perché lui vi darà la forza e la gioia in questo tempo. Io vi sono vicina con la mia intercessione e la preghiera. Vi amo e benedico tutti. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!


Crediamo che Nostra Signora appaia ancora ogni giorno ai quattro veg­genti Vicka, Marija, Jakov e Ivan. In questo momento, a Medjugorje ci sono solo pochi pellegrini. La seconda metà del mese di novembre è da sempre un periodo più tranquillo. Ci sono comunque dei piccoli gruppi di italiani, francesi e statunitensi. Abbiamo tantissimi profughi, in numero pari a quel­lo della popolazione locale. Ivan è in America da due mesi, dove partecipa a molte Conferenze mariane, cui porta la sua testimonianza. AI momento, Vicka si trova in Italia e Marija vive a Monza con il marito, mentre Jakov, Mirjana ed lvanka sono a casa loro.

Possiamo essere grati del fatto che tanti pellegrini di tutto il mondo conti­nuano ad aiutarci concretamente. Sono instancabili nel pregare per la pace e nell'inviarci aiuti. Sappiamo che ora che si avvicina il Natale molti penseranno ai profughi e ci porteranno ancora più aiuti. Siamo davvero molto grati e non dimenticate che ogni giorno celebriamo una Messa per i benefattori. Vi ricordiamo tutu nelle nostre preghiere, consapevoli di non meritarci il vostro amore. Ma tutti quelli che ci aiutano sappiano che stan­no agendo nello spirito di Maria. Quando diciamo "sì" al Signore facciamo proprio quello che fa Maria nel primo mistero gaudioso, che dice "sì" al suo prossimo recandosi in visita alla cugina Elisabetta.

Siamo tanto grati che molti abbiano riconosciuto in chi soffre nel nostro Paese come fratelli e sorelle. Vorrei ringraziarvi ancora con le parole di san Paolo, che disse che è "meglio" dare che ricevere. State certi che tutti colo­ro che ricevono questi aiuti preferirebbero di gran lunga lavorare o aiutare piuttosto che dipendere dal vostro aiuto.

Possiamo imparare molto da questo nostro stato di sofferenza. Chi riceve aiuto deve imparare ad accettarlo con umiltà e chi ha di più deve imparare a riconoscere il fratello in chi soffre e in lui riconoscere anche Gesù.

La situazione politica è catastrofica. In questi giorni i combattimenti sono diminuiti, a causa del rigore invernale, ma le tensioni no.

Ci sono sempre ragioni che spingono a combattere e a continuare la guerra. Nessuno riesce a scorgerne la fine e nemmeno ad immagi­nare come avverrà. La guerra peggiore adesso è quella che divide croati e musulmani.

Se aveste dimenticato che i primi ad attaccare sono stati i serbi, che oggi occupano il 70% del territorio bosniaco, allora non riuscirete mai a capire perché tutto questo è cominciato. Le prese di posizione e gli atteggiamenti pressocché comatosi della comunità internazionale hanno sicuramente contribuito all'emergere del conflitto croato-musulmano. L'unica cosa che possiamo fare è pregare che Dio ci dia la soluzione e ci apra la via della pace. Ci consola il fatto che i convogli umanitari siano riusciti a raggiunge­re alcune enclave isolate. Ci sono oltre 160 mila croati che rischiano di morire di fame e di freddo, ma se gli aiuti continueranno ad arrivare la loro sofferenza sarà meno pesante.

