Maria a Medjugorje November 30, 1983:To Marija, given for a priest: "You must warn the Bishop very soon, and the Pope, with respect to the urgent and the great importance of the message for all mankind. I have already said many times that the peace of the world is in a state of crisis. Become brothers among yourselves; increase prayer and fasting in order to be saved."

Richieste di preghiere


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    Per MICHELE F. e per DANILO PERUCCA
    Signore, per intercessione della Beata Vergine Immacolata, Ti chiedo la Grazia per questi fratelli nella sofferenza. Ti lodino in eterno per la Tua Misericordia Infinita. Sono sicura che la Tua Grazia sarà Salvezza per loro! Marilena
    Per Danilo Perucca
    Madre, in questo santo giorno dedicato alla tua Immacolata Concezione, ti chiedo la completa guarigione per questo nostro fratello. Ave Maria piena di grazia...
    Stupendo l' Inno Akathistos fatto ieri da Don Minutella
    Da brividi, un pezzo di cielo in terra. Sei un santo sacerdote e la Madonna ne è felice. Grande la tua fede per lei.
    Per Danilo Perucca
    Dio Padre, io non sono degna di rivolgermi a Te, ma ti prego per le piaghe di Gesù e per il Cuore Immacolato di Maria: abbi pietà di Danilo Perucca (rdp di oggi) e donagli, secondo la Tua volontà, la salute, la pace, la salvezza. Amen
    Avviso
    Quando pubblicate qualcosa che non è una richiesta di preghiera mettetelo in Altro, altrimenti rischio che lo cancello insieme a tutto quello che è contro Papa Francesco. Grazie. Marco
    Me- Ra - Vi - Gli- o- so ...Papa Benedetto XVI
    Nella tua Immacolata Concezione rifulge la vocazione dei discepoli di Cristo, chiamati a diventare, con la sua grazia, santi e immacolati nell’amore (cfr Ef 1,4). In Te brilla la dignità di ogni essere umano, che è sempre prezioso agli occhi del Creatore. Chi a Te volge lo sguardo, o Madre Tutta Santa, non perde la serenità, per quanto dure possano essere le prove della vita.
    Quando Maria disse: Io sono l'Immacolata Concezione.
    A sud ovest della Francia nella regione dell’Occitania, del Dipartimento di Hautes-Pyrénées (degli Alti Pirenei), vie è un comune di circa 14.000 abitanti. Il suo nome, in lingua occitana è “Lorda”, mentre in francese – come poi è conosciuto in tutto il mondo – il suo nome è Lourdes. Al solo sentire questo famosissimo nome, a tutti, non può che venire in mente delle immagini che – da tempo immemorabile, o meglio, per essere precisi dal 1858 – hanno un filo conduttore comune: le apparizioni della Madonna all’allora quattordicenne Bernadette Soubirous, contadina del luogo, che riferì – appunto – di aver assistito a ben diciotto apparizioni (tra l'11 febbraio e il 16 luglio 1858) di una "bella signora" in una grotta poco distante dal piccolo sobborgo di Massabielle. Dirà, testimonierà così: “Io scorsi una signora vestita di bianco. Indossava un abito bianco, un velo bianco, una cintura blu ed una rosa gialla sui piedi”. Ma, di queste diciotto apparizioni, una delle più importanti, rimane – senz’altro – quella del 25 marzo 1858, la sedicesima. Questa volta, “la bella signora” rispose alla domanda della piccola contadina, che le aveva chiesto esplicitamente chi fosse. Questo il racconto di Bernadette, della risposta:“Lei, allora, alzò gli occhi al cielo, unendo, in segno di preghiera, le Sue mani che erano tese e aperte verso la Terra, e mi disse: Io sono l'Immacolata Concezione”. Le disse in dialetto “guascone”, quello del territorio, l’unica lingua che la contadina riesce a comprendere, “Que soy era Immaculada Councepciou”. Bisogna premettere che la piccola Bernadette Soubirous, non sapeva neanche lei cosa volessero dire quelle parole, che potevano – certo – rimanere incomprensibili a una bambina che non aveva neanche frequentato il catechismo e che, anche se così fosse stato, era nell’impossibilità di entrare – certo – in un mistero così profondo, di “alta teologia”, come quello della concezione immacolata della Vergine Maria. Eppure, furono proprio quelle parole a colpirla così tanto che – come la leggenda dice – rimasero impresse nella su memoria durante tutto il tragitto verso il suo parroco. Doveva riferirle assolutamente a lui. Doveva riferire quello che aveva visto e sentito, lì, in quella grotta che sarebbe poi divenuta la grotta “per eccellenza”. Il parroco Peyramale, fu subito sorpreso da tale espressione, tanto che fu proprio questa a dissipare ogni dubbio sulla veridicità della testimonianza di Bernadette. E’ necessario ricordare che, nel marzo precedente, proprio di quell’anno, Pio IX aveva promulgato il famigerato dogma della “Immacolata Concezione”. Prese per autentiche le parole della contadina, era stata – in questa maniera – la Vergine stessa, a confermare il dogma promulgato poco prima. Secondo altri, invece, gli scettici, l'uso di un'espressione teologica al di fuori delle sue conoscenze, da parte della ragazza analfabeta, fu interpretato come prova di una “manovrata operazione”, escogitata da qualcuno. A Lourdes, il luogo più conosciuto è rappresentato, quindi, dalle grotte – e in particolare dalla “grotta” – di Massabielle, dove è apparsa per la prima volta la Vergine Maria a Bernadette. Sul fondo della grotta, vi è la fonte miracolosa, comparsa dal nulla, durante la nona apparizione. Di fronte alla grotta, si trova la Chiesa di Bernardette, costruita nel 1988, nel punto dove si trovava la giovane contadina nel giorno dell’ultima apparizione. Per completare la descrizione degli importanti luoghi di culti presenti in tutta l’area di Lourdes, non si può far a meno di annoverare il Santuario vero e proprio che comprende tre strutture: la basilica dell'Immacolata Concezione; la basilica di Nostra Signora del Rosario, posta sotto alla precedente, e la basilica di San Pio X , detta anche basilica sotterranea). “O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te”. Erano le 17,30 del 27 novembre 1830, quando la novizia Caterina Loubère, vede questa iscrizione-invocazione, circondare la Vergine Maria, a lei apparsa, presso la cappella del Sacro Cuore di Gesù (ora si chiama Cappella della Medaglia Miracolosa), situata nella Casa Madre della Compagnia delle Figlie della Carità, nell’edificio Châtillon. Siamo a rue de Bac, a Parigi. Caterina aveva visto poco prima – dove ora è situata la statua della “Santa Vergine del globo” – due “quadri viventi” passare, in dissolvenza incrociata. Nel primo, la Santa Vergine è in piedi su una semisfera , appunto il globo terrestre, e tiene tra le mani un piccolo “mappamondo” dorato. I piedi di Maria schiacciano un serpente. Nella seconda immagine, troviamo Maria che dalle sue mani aperte, irradia molteplici raggi, una aurea di splendore abbagliante. Caterina ascolta una una voce, che dice : “Ces rayons sont le symbole des grâces que je répands sur les personnes qui me les demandent”, “Questi raggi sono il simbolo delle grazie che Maria ottiene per gli uomini”. Maria, si era presentata, ventotto anni prima della apparizione di Lourdes, a una donna. Questa volta non si trattava di una contadina, bensì – come abbiamo detto prima – di una novizia. Una religiosa che sarebbe divenuta anche lei, come Bernadette, santa addirittura. Ma ritorniamo alla famosa scritta “O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te”: sarà questa l’iscrizione particolare che vedremo sulla famosa medaglia detta “miracolosa”, quella che la stessa Vergine chiederà di coniare alla Loubère: “Fai coniare una medaglia, secondo questo modello. Coloro che la porteranno con fede riceveranno grandi grazie”. La storia della medaglia è affascinante, ma non è – ora – il momento di evidenziare questa. Piuttosto ci soffermiamo, visto la tematica del focus che stiamo presentando in questi giorni di festa per l’Immacolata, che proprio questa iscrizione si inserisce nel percorso che vedrà – appunto – nella redazione del dogma di Pio IX, una sorta di “punto fermo” su tale tema. Anche in questo caso, come sarà per Lourdes, è la stessa Vergine a presentarsi nella “forma” di Immacolata. E’ un dato, per niente, irrilevante. Si evidenzia, in questo, il concepimento della Madre di Gesù, “senza il peccato originale”. E’ un’altra storia, questa di rue de Bac, che andava raccontata, per comprendere sempre più appieno il valore di tale “nome” riferito alla Vergine.
