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Messaggio del 12 novembre 1986: E’ tempo che diciate il vostro “sì” a Dio e lo rinnoviate ogni giorno. Vi aspettano altri passi concreti che dovrete fare presto. Apritevi a me! Attraverso di voi desidero realizzare il mio piano di pace.

Articoli

Gli angeli

Le conversazioni tra Santa Gemma Galgani e il suo angelo custode

Santa Gemma Galgani (1878- 1903) ebbe la costante compagnia del suo Angelo protettore, con cui manteneva un rapporto familiare. Lei lo vedeva, pregavano insieme, e lui lasciava perfino che lei lo toccasse. Insomma, Santa Gemma considerava il suo Angelo Custode come un amico sempre presente. Egli le prestava ogni tipo di aiuto, addirittura portando messaggi al suo confessore, a Roma.

Beata Anna Caterina Emmerick: La Festa dell’Angelo Custode

Nell’anno 1820, nella festa dell’Angelo custode, Anna Katharina Emmerich ricevè la grazia delle visioni sugli Angeli buoni e cattivi e sulla loro attività. Vidi una chiesa terrena piena di persone da me conosciute. Molte altre chiese si stagliavano, su questa, come sui piani di una torre, ed ognuna aveva un Coro diverso di Angeli. In cima a tutti i piani c’era la S. Vergine Maria, cinta dal sublime Ordine, era dinanzi al trono della Santissima Trinità. In alto si stendeva un cielo pieno di Angeli e c’era un ordine e una vita indescrivibilmente meravigliosa mentre sotto, nella Chiesa, tutto era oltre misura sonnolento e trascurato. Questo si poteva notare particolarmente perché era la festa dell’Angelo, e ogni parola che il prete pronunciava durante la santa Messa, in modo diffuso, gli Angeli la presentavano a Dio, così tutta quella pigrizia era rigenerata per la gloria di Dio. Io vidi ancora in questa Chiesa come gli Angeli custodi esercitano il loro ufficio: scacciano dagli uomini gli spiriti cattivi, suscitando in essi pensieri migliori; in questo modo gli uomini possono concepire immagini serene. Gli Angeli custodi aspirano a servire e ad eseguire il comando di Dio; la preghiera dei loro protetti li rende ancor più fervidi d’amore verso l’Onnipotente».

I veri gioielli di una giovane sposa (Santa Gemma Galgani)

Ora che abbiamo visto quanta parte l'angelo custode abbia avuto nella vita di Gemma; vale la pena ripercorrere un po' più approfonditamente, alla luce di tali manifestazioni soprannaturali, gli eventi che l'hanno caratterizzata. I primi ricordi di Gemma sono legati alla dolce figura materna. È una bambina di appena sette anni e si rende conto, sebbene confusamente, che la mamma, gravemente ammalata, deve lasciarla. È spontaneo in lei il desiderio di seguirla per stare sempre insieme

Una «grazia grandissima»

Dalla fine di marzo alla prima decade del mese di giugno dell'ultimo anno dell'800, la vita spirituale di Gemma registra un crescendo di grazie e illuminazioni che culminano nella «grazia grandissima» delle stimmate, ricevute 1'8 giugno, vigilia della festa del Sacro Cuore di Gesù. In questo intenso cammino interiore, attraverso il quale la mistica lucchese è chiamata a essere una viva immagine del Crocifisso, per il bene della Chiesa, il suo angelo custode le funge da guida fraterna e affettuosa, spesso molto esigente e ferma.

