Maria a Medjugorje

Messaggio del 25 marzo 2012:Cari figli! Anche oggi con gioia desidero darvi la mia benedizione materna e invitarvi alla preghiera. Che la preghiera diventi per voi bisogno affinché ogni giorno cresciate di più nella santità. Lavorate di più sulla vostra conversione perché siete lontani figlioli. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

Non dimenticate che nell’Eucaristia... (P. Armando Favero)

20/12/2021 - Visite: 576
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Nel Messaggio del 2 Maggio 2016 u.s. la Regina della Pace ci ha detto tra l’altro queste importanti parole: “Non dimenticate che nell’Eucaristia, che è il cuore della fede, mio Figlio è sempre con voi. Egli viene a voi e con voi spezza il pane perché, figli miei, per voi è morto, è risorto e viene nuovamente. Queste mie parole vi sono note perché esse sono la verità, e la verità non cambia: solo che molti miei figli l’hanno dimenticata. Figli miei, le mie parole non sono né vecchie né nuove, sono eterne.”

Sono parole d’oro da custodire gelosamente e da vivere intensamente.

L’Eucaristia!!! È un punto fondamentale dei Messaggi della Regina della Pace a Medjugorje! E oggi vogliamo approfondirlo, ma anche concretamente...

Dobbiamo considerarla nei suoi tre aspetti eucaristici:

1.    La S. Messa.

2.    L’adorazione

3.    La S. Comunione.

1. Santa Messa


La Regina della Pace ci ricorda che l’Eucaristia è il cuore della nostra fede, “fonte e culmine della vita cristiana” (Lumen Gentium 11; Cat. Chiesa n. 1324). Anticamente era chiamata “fractio panis” la frazione del pane e ricordava la vita di Gesù, spezzata e offerta per noi sul Calvario. La Regina della Pace ci dice che “ogni volta viene nuovamente”, non come atto del passato, ma come atto che si compie al presente ogni volta che si celebra l’Eucaristia.

Come è importante viverla bene e prepararsi all’Eucaristia con una preparazione remota, prossima e immediata. Ci prepariamo organizzando la nostra Messa, vivendo in grazia di Dio, disponendo il nostro cuore e la nostra mente, ma anche nell’entrare in Chiesa. Quanta improvvisazione, superficialità e disinvoltura nelle nostre preparazioni e poi celebrazioni eucaristiche! Ci sarebbero molte cose da esplicitare, ma le lascio anche voi, riflettendo semplicemente su queste parole “preparazione remota e prossima”. Mi fermo invece su quella immediata e sul modo di partecipare all’Eucaristia.

Hai deciso di andare a Messa? Bene! Entra in chiesa. Come dovresti entrare?

· Cerca di essere puntuale alla messa, altrimenti potresti disturbare il raccoglimento e la preghiera; non andar via prima che il sacerdote abbia congedato l’assemblea, senza che sia finito il canto finale

· L’abito che indossi sia consono al luogo dove entri e rispettoso anche del tuo corpo “tempio dello Spirito Santo” (cfr. 1 Cor. 6, 19). Evita certi modi di vestire (scollature, calzoncini, minigonne, calzoni bassi, ecc.): distingui in ogni caso l’abbigliamento adatto alla chiesa da quello per il tempo libero in giardini pubblici o spiagge. Quando entri in chiesa, spegni, per favore il cellulare. Non masticare gomme o caramelle, sarebbe irriguardoso ed eventuale causa di sporcizia.

· Osserva rigorosamente il silenzio sia per il rispetto dovuto alla presenza di Gesù, sia per non arrecare disturbo ad eventuali persone presenti.

· Segnati col segno della croce, eventualmente usando l’acqua bene­detta (che ti ricorda il Battesimo). Non sia uno scacciamosche o scaramantico dei calciatori.

· Cerca subito con gli occhi il tabernacolo in cui abita il Signore Gesù. Puoi individuarlo facilmente poiché accanto ad esso o in prossimità di esso c’è la “lampada” accesa (un cero, normalmente in un involucro di colore rosso). Quella lampada è calo­re: ti invita ad avvicinarti “con calo­re”, cioè con amore al tuo Signore.