    Regina Coeli. Papa: l'amore di Gesù è speranza lunedì 20 maggio 2019 Gesù chiede di amarci non tanto con il nostro amore ma con il suo che fa diventare uomini nuovi. Il suo amore infatti rende capaci
    Dio “ci ama molto di più di quanto noi amiamo noi stessi” ed è proprio questo amore che “fa diventare uomini nuovi”: così “possiamo diffondere dappertutto il seme dell’amore che rinnova i rapporti tra le persone e apre orizzonti di speranza”. Cosi Francesco al Regina Coeli. L’amore che si è manifestato nella croce di Cristo e che Egli ci chiama a vivere è l’unica forza che trasforma il nostro cuore di pietra in cuore di carne; l’unica forza capace di trasformare il nostro cuore è l’amore di Gesù, se noi pure amiamo con questo amore. E questo amore ci rende capaci di amare i nemici e perdonare chi ci ha offeso. Io vi farò una domanda, ognuno risponda nel suo cuore. Io sono capace di amare i miei nemici? Tutti abbiamo gente, non so se nemici, ma che non va d’accordo con noi, che sta “dall’altra parte”; o qualcuno ha gente che gli ha fatto del male… Io sono capace di amare quella gente? Quell’uomo, quella donna che mi ha fatto del male, che mi ha offeso? Sono capace di perdonarlo? Ognuno risponda nel suo cuore. L’amore di Gesù, infatti, “ci fa vedere l’altro come membro attuale o futuro della comunità degli amici di Gesù”, “ci stimola al dialogo e ci aiuta ad ascoltarci e conoscerci reciprocamente”. E’ un amore che, aprendoci verso l’altro, diventa “la base delle relazioni umane” e rende capaci di “superare le barriere delle proprie debolezze e dei propri pregiudizi”. “L’amore di Gesù in noi”, prosegue, “crea ponti, insegna nuove vie, innesca il dinamismo della fraternità”, ribadisce Papa Francesco. La sua riflessione parte dal “comandamento nuovo” che Gesù dà ai discepoli prima della Passione, come ricorda il Vangelo odierno: “Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri”. Già nell’Antico Testamento Dio aveva comandato di amare il prossimo come sé stessi. La novità, evidenzia il Papa, consiste dunque nell’aggiunta “come io ho amato voi”, cioè dando la vita per noi. “Si tratta dell’amore di Dio, universale, senza condizioni e senza limiti, che trova l’apice sulla croce”, prosegue il Papa che sottolinea come proprio in quel momento di estremo abbassamento e di abbandono al Padre, il Figlio di Dio abbia donato al mondo la pienezza dell’amore. Gesù, quindi, “ci ha amati per primo”, nonostante limiti e fragilità, facendo sì che “diventassimo degni del suo amore che non conosce limiti e non finisce mai”. Dandoci il comandamento nuovo, Egli ci chiede di amarci tra noi non solo e non tanto con il nostro amore, ma con il suo, che lo Spirito Santo infonde nei nostri cuori se lo invochiamo con fede. In questo modo – e solo così – noi possiamo amarci tra di noi non solo come amiamo noi stessi, ma come Lui ci ha amati, cioè immensamente di più. Dio infatti ci ama molto di più di quanto noi amiamo noi stessi. E così possiamo diffondere dappertutto il seme dell’amore che rinnova i rapporti tra le persone e apre orizzonti di speranza. Gesù sempre apre orizzonti di speranza, il suo amore apre orizzonti di speranza.
