Maria a Medjugorje Messaggio del 25 dicembre 2002:Cari figli! Oggi, nel giorno dell'amore e della pace, con Gesù tra le braccia, vi invito alla preghiera per la pace. Figlioli, senza Dio e la preghiera non potete avere la pace. Per questo, figlioli, aprite il vostro cuore, affinché il Re della pace nasca nel vostro cuore. Solo in questo modo potete testimoniare e portare la pace di Dio a questo mondo inquieto. Io sono con voi e vi benedico con la mia benedizione materna.

Notizie dei giornali cattolici







Che si chiamino Dico, Pacs o Cus, come nei vecchi ddl, poco importa, almeno per il momento. La notizia che due ministri del governo in carica, Renato Brunetta e Gianfranco Rotondi, stiano lavorando a una proposta di legge sulle unioni civili fa perdere credibilità a tutto l'esecutivo. Una proposta di legge in favore dell'omosessualismo (proposta C.1658 - "Reati commessi per finalità di discriminazione o di odio fondati sull'orientamento sessuale o sull'identità di genere") é attualmente in discussione presso la II Commissione permanente della Camera, competente per la Giustizia. La proposta di legge prevede di punire con la reclusione da sei mesi a quattro anni l'autore di un discorso, uno scritto o un atteggiamento a cui venga attribuito un valore "discriminatorio" verso la pratica omosessuale e altri, non meglio precisati, "orientamenti sessuali". UNA LEGGE PER I CONVIVENTI E' UNA MINACCIA EPOCALE, INTESA A RELATIVIZZARE LA FAMIGLIA CON L'INCORAGGIARE UNIONI SENZA RESPONSABILITA'. Delegare praticamente all'arbitrio della libertà individuale la continuità del patto coniugale lascia indifeso il vincolo matrimoniale e aperto il cammino legale alla violazione dei diritti dell'altro coniuge e dei figli. Leggi siffatte non privilegiano certo i genitori, i figli e gli educatori, come invece si dovrebbe. Dal punto di vista etico non si tratta di vere leggi ma di ingiustizie legalizzate, per le quali San Tommaso d'Aquino prevede la liceità dell'insurrezione.
Oggi, 31 dicembre, memoria di San Silvestro Papa e ultimo giorno dell’anno civile, Benedetto XVI presiederà alle 18.00 nella Basilica Vaticana la celebrazione dei Primi Vespri della Solennità di Maria Santissima Madre di Dio e il Te Deum in ringraziamento per l’anno trascorso. Al termine della liturgia Benedetto XVI uscirà sul sagrato per compiere una breve visita al Presepe allestito in Piazza San Pietro. Domani alle 10.00, sempre in San Pietro, il Papa presiederà la celebrazione della Solennità mariana nella 42.ma Giornata Mondiale della Pace per la quale il Pontefice ha scritto un messaggio che si intitola “Combattere la povertà, costruire la pace”.
Ci voleva un prete, un ministro della Chiesa cattolica. Anzi di più: un monsignore parroco, cioè un sommo sacerdote, per fare ciò che neppure a re Erode era riuscito. Cioè: eliminare il Bambino Gesù, ammazzare il protagonista del Natale nella mangiatoia e cancellarlo dal Presepe.
uello che sta per concludersi è un anno che ha visto Benedetto XVI impegnato su molti fronti: dai viaggi pastorali da un estremo all’altro del globo al dialogo ecumenico e interreligioso; dalla difesa dei cristiani perseguitati nel mondo al richiamo ai grandi valori contro gli eccessi prodotti dalla grave crisi economica che ha colpito il pianeta. Il direttore della Sala Stampa vaticana, e nostro direttore generale, padre Federico Lombardi, traccia un bilancio di questi mesi, con uno sguardo alle aspettative ecclesiali per il 2009.
La Chiesa di Terra Santa e i capi cristiani della regione seguono “con profonda preoccupazione e rammarico” i combattimenti che stanno insanguinando la Striscia di Gaza. In una Dichiarazione comune firmata oggi, i tre Patriarchi latino, greco-ortodosso e armeno apostolico esprimono, si legge, il loro “profondo dolore per il nuovo ciclo di violenza tra israeliani e palestinesi e la continua mancanza di pace nella nostra Terra Santa”, invitando le parti in causa ad “astenersi da tutti gli atti di violenza” e in particolare le varie fazioni palestinesi a difendere il proprio popolo al di là degli interessi di parte. I Patriarchi invitano inoltre la comunità internazionale “a intervenire immediatamente” per “arrestare lo spargimento di sangue” e favorire una soluzione del conflitto “basata su risoluzioni internazionali”.
