Maria a Medjugorje June 25, 2000:Dear children! Today I call you to prayer. The one who prays is not afraid of the future. Little children do not forget, I am with you and I love you all. Thank you for having responded to my call.

Commento al messaggio del 25 dicembre 1993

Cari figli, oggi gioisco con il piccolo Gesù e desidero che la gioia di Gesù entri in ogni cuore. Figliuoli, con il Messaggio io con il mio figlio Gesù, vi do la benedizione: che in ogni cuore regni la pace. Io vi amo, figlioli, e vi invito tutti ad avvicinarvi a me tramite la preghiera. Voi parlate, parlate ma non pregate. Perciò, figlioli, decidetevi per la preghiera, solo così sarete felici e Dio vi darà ciò che chiederete a lui. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!


A tutti gli amici di Medjugorje, a tutti i gruppi di preghiera e a tutti i Centri della Pace, noi a Medjugorje vi auguriamo un Buon Anno e vi inviamo la promessa delle nostre preghiere. Auguriamo a tutti di poter entrare in que­sto Nuovo Anno assieme a Nostra Signora e che diventiamo sempre più suoi figli in ogni modo. Abbiamo trascorso l'Avvento ed il Natale felice-mente. Abbiamo pregato 9 giorni il Rosario per la pace, sul Podbrdo, ricor­dandoci del messaggio di novembre, in cui Nostra Signora ci ha chiesto di prepararci a questo Natale, alla venuta di Cristo, come mai prima. Con noi c'era un folto gruppo dì pellegrini e davvero tanta gente è venuta per la liturgia serale, specialmente quella precedente il giorno di Natale. Si sono preparati bene confessandosi e pregando. Nella seconda settimana dì dicembre è arrivato un gruppo internazionale, formato da croati, america­ni, tedeschi, italiani e francesi, che ha praticato il digiuno per una settima­ti a. E stata una settimana molto bella, che ha coinvolto tutti nell'esperienza della preghiera e del digiuno. Abbiamo tenuto anche una preghiera nella vigilia di Natale e poi a mezzanotte, in una chiesa pullulante di fedeli, abbiamo celebrato una Santa Messa multinazionale, cui hanno partecipato persone venute da tutto il mondo.

Ci prepariamo al nuovo anno cominciando con la preghiera delle ore 22.00 e con un'altra messa alle ore 23.00, così che la mezzanotte scoc­cherà al suono delle parole: "Questo è il mio corpo, questo è il mio san­gue". In questo modo così potente, il pane si fa corpo di Cristo e il vino diventa il suo sangue.

Diciamo anche che attraverso Gesù ci facciamo cambiare e rafforzare, nella volontà di cominciare davvero un nuovo tempo.

Dopo la Consacrazione rimarremo in silenzio per un po', così entreremo nel Nuovo Anno in silenzio. lì modo più bello per stare al cospetto dì Dio èper noi il silenzio, perché così possiamo ascoltare e lasciare che Dio ci apra il cuore. Vorremmo che tutti gli amici di Medjugorje e tutti i gruppi di pre­ghiera facessero qualcosa di simile assieme a noi.

Vorrei anche ricordare che il santo Padre, papa Giovanni Paolo II, ha invi­tato tutto il mondo a digiunare e a pregare il 21 gennaio per la nostra pace, nella regione dei Balcani.

Ciò significa anche pregare per l'unità di tutti i cristiani.

Spero che specialmente i pellegrini, quelli che sono entrati in contatto con Medjugorje, rispetteranno il desiderio del Papa e spero anche che con-vinceranno molti altri a digiunare quella domenica e a pregare molto. Sono convinto che questa speranza e desiderio del Papa siano ispirati da Nostra Signora e dai suoi messaggi. Forse non lo sono direttamente, ma certa­mente in modo indiretto e allora saremo noi a prendere più seriamente questo desiderio con il nostro digiuno e le nostre preghiere. Così potrem­mo portare la pace in questa terra martirizzata e alla sua povera gente. Quel giorno, il 21 gennaio, possiamo digiunare individualmente oppure, anzi àncor meglio, riunirci in gruppi, non solo perché così desidera Nostra Signora, ma anche perché il digiuno comune è un messaggio più potente. E sarà più potente anche a Medjugorje.