    La preghiera di Papa Francesco alla Madonna
    “Esorto tutti a pregare, pregare il Padre misericordioso, pregare la Madonna, affinché doni il riposo eterno alle vittime, la consolazione ai familiari e converta il cuore di quanti seminano morte e distruzione. Tutti insieme preghiamo la Madonna: Ave Maria…”. Vergine Santa e Immacolata, a Te, che sei l’onore del nostro popolo e la custode premurosa della nostra città, ci rivolgiamo con confidenza e amore. Tu sei la Tutta Bella, o Maria! Il peccato non è in Te. Suscita in tutti noi un rinnovato desiderio di santità: nella nostra parola rifulga lo splendore della verità, nelle nostre opere risuoni il canto della carità, nel nostro corpo e nel nostro cuore abitino purezza e castità, nella nostra vita si renda presente tutta la bellezza del Vangelo. Tu sei la Tutta Bella, o Maria! La Parola di Dio in Te si è fatta carne. Aiutaci a rimanere in ascolto attento della voce del Signore: il grido dei poveri non ci lasci mai indifferenti, la sofferenza dei malati e di chi è nel bisogno non ci trovi distratti, la solitudine degli anziani e la fragilità dei bambini ci commuovano, ogni vita umana sia da tutti noi sempre amata e venerata. Tu sei la Tutta Bella, o Maria! In Te è la gioia piena della vita beata con Dio. Fa’ che non smarriamo il significato del nostro cammino terreno: la luce gentile della fede illumini i nostri giorni, la forza consolante della speranza orienti i nostri passi, il calore contagioso dell’amore animi il nostro cuore, gli occhi di noi tutti rimangano ben fissi là, in Dio, dove è la vera gioia. Tu sei la Tutta Bella, o Maria! Ascolta la nostra preghiera, esaudisci la nostra supplica: sia in noi la bellezza dell’amore misericordioso di Dio in Gesù, sia questa divina bellezza a salvare noi, la nostra città, il mondo intero. Amen. (Preghiera di Papa Francesco all'Immacolata)
    Angelus di oggi di Papa Francesco
    Cari fratelli e sorelle, in questa Quinta Domenica di Quaresima, l’evangelista Giovanni attira la nostra attenzione con un particolare curioso: alcuni “greci”, di religione ebraica, venuti a Gerusalemme per la festa di Pasqua, si rivolgono all’apostolo Filippo e gli dicono: «Vogliamo vedere Gesù» (Gv 12,21). Nella città santa, dove Gesù si è recato per l’ultima volta, c’è molta gente. Ci sono i piccoli e i semplici, che hanno accolto festosamente il profeta di Nazaret riconoscendo in Lui l’Inviato del Signore. Ci sono i sommi sacerdoti e i capi del popolo, che lo vogliono eliminare perché lo considerano eretico e pericoloso. Ci sono anche persone, come quei “greci”, che sono curiose di vederlo e saperne di più sulla sua persona e sulle opere da Lui compiute, l’ultima delle quali – la risurrezione di Lazzaro – ha fatto molto scalpore. «Vogliamo vedere Gesù»: queste parole, come tante altre nei Vangeli, vanno al di là dell’episodio particolare ed esprimono qualcosa di universale; rivelano un desiderio che attraversa le epoche e le culture, un desiderio presente nel cuore di tante persone che hanno sentito parlare di Cristo, ma non lo hanno ancora incontrato. “Io desidero vedere Gesù”, così sente il cuore di questa Gente. Rispondendo indirettamente, in modo profetico, a quella richiesta di poterlo vedere, Gesù pronuncia una profezia che svela la sua identità e indica il cammino per conoscerlo veramente: «E’ giunta l’ora che il figlio dell’uomo sia glorificato» (Gv 12,23). È l’ora della Croce! È l’ora della sconfitta di Satana, principe del male, e del trionfo definitivo dell’amore misericordioso di Dio. Cristo dichiara che sarà «innalzato da terra» (v. 32), un’espressione dal doppio significato: “innalzato” perché crocifisso, e “innalzato” perché esaltato dal Padre nella Risurrezione, per attirare tutti a sé e riconciliare gli uomini con Dio e tra di loro. L’ora della Croce, la più buia della storia, è anche la sorgente della salvezza per quanti credono in Lui. Proseguendo nella profezia sulla sua Pasqua ormai imminente, Gesù usa un’immagine semplice e suggestiva, quella del “chicco di grano” che, caduto in terra, muore per portare frutto (cfr v. 24). In questa immagine troviamo un altro aspetto della Croce di Cristo: quello della fecondità. La croce di Cristo è feconda. La morte di Gesù, infatti, è una fonte inesauribile di vita nuova, perché porta in sé la forza rigeneratrice dell’amore di Dio. Immersi in questo amore per il Battesimo, i cristiani possono diventare “chicchi di grano” e portare molto frutto se, come Gesù, “perdono la propria vita” per amore di Dio e dei fratelli (cfr v. 25). Per questo, a coloro che anche oggi “vogliono vedere Gesù”, a quanti sono alla ricerca del volto di Dio; a chi ha ricevuto una catechesi da piccolo e poi non l’ha più approfondita e forse ha perso la fede; a tanti che non hanno ancora incontrato Gesù personalmente…; a tutte queste persone possiamo offrire tre cose: il Vangelo; il crocifisso e la testimonianza della nostra fede, povera, ma sincera. Il Vangelo: lì possiamo incontrare Gesù, ascoltarlo, conoscerlo. Il crocifisso: segno dell’amore di Gesù che ha dato sé stesso per noi. E poi una fede che si traduce in gesti semplici di carità fraterna. Ma principalmente nella coerenza di vita tra quello che diciamo e quello che viviamo, coerenza tra la nostra fede e la nostra vita, tra le nostre parole e le nostre azioni. Vangelo, crocifisso, testimonianza. Che la Madonna ci aiuti a portare queste tre cose.
    Urgente: guarigione
    Buongiorno, Vi imploro preghiere affinché la Beata Vergine Maria ottenga per me, da Gesù, la completa guarigione per quel tumore al cervello che mi è stato asportato chirurgicamente il 28 ottobre. A breve comincerò cicli di radioterapia e chemioterapia. Ho solo 41 anni e sono figlio unico: io ho bisogno dei miei così come i miei in futuro avranno bisogno di me. Ottenetemi questa grazia per l'intercessione della Beata Vergine Maria: ne ho davvero bisogno. Grazie. Danilo Perucca
    INNO AKATHISTOS ALLA ALTISSIMA MADRE DI DIO
