Maria a Medjugorje Messaggio del 6 settembre 2010:Cari figli, anche oggi la Madre con gioia vi invita: accogliete i miei messaggi, rinnovate i miei messaggi. Cari figli, desidero ancora guidarvi, ma desidero invitarvi oggi a vivere ciò che vi do, perché possa darvi nuovi messaggi e attraverso questi messaggi guidarvi, guidarvi a mio Figlio e alla pace. Sappiate, cari figli, che la Madre prega con voi ed intercede presso suo Figlio per tutti voi. Anche oggi desidero dirvi: grazie per avermi accolto, per aver accolto i miei messaggi e perché vivete i miei messaggi.

Notizie dei giornali cattolici







Il mondo Lgbt è profondamente diviso sul tema della maternità surrogata e a dimostrarlo basta raccontare l’ultimo episodio relativo al Gay Pride 2017 che ha scatenato l’ennesima discussione interna. Il 24 maggio il movimento Arcilesbica nazionale ha diramato un comunicato stampa in cui rimprovera i Comitati organizzatori dei Pride, i quali hanno espresso «una forte critica nei confronti di chi è contrario/a all’utero in affitto, mettendo in dubbio la coerenza di chi ha difeso negli anni passati la autodeterminazione delle donne. Si tratta di giudizi e soprattutto di pregiudizi che suscitano stupore, soprattutto perché non è stato finora mai possibile un reale dibattito culturale, che tenendo presenti tutte le opinioni in campo, chiarisse i veri termini del conflitto». Si ribadisce che «la maternità non può essere mercificata, né un figlio può essere donato, se non ledendo il diritto preminente delle bambine e dei bambini di mantenere, là dove c’è, una relazione stabile con la madre». Tra i firmatari di questo comunicato, ci sono movimenti Lgbt contrari all’utero in affitto, tra cui Se non ora quando – Libere e RUA (Resistenza all’utero in affitto). Su Facebook è subito scoppiato un aspro scontro, Arcilesbica è stata accusata di rappresentare la destra più reazionaria e conservatrice, tanto da arrivare a parlare di «lesbofobia».
L’entusiasmo delle giovani Chiese e il ruolo dei laici dove mancano i preti. La testimonianza di padre Gheddo per la Pentecoste, festa missionaria per eccellenza
Nuovi dettagli della terribile «caccia ai musulmani» inscenata a Bangassou da milizie anti-balaka. «Hanno ucciso una donna e cinque bambini nella foresta, un’altra l’hanno seppellita viva»
Padre Soganub e di altri 15 fedeli sono in mano agli islamisti. Giungono notizie di barbare uccisioni e decapitazioni. Nell’isola di Marawi sventolano bandiere nere
La guerra afghana continua a mietere vittime. L'ultimo attentato a Kabul, nell'area delle ambasciate, ha provocato un centinaio di morti con una sola autobomba. L'attacco è stato rivendicato dall'Isis. Il quadro è desolante. A causa di un ritiro annunciato e iniziato troppo presto, il paese è destabilizzato.
Udienza Generale di Papa Francesco del 31 maggio. "Lo Spirito Santo non ci rende solo capaci di sperare, ma anche di essere seminatori di speranza, di essere anche noi – come Lui e grazie a Lui – dei “paracliti”, cioè consolatori e difensori dei fratelli". "Lo Spirito Santo alimenta la speranza non solo nel cuore degli uomini, ma anche nell’intero creato"
Non si contano ormai i luoghi, le piazze, i ponti e perfino gli alberi che l’Italia, memore e grata, ha voluto dedicare a Martin Lutero per i cinquecento anni del suo outing teologico e dottrinale. La prima è una piazza proprio a Roma. A seguire tutte le altre due ex capitali d'Italia fino a Merano.
Volente o nolente, l'Europa, per tutto il Novecento, è stata dominata dalla questione dell'espansione della Germania, causa prima delle due guerre mondiali. Ora la Germania è tornata ad essere una grande potenza, economica invece che commerciale. E con il ritiro degli Usa dall'Europa è pronta a ritagliarsi un nuovo ruolo.
Bambini da eliminare, ma due destini opposti. In Inghilterra c'è Erode: Charlie è appeso a un filo. I genitori hanno perso la battaglia e ora i medici potranno staccare la spina. Lo Stato decide quando la tua vita è degna di essere vissuta.
