Maria a Medjugorje Messaggio del 2 maggio 2012:Cari figli, con amore materno io vi prego: datemi le vostre mani, permettete che io vi guidi. Io, come Madre, desidero salvarvi dall’inquietudine, dalla disperazione e dall’esilio eterno. Mio Figlio, con la sua morte in croce, ha mostrato quanto vi ama, ha sacrificato se stesso per voi e per i vostri peccati. Non rifiutate il suo sacrificio e non rinnovate le sue sofferenze con i vostri peccati. Non chiudete a voi stessi la porta del Paradiso. Figli miei, non perdete tempo. Niente è più importante dell’unità in mio Figlio. Io vi aiuterò, perché il Padre Celeste mi manda affinché insieme possiamo mostrare la via della grazia e della salvezza a tutti coloro che non Lo conoscono. Non siate duri di cuore. Confidate in me ed adorate mio Figlio. Figli miei, non potete andare avanti senza pastori. Che ogni giorno siano nelle vostre preghiere. Vi ringrazio.

Notizie dei giornali cattolici







Dopo la riconquista di Ramadi, l’esercito iracheno sta lanciando la sua offensiva a Mosul. Il premier Al Abadi ha promesso che il 2016 sarà “l’anno della vittoria finale”. Auspicio condiviso, sia pure con cautela, dal vescovo ausiliare caldeo di Baghdad, monsignor Shlemon Warduni. La pace, però, ha puntualizzato il presule in un’intervista alla Radio Vaticana, dovrà essere fatta “per il bene degli iracheni” ma anche per quegli “sciocchi” che hanno lasciato il loro paese “e sono venuti qui a uccidere la gente”.
Salvato alla morte da un gruppo di cristiani quasi ottant’anni fa, mosso dalla gratitudine, George Weidenfeld sta aiutando i cristiani del Medio Oriente a fuggire dall’Isis. Weindenfeld è un ebreo sopravvissuto all’Olocausto, oggi 96enne, che nel 1938, dopo l’annessione dell’Austria da parte della Germania nazista, riparò in Gran Bretagna, accolto dalla Fratellanza di Plymouth e dai Quaccheri, che gli offrirono cibo e ospitalità. Giunto oltremanica appena 18enne, con pochi scellini in tasca, ha saputo rifarsi una vita, diventando dopo pochi anni giornalista e commentatore radiofonico alla BBC. Ha poi fondato la casa editrice Weidenfeld and Nicholson e nel 1976 è stato nominato membro della Camera dei Lord.
Vangelo Gv 1,1-18: Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi.
Qui entro in punta di piedi. Proprio non mi viene voglie di far battute. È il nodo alla gola che mi prende quando mi presentano i piccoli per il battesimo. Come ai matrimoni in quel momento regna un clima di sentimentalismo esasperato, un’overdose di tenerezza pari solo alla distrazione. Lì come una ferita sperimento la solitudine di Cristo che fuggiva dalle folle per ritirarsi da solo, a tu per tu con il Padre, unica radice di ogni compagnia vera. Guardo il piccolo e mi chiedo: “Che ne sarà di lui?”, della sua vita, del suo destino? “Che ne sarà di noi, di me?”. E il cuore batte al rallentatore, come se ogni palpito vibrasse di un’eco che non finisce mai.
Ho avuto modo di discutere con una ragazza algerina dei recenti attentati di Parigi; mi ha raccontato due dialoghi con i suoi familiari. All’indomani della strage di Charlie Hebdo e del supermercato ebraico ha chiesto ai genitori: È giusto? Sì, le hanno risposto, perché i nemici del Profeta devono pagare con la morte. Alla stessa domanda posta ai medesimi interlocutori dopo il 13 novembre, la risposta è stata: No, perché non è giusto colpire così, alla cieca. Gilles Kepel, che studia da anni il terrorismo di matrice islamica, ha avanzato l’ipotesi che i primi a considerare un errore gli attentati di Parigi, in cui, tra l’altro, si contano non poche vittime di fede islamica, siano stati proprio gli uomini del Califfato, almeno a giudicare dalle motivazioni generiche con cui ne hanno rivendicato la responsabilità. Tuttavia resta il fatto che un gruppo composito di assassini, alcuni dei quali ben addestrati, ha deciso di compiere un eccidio di questo tipo, colpendo, come si dice, nel mucchio.
La vita è un mistero infinitamente più grande dell’uomo. Dal momento in cui quelle due cellule di mamma e papà si uniscono nel grembo materno, sino a quando, ad ognuno, tocca l’ultimo respiro, la vita è un eccezionale miracolo che va oltre l’uomo. Non un diritto, ma il più grande dei doni. Può così l’uomo giocare al piccolo Frankestein, creando e disfando vite a suo piacimento, eppure non esistono diritti (fasulli) o qualità della vita (millantate) che reggono di fronte all’evidenza: la creazione non è dell’uomo, l’inizio e la fine di ogni vita non sono nelle sue mani.
