Maria a Medjugorje Messaggio del 10 giugno 2013:Cari figli, anche oggi desidero invitarvi a pregare in questo tempo particolarmente per le mie intenzioni. Pregate, cari figli, in questo tempo di grazia, perché desidero insieme con voi realizzare i miei progetti. Cari figli, grazie anche oggi perché avete risposto alla mia chiamata.

Libri su Medjugorje e su altri argomenti



Madre Speranza è stata una religiosa e mistica spagnola, fondatrice delle Congregazioni delle Ancelle dell'Amore Misericordioso e dei Figli dell'Amore Misericordioso. È venerata come beata dalla Chiesa cattolica. E’ un nuovo libro appartenente alla collana “I Santi Oggi” snello con molte immagini a colori che tenta di sintetizzare la vita di una donna straordinaria, l’autentico percorso di vita e di carità della beata Madre Speranza, che ha testimoniato ogni giorno l’amore di Cristo. La Madre si è sentita ispirata a raccontare tutto quello che poteva dimostrare che l'iniziativa, il progetto di una Famiglia religiosa e la dottrina dell’Amore Misericordioso provenivano da Dio e Lui stesso guidava tale progetto. La collana in questo momento si compone di questi libri: Santa Maria Goretti di Angelo Comastri Don Oreste Benzi di Emiliano Antenucci Padre Pio e Madre Teresa di Angelo Comastri, San Francesco d’Assisi di Ubaldo Terrinoni, (in uscita) san Gabriele dell’Addolorata di Adolfo Lippi Santa Gemma Galgani di P. Giovanni Alberti
Madre Speranza (José María Zavala)
«C'è uno straordinario luogo di grazia spirituale dove è possibile trovare l'unica acqua dell'Amore Misericordioso di Gesù. Si trova a Collevalenza, un borgo medioevale aggrappato alle colline mistiche dell'Umbria, vicino a Todi. Qui sorge il santuario dedicato all'Amore Misericordioso di Dio, voluto fortemente da Madre Speranza (1893-1983), una grande suora e mistica spagnola, che si trasferì a Collevalenza nel 1951 per rimanervi fino alla morte, all'età di quasi novant'anni. In questo luogo sgorga un'acqua miracolosa, capace di guarire le malattie fisiche e spirituali. Una fonte che Madre Speranza trovò per ispirazione divina contro il parere di tutti gli esperti, secondo i quali in quella zona non c'era mai stata nessuna sorgente. Proprio a Collevalenza ho incontrato José Maria Zavala, il giornalista autore di questa straordinaria biografia. Una lettura avvincente ed esaustiva per conoscere la vita di questa gigantesca figura di santità e le sue grandiose opere di bene molto simili ai carismi del santo di Pietrelcina. Madre Speranza desiderava che tutti gli uomini potessero conoscere Dio come un Padre buono. Raramente, nella storia della Chiesa del Novecento, si sono trovati riuniti nella stessa persona tanti doni tutti insieme. Questa piccola-grande suora è stata il crocevia dei destini di papi, capi di stato e di povera gente in cerca di una speranza; le sue parole e il suo esempio sono ancora vivi. Auguro ai lettori di attraversare in punta di piedi - uno per uno - i capitoli di questo libro e di portarli nel cuore». (dalla Prefazione di Paolo Brosio)
Il martire della porta accanto. Lo si può definire così Daniele Badiali, missionario in Perù con l’Operazione Mato Grosso, una realtà giovanile dedita alla solidarietà con i poveri. Una figura splendida e drammatica, Daniele. Da giovane suonava le canzoni di Guccini e Bennato, da prete usava l’amata chitarra per animare le messe sulle Ande, dove arriva nel 1991. In Perù viene assassinato nel 1997, quando si offre volontario al posto di un’amica durante un rapimento. Daniele – di cui è in corso la causa di beatificazione – è un uomo moderno, la cui vicenda ha entusiasmato molte persone per la sua dedizione totale agli ultimi, non per pietismo bensì secondo una solidarietà autentica: «Vivere in mezzo ai poveri vuol dire scoprire che il vero povero sono io, che io ho bisogno di essere aiutato, salvato più di loro». Mentre annunciava il Vangelo, padre Badiali cercava in maniera incessante Dio «in un mondo che sempre più distrugge ogni speranza»: «Mai come in questo momento è presente nel mio cuore questa ferita dell’assenza di Dio - scrive in una lettera -. Non l’ho cercata assolutamente, è la vita, sono le persone che mi stanno portando a questo dolore. Credo che il nocciolo sia tutto qui». Un amore appassionato per Dio e i poveri: Gerolamo Fazzini, che ha incontrato amici e parenti di Daniele in Perù e in Italia, ricostruisce su questi due binari l’avventura di padre Badiali. Un credente autentico, dalla fede inquieta e mai appagata. Prefazione di Luigi Accattoli
Montse Grases - Una ragazza (José Miguel Cejas)
Questa biografia aggiornata di Montserrat Grases esce all'indomani di un passo importante nel processo di beatificazione: il decreto sull'eroicità delle virtù, che le concede il «titolo» di venerabile. La Chiesa afferma che l'esempio di Montse può essere proposto alla devozione e all'imitazione dei fedeli e, come scriveva Paolo VI, «l'uomo contemporaneo ascolta più volentieri i testimoni che i maestri, o se ascolta i maestri lo fa perché sono dei testimoni». Montse nacque a Barcellona il 10 luglio 1941, seconda di nove figli. Aveva un temperamento vivace e spontaneo, era piena di gioia, semplicità, generosità. Le piacevano lo sport, la musica, le danze popolari della sua terra; inscenava opere teatrali con i suoi molti amici. Quando aveva sedici anni si rese conto che il Signore la chiamava a una donazione completa e, dopo aver meditato, pregato e chiesto consiglio, chiese di essere ammessa nel­l'Opus Dei. Da quel momento si impegnò con maggior decisione e costanza a cercare la santità nella vita quotidiana, a scoprire la volontà divina nel compimento dei suoi doveri. Riusciva a trasmettere a molti dei suoi parenti e amici la pace che portava nel suo cuore. Pochi mesi dopo le fu diagnosticato un cancro (sarcoma di Ewing) al femore. La malattia durò nove mesi e fu causa di dolori molto forti, che lei accettò con serenità e fortezza. Anche se gravemente malata, continuò a manifestare una gioia contagiosa. Il dolore divenne un luogo di incontro con Gesù e con la Madonna. Quanti la frequentavano furono testimoni della sua progressiva unione con il Signore. Non ancora diciottenne, morì il 26 marzo 1959, Giovedì Santo. Molti affermarono che la sua breve vita era stata eroica ed esemplare. E la fama di santità si è diffusa sempre più.
