Maria a Medjugorje Messaggio del 28 marzo 1984:Quando uscite da casa per recarvi a messa, cominciate già lungo il cammino a prepararvi e a raccogliervi spiritualmente. E dopo la messa, non uscite mai dalla chiesa senza aver ringraziato adeguatamente Dio.

Notizie dei giornali cattolici







E’ stato condannato per omicidio, nonostante l’avvocato difensore si fosse presentato più volte ubriaco al processo e nonostante il pm avesse una relazione con il giudice che in seguito sposò. Ma Ledell Lee, afroamericano di 51 anni, accusato quando ne aveva 27 di aver picchiato a morte la vicina di casa Debra Reese, non ha mai smesso di dichiararsi innocente, nonostante l’arresto immediato per via di un testimone che aveva dichiarato di averlo visto nei pressi della casa della vittima. Infine, lo scorso 20 aprile, diventando il primo uomo giustiziato dello Stato dell’Arkansas dopo 12 anni, è morto rifiutando l’ultimo pasto a cui aveva diritto per poter ricevere l’Eucarestia.
Oggi inizia la Novena alla Madonna di Pompei.
Dopo l’interdetto, il Vaticano ha dovuto fare marcia indietro. L’ex Gran Maestro dell’Ordine di Malta Fra’ Matthew Festing, al quale lo scorso 15 aprile, l’Arcivescovo Giovanni Angelo Becciu, “in accordo col Papa”, aveva proibito di partecipare all’elezione del suo successore. è sbarcato a Roma, sfidando il veto di papa Francesco.
Oggi e domani papa Francesco sarà in Egitto per una visita importante al cui centro c'è la visita all'Università islamica al-Azhar. «Mi aspetto che il Papa insista sulla necessità che i cristiani in Egitto siano considerati cittadini come tutti». Così afferma l'islamologo gesuita, egiziano, padre Samir Khalil Samir, in una intervista a rossoporpora.org che qui riprendiamo.
Alla vigilia del viaggio apostolico in Egitto, Papa Francesco si è recato nella basilica di Santa Maria Maggiore a pregare davanti all’icona della Vergine, che porta il titolo di Salus Populi Romani.
Hassan Abu Hamza, un ex jhadista convertito al cristianesimo:"La tenerezza del Signore e di Gesù Cristo mi ha dato dei fratelli di fede con messaggi chiari”
Vangelo Lc 24, 13-35: Lo riconobbero nello spezzare il pane.
Ed ecco, in quello stesso giorno il primo della settimana due dei discepoli erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo.
Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto». Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui. Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro.
Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?».
Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.
Ieri si celebrava il 25 aprile. Nella mia famiglia, per motivi storici, è davvero una festa della liberazione. Così avrei voluto scrivere su Twitter: viva l’Italia libera e indipendente dall’occupante tedesco. Ma – mi sono detto – qualcuno potrebbe accusarmi di “sovranismo”? Si può ancora sventolare il tricolore e parlare di indipendenza nazionale e di occupanti tedeschi? Si può ancora rivendicare la sovranità degli italiani? Oppure è diventato disdicevole parlare di “patria”, di “indipendenza” e di “libertà”? Non siamo forse nel Paese le cui élite hanno teorizzato da qualche decennio la necessità del “vincolo esterno” (cioè di stranieri che ci danno ordini) perché quello italiano – a loro dire – sarebbe un popolo incapace di governarsi da solo? Eppure quando è stato libero di governarsi quello italiano è stato il popolo del “miracolo economico”. Dopo le rovine della Seconda guerra mondiale abbiamo fatto stupire il mondo.
E’ curioso come pochi sappiano che l’evento madre da cui è nata l’ideologia laicista nella società europea, cioè la Rivoluzione francese, nei dieci anni della sua durata ha registrato una media di quasi 200 morti al giorno. Lo ha fatto presente Vito Mancuso qualche tempo fa ironizzando -perfino lui che è editorialista del quotidiano che più incarna l’ideologia illuminista-, sul fantomatico motto liberté, égalité fraternité. Per gran parte della società europea la Rivoluzione francese è sinonimo di liberazione, di faro di civiltà, di progresso. Ma si tratta di un’opera di disinformazione nata paradossalmente proprio dai libri di storia, sopratutto in Francia è impossibile raccontare qualcosa di diverso.
Salamanca. La diocesi non può aiutare 10 conventi di suore che devono così ricorrere al Banco Alimentare. Eppure la Chiesa spagnola riceve lauti finanziamenti dai contribuenti tramite lo Stato che utilizza anche per attività superflue. Forse sarebbe il caso che le diocesi iniziassero a ripensare il loro sistema di finanziamento e tornassero alla Provvidenza. I fedeli aprirebbero più volentieri il portafogli. I vescovi volevano una chiesa povera, si ritrovano una Chiesa misera.