A “prendere ossigeno” prima della partenza, sono arrivati anche Giuseppe, 36 anni, insegnante di religione, la moglie Rachele, 39, psicoterapeuta, e i loro quattro figli, Daniele (9 anni), Michele (7), Francesca (2) e Geremia (5 mesi). A breve lasceranno Senigallia, dove vivono, per trasferirsi per tre anni in Patagonia, nel sud dell'Argentina, a Puerto Madryn, provincia di Chubut, diocesi di Comodoro Rivadavia (arcidiocesi Bahía Blanca), a sostegno dell'attività di un'altra coppia italiana (Nadia e Riccardo), che ha avviato una comunità terapeutica. Si occuperanno di carcerati, senza tetto, pastorale per le coppie, ma soprattutto saranno di supporto agli 80 preti che devono seguire una diocesi grande quanto l'Italia, e dove nuove sette che promettono il paradiso sorgono come funghi. Una scelta così con quattro figli piccoli non è da tutti. «Naturalmente c'è stato un discernimento e anche una condivisione», spiega Riccardo. «Con i due figli più grandi, ne abbiamo parlato, e abbiamo trovato un bello slancio da parte loro all'idea di andare ad aiutare amici più poveri. E in Grecia abbiamo incontrato un'altra famiglia con quattro figli come noi, che ci ha incoraggiato».
Tre giorni dopo il massacro perpetrato dallo Stato islamico contro dei pellegrini cristiani egiziani, diversi racconti attestano la loro mirabile fine. Le vittime hanno rifiutato, tutte, di fare apostasia – ciò che i loro aguzzini proponevano per lasciar loro salva la vita
Il Gesù Misericordioso nella visione di Santa Faustina è divino, trasfigurato, mentre nel dipinto di fratel Alberto Gesù è incredibilmente umano
La scorsa settimana, di giovedì sera, sono stata ad ascoltare, nella parrocchia romana S. Maria Immacolata e San Vincenzo de Paoli di Tor Sapienza, la bella conferenza-concerto del cantante Giuseppe Povia e dell’avvocato Gianfranco Amato. Due personalità così diverse hanno messo su una serata di informazione e musica, infotainment direbbero i colleghi anglosassoni, davvero speciale che portano in tour per l’Italia (gratuitamente, richiedendo soltanto un luogo adeguato dove poter esibirsi e la strumentazione necessaria) dal titolo emblematico: “Invertiamo la rotta. Contro la dittatura del pensiero unico”.
Molti pellegrini evidenziano che la cosa che più li colpisce, durante il pellegrinaggio a Medjugorje, è l’Adorazione a Gesù nel Santissimo Sacramento dell’Altare. In base all’orario estivo del programma di preghiera, che sarà in vigore dal 1° giugno al 31 agosto 2017, nella parrocchia di Medjugorje, l’Adorazione Eucaristica si svolgerà il martedì ed il sabato dalle ore 22:00 alle ore 23:00, nonché il giovedì subito dopo la Santa Messa serale. Ogni 25 del mese si terrà poi l’ormai consueta Adorazione notturna. Dalle 22:00 alle 23:00 vi sarà un’ora di Adorazione animata da canti e meditazioni e poi il Santissimo resterà esposto in chiesa fino alle 7:00 del mattino seguente. L’origine di tale ulteriore iniziativa eucaristica, che prosegue tuttora, risale al 2005, anno proclamato dalla Chiesa “Anno dell’Eucaristia”.
Storie di convivenza fra credenti in Cristo e islamici. Viaggio nel nord del paese africano, dove i Missionari della Consolata operano sostenendo e rafforzando i legami buoni che uniscono i fedeli delle due religioni
Si è svolta questa mattina una riunione interdicasteriale presieduta dal Papa con tutti i capi dicasteri della Curia romana. L’argomento trattato riguarda i nuovi movimenti e realtà ecclesiali, e in particolare il tema dei sacerdoti. Fino a oggi, solo le prelature personali e gli ordinariati- quelli militari, come pure quelli creati per favorire il ritorno degli anglicani – avevano la possibilità di incardinare sacerdoti. Ora si sta studiando la possibilità di incardinare sacerdoti anche da parte di fraternità sacerdotali interne ai movimenti ecclesiali laicali. Questa possibilità di incardinazione sancita dalla Santa Sede, renderebbe questi sacerdoti non direttamente dipendenti per quanto riguarda l’incardinazione dai vescovi diocesani.