In questo periodo tutti i veggentì sono a casa. Marija e il marito Paolo con la sua famiglia, sono venuti in visita dall'Italia e resteranno per due setti­mane. Jakov è rimasto negli Stati Uniti per circa un mese ed è tornato fra noi il 21 dicembre. Vicka, Ivan, Mirjana e lvanka stanno bene. Ci sono mol­ti pellegrini, fra cui 150 tedeschi, 300 francesi, 50 fiamminghi e alcuni gruppi americani, inglesi, un piccolo gruppo dal Messico e alcuni addirittu­ra dall'Australia. Si può dire che abbiamo una rappresentanza dì molti sta­ti del mondo, nonostante il freddo umido e la guerra così vicina.

La situazione politica al momento è tranquilla e non ci sono distruzioni. Molti giovani partono per il fronte ogni giorno e certamente non è facile per loro in queste notti così fredde e umide. Speriamo e preghiamo tanto che questi giovani restino indenni e che ancheloro, ovunque siano, diventino testimoni della pace. A Medjugorje vivono tantissimi profughi.

Cerchiamo di fare il possibile affinché abbiano sempre un posto asciutto in cui vivere e da mangiare a sufficienza. Trecento bambini profughi fre­quentano la nostra scuola e sono seguiti bene, grazie anche all'aiuto dei pellegrini.

GIOISCO CON IL PICCOLO GESÙ
Maria è la Madre di Gesù, che ha concepito con lo Spirito Santo, che ha portato in grembo per nove mesi e per la cui nascita, come tutte le madri, ha provato una grande gioia. Ha vissuto con Lui a Betlemme e nonostante le difficoltà, il freddo, la stalla, la povertà, era felice di averlo, come lo sono tutte le mamme.

Credo che la gioia che Maria esprime con queste sue parole sia un invito rivolto a tutti, specialmente alle giovani coppie, affinché accettino la vita con gioia e attendano felicemente l'arrivo del proprio bambino.

Possa la gioia di Maria portare a chiunque in questo momento sta matu­rando il pensiero di provocare un aborto, il coraggio di accettare la volontà di Dio, il nuovo venuto, e di farlo con gioia. Maria è la nuova Eva, la madre di tutti i vivi e non può far altro che essere felice con e per Lui. Ad ogni apparizione natalizia, Maria appare assieme al Bambin Gesù. lì suo deside­rio di questo Natale.

CHE LA GIOIA Dl GESÙ ENTRI IN OGNI CUORE
Questa gioia che è come pace e una pace che può essere descritta come gioia. La gioia di Gesù non è solo la capacità di ridere, ma è la forza interio­re che ci dà il coraggio dì accettare ogni cosa per come viene e lasciare che diventi qualcosa di positivo. La gioia di Gesù è la gioia di vivere e l'accetta­zione della vita come un dono dì Dio. È la gioia che si può provare nel cuo­re anche se si è tristi, ammalati o sofferenti. Possiamo dire che Maria era felice a Betlemme anche se esteriormente c'era della tristezza attorno a Lei. Nonostante il freddo, la povertà, e l'essersi rifugiati in una povera stal­la, Lei sapeva che stava servendo Dio e la vita, accettando ed amando il piccolo Gesù. E la stessa gioia che Gesù nonostante le sue sofferenze ha portato dentro di sé sulla Croce. Se avesse perso questa gioia, non sarebbe stato capace di perdonare o di pensare a sua madre o ai suoi amati disce­poli. E se avesse perso la gioia non avrebbe nemmeno potuto promettere il paradiso all'uomo che gli stava accanto.

E un profondo stato dello spirito che non può essere assolutamente di­strutto da niente in questo mondo nè dalla morte! E la gioia di Gesù di cui abbiamo bisogno non solo noi che soffriamo a causa di questa guerra, ma tutti gli uomini sulla terra. Se ci aspettiamo dì ricevere gioia dal mondo, dalle cose materiali, dal denaro, dal potere o dal successo, allora rimarre­mo delusi, senza eccezioni.