Matteo Farina, secondogenito di Miky e Paola Sabbatini, nasce il 19 settembre 1990 ad Avellino. Ha una sorella, Erika di quattro anni più grande di lui, che diventerà la sua più grande amica e confidente. Matteo vive la sua breve e intensa esistenza a Brindisi. Il 28 ottobre 1990 viene battezzato nella Parrocchia "Ave Maris Stella", che frequenterà con entusiasmo sin da piccolo. Il 4 giugno 2000 fa la Prima Comunione: l'incontro con il Signore lo coinvolge e lo impegna subito ad una vita seriamente evangelica. Il 10 maggio 2003 riceve il sacramento della Confermazione. Dopo le classi elementari e le medie, inizia il biennio presso l'Istituto Tecnico Giorgi. Successivamente Matteo scopre la sua passione per la chimica e si iscrive all'Istituto Tecnico Majorana. Matteo è il più bravo della scuola, eccelle in ogni materia, adora la scienza. Nel 2003, dopo un'estate spensierata, Matteo avverte i primi sintomi del tumore al cervello che lo porterà alla morte. Nei mesi nei quali si sottopone agli esami di accertamento si sposta ad Avellino, Verona, Milano, fino ad Hannover, in Germania; è consapevole di tutto e decide di scrivere un diario, perché spera di "riuscire a dare gioia e forza a chi ne ha bisogno". Nel gennaio 2005, ad Hannover, subisce il primo intervento chirurgico alla testa, per tentare di asportare il tumore. Nel dicembre 2007 deve affrontare un nuovo intervento. Seguiranno altre delicate operazioni, che però non riusciranno a guarire il terribile male. Matteo muore il 24 aprile 2009, dopo aver fatto della sua vita una straordinaria testimonianza di limpida fedeltà al Signore, di coraggiosa fortezza nella prova, di gioiosa generosità cristiana.
Alla mistica cattolica tedesca Teresa Neumann (1898-1962) la Chiesa attribuisce fenomeni e proprietà sovrannaturali come stigmate, bilocazione, profezie, visioni mistiche che l’hanno guarita da paralisi e cecità, la conoscenza di lingue mai studiate come greco, latino ed aramaico. Secondo varie testimonianze, per 36 anni si sarebbe nutrita ogni giorno esclusivamente con la Comunione, senza assumere altri cibi o bevande. Esami cui è stata sottoposta ne hanno confermato la sanità mentale, escludendo qualsiasi patologia a carico della personalità. Dichiarata Serva di Dio, è in corso il processo di beatificazione.
Don Giuseppe Tomaselli (Giuseppe Portale)
Don Giuseppe Tomaselli (Biancavilla, 1902 – Messina, 1989) è stato un sacerdote salesiano, noto come taumaturgo e apostolo della buona stampa cattolica. Per tutta la vita si adoperò per la salvezza delle anime; fu parroco, insegnante, esorcista, confessore richiestissimo e valido direttore spirituale, anche di anime mistiche. In età matura asseriva di possedere un “fluido mistico particolare”: dando la benedizione e stendendo le mani sulle persone, queste dicevano di avvertire un certo calore particolare che recava sollievo ai loro dolori e, talvolta, guariva certe malattie. Molti andavano da lui e dicevano di ricavarne benefici sia fisici che spirituali. “Grazie, non solo ordinarie, ma più che tutto straordinarie”, scrisse, “ne ho avute da Dio in abbondanza”.
«Marco Gallo è un giovane dei nostri anni, che fin da bambino manifesta un desiderio potente di vita, un’apertura leale e drammatica a ogni aspetto della realtà. Ed è proprio in questa intensa normalità che si fa strada in lui la progressiva scoperta di una Presenza capace di prendere totalmente sul serio la sua umanità, una Presenza che imprime alle giornate un’urgenza e un desiderio di essenzialità sempre più grandi.