    Icona della Theotokos dell'Akatistos La celebrazione. Nella liturgia bizantina, da cui è tratta, la celebrazione dell'Akathistos ha il suo posto originario nel periodo quaresimale, il quinto sabato di quaresima, chiamato appunto "sabato dell'Akathistos": e questo non solo per la prossimità con la festa dell'Annunciazione, nella quale tuttora figura un brano dell'Akathistos, ma perché quest'inno, insuperato gioiello di teologia e di spiritualità mariana, proietta il mistero natalizio a quello pasquale: la nascita del Verbo in carne umana alla sua Pasqua di morte e risurrezione e alla nostra rinascita dai sacramenti della rigenerazione, la maternità di Maria a Betlemme alla sua presenza materna presso il fonte battesimale. La sua articolazione attorno al ciclo natalizio, costituisce 'una prolungata memoria della maternità divina, verginale e salvifica di colei la cui 'illibata verginità diede al mondo il Salvatore' "(Paolo VI, Marialis cultus, 5). L'inno Akathistos. L'inno Akathistos, è come una tessera di riconoscimento della dottrina e della pietà mariana delle Chiese di rito bizantino. Infatti, oltre che celebrarne la festa il quinto sabato di quaresima e cantarne una sezione nei quattro sabati che la precedono, monaci, sacerdoti e fedeli lo recitano in molte altre occasioni, anche ogni giorno, perché istintivamente ne avvertono la bellezza e la profondità dei contenuti. Quasi tutti i monasteri e le chiese bizantine riproducono scene dell'Akathistos sulle pareti degli edifici sacri, sui paramenti, sugli oggetti liturgici, o come cornice alle più celebri icone. Nome. 'Akathistos' si chiama per antonomasia quest'inno liturgico della Chiesa bizantina del secolo V, che fu e resta il modello di molte composizioni innografiche e litaniche, antiche e recenti."Akathistos" non è il titolo originario, ma una rubrica:"a-kathistos" in greco significa "non-seduti", perché la Chiesa ingiunge di cantarlo o recitarlo "stando in piedi", come si ascolta il Vangelo, in segno di riverente ossequio alla Madre di Dio. Struttura. La struttura metrica e sillabica dell'Akathistos si ispira alla celeste Gerusalemme descritta dal cap. 21 dell'Apocalisse, da cui desume immagini e numeri: Maria è cantata come identificazione della Chiesa, quale "Sposa" senza sposo terreno, Sposa vergine dell'Agnello, in tutto il suo splendore e la sua perfezione. L'inno consta di 24 stanze (in greco: oikoi), quante sono le lettere dell'alfabeto greco con le quali progressivamente ogni stanza comincia. Ma fu sapientemente progettato in due parti distinte, su due piani congiunti e sovrapposti - quello della storia e quello della fede -, e con due prospettive intrecciate e complementari - una cristologica, l'altra ecclesiale -, nelle quali è calato e s'illumina il mistero della Madre di Dio. Le due parti dell'inno a loro volta sono impercettibilmente suddivise ciascuna in due sezioni di 6 stanze: tale suddivisione è presente in modo manifesto nell'attuale celebrazione liturgica. L'inno tuttavia procede in maniera binaria, in modo che ogni stanza dispari trova il suo complemento - metrico e concettuale - in quella pari che segue. Le stanze dispari si ampliano con 12 salutazioni mariane, raccolte attorno a un loro fulcro narrativo o dommatico, e terminano con l'efimnio o ritornello di chiusa: "Gioisci, sposa senza nozze!". Le stanze pari invece, dopo l'enunciazione del tema quasi sempre a sfondo cristologico, terminano con l'acclamazione a Cristo: "Alleluia!". Così l'inno si presenta cristologico insieme e mariano, subordinando la Madre al Figlio, la missione materna di Maria all'opera universale di salvezza dell'unico Salvatore. La prima parte dell'Akathistos (stanze 1-12) segue il ciclo del Natale, ispirato ai Vangeli dell'Infanzia (Lc 1-2; Mt 1-2). Essa propone e canta il mistero dell'incarnazione (stanze 1-4), l'effusione della grazia su Elisabetta e Giovanni (stanza 5),la rivelazione a Giuseppe (stanza 6), l'adorazione dei pastori(stanza 7), l'arrivo e l'adorazione dei magi (stanze 8-10), la fuga in Egitto (stanza 11), l'incontro con Simeone (stanza 12): eventi che superano il dato storico e diventano lettura simbolica della grazia che si effonde, della creatura che l'accoglie, dei pastori che annunciano il Vangelo, dei lontani che giungono alla fede, del popolo di Dio che uscendo dal fonte battesimale percorre il suo luminoso cammino verso la Terra promessa e giunge alla conoscenza profonda del Cristo. La seconda parte (stanze 13-24) propone e canta ciò che la Chiesa al tempo di Efeso e di Calcedonia professava di Maria, nel mistero del Figlio Salvatore e della Chiesa dei salvati. Maria è la Nuova Eva, vergine di corpo e di spirito, che col Frutto del suo grembo riconduce i mortali al paradiso perduto (stanza 13); è la Madre di Dio, che diventando sede e trono dell'Infinito, apre le porte del cielo e vi introduce gli uomini (stanza 15); è la Vergine partoriente, che richiama la mente umana a chinarsi davanti al mistero di un parto divino e ad illuminarsi di fede (stanza 17); è la Sempre-vergine, inizio della verginità della Chiesa consacrata a Cristo, sua perenne custode e amorosa tutela (stanza 19); è la Madre dei Sacramenti pasquali, che purificano e divinizzano l'uomo e lo nutrono del Cibo celeste (stanza 21); è l'Arca Santa e il Tempio vivente di Dio, che precede e protegge il peregrinare della Chiesa e dei fedeli verso l'ultima Pasqua (stanza 23); è l'Avvocata di misericordia nell'ultimo giorno (stanza 24). Valore teologico. L'Akathistos è una composizione davvero ispirata. Conserva un valore immenso: a motivo del suo respiro storico-salvifico, che abbraccia tutto il progetto di Dio coinvolgendo la creazione e le creature, dalle origini all'ultimo termine, in vista della loro pienezza in Cristo; a motivo delle fonti, le più pure: la Parola di Dio dell'Antico e del Nuovo Testamento, sempre presente in modo esplicito o implicito; la dottrina definita dai Concili di Nicea (325), di Efeso (431) e di Calcedonia (451), dai quali direttamente dipende; le esposizioni dottrinali dei più grandi Padri orientali del IV e del V secolo, dai quali desume concetti e lapidarie asserzioni; a motivo di una sapiente metodologia mistagogica, con la quale - assumendo le immagini più eloquenti dalla creazione e dalle Scritture - eleva passo passo la mente e la porta alle soglie del mistero contemplato e celebrato: quel mistero del Verbo incarnato e salvatore che - come afferma il Vaticano II - fa di Maria il luogo d'incontro e di riverbero dei massimi dati della fede (cf Lumen Gentium, 65). Autore. Quasi tutta la tradizione manoscritta trasmette anonimo l'inno Akathistos. La versione latina redatta dal Vescovo Cristoforo di Venezia intorno all'anno 800, che tanto influsso esercitò sulla pietà del medioevo occidentale, porta il nome di Germano di Costantinopoli ( 733). Oggi però la critica scientifica propende ad attribuirne la composizione ad uno dei Padri di Calcedonia: in tal modo, questo testo venerando sarebbe il frutto maturo della tradizione più antica della Chiesa ancora indivisa delle origini, degno di essere assunto e cantato da tutte le Chiese e comunità ecclesiali, anche in questo grande Anno Giubilare. L'inno è anonimo: ed è bene che tale sia, così è di tutti, perché è della Chiesa. Con la dedica espressa nel Kondàkion si apre ogni celebrazione dell'Akathistos. Tale pezzo si ripete in ognuna delle quattro sezioni in cui l'inno è distribuito nell'ufficiatura liturgica. Kondàkion (dedicazione) O Madre ci Dio, o intatta