Gli esperti ci dicono che le cause dell’Attrazione verso lo stesso sesso si riducono principalmente a una: non sentirsi amato o desiderato. Possiamo dire che anche una madre super protettrice certamente vuol bene a suo figlio, ma lo fa in modo esagerato, generando insicurezza nel figlio. Un padre autoritario a suo modo ama certamente il suo bimbo, ma finisce col porgli una lunga lista di esigenze, che finiscono col generargli complessi e traumi. E siccome un figlio necessita del “nutrimento” di un padre e di una madre, non sarà adeguatamente amato se mancala figura di uno di essi. E non perché sia morto, ma perché ha abbandonato la sua famiglia lasciandola in difficoltà, o perché non riconosce la sua origine, visto che è considerato il frutto di una banca del seme. Per non parlare di quando il minore ha subito violenza fisica o abusi sessuali, soprattutto quando vengono commessi da un familiare. Tutto ciò produce profonde ferite nell’anima, sentimenti di colpa e disprezzo per sé stessi.
Le reazioni irose alla lettera dell'arcivescovo di Ferrara-Comacchio, monsignor Luigi Negri, pubblicata sulla Nuova BQ dopo l'attentato kamikaze di Manchester, dimostrano l'assenza di padri che giudicano. Eppure, a testimoniare il bisogno di queste parole sono proprio i giovani occidentali. Che gridano che per non vivere inutilmente ci vuole una ragione per morire.
La dittatura Lgbt non conosce più freni anche nel mondo cattolico, due episodi lo mostrano chiaramente nel disinteresse di pastori e mondo cattolico. In Spagna la persecuzione sta diventando violenta. Il vescovo Xavier Novall è stato attaccato da un collettivo Lgbt: aveva detto che dietro l'omosessualità c'è un problema con la figura del padre rifacendosi alle teorie di Nicolosi. Domenica, dopo aver impartito una cresima ai ragazzini di una parrocchia della sua diocesi per farlo uscire dalla chiesa è intervenuta la polizia che lo ha scortato mentre la folla cercava di linciarlo. A sostenere l'agguato anche un'associazione di gay cristiani che lo ha pesantemente bollato come omofobo e ha giustificato l'aggressione, mentre un sindaco della sua diocesi dichiara il suo ingresso sgradito. I tristi prodromi di una guerra civile che non vogliamo riconoscere.
Una volta sono stata invitata alla festa della famiglia della Diocesi di Ferrara,e mi avevano detto che monsignor Negri sarebbe stato contento di incontrarmi. Mi ero preparata un bel discorso da fare alle famiglie, anche per fare colpo su di lui. L’ho trovato che mi aspettava sulle scale; mi ha dato una specie di pacca sulle spalle che somigliava pochissimo a una carezza, ha detto qualche parole di solidarietà verso mio marito, e se ne è andato perché aveva un altro impegno. “Hai visto come è stato affettuoso?” – mi ha detto la persona che era venuta a prendermi alla stazione. Affettuoso veramente no, tutto meno che affettuoso – ho pensato. “Vedi, tu non lo conosci. Lui esprime così l’affetto: ti ha invitata, ti ha aspettata prima di andarsene, ma poi non è il tipo che si perde in formalità”. E così, anche da amici che lo conoscono meglio, ho avuto la conferma: monsignor Negri è una persona ruvida. Per questo, quando ho letto la sua lettera ai ragazzi di Manchester non ho proprio fatto caso agli spigoli delle sue parole, e al netto di quelli ci ho visto solo una grande dolcezza, una paternità sicura, una sincera preoccupazione per i nostri figli. Soprattutto, più che concentrarmi sull’autore o sul tono di quelle parole sicuramente forti, mi sto interrogando. Che genitori siamo? Che genitori sono quelli degli amici dei nostri figli?
Secondo l’Unicef, nei primi tre mesi del 2017 il numero di minorenni utilizzati in attacchi suicidi è salito a 27 rispetto ai 9 casi registrati nello stesso periodo del 2016