· Davanti al tabernacolo genuflet­titi, ossia piega il ginocchio destro fino a terra, con calma e dignità. Sai qual’è il significato di questo bellissi­mo gesto? Ecco: è farsi piccoli davan­ti a Lui, che è il Grande, il Sommo, l’Infinito. Piegando il ginocchio puoi dirgli: “Tu solo l’Altissimo”, oppure “Tu sei il re della gloria”. Fa’ come tanti malati che si presentavano a Gesù per essere guariti e, giunti davanti a lui, si buttavano a terra.

· Dopo aver salutato il Signore, saluta la Madonna ed i Santi, che ti possono aiutare per incontrarLo.

· Nelle celebrazioni occupa i posti liberi, vicino agli altri e in prossimità dell’altare, per poter pregare uniti e scambiarsi agevolmente i gesti liturgici.

· Non sederti subito: resta almeno qualche momento in ginocchio, fis­sando il tabernacolo e ripetendoti che là, in quell’angusto spazio, c’è Lui, Lui che ti guarda, che ti ascolta e che è contento di vederti lì. Poi comincia pure a par­largli. Così, come ti viene, con spontaneità e immedia­tezza, in piena confidenza.

· Ricordati che la chiesa merita sempre gran­de rispetto: non è un salotto, non è un bar né una piazza... E quando si celebra fuori chiesa? Il creato è la grande cattedrale donataci da Dio, ma la creatura è più grande del creato.

· Mantieni sempre un religioso silen­zio, ma sii attivo nei canti e nelle preghiere comuni.

· Evita di passare e ripassare con troppa disinvoltura davanti al tabernacolo, senza alcuna riverenza, senza alcun segno di fede nell’Eucaristia, senza alcun segno di attenzione e di rispetto verso le cose sacre: riconosci la Presenza viva del Signore e non aver paura di manifestare la tua fede in Lui!

· Durante la Messa, segui esattamente le prescrizioni liturgiche (in piedi, seduti, in ginocchio).

· Perché in piedi? Per rispetto della persona che si presenta e che è davanti a te: Gesù, il sacerdote, i suoi rappresentanti (Inizio, Alleluia, Vangelo, Professione di fede e Preghiera sulle offerte, dalla Dossologia in poi,  Conclusione). In piedi ma con le mani in ordine, raccolte (non in tasca, alla Napoleone, penzoloni, conserte...).

· Perché seduti? In atteggiamento di ascolto di un Maestro, di un discorso importante, non girare per la chiesa e non andare fuori...(Letture, Omelia, Offertorio, Ringraziamento ma non mentre si amministra la S. Comunione agli altri: in tal caso si sta in ginocchio). Non in altri momenti!!!

· Perché in ginocchio? In segno di adorazione e di profondo rispetto, in considerazione della propria piccolezza... (Canone, S. Comunione).

· Lo “scambio della pace” non è un semplice gesto di cordialità, ma esprime il dono di Cristo che ci impegna nella comunione e nella carità. Basta scambiarlo con la persona che si ha accanto, senza lasciare il proprio posto. Volgi lo sguardo all’altare e disponiti, come i discepoli di Emmaus, a riconoscere il Signore nel pane spezzato.

· Vivi con la maggiore intensità d’amore possibile un prolungato ringraziamento dopo la Comunione: non scappare prima che la Messa finisca o appena è finita. Resta al tuo posto in silenzio!!

· Esci dalla chiesa con semplicità e rispetto per tornare alla tua vita ordinaria.

· L’argomento “Come partecipare alla Messa” corrisponde ai numeri 20-23 della Costituzione di Paolo VI  “Il Messale Romano Riformato”, pubblicata il 14 febbraio 1969, e che si trova all’inizio di ogni Messale Romano.