protettrice, noi, tua città, salvati da terribili sciagure eleviamo a Te inni di vittoria e di ringraziamento Tu, che possiedi potenza invincibile, liberaci da tutti i mali e noi grideremo a Te: "Rallegrati Vergine Sposa!" INNO AKATHISTOS ALLA ALTISSIMA MADRE DI DIO «Parte Narrativa» 1. L’annunciazione alfa (Stanza I)...... Il più eccelso degli Angeli fu mandato dal cielo per portare alla madre di Dio il saluto di grazia: "Rallègrati, Maria!" Al suo incorporeo saluto, o Signore, vedendoti in Lei fatto uomo, la tua santa Madre si fermò in estasi, mentre l'angelo così acclamava: Rallegrati, per Te la gioia risplende; Rallegrati, per Te il dolore s'estingue. Rallegrati, salvezza di Adamo caduto; Rallegrati, riscatto del pianto di Eva. Rallegrati, Tu vetta sublime a umano intelletto; Rallegrati, Tu abisso profondo agli occhi degli Angeli. Rallegrati, in Te fu elevato il trono del Re; Rallegrati, Tu porti Colui che il tutto sostiene. Rallegrati, o stella che il Sole precorri; Rallegrati, o grembo del Dio che s'incarna. Rallegrati, per Te si rinnova il creato; Rallegrati, per Te il Creatore è bambino. Rallegrati, Vergine e Sposa! Rallegrati, Vergine e Sposa!..... beta (Stanza II)...... Ben sapeva Maria d'esser Vergine sacra e così a Gabriele diceva: «Il tuo singolare messaggio all'anima mia incomprensibile appare: da grembo di vergine un parto predici, esclamando: Alleluia!»..... gamma (Stanza III)...... Desiderava la Vergine di capire il mistero e al nunzio divino chiedeva: «Potrà il verginale mio seno mai dare alla luce un bambino? Dimmelo!» E Quegli riverente acclamandola disse così: Rallegrati, Tu guida al superno consiglio; Rallegrati, Tu prova d'arcano mistero. Rallegrati, Tu il primo prodigio di Cristo; Rallegrati, compendio di sue verità. Rallegrati, o scala celeste che scese l'Eterno; Rallegrati, o ponte che porti gli uomini al cielo. Rallegrati, dai cori degli Angeli cantato portento; Rallegrati, dall'orde dei dèmoni esecrato flagello. Rallegrati, la Luce ineffabile hai dato; Rallegrati, Tu il «modo» a nessuno hai svelato. Rallegrati, la scienza dei dotti trascendi; Rallegrati, al cuor dei credenti risplendi. Rallegrati, Vergine e Sposa! Rallegrati, Vergine e Sposa!..... delta (Stanza IV)....... La Virtù dell'Altissimo adombrò e rese Madre la Vergine ignara di nozze: quel seno, fecondo dall'alto, divenne qual campo ubertoso per tutti, che vogliono coglier salvezza cantando così: Alleluia!..... 2. La visitazione epsilon (Stanza V)..... Con in grembo il Signore premurosa Maria ascese e parlò a Elisabetta. Il piccolo in seno alla madre sentì il verginale saluto, esultò, e balzando di gioia cantava alla Madre di Dio: Rallegrati, o tralcio di santo Germoglio; Rallegrati, o ramo di Frutto illibato. Rallegrati, coltivi il divino Cultore; Rallegrati, dài vita all'Autor della vita. Rallegrati, Tu campo che frutti ricchissime grazie; Rallegrati, Tu mensa che porti pienezza di doni. Rallegrati, un pascolo ameno Tu fai germogliare; Rallegrati, un pronto rifugio prepari ai fedeli. Rallegrati, di suppliche incenso gradito; Rallegrati, perdono soave del mondo. Rallegrati, clemenza di Dio verso l'uomo; Rallegrati, fiducia dell'uomo con Dio. Rallegrati, Vergine e Sposa! Rallegrati, Vergine e Sposa!..... 3. Il sogno di Giuseppe zeta (Stanza VI)...... Con il cuore in tumulto fra pensieri contrari il savio Giuseppe ondeggiava: tutt'ora mirandoti intatta sospetta segreti sponsali, o illibata! Quando Madre ti seppe da Spirito Santo, esclamò: Alleluia!.... 4. Il Natale eta (Stanza VII)..... I pastori sentirono i concerti degli Angeli al Cristo disceso tra noi. Correndo a vedere il Pastore, lo mirano come agnellino innocente nutrirsi alla Vergine in seno, cui innalzano il canto: Rallegrati, o Madre all'Agnello Pastore, Rallegrati, o recinto di gregge fedele. Rallegrati, difendi da fiere maligne, Rallegrati, Tu apri le porte del cielo. Rallegrati, per Te con la terra esultano i cieli, Rallegrati, per Te con i cieli tripudia la terra. Rallegrati, Tu sei degli Apostoli la voce perenne, Rallegrati, dei Martiri sei l'indomito ardire. Rallegrati, sostegno possente di fede, Rallegrati, vessillo splendente di grazia. Rallegrati, per Te fu spogliato l'inferno, Rallegrati, per Te ci vestimmo di gloria. Rallegrati, Vergine e Sposa! Rallegrati, Vergine e Sposa!.... teta (Stanza VIII)..... Osservando la stella che guidava all'Eterno, ne seguirono i Magi il fulgore. Fu loro sicura lucerna andando a cercare il Possente, il Signore. Al Dio irraggiungibile giunti, l'acclaman beati: Alleluia!... iota (Stanza IX)..... Contemplarono i Magi che guidava all'Eterno, sulle braccia materne l'Artefice sommo dell'uomo. Sapendo ch'Egli era il Signore pur sotto l'aspetto di servo, premurosi gli porsero i doni, dicendo alla Madre beata: Rallegrati, o Madre dell'Astro perenne, Rallegrati, o aurora di mistico giorno. Rallegrati, fucine d'errori Tu spegni, Rallegrati, splendendo conduci al Dio vero. Rallegrati, l'odioso tiranno sbalzasti dal trono, Rallegrati, Tu il Cristo ci doni clemente Signore. Rallegrati, sei Tu che riscatti dai riti crudeli, Rallegrati, sei Tu che ci salvi dall'opre di fuoco. Rallegrati, Tu il culto distruggi del fuoco, Rallegrati, Tu estingui la fiamma dei vizi. Rallegrati, Tu guida di scienza ai credenti, Rallegrati, Tu gioia di tutte le genti. Rallegrati, Vergine e Sposa! Rallegrati, Vergine e Sposa!.... 5. I Magi kappa (Stanza X)...... Banditori di Dio diventarono i Magi sulla via del ritorno. Compirono il tuo vaticinio e Te predicavano, o Cristo, a tutti, noncuranti d'Erode, lo stolto, incapace a cantare: Alleluia!.... 6. L'esilio lambda (Stanza XI).... Irradiando all'Egitto lo splendore del vero, dell'errore scacciasti la tenebra: ché gli idoli allora, o Signore, fiaccati da forza divina caddero; e gli uomini, salvi, acclamavan la Madre di Dio: Rallegrati, riscossa del genere umano, Rallegrati, disfatta del regno d'inferno. Rallegrati, Tu inganno ed errore calpesti, Rallegrati, degl'idoli sveli la frode. Rallegrati, Tu mare che inghiotti il gran Faraone, Rallegrati, Tu roccia che effondi le Acque di Vita. Rallegrati, colonna di fuoco che guidi nel buio, Rallegrati, riparo del mondo più ampio che nube. Rallegrati, datrice di manna celeste, Rallegrati, ministra di sante delizie. Rallegrati, Tu mistica terra promessa, Rallegrati, sorgente di latte e di miele. Rallegrati, Vergine e Sposa! Rallegrati, Vergine e Sposa!.... 7. La presentazione al Tempio mi (Stanza XII)..... Stava già per lasciare lo splendore del vero, questo mondo fallace Simeone, ispirato vegliardo. Qual pargolo a lui fosti dato, ma in Te riconobbe il Signore perfetto, e ammirando stupito l'eterna sapienza esclamò: Alleluia! «Parte Tematica»..... 