E quindi cosa ci resta se non augurarci l'un l'altro questa gioia intima del­la preghiera di Maria? Nel messaggio di novembre Nostra Signora ha detto che se accettiamo il Bambin Gesù come nostro amico, allora non ci sarà difficile pregare o fare sacrifici.

Facendolo con gioia testimoniano agli altri la grandezza di Gesù nella nostra vita e la nostra amicizia con Lui. lì nostro amore per Lui è certamen­te la condizione per poter portare la vera gioia. Non dobbiamo dimenticare che lo stesso Gesù ha detto che quando sì è sofferto, si è stati attaccati dagli altri, si è stati perseguitati nel suo nome, allora si deve essere felici perché il nostro nome è scritto in paradiso. Allora, che questa gioia entri in ogni cuore e specialmente in quelli che in questo momento sono amareg­giati, perché le gioie di questo mondo rischiano la distruzione, se non sono già state distrutte.

In particolare, che i giovani che sono caduti vittime dell'alcol, della droga o di una vita immorale, possano aprirsi a questa gioia e con essa cominci­no a lottare contro ogni male, ogni distruzione e ogni tentazione.

IO CON MIO FIGLIO VI DO LA BENEDIZIONE AFFINCHÈ IN OGNI CUORE REGNI LA PACE
A novembre Maria ha espresso il desiderio che il Bambin Gesù regni nei nostri cuori e possa prendervi il primo posto, come nelle nostre vite. Anche questa è una condizione essenziale affinché la pace entri nelle nostre vite, perché solo allora, con Gesù, esisteranno la gioia e la luce. Là troveremo la pace e la forza di riconciliarci, troveremo l'amore, la luce. Là sarà possibile vivere davvero da cristiani. Nella pace profonda significa anche gioia per tutti coloro che hanno la pace in sé e la forza dì superare ogni difficoltà o di sostenerla da cristiani. Ha la pace nel cuore chi sa amare. Per chi sa amare ogni cosa finirà in bene. Ecco, questa diverrà la nostra speranza per tutti quelli che in questo momento sono privi dì gioia e quindi anche di pace. Anche per questo dobbiamo pregare.

IO VI AMO, FIGLIOLI
Non dimentichiamo che Maria ci ha già detto: "Se solo sapeste quanto vi amo, piangereste di gioia". Abbiamo davvero bisogno di questo suo amore materno, un amore che fornisce le condizioni per vivere, che accetta, che ama e che protegge. Questo amore materno che riceviamo da Maria èanche la possibilità, la grazia donataci da Dio in questo tempo in cui abbonda la mancanza d'amore. Dobbiamo ricominciare ad amare con la consapevolezza di essere amati noi stessi.
Chi sa di essere amato aprirà il suo cuore alla pace e all'amore di Dio, rispetterà la propria vita e tutti i doni che Dio gli ha concesso. Sarà libero dall'amarezza, dall'odio e dalla paura e sarà in grado di amare il suo pros­simo. Il protrarsi della presenza di Maria in mezzo a noi - 12 anni e mezzo - può trovare una spiegazione nel fatto che con la sua presenza materna vuole semplicemente fornirci i presupposti per la vita. Tutti coloro che si sono aperti al suo amore materno, che si sono consacrati a Lei e quindi hanno cambiato vita sono davvero delle persone nuove e nuove famiglie in cui vive un nuovo spirito.
È questo quello cui aspiriamo e se ci succede spesso di sentire la sua vicinanza è perché abbiamo disperatamente bisogno di Lei in questo tem­po difficile, come mai prima. Quando parliamo dell'amore materno di Maria ci sentiamo chiamati a dimostrarlo.
Non solo chi ha dato alla luce una nuova vita o chi ha fatto da madre a qualcuno, ma ognuno di noi può con i pensieri, le parole o le azioni mostra­re questo amore materno. E con i pensieri, le parole e i rapporti che pos­siamo mostrare un amore materno e vivere in pace con gli altri, oppure escludere gli altri e in questo modo, uccidere.
Tramite il suo amore materno, Maria ci invita ad essere pronti ad amare tutto e tutti allo stesso modo in cui fa Lei. Quando ripensiamo ai messaggi più recenti, ci rendiamo conto che Maria ci chiama sempre a farci testimo­ni dell'amore e della pace di Dio. Solo in questo modo e seguendola sul suo cammino possiamo diventare testimoni di questo genere.
Questo tempo è un tempo mariano, come ha detto Giovanni Paolo Il nel­la sua Enciclica MADRE DEL SALVATORE, pubblicata nel 1987, annun­ciando il successivo anno mariano: "Stiamo davvero vivendo con Maria, che vive con noi in questi modi semplici e meravigliosi".