Non è il caso di costruirgli monumenti, sia pure solo di carta! Francesco Cuppini è stato una persona (un prete) come tanti. Anzi, lui stesso ha fatto di questa "normalità" la sua bandiera. Non ha acquisito titoli accademici o ecclesiastici; non ha fondato o "animato" movimenti ecclesiali; non ha costruito chiese; non ha messo in campo nessuna astuzia clericale per essere ricercato come confessore o come predicatore, anche se qualche numero probabilmente l'aveva; nella conversazione quotidiana non ha usato il guanto di velluto con nessuno per averne in cambio un seguito il più possibile numeroso; la sua vita si è "casualmente" incrociata con quella di uomini "grandi", come don Dossetti, don Dino Torreggiani, don Giulio Salmi, Kiko Argüello e Carmen Hernández, gli iniziatori del Cammino neocatecumenale, e lui, avendo avuto sempre fiuto nel riconoscere gli uomini di Dio, non ha fatto altro che unirsi a loro, stando un passo indietro, come era nel suo stile. Proprio come raccomanda Clemente Romano nella sua lettera ai Corinzi: «Attacchiamoci a coloro che sono stati segnati da Dio con la Grazia»Tuttavia il personaggio è intrigante (specie per chi conosce l'ambiente ecclesiastico) per almeno tre motivi, che cercheremo qui di documentare: l'umiltà, l'obbedienza e la misericordia, che abbiamo riscontrato in lui. Trattandosi di caratteristiche non facilmente rinvenibili, neppure all'ombra dei campanili, abbiamo pensato che male non sia lasciarne memoria oltre che rimpiangerle.Come ogni onesto componimento, anche questo consterà di tre parti: una prima, che chiameremo prologo, riguardante la sua storia prima dei tre anni-chiave della sua vita, quelli cioè trascorsi trovandosi ad essere tra gli iniziatori del Cammino neocatecumenale; una seconda, per l'appunto questi tre anni; la terza, che chiameremo epilogo, tra il 1971 e la sua morte. ... il cuore di tutto sono quei tre anni preziosi, trascorsi in giro per il mondo, testimone e protagonista di un evento ecclesiale piuttosto insolito.
Silvio Dissegna (1967-1979), ragazzo torinese morto dodicenne dopo acute sofferenze fisiche, aveva come grande ricchezza l'amicizia con Gesù che rendeva forte il suo spirito. Un piccolo-grande cristiano, un esempio per quanti, giovani e adulti, affrontano difficoltà fisiche o morali nel loro cammino di crescita.
Annotazioni 1988 - 2014 (Kiko Argüello)
Il libro è composto da 506 riflessioni (annotazioni) dell'Autore su temi vari. Esse si possono suddividere in:Pensieri edificanti, diario intimo, note storiche, alcune poesie. L'ordine di tali pensieri è cronologico dal 1988 al 2014. Le riflessioni sono annotazioni che Kiko ha fatto sul suo diario. Particolarmente interessante è il Diario intimo dal quale emerge la personalità dell'autore e la grande umanità dello stesso. Kiko non è un uomo diverso dagli altri, pur essendo l'iniziatore insieme a Carmen Hernández di una delle realtà ecclesiali più importanti nella Storia della Chiesa, esso è soggetto alle contraddizioni e agli slanci propri della natura umana. La Sua fede è segno di comunione con il divino e causa di sofferenze, di dolori e grandi gioie. In alcuni parti il libro è commovente raccontando in presa diretta, attraverso i pensieri e le sensazioni dell'autore, la storia vera di un uomo che ha ricevuto la grazia di parlare con Dio. Un Dio padre che lo accoglie e lo tratta come un figlio; Un figlio che a volte disobbedisce e altre lo abbraccia. Il libro può essere letto senza continuità. Esso può essere aperto a caso ed offrire in una sola pagina o in una riflessione una chiave di lettura della vita o dei problemi esistenziali, offrendo a volte una soluzione che sembra impossibile o inesistente.
Solo l'amore crea (don Fabio Rosini)
Viviamo in un mondo confuso, contraddittorio, che con una mano dà e con l'altra prende, con una cura e con l'altra squarta; un mondo bisognoso di misericordia. Solo che non sappiamo più cosa sia veramente la misericordia, troppo spesso la confondiamo con un sentimento generico di pietà, perdono o accoglienza in balìa dei nostri umori; ma la misericordia - ci insegnano le Sacre Scritture - è ben altro. La misericordia è un atto, è un'opera, è una sapienza, una cura, il frutto di una relazione con l'altro; non sorge dall'uomo ma dalla relazione con Dio, è il frutto di una sinergia, o, meglio ancora, è un'opera di Dio nell'uomo. Don Fabio Rosini, con uno stile provocatorio e diretto, guida il lettore alla scoperta della misericordia umana e divina, nella consapevolezza che solo l'Amore crea e dà la forma meravigliosa a tutto ciò che compiamo.
In questo piccolo manuale per imparare l'arte di ascoltare e parlare con Dio, il lettore troverà non solo un trattato di vita interiore, ma anche preziosi esercizi pratici per coltivare la spiritualità. Una lettura ispirata e ispirante, che affascinerà non solo i credenti, ma anche tutti coloro che ambiscono ad affinare la dimensione contemplativa della vita quotidiana.
Questo breve profilo biografico racconta la storia di una bambina di undici anni, Teresa Ruocco, che ha affrontato con una fede e una fiducia immensa in Gesù la sua malattia e la sofferenza per il cancro che poi l’ha portata alla morte. Il testo ha una prefazione del suo vescovo, Mons. Angelo Spinillo, e raccoglie anche pagine del suo diario e delle sue lettere.
La cornice in cui si inserisce la ricostruzione dei tanti eventi ripercorsi nel volume vede Giampaolo Pansa confrontarsi con Livia, una brillante funzionaria della Biblioteca Nazionale di Firenze, che a suo tempo aveva svolto ricerche sui fatti sanguinosi dell'immediato dopoguerra. Assieme a lei, l'autore si avventura su un terreno minato, socchiudendo porte che ancora oggi molti vorrebbero tenere sbarrate: l'accusa di revisionismo è sempre in agguato per chi, pur condividendo le stesse posizioni dei vincitori, vuole scrivere tutta intera la storia. Pansa non se ne cura e indaga nelle pieghe di episodi e circostanze che videro migliaia di italiani vittime delle persecuzioni e delle vendette di partigiani e antifascisti.