Così lontani, così vicini

Gemma - abbiamo visto con quanta ricchezza di riferimenti - amava l'angelo custode di un amore profondo, fraterno, schietto. Ed era teneramente riamata dal suo maestro e guida celeste. Ma sappiamo anche che l'angelo non le risparmiava nulla, neanche penitenze e rimproveri.

l'Eucaristia, pane degli angeli (Santa Gemma Galgani)

«Il nostro santo Macario, che era presbitero, ci raccontò: "Ho notato, nel momento in cui viene distribuita la comunione, che non sono mai stato io a dare la sacra specie a Marco l'Asceta, ma un angelo gliela offriva dall'altare; di colui che dava, io vedevo soltanto la struttura della mano". Questo Marco era abbastanza giovane; recitava a memoria l'Antico e il Nuovo Testamento, era straordinariamente mite e assennato più di ogni altro». Palladio, La storia lausiaca, 18, 25

Le due corone (Santa Gemma Galgani)

La conformazione di Gemma allo Sposo crocifisso, culminata con le sommate, è entrata nella fase decisiva. Ma un lungo cammino resta ancora da fare prima che la consumazione sponsale possa attingere alla visione eterna e beatificante dello Sposo. «Nella sua partecipazione alla Passione del Cristo», scrive Barsotti, «Gemma vive una mistica di purificazione passiva e di corredenzione umana, vive in modo veramente drammatico il senso del peccato dal quale sente di esser tutta contaminata, vive la solitudine del Cristo nella lontananza dei suoi familiari, nel disprezzo dei suoi concittadini, nella diffidenza dei medici e dei confessori, nell'abbandono di Dio. Ma la sua non sarebbe partecipazione alla Passione del Cristo, se in questa sua solitudine Gemma non vivesse un amore fedele che le prove fecero ogni giorno più puro e più universale. Di questo amore, segno commovente è la sua preghiera, è la sua comunione con la Vergine e i santi».

Le lacrime di un angelo (Santa Gemma Galgani)

Anche nel difficile campo dell'obbedienza Gemma è stata aiutata dagli angeli. Lo stato mistico particolare, per il quale veniva chiamata a una vocazione tutta speciale nella Chiesa, non poteva non esigere un'obbedienza pronta, libera e cordiale verso le persone costituite in autorità, autorità che esercitavano nei suoi confronti.

Dal profondo a te grido (Santa Gemma Galgani)

Nel biennio 1896-1897, mentre la famiglia Galgani è sottoposta a gravissime angustie morali e finanziarie, Gemma, piano piano, si apre sempre più all'amore del Crocifisso e desidera corrispondere allo stesso modo a tanto amore del Figlio di Dio. La sua vita spirituale si affina e si concentra con sempre maggiore intensità attorno all'eucaristia.

L'angelo portalettere (Santa Gemma Galgani)

L'incontro con padre Germano avvenuto a Lucca in casa Giannini ai primi di settembre del 1900 dilata il cuore di Gemma. Lo si rileva con evidenza dalle lettere inviate al padre spirituale dalla seconda metà dello stesso mese. Gemma si abbandona a una grande confidenza filiale. Come abbiamo già sottolineato, giunge a chiamare il Passionista «babbo mio », aggiungendo in varie altre missive pure « accanto a Gesù nel mio povero cuore». Non solo, ma, sia per la fretta di avere la risposta sia, soprattutto, per la mancanza assoluta di denaro per l'affrancatura («Non ho mica nessuni quattrini io»), incarica con tutta naturalezza l'angelo custode di recapitare le lettere a padre Germano a Roma o a Tarquinia. E l'angelo si presta all'ufficio di portalettere. I riscontri di padre Germano, dei suoi familiari e della famiglia Giannini su questa singolare prestazione angelica, furono tali e tanti da lasciare ben pochi dubbi.

Tra pentole e fornelli (Santa Gemma Galgani)

« La realtà delle apparizioni sensibili degli angeli sembra che non si possa mettere in dubbio », asseriva giustamente Zoffolil riprendendo, per concluderla, la vivace querelle durata per tutto il corso dei processi di canonizzazione della Galgani. Dopo lui, altri autori galganiani hanno toccato l'argomento delle apparizioni e delle loro modalità, ma non hanno approfondito questo elemento, dandolo per scontato. Vale la pena soffermarcisi ancora un po'.

Le ali e la stella (Santa Gemma Galgani)

Verso la fine del mese di luglio del 1902, a pochi mesi dalla morte, Gemma scrive una lunga lettera a padre Germano, nella quale tocca diversi argomenti. Fra l'altro, gli narra anche una particolare apparizione del suo angelo custode ...