Sono 20 gli operatori pastorali uccisi nel 2008. Si tratta di un arcivescovo, 16 sacerdoti, 1 religioso e 2 volontari laici. E’ quanto emerge dal dossier di fine anno pubblicato dall’agenzia Fides che sottolinea come anche nel 2008 sia stata l’Asia il Continente con il più alto numero di operatori pastorali assassinati.
Quello che sta per concludersi è un anno che ha visto Benedetto XVI impegnato su molti fronti: dai viaggi pastorali da un estremo all’altro del globo al dialogo ecumenico e interreligioso; dalla difesa dei cristiani perseguitati nel mondo al richiamo ai grandi valori contro gli eccessi prodotti dalla grave crisi economica che ha colpito il pianeta. Il direttore della Sala Stampa vaticana, e nostro direttore generale, padre Federico Lombardi, traccia un bilancio di questi mesi, con uno sguardo alle aspettative ecclesiali per il 2009:
Beatrice abita in un paesello all’imboccatura d’una vallata alpina, non lontano da dove la montagna sfocia nel piano. Ha un marito e quattro figli. Il secondo, Giovanni, cinque anni, soffre di una grave e rara malformazione cardiaca: ipoplasia del ventricolo sinistro. Gli manca la metà sinistra del cuore, ha solo la destra. All’epoca della nascita di Giovanni, su Internet, in italiano, non si trovava quasi niente (oggi ci sono anche blog di mamme che si raccontano le rispettive esperienze). Per saperne qualcosa di più Beatrice e il marito dovevano navigare sui siti americani. Negli Stati Uniti, da tempo si cura con un certo successo la “hypoplastic left heart syndrome”, a differenza di quel che accade in Inghilterra e in Francia, dove pressoché tutte le donne ai cui figli viene diagnosticata quella malattia abortiscono.
Quando abbiamo dato per primi la notizia del sacerdote genovese che aveva messo una moschea nel suo presepe, non avremmo mai pensato che non si trattasse di un caso isolato. E invece…
Centinaia di migliaia sono state le persone che da Plaza de Colón a Madrid hanno ascoltato il saluto rivolto loro da Benedetto XVI. Una festa della famiglia molto sentita, quella nella capitale spagnola.
Basta all’infinita scia di sangue che tormenta la Terra Santa. L’Angelus di questa mattina ha visto Benedetto XVI rivolgere un intenso appello alla pace per il medio Oriente, dopo il cruento bombardamento israeliano di ieri che ha provocato una grave strage nella Striscia di Gaza. Le parole del Papa sono state levate alla fine della preghiera mariana in piazza San Petro, preceduta - come di consueto alla fine dell’anno - da un pensiero del Pontefice sulla Santa Famiglia, della quale oggi si celebra la festa liturgica. Alla folla di genitori e bambini che, contemporaneamente all’Angelus, aveva affollato la centralissima Plaza de Colón di Madrid per la festa della famiglia organizzata dalla chiesa spagnola, Benedetto XVI ha rivolto un particolare invito a non lasciare indebolire i valori tipici dell’amore e del’apertura alle vita.
Benedetto XVI ha anche inviato un Messaggio in spagnolo a migliaia di persone radunate a Madrid per la difesa della famiglia. L'incontro mondiale delle famiglie a Città del Messico.
Chi ha fatto l’unità d’Italia, o meglio l’unità culturale e spirituale del popolo italiano? Cavour? Vittorio Emanuele II? La televisione? No. E’ stata fatta ben prima di loro. Per esempio da sant’Alfonso Maria de’ Liguori, autore della prima canzone popolare italiana che è “Tu scendi dalle stelle”. E’ una delle succose “rivelazioni” che riserva quello straordinario, esplosivo geniaccio che risponde al nome di Ambrogio Sparagna fondatore e direttore dell’Orchestra popolare italiana dell’Auditorium di Roma e grande esperto di musica popolare italiana.