8. Il figlio dell’uomo ni (Stanza XIII)..... Di natura le leggi innovò il Creatore, apparendo tra noi, suoi figlioli: fiorito da grembo di Vergine, lo serba qual era da sempre, inviolato: e noi che ammiriamo il prodigio cantiamo alla Santa: Rallegrati, o fiore di vita illibata, Rallegrati, corona di casto contegno. Rallegrati, Tu mostri la sorte futura, Rallegrati, Tu sveli la vita degli Angeli. Rallegrati, magnifica pianta che nutri i fedeli, Rallegrati, bell'albero ombroso che tutti ripari. Rallegrati, Tu in grembo portasti la Guida agli erranti, Rallegrati, Tu desti alla luce Chi affranca gli schiavi. Rallegrati, Tu supplica al Giudice giusto, Rallegrati, perdono per tutti i traviati. Rallegrati, Tu veste ai nudati di grazia, Rallegrati, Amore che vinci ogni brama. Rallegrati, Vergine e Sposa! Rallegrati, Vergine e Sposa!..... xi (Stanza XIV)..... Tale parto ammirando, ci stacchiamo dal mondo e al cielo volgiamo la mente. Apparve per questo fra noi, in umili umane sembianze l'Altissimo, per condurre alla vetta coloro che lieti lo acclamano: Alleluia!..... 9. Il mistero dell’incarnazione omicron (Stanza XV)..... Era tutto qui in terra, e di sé tutti i cieli riempiva il Dio Verbo infinito: non già uno scambio di luoghi, ma un dolce abbassarsi di Dio verso l'uomo fu nascer da Vergine, Madre che tutti acclamiamo: Rallegrati, Tu sede di Dio, l'Infinito, Rallegrati, Tu porta di sacro mistero. Rallegrati, dottrina insicura per gli empi, Rallegrati, dei pii certissimo vanto. Rallegrati, o trono più santo del trono cherubico, Rallegrati, o seggio più bello del seggio serafico. Rallegrati, o tu che congiungi opposte grandezze, Rallegrati, Tu che sei in una e Vergine e Madre. Rallegrati, per Te fu rimessa la colpa, Rallegrati, per Te il paradiso fu aperto. Rallegrati, o chiave del regno di Cristo, Rallegrati, speranza di eterni tesori. Rallegrati, Vergine e Sposa! Rallegrati, Vergine e Sposa! pi (Stanza XVI) Si stupirono gli Angeli per l'evento sublime della tua Incarnazione divina: ché il Dio inaccessibile a tutti vedevano fatto accessibile, uomo, dimorare fra noi e da ognuno sentirsi acclamare: Alleluia!...... ro (Stanza XVII)..... Gli oratori brillanti come pesci son muti per Te, Genitrice di Dio: del tutto incapaci di dire il modo in cui Vergine e Madre Tu sei. Ma noi che ammiriamo il mistero cantiamo con fede: Rallegrati, sacrario d'eterna Sapienza, Rallegrati, tesoro di sua Provvidenza. Rallegrati, Tu i dotti riveli ignoranti, Rallegrati, Tu ai retori imponi il silenzio. Rallegrati, per Te sono stolti sottili dottori, Rallegrati, per Te vengon meno autori di miti. Rallegrati, di tutti i sofisti disgreghi le trame, Rallegrati, Tu dei Pescatori riempi le reti. Rallegrati, ci innalzi da fonda ignoranza, Rallegrati, per tutti sei faro di scienza. Rallegrati, Tu barca di chi ama salvarsi, Rallegrati, Tu porto a chi salpa alla Vita. Rallegrati, Vergine e Sposa! Rallegrati, Vergine e Sposa!..... 10. L’agnello sigma (Stanza XVIII)..... Per salvare il creato, il Signore del mondo, volentieri discese quaggiù. Qual Dio era nostro Pastore, ma volle apparire tra noi come Agnello: con l'umano attraeva gli umani, qual Dio l'acclamiamo: Alleluia!..... 11. L’Immacolata tau (Stanza XIX)..... Tu difesa di vergini, Madre Vergine sei, e di quanti ricorrono a Te: che tale ti fece il Signore di tutta la terra e del cielo, o illibata, abitando il tuo grembo e invitando noi tutti a cantare: Rallegrati, colonna di sacra purezza, Rallegrati, Tu porta d'eterna salvezza. Rallegrati, inizio di nuova progenie, Rallegrati, datrice di beni divini. Rallegrati, Tu vita hai ridato ai nati nell'onta, Rallegrati, hai reso saggezza ai privi di senno. Rallegrati, o Tu che annientasti il gran seduttore, Rallegrati, o Tu che dei casti ci doni l'autore. Rallegrati, Tu grembo di nozze divine, Rallegrati, che unisci i fedeli al Signore. Rallegrati, di vergini alma nutrice, Rallegrati, che l'anime porti allo Sposo. Rallegrati, Vergine e Sposa! Rallegrati, Vergine e Sposa!..... upsilon (Stanza XX)..... Cede invero ogni canto, che presuma eguagliare le tue innumerevoli grazie. Se pure ti offrissimo inni per quanti granelli di sabbia, Signore, mai pari saremmo ai tuoi doni che desti a chi canta: Alleluia!..... 12. La luce phi (Stanza XXI)..... Come fiaccola ardente, per che giace nell'ombre contempliamo la Vergine santa, che accese la luce divina e guida alla scienza di Dio tutti, splendendo alle menti e da ognuno è lodata col canto: Rallegrati, o raggio di Sole divino Rallegrati, o fascio di Luce perenne. Rallegrati, rischiari qual lampo le menti, Rallegrati, qual tuono i nemici spaventi. Rallegrati, per noi sei la fonte dei sacri Misteri, Rallegrati, Tu sei la sorgente dell'Acque abbondanti. Rallegrati, in Te raffiguri l'antica piscina, Rallegrati, le macchie detergi dei nostri peccati. Rallegrati, o fonte che l'anime mondi, Rallegrati, o coppa che versi letizia. Rallegrati, o fragranza del crisma di Cristo, Rallegrati, Tu vita del sacro banchetto. Rallegrati, Vergine e Sposa! Rallegrati, Vergine e Sposa!.... 13. La salvezza dei peccatori chi (Stanza XXII)..... Condonare volendo ogni debito antico, fra noi, il Redentore dell'uomo discese e abitò di persona: fra noi che avevamo perduto la grazia. Distrusse lo scritto del debito, e tutti l'acclamano: Alleluia!..... 14. Orazione psi (Stanza XXIII)...... Inneggiando al tuo parto l'universo ti canta qual tempio vivente, o Regina! Ponendo in tuo grembo dimora Chi tutto in sua mano contiene, il Signore, tutta santa ti fece e gloriosa e ci insegna a lodarti: Rallegrati, o «tenda» del Verbo di Dio, Rallegrati, più grande del «Santo dei Santi». Rallegrati, Tu «Arca» da Spirito aurata, Rallegrati, «tesoro» inesausto di vita. Rallegrati, diadema prezioso dei santi sovrani, Rallegrati, dei pii sacerdoti Tu nobile vanto. Rallegrati, Tu sei per la Chiesa qual torre possente, Rallegrati, Tu sei per l'Impero qual forte muraglia. Rallegrati, per Te innalziamo trofei, Rallegrati, per Te cadon vinti i nemici. Rallegrati, Tu farmaco delle mie membra, Rallegrati, salvezza dell'anima mia. Rallegrati, Vergine e Sposa! Rallegrati, Vergine e Sposa!..... omega (Stanza XXIV)..... Grande ed inclita Madre, Genitrice del sommo fra i Santi, Santissimo Verbo, or degnati accogliere il canto! Preservaci da ogni sventura, tutti! Dal castigo che incombe Tu libera noi che gridiamo: Alleluia! Kondàkion O Madre ci Dio, o intatta protettrice, noi, tua città, salvati da terribili sciagure eleviamo a Te inni di vittoria e di ringraziamento Tu, che possiedi potenza invincibile, liberaci da tutti i mali e noi grideremo a Te: "Rallegrati Vergine Sposa!" Amen
    Eccomi
    qui, ho tentato di tutto ma ho perso. Gioia, Speranza, Fede ...parole vuote che hanno perso ogni significato...