Nato presso Reggio Emilia nel 1931, Rolando maturò presto la volontà di diventare sacerdote. Entrato in Seminario, mentre approfondiva la sua spiritualità e operava un apostolato coraggioso, nell'aprile 1945 fu rapito e imprigionato da un gruppo di partigiani comunisti. Torturato crudelmente, fu alla fine tracidato in odio alla fede, rendendo la suprema testimonianza di amore a Cristo.
La continua disinformazione e damnatio memoriæ sulla persona e l’opera di Benito Mussolini oltre a vari recenti libri mi hanno sollecitato e convinto a procedere alla diffusione del presente volume di Ennio Innocenti. Anzitutto il libro preciso e documentario di Aldo Mola, Mussolini a pieni voti? (Ed. del Capricorno 2012), che dimostra inequivocabilmente due verità storiche: l’ascesa al governo di Benito Mussolini fu perfettamente legale ed ebbe fin dall’inizio un finalismo anti-massonico del protagonista. Queste verità fanno emergere la serietà del mutamento di coscienza del rivoluzionario che si apprestò a regolarizzare ecclesiasticamente il suo matrimonio. In secondo luogo il libro di Emilio Gin, L’ora segnata dal destino. Gli Alleati e Mussolini da Monaco all’intervento (Ed. Nuova Cultura 2012), recensito favorevolmente da “Avvenire” (25/X/2012) che narra il tentativo mussoliniano di costruire, fra il 1938 e il 1940, una coalizione contro Hitler. Tale ricostruzione è confermata dalla rivelazione di “Limes” (XII/2012) che attesta il rifornimento di materiale strategico di Londra a Roma fino al maggio del 1940 che dimostra le grandi perplessità di coscienza di Benito Mussolini. In terzo luogo il libro di Alberto Leoni Il paradiso devastato. Storia militare della campagna d’Italia (Ed. Ares 2012), recensito favorevolmente da “Avvenire” (7/I/2013), che racconta l’efficace tentativo delle milizie della Repubblica Sociale Italiana di fermare i francesi da una parte e i Titini dall’altra sui confini minacciati. Questo evidenzia che per Mussolini l’estrema resistenza aveva una motivazione di coscienza più che rispettabile, doverosa. Poiché nessuno, fino al presente, ha trattato del tormentato iter di coscienza di Benito Mussolini che trovò infine l’approdo sacramentale, era giusto, nel nuovo contesto culturale, riproporre questo prezioso contributo stampato dalla Sacra Fraternitas Aurigarum.
Manuel - Il piccolo guerriero della Luce (Enza Maria Milana, Valerio Bocci)
'Mi chiamo Manuel Foderà. Ho un carattere allegro, socievole e molto scherzoso. La mia giornata, oltre allo studio, la dedico al Signore scrivendo tante preghiere che mando ai miei amici sacerdoti, suore, seminaristi e vescovi e a tutti quelli che soffrono nel corpo e nello spirito... Dovete scrivere molti libri su di me perché i cuori induriti si convertano'. Chi si presenta così è un bambino volato in Cielo a soli 9 anni, dopo aver lottato contro il tumore con il sorriso e la preghiera. Era convinto di avere una missione da compiere per conto di Dio: far conoscere e amare il suo grande amico Gesù. In queste pagine, la storia del "piccolo guerriero della Luce" e le testimonianze di quanti hanno conosciuto la sua straordinaria umanità.
Lo sguardo verso il cielo di Chiara Corbella (Luciana Pecoraio - P. Robert Faricy s.j.)
Il Signore aveva deciso da sempre che la sua strada per farsi conoscere e amare da Chiara fosse quella di frequentare la Comunità Cuore di Gesù sin dalla più tenera età e per tantissimi anni, cosicché noi non potevamo che rendere omaggio a questo bellissimo percorso fatto insieme, tramite ciò che lei è stata per noi e noi siamo stati per lei. Qualcuno si rammarica che molto di Chiara sia ancora poco conosciuto, come i suoi primi anni vissuti con noi, ma anche a questa esigenza ritengo che con questo testo, abbiamo saputo rispondere con efficacia, guidata soprattutto dall'affetto che Luciana ha sempre avuto per lei. Dopo tante dotte pubblicazioni, questa volta Luciana, raccogliendo negli anni dati foto notizie e ricordi vari, ha superato le nostre aspettative usando il linguaggio dei semplici, quello che più piace a Gesù, quello della vita vissuta e donata per amore degli altri. Dalla prefazione di Padre Robert Faricy s.j.
I cieli nell'opera valtortiana continuano a narrare la meravigliosa storia di un Dio che, per amore, ha spogliato Se stesso per vestire i panni dell'Umanità amata. Un'accurata analisi delle visioni mistiche di Maria Valtorta, effettuata con l'ausilio dell'Astronomia, permette di datare ogni avvenimento narrato. Si ottengono le date liturgiche più importanti: la nascita di Maria e di Giovanni Battista, il Battesimo di Gesù e la notte del 24 dicembre dell'1 a.C. per il Natale, che dà inizio all'era cristiana. Si tratta di un risultato sorprendente ed inaspettato, come se Qualcuno, mentre l'autrice scriveva, avesse voluto aggiungere qualcosa di importante, richiamando al centro della vita del cristiano la Liturgia e l'incontro sacramentale e mistico con il Cristo che in essa si vive.