· Cito altri documenti importanti sull’Eucaristia già pubblicati: il “Mane nobiscum Domine” di S. Giovanni Paolo II del 7 Ottobre 2004, “Ecclesia de Eucharistia” del 17 Aprile 2003, “Redemptionis Sacramentum” del 25 Marzo 2004, “Ecclesia de Eucharistia” del 17 Aprile 2003, eventuali documenti diocesani applicativi di norme liturgiche. In particolare vorrei citare questo passaggio del n. 52 di Ecclesia de Eucharistia”: “Il sacerdote che celebra fedelmente la Messa secondo le norme liturgiche e la comunità che a queste si conforma dimostrano, in un modo silenzioso ma eloquente il loro amore per la Chiesa.”

· Per quanto concerne la celebrazione eucaristica la riassumo così con Mons. Maggiolini: “L’ordine e la compostezza della celebrazione, della disposizione spaziale dei fedeli, della postura del corpo, degli interventi dialogati e cantati favoriscono sommamente la preghiera eucaristica, tanto quanto la loro assenza la disturbano e la appesantiscono. Lo sparpagliarsi disordinato dei fedeli nei banchi, l’incapacità di cogliere nel suo vero senso il linguaggio corporeo dello stare seduti, piuttosto che l’alzarsi in piedi o del mettersi in ginocchio, il cicaleccio indecoroso a cui spesso riduciamo le parti della Messa pregate comunitariamente (come il Gloria, il Credo, il Pater...), tutto ciò offusca la santità della celebrazione eucaristica, e impedisce che essa fruttifichi con maggior pienezza nel cuore dei fedeli. Ancora San Cipriano ci ammonisce che “allorquando ci raduniamo con i fratelli e celebriamo con il sacerdote di Dio i divini misteri dobbiamo rammentarci del rispetto e della buona educazione: non sventolare da ogni parte le nostre preghiere con voci disordinate, né pronunciare con rumorosa loquacità una supplica che deve essere affidata a Dio in umile e devoto contegno. Dio è uno che ascolta non la voce, ma il cuore.”

2. Adorazione Eucaristica


Uno dei momenti più intensi sviluppati a Medjugorje è l’adorazione eucaristica privata (nella cappella dell’adorazione) o pubblica (negli orari e nei luoghi indicati). Davanti a Gesù Eucaristia avvengono nei cuori grandi cambiamenti e grandi grazie.

La celebrazione dell’Eucaristia si prolunga infatti nell’Adorazione Eucaristica. Non cadiamo nell’errore di pensare che, finita la Messa, Gesù se n’è andato, non c’è più niente. L’Eucaristia non è un ricordo, ma una Presenza continuata di Gesù tra noi! (Miracoli eucaristici permanenti) Mi auguro che Gesù non si stanchi di stare tra noi ma che anche noi non ci stanchiamo di averlo tra noi!

Quanto dobbiamo imparare a ringraziare, ad assimilare l’Amore di Gesù, corrispondere a tale suo Amore!

È poi importante stare alla presenza del Signore e concentrare lo sguardo su di Lui per crescere nella fede contemplando assiduamente il suo amore e identificarci così con Lui. Stare alla presenza del Signore genera un’amicizia intima con lui che ci entusiasma nella vita, cosa che non fanno molte azioni come ad esempio lo studio teologico e/o l’azione apostolica. La Regina della Pace in un famoso ha detto: “Cari figli, oggi vi invito ad innamorarvi del Santissimo Sacramento dell’altare. Adoratelo, figlioli nelle vostre parrocchie e così sarete uniti con tutto il mondo. Gesù vi diventerà amico e non parlerete di Lui come di qualcuno che appena conoscete. L’unione con Lui sarà per voi gioia e diventerete testimoni dell’amore di figlioli: quando adorate Gesù siete vicini a me”. (25 Settembre 1995).  Per innamorarci dell’Eucaristia dobbiamo conoscere Gesù sempre di più.