    OMAGGIO DEL SANTO PADRE ALL' IMMACOLATA A PIAZZA DI SPAGNA
    PREGHIERA DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI ...... Venerdì, 8 dicembre 2006 O Maria, Vergine Immacolata, anche quest’anno, ci ritroviamo con amore filiale ai piedi di questa tua immagine per rinnovarTi l’omaggio della comunità cristiana e della città di Roma. Qui sostiamo in preghiera, seguendo la tradizione inaugurata dai Papi precedenti, nel giorno solenne in cui la liturgia celebra la tua Immacolata Concezione, mistero che è fonte di gioia e di speranza per tutti i redenti. Ti salutiamo e Ti invochiamo con le parole dell’Angelo: "piena di grazia" (Lc 1,28), il nome più bello, con il quale Dio stesso Ti ha chiamata sin dall’eternità. "Piena di grazia" Tu sei, Maria, colma dell’amore divino dal primo istante della tua esistenza, provvidenzialmente predestinata ad essere la Madre del Redentore, ed intimamente associata a Lui nel mistero della salvezza. Nella tua Immacolata Concezione rifulge la vocazione dei discepoli di Cristo, chiamati a diventare, con la sua grazia, santi e immacolati nell’amore (cfr Ef 1,4). In Te brilla la dignità di ogni essere umano, che è sempre prezioso agli occhi del Creatore. Chi a Te volge lo sguardo, o Madre Tutta Santa, non perde la serenità, per quanto dure possano essere le prove della vita. Anche se triste è l’esperienza del peccato, che deturpa la dignità di figli di Dio, chi a Te ricorre riscopre la bellezza della verità e dell’amore, e ritrova il cammino che conduce alla casa del Padre. "Piena di grazia" Tu sei, Maria, che accogliendo con il tuo "sì" i progetti del Creatore, ci hai aperto la strada della salvezza. Alla tua scuola, insegnaci a pronunciare anche noi il nostro "sì" alla volontà del Signore. Un "sì" che si unisce al tuo "sì" senza riserve e senza ombre, di cui il Padre celeste ha voluto aver bisogno per generare l’Uomo nuovo, il Cristo, unico Salvatore del mondo e della storia. Dacci il coraggio di dire "no" agli inganni del potere, del denaro, del piacere; ai guadagni disonesti, alla corruzione e all’ipocrisia, all’egoismo e alla violenza. "No" al Maligno, principe ingannatore di questo mondo. "Sì" a Cristo, che distrugge la potenza del male con l’onnipotenza dell’amore. Noi sappiamo che solo cuori convertiti all’Amore, che è Dio, possono costruire un futuro migliore per tutti. "Piena di grazia" Tu sei, Maria! Il tuo nome è per tutte le generazioni pegno di sicura speranza. Sì! Perché, come scrive il sommo poeta Dante, per noi mortali Tu "sei di speranza fontana vivace" (Par., XXXIII, 12). A questa fonte, alla sorgente del tuo Cuore immacolato, ancora una volta veniamo pellegrini fiduciosi ad attingere fede e consolazione, gioia e amore, sicurezza e pace. Vergine "piena di grazia", mostraTi Madre tenera e premurosa per gli abitanti di questa tua città, perché l’autentico spirito evangelico ne animi ed orienti i comportamenti; mostraTi Madre e vigile custode per l’Italia e per l’Europa, affinché dalle antiche radici cristiane sappiano i popoli trarre nuova linfa per costruire il loro presente e il loro futuro; mostraTi Madre provvida e misericordiosa per il mondo intero, perché, nel rispetto dell’umana dignità e nel ripudio di ogni forma di violenza e di sfruttamento, vengano poste basi salde per la civiltà dell’amore. MostraTi Madre specialmente per quanti ne hanno maggiormente bisogno: per gli indifesi, per gli emarginati e gli esclusi, per le vittime di una società che troppo spesso sacrifica l’uomo ad altri scopi e interessi. MostraTi Madre di tutti, o Maria, e donaci Cristo, la speranza del mondo! "Monstra Te esse Matrem", o Vergine Immacolata, piena di grazia! Amen!