VI INVITO A PREPARARVI PER LA VENUTA DI GESÙ
Quando ascoltiamo questo messaggio, ci ricordiamo subito dell'Avvento, del tempo in cui noi cristiani ci prepariamo al Natale. Il Natale è la Festa del­la Vita, della Pace e della Gioia. È la Festa della Vita perché sappiamo che il Signore della Vita è fonte di tutta la vita. Egli Stesso viene fra noi, in Gesù Cristo. Maria, come madre, si preparò all'Annunciazione e poi al tempo in cui avrebbe dato alla luce Gesù. Nel tempio pregava continuamente e cer­tamente digiunava, secondo la legge. Leggeva le Sacre Scritture e si prepa rava all'avvento del Messia. Nel momento dell'Annunciazione le venne indi­rizzato il saluto più bello: "Tu sei piena di grazia, Maria, il Signore ha un pia­no per te". Dopo aver chiesto come sarebbe avvenuto, Maria disse: "Sì, sono la serva del Signore. Sia fatta la tua volontà".
Oggi ci chiede di prepararci alla venuta di Gesù e dobbiamo pensare che Lei farà lo stesso. Questo periodo di raccoglimento e di preparazione alla Festa del Natale dev'essere usato per dedicare veramente più tempo alla preghiera, per avere più coraggio di pregare, per andare alla Confessione e per combattere le cattive abitudini e il peccato.
Maria ci dice di prepararci “come mai prima” ed oramai che siamo alla sua scuola da 12 anni e 6 mesi questa preparazione dovrebbe avvenire nel profondo del nostro cuore. In molti messaggi che ci ha dato dal 1984 ci ha fatto capire che questo tempo dell'Avvento è speciale. Molti individui, famiglie e gruppi di preghiera prendono più tempo per dedicarsi coscien­ziosamente alla venuta di Gesù. Egli viene ed è sempre stato fonte di gioia per i fedeli della Chiesa.
Nella Chiesa degli inizi si invocava spesso "Maranatha" (Vieni, Signore Gesù). La paziente attesa è una speciale dimensione di fede. Rischiamo sempre di stancarci di noi stessi, degli altri e di Dio, ma mentre aspettiamo la venuta di Gesù dobbiamo sapere che Lui ha il suo tempo e che verrà quando lo vorrà.
Tutte le letture e i Vangeli che abbiamo ascoltato nella scorsa settimana liturgica e che continuiamo ad ascoltare durante l'Avvento ci fanno com­prendere questa verità. Il Signore viene. Il Signore è già qui se il nostro cuo­re è sveglio. Il Signore è già qui se ci decidiamo consapevolmente a prepa­rarci. Il Signore sarà con noi con la sua grazia.

CHE IL PICCOLO GESÙ REGNI NEI VOSTRI CUORI
Maria ci ricorda il Bambin Gesù cui ha dato la luce a Betlemme. Lei vuole che Egli regni nel nostro cuore. Che cosa significa? Lo sapremo quando Lui sarà davvero nel nostro cuore e quando prenderà il primo posto nel nostro cuore, proprio come Maria ci ha detto in tanti suoi messaggi. Pos­sano le nostre preghiere essere sempre questo. Che Dio ci purifichi dai nostri pensieri sbagliati, dai falsi dèi e dalle false speranze.
Che possa liberarci dalla nostra strada senza Dio. Possa Gesù liberare i cuori dominati completamente dal materialismo e dalle idee terrene e che quindi non hanno tempo né spazio per Gesù. Quando Gesù regna nei nostri cuori, il suo non è un dominio simile a quelli che conosciamo nel nostro mondo. Quando Gesù regna nel nostro cuore, siamo liberi, siamo capaci di amare e di perdonare e di essere giusti e misericordiosi.
Gesù non viene per dominarci ma per servirci. Vuole servirci come vita, come luce, come la via e la verità. Non dobbiamo temere di chiedergli ogni giorno di prendere il primo posto nel nostro cuore.
E quando prende quel primo posto, i nostri pensieri e i nostri piani cam­biano completamente. Il nostro comportamento cambierà e quella sarà la nostra conversione. Maria dice chiaramente che tutti dovremmo instaurare un rapporto diretto e personale con Gesù.