L'autore ricompone, tratto dopo tratto, le fattezze del Cristo e ne disegna con molta verosimiglianza la figura umana. Egli vaglia attentamente le affermazioni della Valtorta per quanto riguarda la Passione del Cristo e i riflessi laceranti dei tormenti del suo corpo, dal sudore di sangue fino alla morte di Croce. Inoltre interroga i sindonologi più quotati, medici illustri, chirurghi… e ascolta come in preghiera il pensiero dei pontefici da Pio XI a Paolo VI. Alla fine viene fuori un'indagine approfondita, da cui affiorano particolari impensati e precisazioni di grande interesse che, oltre a ritrarci il Cristo, quale dovette apparire agli uomini del suo tempo, ci fanno rivivere con più comprensione e amore il dramma della sua Passione.
Ogni volta che il sole sorge al mattino Dio invita l’uomo a contemplare la bellezza della sua opera e a rivolgere lo sguardo a Colui che l’ha mirabilmente realizzata. Infatti il mondo non è il casuale evolversi della materia, ma è un progetto grandioso in via di svolgimento. Ha un’origine e ha una meta verso la quale tutto converge. Al centro di questo affresco di stupefacente potenza e bellezza vi è l’uomo. Ma l’uomo moderno, chiuso nel limite oscuro della sua finitezza, brancola nelle tenebre della menzogna e della morte. Non si chiede neppure chi sia, da dove venga e dove vada. Si è abituato a vivere senza guardare il cielo, indifferente davanti allo spettacolo di un’alba o di un tramonto. Ha lasciato morire dentro di sé lo stupore, la gratitudine e la preghiera. Il suo cuore è un angolo di deserto senza vita. Degradandosi al livello di un animale, si è abituato a vivere senza gli ideali che nobilitano. Smarrendo la verità su se stesso, ha perso la speranza. Dio è svanito dal suo orizzonte (dalla Presentazione di padre Livio).
Una figlia in cielo (Bassanetti Andreana)
Come è stato possibile per una mamma passare dalla disperazione per la morte di una figlia alla scoperta della fede e dell'amore di Dio. Perdere un figlio è uno dei dolori più grandi. Questo libro racconta in prima persona l'esperienza dell'Autrice, sprofondata nella disperazione per il suicidio della figlia Camilla, di soli ventuno anni. Proprio questo evento però è stato illuminato dalla certezza dell'amore di Dio, che le ha permesso di intraprendere una cammino di fede e di annunciare la vita con gioia.
La luminosa esperienza di Chiara Badano, una ragazza che nella sua vita ha seguito la spiritualità dell'Istituto secolare dei Focolarini, racconta i grandi valori che hanno orientato il suo cammino, insieme alle risorse da cui ha saputo attingere il coraggio e la tenacia per andare controcorrente e tessere con Cristo uno splendido rapporto di unione. In queste pagine sono rapidamente tratteggiati i punti essenziali del suo percorso, che nelle vicende ordinarie della vita di oggi mostra come è attuabile e affascinante la scoperta del vero amore al seguito di Gesù.
Un libro per i lettori "in cerca-, chiunque essi siano, credenti o meno: per coloro che non hanno smesso di interrogarsi sul senso della propria esistenza; e per coloro che la vita ha obbligato a riflettere sul destino dei propri cari perduti, magari drammaticamente. L'autore, partendo proprio da una personale esperienza di dolore e di perdita, con un linguaggio semplice ma mai banale, e con ricchi esempi tratti dalla propria vita, dai testi di pensatori anche laici e dalla testimonianza dei grandi mistici, ci conduce nel complesso cammino della riflessione su ciò che attende l'uomo alla fine della sua vita, senza evitare le domande più estreme e non rinunciando alla presentazione della dottrina cristiana tradizionale. Un percorso in cui, partendo dall'inesauribile attesa del bene che ciascuno di noi vuole per sé e per i propri cari, conduce il lettore alla comprensione del mistero della vita eterna, così come è pensata da Dio per noi: vita in Cristo, da risorti. Un libro che regala speranza e ci invita a non aver paura del morire, poiché la morte è, per l'uomo "che cerca-, non fine di ogni cosa, ma atrio alla vita eterna. Un percorso tra fede e ragione, per non smettere di interrogarci su quello che ci attende dopo la morte e sul senso ultimo della vita nostra e di quella dei nostri cari.
La sorprendente storia di Chiara Corbella, in altre inedite testimonianze.
Natuzza Evolo – nata nel 1924 a Paravati, una frazione della cittadina calabrese di Mileto, e morta nel suo paesino il 1° novembre 2009 – è la più famosa mistica stigmatizzata italiana del Novecento. Donna dalla vita apparentemente normale, madre di cinque figli, analfabeta, è stata però una guida e una maestra di vita per le migliaia di persone che accorrevano a lei dall’Italia e dall’estero per avere ascolto, conforto e aiuto. Questa totale dedizione agli altri è stato il vero “segreto” della sua vita, e la chiave per comprendere anche gli straordinari fenomeni mistici di cui è stata protagonista. Renzo Allegri, autore di popolari volumi dedicati a Padre Pio, ha incontrato Natuzza varie volte, a cominciare dal 1977, quando non era ancora nota al grande pubblico. Le inedite testimonianze ottenute intervistando la stessa Natuzza e le persone che la conobbero sin da bambina sono ora proposte in questo libro, che costituisce un documento originale e prezioso.
Mar Musa, monastero dedicato a san Mosè l'Abissino, sorge in mezzo al deserto, in cima a una montagna scoscesa, nei pressi della cittadina di Nebek, in Siria.Abbandonato da due secoli, è stato restaurato grazie alla tenacia di un gesuita italiano, Paolo Dall'Oglio, che vi ha fondato una comunità monastica di rito siriaco.Mar Musa è luogo di accoglienza e di apertura, dedicato al dialogo islamo-cristiano.Qui, uomini e donne ritrovano l'esperienza millenaria del deserto: privazione, silenzio, lavoro e preghiera.Guyonne de Montjou ha incontrato Paolo Dall'Oglio a Mar Musa e ne ha raccolto la storia e la testimonianza, che ha poi raccontato in questo libro, in cui la parola di padre Paolo si alterna alle impressioni della giornalista.