    Angelus del nostro amato Santo Padre --- Papa Benedetto XVI
    SOLENNITÀ DELL'IMMACOLATA CONCEZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA ....... Piazza San Pietro Sabato, 8 dicembre 2007....... Cari fratelli e sorelle! Sul cammino dell’Avvento brilla la stella di Maria Immacolata, "segno di sicura speranza e di consolazione" (Conc. Vat. II, Cost. Lumen gentium, 68). Per giungere a Gesù, luce vera, sole che ha dissipato tutte le tenebre della storia, abbiamo bisogno di luci vicine a noi, persone umane che riflettono la luce di Cristo e illuminano così la strada da percorrere. E quale persona è più luminosa di Maria? Chi può essere per noi stella di speranza meglio di lei, aurora che ha annunciato il giorno della salvezza? (cfr Enc. Spe salvi, 49). Per questo la liturgia ci fa celebrare oggi, in prossimità del Natale, la festa solenne dell’Immacolata Concezione di Maria: il mistero della grazia di Dio che ha avvolto fin dal primo istante della sua esistenza la creatura destinata a diventare la Madre del Redentore, preservandola dal contagio del peccato originale. Guardando Lei, noi riconosciamo l’altezza e la bellezza del progetto di Dio per ogni uomo: diventare santi e immacolati nell’amore (cfr Ef 1,4), ad immagine del nostro Creatore. Che grande dono avere per madre Maria Immacolata! Una madre splendente di bellezza, trasparente all’amore di Dio. Penso ai giovani di oggi, cresciuti in un ambiente saturo di messaggi che propongono falsi modelli di felicità. Questi ragazzi e ragazze rischiano di perdere la speranza perché sembrano spesso orfani del vero amore, che riempie di significato e di gioia la vita. È stato questo un tema caro al mio venerato predecessore Giovanni Paolo II, che tante volte ha proposto alla gioventù del nostro tempo Maria quale "Madre del bell’amore". Non poche esperienze ci dicono purtroppo che gli adolescenti, i giovani e persino i bambini sono facili vittime della corruzione dell’amore, ingannati da adulti senza scrupoli i quali, mentendo a se stessi e a loro, li attirano nei vicoli senza uscita del consumismo: anche le realtà più sacre, come il corpo umano, tempio del Dio dell’amore e della vita, diventano così oggetti di consumo; e questo sempre più presto, già nella preadolescenza. Che tristezza quando i ragazzi smarriscono lo stupore, l’incanto dei sentimenti più belli, il valore del rispetto del corpo, manifestazione della persona e del suo insondabile mistero! A tutto questo ci richiama Maria, l’Immacolata, che contempliamo in tutta la sua bellezza e santità. Dalla croce Gesù l’ha affidata a Giovanni e a tutti i discepoli (cfr Gv 19,27), e da allora è diventata per l’umanità intera Madre, Madre della speranza. A Lei rivolgiamo con fede la nostra preghiera, mentre ci rechiamo idealmente in pellegrinaggio a Lourdes dove proprio quest’oggi ha inizio uno speciale anno giubilare in occasione del 150° anniversario delle sue apparizioni nella grotta di Massabielle. Maria Immacolata, "stella del mare, brilla su di noi e guidaci nel nostro cammino!" (Enc. Spe salvi, 50). Dopo l'Angelus: In questa solennità mariana, come di consueto rivolgo un saluto particolare alla Pontificia Accademia dell’Immacolata e al suo Presidente, il Cardinale Andrea Maria Deskur. Su tutti i membri ed amici dell’Accademia invoco la costante protezione della Vergine Maria. Arrivederci nel pomeriggio a Piazza di Spagna! Je vous salue, chers pèlerins de langue française, particulièrement les personnes de l’ensemble paroissial de Labarthe et Venerque, dans le diocèse de Toulouse. En son Fils Jésus, Dieu le Père a choisi Marie, pour qu’elle soit sainte et irréprochable sous son regard, la préparant à être la terre où germerait le salut. À la suite de Marie, puissions-nous dire "oui" au Seigneur pour que tout se passe en nous selon sa parole. Avec ma Bénédiction apostolique. I am pleased to greet the English-speaking pilgrims and visitors present at today’s Angelus. With immense joy, the Church celebrates this Solemn Feast of the Virgin Mary, whom God preserved from the stain of original sin to prepare a worthy dwelling place for his beloved Son. Dear friends, I pray that by gazing upon her, you will see the purest sign of hope in God’s saving mercy. A happy feast day to all! Mit Freude grüße ich alle Brüder und Schwestern deutscher Zunge. Am heutigen Hochfest feiern wir, daß Gott die Jungfrau Maria zur Wohnstatt seines Sohnes erwählt und vom ersten Augenblick ihres Daseins vor jeder Sünde bewahrt hat. Durch sie kommt Jesus Christus, die Hoffnung und das Heil der Menschen, zu uns. So ist Maria die Mutter und der Stern der Hoffnung auf unserem Lebensweg. Wir dürfen darauf vertrauen, daß der Herr auch uns aus den Verstrickungen in das Böse befreit und uns das wahre Leben schenken will. Euch allen wünsche ich einen frohen Festtag! Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española presentes en esta oración mariana. Que Santa María, la Virgen, en esta solemnidad de su Purísima Concepción, tan arraigada en España y Latinoamérica, fortalezca vuestra fe, interceda por vosotros y os indique el camino hacia el reino de su Hijo Jesucristo. ¡Muchas gracias! Pozdrawiam wszystkich Polaków. Oddajemy dzi? ho?d Maryi, niepokalanie pocz?tej. Zanim wyda?a na ?wiat Bo?ego Syna, Bóg ju? zachowa? J? od zmazy grzechu pierworodnego i obdarowa? pe?ni? ?aski. Jej zawierzamy nasze adwentowe oczekiwanie na przyj?cie Pana. Niech Bóg wam b?ogos?awi. [Saluto tutti i polacchi. Oggi rendiamo omaggio a Maria Immacolata. Prima che portasse al mondo il Figlio di Dio, Dio l’ha preservata dalla macchia del peccato originale e l’ha adornata della pienezza della grazia. A Lei affidiamo la nostra attesa di Avvento della venuta del Signore. Dio vi benedica.] Rivolgo un augurio speciale ai soci dell’Azione Cattolica Italiana, che in questa data nelle parrocchie rinnovano la loro adesione all’associazione. Possano i ragazzi, i giovani e gli adulti dell’Azione Cattolica offrire alla Chiesa ed alla società una gioiosa testimonianza di santità laicale. Saluto i pellegrini di lingua italiana, in particolare i numerosi membri dell'Opera della Chiesa, che incoraggio nel loro impegno di preghiera e di apostolato. A tutti auguro una buona festa dell'Immacolata.
    Accetto
    miracoli.
    Ti prego Maria
    Per Paola Esterina Luigina Maddalena j n n Eliana Enrica Pierina Beatrice Silvia Sonia Silvia EMI Guido Lidia Fausto Mina Rosanna e Claudia Don Adriano Ottavio Annamaria Paola Pietro Ugo Sandro Gabriele Chiara Samuele Sara Paolo Delia Roberta Manuela Lorella Davide Tiziana Grazia e Silvano Vittoria Susanna e suo nipote Ines Adriano Stefano Maddalena Edda Stefano Patrizia Alessandro Jona Nico Carlo Veronica Palmira Patrizia Alessandro Miranda Isabella Vittorio e Manuela Mariella Meri Maria Loredana Carmela Alice Antonella Mara Gloria Giulia Isabella Miranda Ave o Maria piena di grazia il Signore e con te tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del seno tuo Gesù Santa Maria madre di Dio prega per noi peccatori adesso e nell'ora della nostra morte Amen
    Ti prego Maria
    Tu sai...donaci la tua pace. Modella i nostri cuori e rendici valide guide. Aiuta Carlo a comprendere. Aiutaci ad essere valide guide.Ti affido i nostri figli e nipoti pensa tu ad ogni cosa, ti prego aiutami.Ave o Maria piena di grazia il Signore e con te tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del seno tuo Gesù Santa Maria madre di Dio prega per noi peccatori adesso e nell'ora della nostra morte Amen
    Urgente
    Per Michele F. Perche guarisca presto.