La Chiesa di ogni parte del mondo si appresta a celebrare domani la Festa della Santa Famiglia di Nazareth. Domani il Papa ne parlerà durante l'Angelus in Piazza San Pietro. Festa che, in particolar modo in Spagna, assumerà i contorni di un grande raduno della fede dal tema “La famiglia, grazia di Dio”, che vedrà Plaza de Colón, nel cuore di Madrid, gremita per la Messa presieduta dal cardinale arcivescovo della città, Rouco Varela. E per i fedeli spagnoli ci sarà anche l’opportunità di ascoltare in videocollegamento il saluto che il Papa rivolgerà loro durante la recita dell’Angelus.
La celebrazione scorre tranquilla, sotto il controllo della polizia palestinese. Nella città aumentano i turisti. Ma nella zona intorno la tensione resta alta.
Ci sono aspetti della condizione di Eluana Englaro che non solo l’opinione pubblica ma anche i giudici mostrano di non avere valutato (o addirittura saputo) e che modificano taluni dei presupposti su cui si basa il decreto della Corte d’Appello. Di questo è convinto il neurologo Giuliano Dolce, direttore scientifico dell’Istituto Sant’Anna di Crotone, casa di cura ad alta specialità riabilitativa che ospita un reparto con persone in stato vegetativo o di minima coscienza. Il professor Dolce è uno dei medici che hanno visitato Eluana Englaro e, dopo che alcuni di questi sono da tempo intervenuti nella vicenda, ora fa sentire la sua voce…
L’ apertura del governo sulla scuola cattolica? «Non è compiuta», risponde il cardinale Angelo Scola, patriarca di Venezia, pur apprezzando il passo indietro rispetto al taglio dei 130 mi­lioni di euro. Intanto - spiega - manca ancora una parte dei fondi, compresi quelli del 2008 da sbloccare. E poi manca la parità. «Vorremmo che il Paese capisse la portata del grande servizio che i cattolici fanno soprattutto a livello delle scuole materne, ma non solo, mettendo a disposizione una scuola che è di tutti ed è aperta a tutti».
Fino a poco tempo fa, quella nuova e ormai dominante religione che è il “politicamente corretto” contemplava solo due categorie non protette: i cacciatori e i fumatori. In una società in cui qualsiasi comportamento individuale è considerato un diritto sacro e inviolabile (di drogarsi, di abortire, di utilizzare embrioni come pezzi di ricambio, di riprodursi affittando ovuli, uterie spermatozoi di sconosciuti) solo chi sparava a un fagiano o fumava una sigaretta era considerato indegno d ifar parte del mondo civile; e indegno anche di qualsivoglia difesa su giornali o tv. Da qualche tempo, una terza categoria di persone è ufficialmente entrata nel novero degli impresentabili: quella dei cosiddetti “omofobi”.
Benedetto XVI ricorda anche tutti i rapiti in America Latina, Medio Oriente e Africa. Alla conversione di Paolo ha contribuito il perdono di Stefano. Anche oggi tanti cristiani rispondono con la verità e l’amore alla persecuzione.
Obama presenta altre tessere del suo mosaico. La sua squadra di governo ormai è quasi comple­ta. Ieri è toccato a Ken Salazar (segretario dell’Interno) e Tom Vilsack (respon­sabile dell’Agricoltura) guadagnarsi le luci della ribalta accanto al prossimo in­quilino della Casa Bianca. Lontano dai riflettori però lo staff di O­bama lavora sui dossier che il presiden­te eletto riceverà in eredità da George W. Bush. È qui che si combatte una pic­cola ma tutt’altro che insignificante «guerra» fra chi lascerà la Casa Bianca e chi vi entrerà il 20 gennaio. Gli uomini di Obama studiano ogni virgola dei provvedimenti di Bush cercando di ca­pire come, se e quando smontarli. Dal­l’altra parte l’Amministrazione uscente lotta contro il tempo per mettere altri mattoni al suo edificio politico.
Ancora un pensiero di Benedetto XVI per il Medio Oriente - in particolare per israeliani e palestinesi, la Terra Santa, il Libano e l’Iraq - per l'Africa ed anche per i Paesi ricchi ora in crisi. "La Luce del Natale incoraggi tutti a fare la propria parte, in spirito di autentica solidarietà. Se ciascuno pensa solo ai propri interessi, il mondo non può che andare in rovina".