VI INVITO TUTTI AD AVVICINARVI A ME TRAMITE LA PREGHIERA
... perché solo con la preghiera possiamo stare assieme a Lei e Lei ci può condurre a Gesù, la fonte di ogni amore e gioia. Quindi, questa è una chia­mata rinnovata. Pensate a quante volte ha insistito sulla preghiera! Lo ha fatto in quasi tutti i messaggi e Lei stessa prega con i veggentì e continua ad esortarci a pregare con Lei. Apriamoci tutti a questo suo desiderio.
Approfondiamo sempre più il nostro amore e avviciniamoci a Lei, restia­mo accanto a Lei e a Gesù in questo nuovo anno. Come sappiamo, l'anno che viene è stato dedicato alla famiglia e certamente accadranno molte cose affinché ogni famiglia possa diventare come Dio la vuole. Che la famiglia diventi il centro di tutto l'amore e di ogni gioia. Le parole resteran­no al vento, vuote e infruttuose, se la famiglia non si avvicinerà nella pre­ghiera a Dio, attraverso Maria e Gesù.

VOI PARLATE, PARLATE, MA NON PREGATE; PERCIO, FIGLIOLI, DECIDETEVI PER LA PREGHIERA
Questo è un rimprovero. Siamo tanto bravi a parlare, a dire parole vuote per ore e così facendo a rubare il tempo alla preghiera. Perdiamo lo scopo della preghiera. Certo questo rimprovero è rivolto a noi dì Medjugorje, ma forse anche a qualche pellegrino. Dicendo questo penso a tutte le discus­sioni e agli occasionali conflitti che si sono originati fra i tanti Centri della Pace. Tutto ciò non fa che rubare tempo alla preghiera.
Sono tentazioni e la confusione non è mai ispirata dal bene. Non viene mai da Gesù, nè da Maria! Fin dall'inizio, il nemico della salute dell'uomo ha confuso, mentito e desiderato strappare le anime a Dio ed il suo nome èSatana. Vorrei ricordare le parole di san Pietro, quando disse che non dob­biamo fare spazio al male, alle parole vuote, ma deciderci invece per la preghiera. Decidersi per la preghiera significa semplicemente decidersi sempre per Dio e vivere nella sua presenza.
Tutto il nostro lavoro, la nostra istruzione e tutto quello che sappiamo fare sono parte dì questa decisione per la preghiera. Così, se quello che facciamo è fatto con amore di Dio e nella consapevolezza che i nostri doni vengono da lui, allora le nostre preghiere andranno tutte in lode e gloria al Signore. Noi che abbiamo accettato Maria come madre decidiamoci seria­mente anche per suo Figlio Gesù! Se qualche problema ci allontana dalla preghiera, se troviamo continuamente delle scuse e ci convinciamo di non avere abbastanza tempo per pregare, se non la sera, quando siamo già stanchi, siamo ancora ben lontani dal deciderci per la preghiera.

Vi esorto ancora una volta a riempire l'arrivo del Nuovo Anno con le vo­stre preghiere. Riempiamo tutto quello che facciamo di preghiera e trasfor­miamo ogni cosa in gioiosa lode del Signore.