Il ramo belga della Congregazione dei Fratelli della Carità ha autorizzato l'eutanasia, che è legge in Belgio, per i malati psichiatrici ricoverati. Il tutto con il no della casa generalizia. Si attende ora la presa di posizione dei vescovi, ma il precedente dell'università di Lovanio, con il professore licenziato per aver chiamato l'aborto un omicidio, non fa sperare. Sempre che la Chiesa non si nasconda dietro il rituale che la Congregazione è indipendente.
Rapine, vandalismi, distruzione dei beni della Chiesa, irruzioni della polizia per interrompere le omelie, intimidazioni e violenze contro i sacerdoti e i frati, uno dei quali è stato sgozzato il martedì santo. La violenza contro la Chiesa cattolica del Venezuela diventa persecuzione. Perché i vescovi venezuelani non hanno mai cessato di denunciare la situazione disperata e la repressione di Maduro.
L’elemosiniere del Papa, mons. Konrad Krajewski, ha devoluto all’associazione Opera San Luigi Gonzaga “Opera d’Amore” un contributo a nome del Santo Padre a sostegno del progetto sociale a favore dei ragazzi disabili, in particolare per coprire le spese dell’affitto annuale della spiaggia chiamata “La Madonnina”.
Si è conclusa la quarantesima Convocazione Nazionale dei Gruppi e delle Comunità del Rinnovamento nello Spirito Santo che ha riunito 15mila persone dal 22 al 25 aprile presso la Fiera di Rimini sul tema “Esultate: il Signore ha Agito! Giubilate: il Signore ha manifestato la sua gloria” (cf Is 44, 23). Una Convocazione speciale, nel corso della quale è stato anche presentato alla stampa il programma del Giubileo d’oro del Rinnovamento Carismatico nel mondo.
Willem Jacobus Eijk è arcivescovo di Utrecht e primate di Olanda dal 2008 e cardinale dal 2012. Il suo compito non è facile: è responsabile di una Chiesa che negli ultimi anni si è molto ridotta numericamente, ha fatto i conti con un impetuoso processo di secolarizzazione e ha conosciuto polemiche interne, che però si sono molto affievolite negli ultimi anni. I cattolici olandesi sono scesi da 5,5 milioni che erano nel 1990 a un po’ meno di 4 milioni oggi, e dal 37 al 23 per cento della popolazione. Laureato in medicina con una tesi sull’eutanasia e in filosofia, il cardinale Eijk è stato ordinato sacerdote nel 1985. Ha accettato di rilasciare un’ampia intervista all’inviato di Tempi in Olanda.
Sei milioni, una moltitudine sterminata. Il 20 maggio, a Roma, alla settima Marcia per la vita, ci saranno anche loro, cui è stato negato, dalla giustizia degli uomini e dalle sue leggi, il diritto di nascere. Verso la marcia per la vita del 20 maggio prossimo a Roma. Le marce per la vita sono lo spazio che rimane a quanti non accettano di tacere
Un rapporto dell'Università di Notre Dame spiega che il cristianesimo è la religione più odiata nel mondo, ma che la reazione dei credenti è destinata a far risorgere la Chiesa: uccisi fanno ecumenismo, attaccati servono le loro nazioni, ma senza mai abiurare. E trucidati non abbandonano le loro terre. "Perché sanno che quando i regimi cadranno la fede salvata dal loro sacrificio si diramerà con forza".
Da domenica 30 aprile la quinta edizione. A San Paolo fuori le mura la benedizione del cardinale Vallini: «Grazie per questo servizio di amore e luce»
Non si può che constatare la sconfitta del popolo cattolico in Francia. Entrambi i candidati presidenti, Le Pen e Macron, sono "laici" nel senso francese del termine, due volti dell'illuminismo: giacobino l'uno, napoleonica l'altra. La proposta cattolica, emersa per la prima volta in tempi recenti con Fillon è stata bocciata per lo scandalo personale del candidato.
Il messaggio inviato nei giorni scorsi da Benedetto XVI a un Simposio in Polonia dedicato al suo "concetto di Stato", rilancia i contenuti della lezione di Ratisbona di 11 anni fa paventando un tragico scontro tra i laicismi occidentali e l'islamismo. E questo proprio mentre papa Francesco sta per recarsi in Egitto per un incontro con il rettore dell'Università al Azhar, con un approccio opposto a quello di Ratisbona.
Già da bambino Marcel Callo era un po’ perfezionista. Gli piaceva l’ordine e mostrava doti naturali di leadership. Era nato a Rennes, in Francia, il 6 dicembre 1921. Secondo di nove figli, era un ragazzino normale con un grande senso dell’umorismo e che adorava giocare, soprattutto a ping pong, nel quale era bravissimo. Marcel venne educato alla fede in casa dalla madre, e fin da giovane sviluppò una forte inclinazione a seguire Gesù. Quando era sufficientemente maturo, la madre gli chiese se poteva sentire una vocazione al sacerdozio. Marcel le disse che la sua vocazione era di essere laico, posizione dalla quale avrebbe potuto fare più bene al mondo.