«Negli ultimi due secoli la chiesa delle condanne aveva rinunciato alla via dell’annuncio per condannare tutto — la modernità borghese, il liberalismo, il capitalismo, il comunismo, la cultura dei diritti, eccetera». È un passaggio esemplare del pensiero di Alberto Melloni messo nero su bianco sul Corriere della Sera del 28 dicembre. Esemplare perché è solo l’ultimo degli interventi di intellettuali, teologi, vescovi che intendono dimostrare come nella Chiesa sia in atto una rivoluzione che taglia drasticamente con il passato: il pontificato di Francesco come la “nuova Chiesa” che finalmente si afferma pur tra mille resistenze. Da qui anche la necessità di inventarsi cospirazioni e nemici, così da poter legittimare qualsiasi balzo in avanti. Melloni stesso – vera guida della progressista “Scuola di Bologna” - è stato ai tempi del Sinodo fra i più attivi cacciatori di cospiratori.
A Madrid arrivano le Regine Maghe. Melchiorra e Gasparra sfileranno per le vie della capitale spagnola. Non è un anticipo di carnevale, bensì l’ultima trovata di Ahora Madrid, partito di area levantina che vuole introdurre le quote rosa anche nel famoso trio dei Re Magi. Dalla mascherata gender è scampato Baldassarre perché tradizione vuole che sia nero e quindi il politicamente corretto non poteva femminizzare anche costui. Gli asiatici e i caucasici invece posso anche darsi al transgender.
Matt Birk, campione di football che non ha esitato a definirsi cattolico e pro life davanti a tutta la Nazione fino al punto di rifiutare di incontrare il presidente Barak Obama per il suo supporto all’industria dell’aborto, sarà tra gli speaker della prossima March for Life di Washington. È già iniziato infatti il conto alla rovescia per la data del 22 gennaio quando centinaia di migliaia di persone marceranno per le vie di Washington Dc per chiedere il rispetto della vita umana e l’abolizione della sentenza che dal 1973 ha reso legale l’uccisione di 57 milioni di bambini non nati.
Kobe Bryant, una delle stelle del basket di tutti i tempi, che ha annunciato di recente il suo ritiro a fine della stagione, è il protagonista di un post su Church Pop che viene a proposito in occasione della festa della Sacra Famiglia. Perché? Molti non sanno che Bryant, nato a Philadelphia nel 1978, è cresciuto in una famiglia cattolica e che a sei anni la sua famiglia si è trasferita a un’ora da Roma, tanto che ancora oggi il campione Nba ha un’ottima padronanza dell’italiano.
Non solo Tombstones, Chockeslams e 619 (da leggere tassativamente “sixonenine”): la strada che conduce sul ring della WWE, la lega di wrestling più famosa al mondo, è attraversata di testimonianze di tafede. Oltre a (finti) calci, pugni, mosse di sottomissione (ovviamente è una lotta simulata, perché i lottatori in realtà sono bravi attori) e, purtroppo, sporadici incidenti mortali. Riservando ad altri autori più competenti di me ogni giudizio etico-morale sul Wrestling e, più in generale, su tutti gli sport da combattimento, mi accingo con questo breve articolo a tratteggiare un breve percorso di luce tra le fitte tenebre di questo mondo in cui la violenza, seppur in gran parte simulata, è elevata ad intrattenimento delle masse. La figura di Shawn Michaels non ha certo bisogno di presentazioni per gli appassionati: atleta simbolo della WWE nel ventennio 1990-2010, tra i suoi innumerevoli premi e riconoscimenti, spiccano le Royal Rumble del 1995 e 1996 e i quattro titoli di campione del mondo. In una sua intervista rilasciata al sito Christian Post, in occasione dell’uscita dell’ultimo libro di cui è autore (“Wrestling for My Life: The Legend, the Reality, and the Faith of a WWE Superstar”; epub Edition; 2014), l’ex wrestler racconta di come ha ritrovato la fede, dopo anni di errori e dipendenze.
Una confessione per essere “efficace” a quali “requisiti” deve rispondere? Nel volume “La Confessione. Sacramento della Misericordia”, a cura del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione (edizioni San Paolo), abbiamo selezionato 5 “caratteristiche” che rendono unico ed efficace il sacramento della Riconciliazione.