SOLO COSÌ SARETE FELICI E DIO VI DARÀ CIÒ CHE CHIEDETE DA LUI
Maria dice che anche questo è un motivo di gioia per noi. Non possiamo fare a meno della gioia. Sappiamo bene che ci sono tante persone che cer­cano la gioia e Maria la promette! Una nuova èra sta arrivando e di recente, nei nostri biglietti natalizi abbiamo espresso tanti auguri positivi. Per tutto questo c'è una ragione solo quando e se preghiamo.
Allora tutti i desideri e gli auguri si realizzeranno. Sappiamo bene che durante questo Natale i problemi non mancheranno, ma situazioni del genere dovrebbero solo servirci e la soffere,nza dovrebbe farci maturare. Sappiamo che nel nome di Gesù possiamò chiedere qualsiasi cosa a Dio, ma dobbiamo anche essere pronti a dire: "Sia fatta la Tua volontà", perché molto spesso non ci rendiamo conto di cosa sia meglio per noi.
Nelle nostre preghiere non dobbiamo ricordarci solo dei nostri bisogni fisici o del nostro tempo terreno, ma di guardare ad ogni cosa con la pro­spettiva dell'eternità. Se siamo in salute o felici non ci chiediamo perché lo siamo, ma non appena stiamo male cominciamo a chiederci: "Perché io?!". Spesso dobbiamo passare attraverso la sofferenza per poterci libera­re, dentro, delle cose e delle persone che ostacolano il nostro incontro con Dio, così che Dio possa tornare a riempire il nostro cuore con il suo amore, la sua misericordia e la sua bontà.
Nelle nostre intenzioni dobbiamo sempre mettere al primo posto la capa­cità di riconoscere l'amore, la luce e la volontà di Dio. Cerchiamo il regno di Dio e allora impareremo a conoscerlo nella fede e con la volontà costan­te che sempre più cose di questa vita si trasformino nell'unico desiderio di avvicinarcì a Dio e afla sua volontà.
Dobbiamo proteggerci da qualsiasi altro desiderio che non sia questo. Possiamo ripensare a un messaggio in cui Nostra Signora ci ha detto:
"Cercate Dio perché Egli vi ama, non pregate solo per i vostri desideri e le vostre esigenze".
Dobbiamo assoggettare il nostro desiderio alla sua volontà, ma non come schiavi. Solo allora saremo in grado di accettare quello che Lui ci chiede e diventeremo quindi testimoni di pace, amore e vita. Spero che tutti cominceremo il nuovo anno assieme al Signore. Maria desidera che apriamo il nostro cuore alla pace e alla gioia.
Dobbiamo deciderci per la preghiera per permettere a Maria dì guidarci e dì porta rci più vicini a suo Figlio Gesù. Auguro di cuore a tutti un Buon Anno! È il desiderio di Maria, che con questo messaggio ci ha dato davvero buone indicazioni. Non facciamo sì che questo messaggio resti disatteso, ma viviamolo costantemente. E speriamo di riuscire a capire che in questo modo ogni cosa si trasformerà in bene. È il desiderio di Maria. È il desiderio dì una madre!

Per intercessione di Gesù e della nostra Santa madre, la Regina della Pace, che la gioia di Gesù entri nei vostri cuori, nelle vostre famiglie e nei vostri gruppi di preghiera. Che la benedizione di Maria e di Gesù scenda su di voi, sulle vostre opere e su tutto quello che farete in quest'anno. Che la Sua benedizione resù con voi per sempre e vi porti la pace. Possiate vivere l'Amore di Dio e l'Amore di Maria e che cambi la vostra vita. Che ricacci ogni amarezza e porti gioia della presenza di Gesù. Che il buon Dio vigui­di e vi protegga per tutto l'anno nuovo e che una benedizione speciale rag­giunga le famiglie che hanno bisogno di rinnovarsi. Che genitori e figli rice­vano maggior forza diamare e che questo anno nuovo possa portare con sé un tempo nuovo, in cui poter convivere nella lealtà e nell'amore. Che tutti possano crescere avvidnandosi a Maria e al suo amore materno. Che tutti possano sperimentare il suo amore per i vivi e per i morti. Che coloro che soffrono, come i proflighi e i perseguitati, siano benedetti! E includiamo anche tutti coloro che assistono gli orfani, che la gioia e l'amore cresca gior­no per giorno nei loro cuori, cosi che anche loro possano essere testimoni della preghiera e dell'amore di Gesù. Vi benedico tutti.
Medjugorje, 27 dicembre I 993