Dopo il primo libro "La luce oltre il buio", Giacomo Celentano declina il delicato tema della paternità, raccontando la sua toccante avventura di figlio di un grande artista, di genitore del piccolo Samuele e di credente che coltiva nel quotidiano un forte legame di fede con Dio Padre. È stato un "percorso interiore" complesso che lo ha portato ad affrontare e superare momenti duri di ansia, di depressione e di ricerca della propria strada nella vita. Oggi Giacomo ha raggiunto il suo equilibrio. "Un equilibrio sereno e fragile - ammette l'autore - che si regge sulla convinzione che la vita è uno sforzo continuo di conversione in compagnia di Dio. Ogni giorno si può fare un passo per diventare una persona migliore del giorno prima". La serenità non è un dono del Cielo, è una conquista quotidiana. E chi firma questa testimonianza non ha paura di affermare che, se si procede sul sentiero della fiducia, Dio viene subito in nostro aiuto sostenendoci nel cammino per diventare figli, genitori e cristiani felici.
Nato a San Valentino, frazione di Castellarano (RE), Rolando Maria Rivi entrò in seminario nell'autunno del 1942 ma nel 1944, in seguito all'occupazione tedesca del paese, fu costretto a ritornare a casa. Continuò però a sentirsi seminarista e a indossare l'abito talare, nonostante il parere contrario dei genitori preoccupati per i gesti di odio antireligioso diffusi nella zona. Il 10 aprile 1945 un gruppo di partigiani comunisti lo rapì. Quattro giorni dopo fu ritrovato il suo cadavere, il volto coperto di lividi, il corpo martoriato e due ferite da arma da fuoco. Da allora la vicenda di Rolando Rivi è stata relegata in un ingiustificato oblio e la sua uccisione archiviata dalla vulgata come un delitto privato. Finché, dopo molti anni, la sua tomba è diventata meta di pellegrinaggi. Una guarigione miracolosa ne ha riportato in primo piano il martirio. Il 28 marzo 2013, ad appena sette anni dall'apertura della causa di beatificazione, papa Francesco ne ha riconosciuto il martirio in odium fidei. Il 5 ottobre 2013 Rolando Maria Rivi viene proclamato beato della Chiesa. Il suo sacrificio apre uno squarcio sui delitti del Triangolo della morte, che hanno avuto come vittime preti e religiosi in vista di un'imminente rivoluzione comunista.
«Fratel Ettore è un guerriero dall’armatura luccicante, parte lancia in resta per combattere orripilanti draghi a tre teste che nessun guerriero, per quanto valoroso, vorrebbe mai affrontare. Lui mi difende da mille streghe cattive, non si lascia impressionare dai mulini a vento e insegna anche a me a non lasciarmi destabilizzare, ma è una scuola difficile...» Così esordisce suor Teresa Martino nel raccontare la vicenda del suo incontro con un grande profeta dei poveri, che è stato anche un vero mistico, benché la sua statura nella carità abbia talvolta offuscato la profondità spirituale della sua esistenza. Il testo di suor Teresa, un tempo attrice di teatro, che oggi ha raccolto l’eredità delle comunità fondate da fratel Ettore, ci svela un volto intimo della vicenda del Camilliano che ospitava i più poveri alla Stazione Centrale di Milano. Attraverso uno stile che ricorda talvolta quello dei Fioretti di san Francesco, siamo introdotti nel mistero della vocazione d’amore per i deboli e di quella che, spesso, appare veramente come la “Commedia degli Ultimi”.
Tornati dall'aldilà (Antonio Socci)
Il 12 settembre 2009, Caterina, figlia ventiquattrenne di Antonio Socci, ha un arresto cardiaco ed entra in coma. Oggi, per la prima volta, suo padre racconta l'esperienza di premorte vissuta da Caterina e da altre persone che possono testimoniare di aver visto il paradiso. È il primo libro in cui un autore cattolico indaga queste incursioni del soprannaturale nella vita di tutti i giorni. Socci passa in rassegna le ricerche scientifiche (pubblicate per esempio su "Nature") che analizzano i casi di premorte dal punto di vista dell'attività neuronale, e giunge alla conclusione che si tratta del dono divino della grazia di chi è riuscito a tornare indietro e può farcene partecipi e di chi ha la possibilità di comunicare con il mondo dei morti.
«Io non ho paura». Lo ha detto chiaro, Francesca. Quasi ad alta voce, mentre tirava su la testa. «Raccogliendo le ultime forze», si dice in questi casi con una frase fatta. Invece è vero il contrario. Le forze, per lei, venivano tutte da quella certezza, ripetuta al marito poche ore prima di morire. «Io non ho paura». Le stesse parole affidate a un'amica, il giorno prima: «Ogni giorno è servito, perché in ogni giorno ho affidato alla Madonna tutti i miei cari? Il tempo è prezioso. Non ho paura, sono contenta». La stessa certezza che ha plasmato la vita e la morte, la gioia e il dolore, la salute e la malattia. La certezza di Cristo. La fede. La vicenda commovente e al tempo stesso piena di speranza di Francesca Pedrazzini, colpita da una malattia incurabile ma capace di trovare nella fede la risorsa per vivere anche questa prova nella serenità e nell'amore. Accompagnata dalla famiglia, il marito Vincenzo, i figli Cecilia, Carlo, Sofia, e dai molti amici di Comunione e Liberazione, Francesca affronta l'ultimo viaggio come la preparazione a una grande festa. La sua vita e la sua morte diventano così una fortissima testimonianza di fede. La storia, luminosa e coraggiosa, di una donna che ha affrontato la malattia senza paura. «Se non accadrà il miracolo della guarigione accadrà qualcosa di più grande».