Conquistare Roma, perché Roma è il mondo. Ma soprattutto, perché Roma è il centro della cattolicità. Quella Chiesa che, unica al mondo, ha portato a compimento l’universalità di Roma, e ne ha fatto uno strumento per il bene dell’uomo. Angela Pellicciari, storica del Risorgimento, ha appena dato alle stampe il volume “Una storia della Chiesa” (Cantagalli). Con rigore storico, riproducendo documenti che raramente vengono menzionati, ha messo in luce nel corso degli anni come il Risorgimento italiano sia stato soprattutto un movimento in chiave anti-cattolica. Un piano che aveva come scopo la sostituzione della verità teologica con la presunta libertà massonica. Storie che si sono dipanate in libri (tra gli altri) come “L’altro Risorgimento. Una guerra di religione dimenticata” (Piemme), “I panni sporchi dei Mille. L’invasione del Regno delle Due Sicilie” (Cantagalli), “Risorgimento anticattolico” (Piemme) e “I Papi e la Massoneria” (Ares). In una intervista con ACI Stampa, racconta perché, da sempre, l’attacco è stato mosso verso Roma. Ovvero verso la cattolicità. Un attacco che passa dall’attacco alla sovranità della Santa Sede.
Assistere e vivere, dalla propria città in ogni parte del mondo, il Giubileo straordinario della Misericordia con Papa Francesco, da oggi è possibile. Grazie all’Applicazione Ufficiale di questo Giubileo 2015-16, l’unica con il logo ufficiale, che SPES NOSTRA ONLUS (www.spesnostra.it) distribuirà in tutto il mondo. L’applicazione consentirà a tutti i fedeli di partecipare virtualmente, a questo grande evento cristiano dell’anno santo, con i collegamenti in live-straeaming che saranno trasmessi dal prossimo 8 dicembre 2015 fino alla sua conclusione, il 16 Novembre 2016. Non saranno solo eventi “live”, ma saranno disponibili in 5 lingue, tutte le informazioni ufficiali tra cui il programma e gli appuntamenti di principale spiritualità del Giubileo.
Omelie, udienze generali e speciali, documenti e viaggi pontifici. Discorsi preparati ed altri a braccio. Una nuova enciclica che è stata oggetto di acceso di dibattito dentro e fuori della Chiesa. E poi tante nuove interviste che confermano la sua verve comunicativa e la sua capacità di essere protagonista attivo dei mass media. L’anno che sta per concludersi legittima papa Francesco come il più autorevole leader religioso del mondo. Tra i pontefici dell’era moderna, si sta rivelando il più prolifico in fatto di scritti, discorsi e presenza mediatica. ZENIT ha quindi proposto una sintesi dei momenti salienti del terzo anno di pontificato di Jorge Mario Bergoglio. Un 2015 che, ancora una volta, vede alla ribalta un personaggio che non sempre mette d’accordo tutti ma non smette mai di stupire.
La solennità del Natale, appena trascorsa, ha indotto papa Francesco a dedicare l’ultima Udienza Generale dell’anno al tema dell’infanzia. In questi giorni molte famiglie nel mondo espongono Gesù Bambino nel presepe, “portando avanti questa bella tradizione che risale a san Francesco d’Assisi e che mantiene vivo nei nostri cuori il mistero di Dio che si fa uomo”, ha sottolineato il Pontefice. Tra i santi che hanno coltivato la devozione a Gesù Bambino, il Papa ha citato Teresa di Lisieux che, non a caso, diventando monaca carmelitana, scelse di chiamarsi “Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo”.
Tra breve arriverà nelle sale cinematografiche il film The 33, che narra la vicenda dei trentatré minatori cileni rimasti intrappolati sottoterra cinque anni fa e salvati in extremis in diretta mondiale. La loro odissea, trasmessa in tempo reale, commosse il pianeta e papa Ratzinger, che inviò una sua benedizione speciale. Il film, della pluripremiata regista messicana Patricia Riggen, conta su un cast stellare: Antonio Banderas, Juliette Binoche, Lou Diamond Phillips, Josh Brolin, Gabriel Byrne. Ma come mai si è mossa Hollywood per una storia toccante, sì, ma tutto sommato uguale a tante altre?
Continua a crescere in Nigeria il bilancio delle vittime delle azioni terroristiche messe a segno dai jihadisti Boko Haram a partire dal giorno di Natale. L’ultima risale al 28 dicembre. Una donna si è fatta esplodere mescolandosi alle persone in coda all’ingresso di una moschea a Maiduguri, la capitale dello stato di Borno, uno degli Stati nord orientali della federazione, a maggioranza islamica, in cui i jihadisti lottano da anni per imporre la legge coranica.
Non c’è nulla come la presunta emergenza smog per mettere in rilievo la cialtronaggine dei politici e l’inconsistenza degli ecclesiastici.
Almeno 80 morti nel Borno, colpita anche una moschea. Mons. Doeme: “Non fanno distinzione tra musulmani e non musulmani”
Governo preme acceleratore su ddl Cirinnà e annuncia discussione in Senato il 26 gennaio. Possibile maggioranza trasversale PD-M5S per approvazione; i centristi auspicano un referendum abrogativo e un nuovo Family Day