SARETE FELICI SOLO QUANDO GESÙ SARÀ VOSTRO AMICO
Gesù deve essere il nostro amico. La nostra felicità potrà scaturire solo da questa amicizia, come dice Maria. Lei dice che saremo felici solo quan­do Gesù sarà nostro amico.
Molti cristiani credono che Dio sia molto lontano da noi, ma se la pensia­mo così stiamo commettendo una grave ingiustizia contro di Lui. Lui e' l'Emanuele, Dio con noi e non un Dio minaccioso o un Dio che punisce, di cui avere paura. E un Dio che ci vuole essere amico. Esserci amico signifi­ca essere qui per noi.
È’ il suo principale desiderio quello di essere nostro amico. Grazie a que­sta amicizia saremo in grado di superare qualsiasi problema o difficoltà, di non temere più la morte né la malattia, sapendo che Lui è con noi e per noi.
Quando diventiamo amici stretti di Gesù, quando Lui entra davvero nella nostra vita, non avremo più problemi a pregare o a fare sacrifici. Con un amico si sta bene, è bello parlare assieme e lo stesso con Lui nella preghie­ra. Se abbiamo problemi a pregare, se cerchiamo spesso delle scuse, se non preghiamo perché siamo stanchi o dobbiamo lavorare; tutti questi sono già dei segni che indicano che non accettiamo Gesù come amico. Ecco che quindi lo escludiamo e lo allontaniamo da noi.
Pregare con gioia e decidere di pregare senza badare alle altre sensazioni significa essere in amicizia con Gesù. Se le famiglie non pregano, se i geni­tori non pregano con i loro figli, allora significa che quelle famiglie non hanno accettato Gesù come amico. Molte famiglie soffrono perché Dio sembra lontano e Gesù non vive in loro.
Pregare con piacere è un sintomo della nostra amicizia con Gesù. Se ci distraiamo o abbiamo difficoltà a pregare, però, non significa in realtà che non siamo amici di Gesù. Infatti, se perseveriamo nella nostra decisione e ci sforziamo di trovare Lui senza badare alle altre sensazioni, allora potrà accaderci qualcosa di nuovo.

NON VI SARÀ DIFFICILE NÈ PREGARE NÈ OFFRIRE SACRIFICI, NÈ TESTIMONIARE LA GRANDEZZA DI GESÙ NELLA VOSTRA VITA
Quando Gesù è vostro amico. Troviamo la forza di fare sacrifici senza paure per un amico. Rinunciare a qualcosa o liberarci di qualcosa che potrebbe dare fastidio al nostro amico sono le utili esortazioni che Maria ci rivolge. ln questo periodo potremmo digiunare più spesso e facendolo pre­parare il nostro cuore. Così spianeremmo la strada al Signore ed Egli potrebbe entrare nella parte più profonda della nostra anima.
Fare sacrificio può anche voler dire pensare di più agli altri o dedicare più tempo ai malati o ai sofferenti. In questo tempo siamo invitati a rinunciare davvero a qualcosa che ci piace fare.
Non dobbiamo vedere questa cosa in modo negativo o come mortifica­zione, ma invece in modo positivo. Fare sacrificio non significa altro che prepararsi a diventare sempre più disponibili verso Gesù. Se intendiamo il sacrificio in questo modo, allora farlo ci sarà più facile.
E’ la nostra gioia per la venuta di Gesù sarà più grande. Vivendo in questo modo, come ci dice Maria, potremo farci testimoni della grandezza di Gesù nelle nostre vite. Cn la preghiera e il sacrificio cresceremo nell'amore. Quando cresciamo nell'amore verso noi stessi e chi ci sta accanto, quan­do abbiamo la forza di perdonare e riconciliarci, quando siamo giusti e misericordiosi verso noi stessi, i membri della nostra famiglia e la gente intorno a noi, e anche verso la natura, allora la grandezza di Gesù si mostrerà attraverso di noi e in noi. Come dice san Paolo, dove c'è il più debole, la potenza di Gesù si mostra in tutta la sua grandezza e forza. Noi siamo deboli e non possiamo assolutamente nulla con i nostri poveri mezzi, eppure possiamo diventare testimoni della grandezza di Gesù se cresciamo nella preghiera e nel sacrificio. Gesù vuole essere grande in noi e fare grandi cose attraverso di noi. Questo vale specialmente per chi sof­fre e per la nostra gente. Adesso la nostra gente è oppressa da innumere­voli problemi. Sostiene la croce della guerra, del dolore e della profuganza. Chi, nonostante tutto, porta in sé l'amore, la pace e la misericordia e, nonostante le tante ferite, si dimostra pronto al perdono non fa altro che mostrare la grandezza di Gesù. Maria ci dice che questa forza non viene da noi, ma da Dio. Gesù ci darà la gioia di vivere, la gioia in ogni situazione e certamente ne abbiamo bisogno in questo tempo! Molte persone nel mon­do vivono senza gioia anche se non sono in guerra.
Esiste una profonda gioia interiore che dona la pace e tiene il cuore spa­lancato a Dio e agli altri. Se pensiamo ai nostri giovani, sappiamo che mol­ti cercano un po’ di gioia in questo mondo e in questa loro ricerca senza Dio finiscono col distruggersi. La vera gioia, la vera forza e il vero senso della vita possono venire solo da Dio.
Questo invito però non ci deve spingere a lamentarci del mondo, di noi stessi, dell'umanità o di Dip bensì ad aprire i nostri cuori alla gioia e alla forza che viene da Dio. Noi cristiani siamo chiamati a dimostrare speranza e gioia laddove c'è tristezza e a mostrare la vera speranza che viene da Dio. Laddove c'è disperazione dobbiamo avere la forza di portare la pace e la riconciliazione. Laddove c'è conflitto e tumulto dobbiamo avere il coraggio di aiutare coloro che ne soffrono.