Nel cuore di Chiara l'affetto per Gesù nasce molto presto, al punto da desiderare di ricevere, a soli cinque anni, la prima comunione, per decidere a undici di donare la propria vita a Cristo. Terminate le scuole superiori, decide di entrare in una comunità del Movimento dei "Focolari" completando contemporaneamente gli studi a Scienze Politiche. Sono anni in cui sente crescere il desiderio di dedicarsi agli ultimi. Si chiede come realizzare questa vocazione, quando una gravissima patologia la colpisce agli occhi e la riduce pressoché alla cecità costringendola a tornare alla vita in famiglia. E in questo periodo di sofferenza che Chiara intuisce il disegno di Dio a cui si affida chiedendo un "segno". Dopo un momento di preghiera intensa, giunge la guarigione improvvisa e completa. Chiara non ha più dubbi. Immediata è la scelta di dedicarsi ai ragazzi di strada, al "popolo della notte", nei luoghi più degradati di Roma, negli inferi della solitudine, dell'emarginazione, della tossicodipendenza... Nasce così "Nuovi Orizzonti" che - dalla prima comunità residenziale per una ventina di ragazzi a Trigoria - si trasforma in breve tempo in una vera e propria "factory dell'amore", un colosso della solidarietà e dell'accoglienza con sedi e attività in tutto il mondo. "Un vero miracolo", dice Chiara, che non avrebbe potuto realizzarsi senza l'aiuto di Dio, di centinaia di volontari e di tantissimi amici. (Prefazione di Andrea Bocelli)
La prima intervista del Papa emerito Benedetto XVI in un libro a più voci che rende omaggio alla figura e al pensiero di Wojtyla. A un anno dalla rinuncia al suo Pontificato il Papa emerito Benedetto XVI ha rotto il suo silenzio. Lo ha fatto accettando l’intervista proposta dal vaticanista polacco Wlodzimierz Redzioch, dopo aver ricevuto le bozze del libro Accanto a Giovanni Paolo II. Gli amici & i Collaboratori raccontano.
La cortesia, la gentilezza, o meglio l'amabilità, erano tra le virtù che più colpivano chiunque avvicinasse Suor Emmanuelle, anche per pochi istanti, così come l'attenzione e la cura che poneva in ogni incontro, l'affetto con cui ricordava le persone incontrate e la curiosità per i comportamenti e i luoghi nei quali si trovava. La sua era sempre una testimonianza forte, gioiosa: «Sono una delle donne più felici della terra», amava dire, e standole accanto si capiva che non lo diceva tanto per dire, che non era una frase fatta, ma la realtà delle sue giornate. Il libro raccoglie la trascrizione di alcuni colloqui con Suor Emmanuelle e di alcuni suoi interventi ai meeting organizzati dalla Comunità di Sant'Egidio. La biografia di suor Emmanuelle, «una delle donne più felici della terra».
Quando si cade nell'abisso della disperazione è possibile risorgere a vita nuova e credere ancora nel futuro? Chiara Amirante - da vent'anni in prima linea con la comunità "Nuovi Orizzonti" per aiutare giovani e persone che vivono disagi di ogni genere - ne è convinta: nella sua lotta quotidiana a sostegno di chi soffre, ha incontrato ragazzi sbandati, alcolisti, barboni, disoccupati, manager affermati ma infelici, e tante persone impaurite e sole, che patiscono il peso di una società disumanizzata che ha smarrito la preziosità delle relazioni autentiche. Molti di loro sono riusciti a cambiare vita e a rinascere. In questo dialogo diretto e interlocutorio con il lettore - ricco di condivisioni personali - l'autrice invita a intraprendere un percorso di crescita interiore per vincere le proprie paure, le assuefazioni a droghe e sostanze, le tante forme nocive di dipendenza dal giudizio altrui, le sfide quotidiane che impone la crisi economica e culturale del nostro Paese e dell'intero Occidente. In ognuno di noi c'è un potenziale inespresso - ci confida Chiara - e la felicità dipende da come decidiamo di utilizzarlo per non fuggire di fronte a tutto ciò che di doloroso e meraviglioso la vita ci regala. Prefazione di Lorella Cuccarini.
La passione di Caterina è un volume in cui il giornalista e scrittore Antonio Socci, partendo dal dramma personale vissuto da lui stesso e dalla sua famiglia, riflette su ciò che ha imparato dalla difficoltà dell’evento traumatico, da ciò che sua figlia Caterina, gli ha dato modo di comprendere. Nel 2010 Antonio Socci ha raccontato della disgrazia che ha colpito la sua famiglia quando sua figlia Caterina, una ragazza di appena ventiquattro anni, è entrata in coma dopo un arresto cardiaco. Attorno a Caterina si sono stretti gli amici, i famigliari e numerose altre persone. Caterina, sia a chi la conosceva direttamente, sia a chi aveva solo sentito la sua storia, ha dato un motivo per riscoprire la preghiera e per ritrovare la propria fede. Giorno dopo giorno le preghiere continuano e la fede di Antonio Socci e della moglie, pur nella durezza della prova a cui vengono sottoposti, non vacilla, fino a quando il cuore di Caterina ricomincia a battere, dando il primo di segno di una possibile via d’uscita, compiendo il primo passo verso la vita e la riabilitazione. Per tutti coloro che non hanno smesso di credere e di lottare contro la morte, Caterina rappresenta la speranza. Socci racconta la vicenda in tutti i suoi aspetti etici e di fede e poi, rivolgendosi anche allo stimato collega Roberto Saviano, invita tutti coloro a favore dell’eutanasia a rivedere le loro idee alla luce di quello che è accaduto a sua figlia. La passione di Caterina è un volume in cui Antonio Socci, attraverso la drammatica storia di sua figlia, celebra la fede e il coraggio quali manifestazioni di Colui che ha sconfitto la morte.