PERCHÈ LUI VI DARÀ LA FORZA E LA GIOIA IN QUESTO TEMPO
Ad ottobre Maria ci ha chiamati a farci testimoni dell'amore, della bontà e della pace di Dio in questo mondo senza pace. É facile amare dove c'è amore e essere in pace dove c'è pace esteriore, ma farlo nelle tante situa­zioni difficili del mondo diventa un atto cristiano ed eroico. Tristezza e diffi­coltà provocano in noi altrettanta tristezza e difficoltà, ma coloro che sono portati dalla forza di Dio possono vivere alla sua maniera in qualsiasi situa­zione!
Questo è ciò che ci chiede Maria in preparazione alla Festa del Natale. In questo processo e in tutta questa preparazione, Maria ci dice...

IO VI SONO VICINA CON LA MIA INTERCESSIONE E LA PREGHIERA; VI AMO E VI BENEDICO TUTTI
Questa è la missione della madre. Lei intercede per i suoi figli anche quando sono deboli e peccatori. L'amore di una madre si leva in loro favo­re, prega per loro e resta sempre vicina. L'amore e la benedizione di Maria ci infondono davvero tanta forza in questo tempo che le appartiene. In que­sto tempo mariano possiamo davvero farci testimoni d'amore e di pace assieme a Lei. Vi ringrazio tutti ancora una volta per l'amore e le buone decisioni che prenderete in questo tempo di Avvento. Vi ringrazio tutti per l'aiuto che stiamo ricevendo. Vi auguro un Avvento felice e pieno di pre­ghiera. Vi auguro di prepararvi bene e come mai prima per la Festa del Natale. Nell'attesa gioiosa della grande Festa, vi auguro il meglio! Che Dio vi benedica, Maria vi protegga e il piccolo Gesù trovi la sua dimora nei vostri cuori. Lui non teme i nostri cuori, perché non ebbe paura di nascere in una stalla a Betlemme. Non dimentichiamo che in un suo messaggio, Maria ci ha augurato che i nostri cuori diventino come un fiore da portare poi a Gesù per il Giorno del Natale. Possa accadere anche nelle vostre famiglie e nei vostri gruppi di preghiera. Non stancatevi di pregare, digiu­nare e fare il bene. QUESTA è la miglior preparazione!

Che Dio Onnipotente vi benedica e protegga per intercessione di Maria, Regina della Pace e grazie anche alle vostre preghiere. Che Gesù prenda il primo posto nelle vostre famiglie e nel vostro cuore. Possa essere il Signore che vi porta la pace e la gioia. Che il Signore benedica tutti coloro che sof­frono, che sono nel dolore, che sono disperati e tutti coloro che si stanno distruggendo perché dipendono da questo mondo. Che Dio benedica, pro­tegga e porti la pace a tutti noi. Che l'Onnipotente vi benedica attraverso Maria, Regina della Pace, e accetti i nostri cuori attraverso Gesù Cristo. Amen.
Medjugorje, 29 novembre 1993