Queste pagine raccontano la storia di Chiara, con le parole e i ricordi di chi l'ha conosciuta e ne ha condiviso la profonda esperienza di fede: un'esistenza che non si è arresa di fronte alla morte fino a diventare segno di speranza per tutti noi.
Carlo Acutis (Occhetta Francesco)
La breve vita di un ragazzo (1991-2006) che, colpito da leucemia fulminante, offrì la sua sofferenza al Signore per il Papa e per la Chiesa. Coed. Elledici -Velar.
Dall'autore del best-seller "Da servo di Pannella a figlio libero di Dio", un libro rivelazione su Emma Bonino candidata alla presidenza della repubblica italiana dopo una vita spesa per l'aborto, la propaganda in favore della droga, dell'omosessualità in nome dei diritti civili.
C’è chi dice che Pannella non conta nulla e che Radio Radicale esiste per farlo divertire… Altri vorrebbero Presidente della Repubblica Emma Bonino, la quale sostiene che il cristianesimo ha esaurito la sua carica vitale, storica. Il progetto pro-Bonino è di un vasto schieramento, che corrisponde ad una cultura che affonda le sue radici nel ’68. Mentre i radicali demoliscono i principii del diritto naturale, Governi di destra e sinistra e il fior fiore dei parlamentari cattolici, consentono che la loro radio riceva decine di milioni di euro l’anno, più gli importi della legge sull’editoria, più le quote di finanziamento pubblico per la loro lista, più il danaro proveniente dall’accordo elettorale con il PD, più le pensioni dei loro ex deputati. Incassano denaro pubblico e sono i più candidi di tutti. Gli altri? Tutti ladri, che si spartiscono il bottino. Pannella, la Bonino e il potere. Una vicenda equivoca e ambigua. Raccontata da chi ha lavorato con loro per vent’anni, che all’improvviso riconosce l’esistenza della Verità e comprende che la sua vita non ha più senso in quella realtà. Dio, nella sua misericordia, si china su di lui e gli porge una mano.
La piccola Nennolina ci rende un’autentica testimonianza di fede e ci insegna che l’Amore, quello vero, non conosce limiti di età e si esprime e si consuma nei modi più diversi, a volte incomprensibili a chi li osserva in modo superficiale. La vita della bambina, breve ma intensa, è stata una piccola Via Crucis, intessuta di colloqui affettuosi con il Cielo e di visioni mistiche, di sofferenza e di offerta, di preghiera e di attesa. Ancora oggi, a distanza di tanti anni dal suo ingresso in Cielo, è bello ascoltare la storia di Nennolina e trarne un insegnamento utile per il nostro cammino personale.
Essere il figlio della “coppia più bella del mondo” non lo ha reso un ragazzo felice, ma lo ha costretto a un lungo cammino di ricerca interiore.In questa confessione a cuore aperto Giacomo Celentano – secondogenito di Adriano e di Claudia Mori – racconta la sua esperienza di depressione e il percorso di guarigione psichica e spirituale che lo ha portato all’accettazione di sé e alla serenità grazie a un cammino di fede iniziato a Lourdes, durante un pellegrinaggio con i suoi genitori.Sono rievocati gli anni sereni dell’infanzia, quando papà Adriano gli parlava di Gesù, le prime crisi dell’adolescenza, fino al profondo disagio della fatica di vivere e della malattia.
Gloria era clinicamente morta. Se Dio non le avesse dato una seconda possibilità, sarebbe andata all’Inferno. Dio l’ha salvata e le ha affidato una missione dicendole: “Tu stai per tornare (sulla terra) e darai la tua testimonianza non mille volte, ma mille volte mille volte. E sventura a quelli che non cambieranno vita dopo aver inteso la tua testimonianza, perché essi saranno giudicati più severamente, come te quando ritornerai qui un giorno; lo stesso per i miei consacrati, i sacerdoti, perché non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire”.
Fabio Salvatore ha scoperto di avere un cancro alla tiroide all'età di 21 anni. Fino a quel momento aveva creduto che la vita fosse ai suoi piedi. Era pieno di sé. Forte di un talento messo a disposizione solo di se stesso, stava per debuttare in un'importante produzione teatrale internazionale che lo vedeva come protagonista. All'improvviso, la scoperta: il cancro, da lui sempre definito "Scarafaggio". Per mesi nega l'evidenza, recita in teatro, accantona la malattia, nasconde tutto ai suoi familiari, finché, afono e privo di forze, è costretto ad affrontare il calvario della malattia. Operato d'urgenza, supera l'intervento e fa la sua prima radio-iodio-terapia, che lo porta a essere isolato da tutto e da tutti. È in quel silenzio che Fabio inizia a guardare dentro se stesso. Guarda alla fede, ma è poco lucido per capirne la forza. Passano i mesi, e dopo un anno parte per il Portogallo, per una vacanza, ma durante quel viaggio nel buio dell'intimità trova uno spiraglio che è Maria, la sua Mamma, e che lo porta a Fatima. Di qui il suo cammino, il suo deserto che diventa fiorito e pieno di colori. Abbraccia la Croce e vive nella Gioia.