Trascorrere un’ora davanti al Signore sacramentato è promuovere un incontro personale e profondo con Lui. Egli ci invita costantemente ad avvicinarci a Lui, a conversare con Lui, a chiedergli le cose di cui abbiamo bisogno e a sperimentare la benedizione della sua amicizia.

“È bello intrattenersi con Lui e, chinati sul suo petto come il discepolo prediletto (cfr Gv 13,25), essere toccati dall’amore infinito del suo cuore. Se il cristianesimo deve distinguersi, nel nostro tempo, soprattutto per l’arte della preghiera, come non sentire un rinnovato bisogno di trattenersi a lungo, in spirituale conversazione, in adorazione silenziosa, in atteggiamento di amore, davanti a Cristo presente nel Santissimo Sacramento?” (enciclica Ecclesia de Eucharistia, 25).

Per l’ora di adorazione personale la Chiesa non ha stabilito nulla; ciascuno gestirà la propria ora di adorazione come meglio crede, e senza guardare l’orologio la terminerà quando penserà di aver finito.

Forse possiamo iniziare visitando il Santissimo per qualche minuto al giorno due o tre giorni a settimana. L’ideale è rendere la visita al Santissimo un’abitudine quotidiana di un’ora che porterà molti frutti nella nostra vita spirituale.

Quando ci troviamo alla presenza di Gesù sacramentato, la prima cosa è compiere un atto di fede e prendere coscienza del fatto che Dio è davvero lì presente.

E per iniziare abbiamo bisogno di silenzio interiore e raccoglimento per fargli visita.

A volte può capitare che i fedeli si possano sentire stanchi o contrariati per quello che devono affrontare nella vita o nella loro giornata, o che stiano passando per una prova molto seria. In questi casi non si fa nulla e/o non si dice nulla. È sufficiente identificarsi con il Signore sofferente, sedersi e riposare un po’ alla sua presenza e in sua compagnia, offrire al Signore il dolore personale per permettere che la sua consolazione tocchi il cuore e lo riempia di pace interiore, e ricevere la sua ispirazione divina per trovare la luce nelle circostanze difficili.

Il fedele può anche aiutarsi con alcune pie devozioni che farà in silenzio e con l’atteggiamento che ritiene più conveniente senza infastidire gli altri fedeli, leggere la parola di Dio, un Salmo, fare un po’ di Lectio...

Ecco allora tre raccomandazioni:

1. Stare attenti. Non favorire distrazioni: ad esempio, spegnere il cellulare.

2. Ricordare che non si tratta di un’ora di lettura.

3. Rimanere vigili. Alternare le posizioni – sedersi, inginocchiarsi, fermarsi con rispetto. Non mettersi in una posizione che favorisca il sonno. Per questo è importante curare la consapevolezza di stare alla presenza del Signore, il silenzio interiore per favorire l’ascolto e qualche risposta semplice.

Si conclude con una Comunione Spirituale e con qualche acclamazione di lode (Dio sia benedetto...). E’ proprio vero che “adorando si impara ad adorare”, si impara a dare del tempo al Signore, nel silenzio si impara ad ascoltare.

Medjugorje è per noi una scuola di Adorazione Eucaristica, non solo per l’atmosfera che crea con il violino, con i canti, con le preghiere, con la partecipazione di folle silenziose...  Partecipando a qualche Gruppo di preghiera si è aiutati ad apprendere l’arte dell’Adorazione: presenza, ascolto, preghiera, e lode...

Lo Spirito Santo ci guidi in questa preghiera bellissima e fondamentale per il nostro cammino! Invochiamolo all’inizio e spesso...

Guardiamo Gesù che prega...

Sentiamo Maria vicina a noi!

Ricordiamo il piccolo Francesco di Fatima... Esperienze personali...

3. Comunione Eucaristica


“Beati gli invitati alla Cena del Signore!”

“Prendete e mangiatene tutti”

“Venite a me voi tutti che siete stanchi e oppressi e io vi ristorerò.”

Gesù ha istituito l’Eucaristia per entrare nelle nostre anime, per trasformarci in Lui, perché anche noi possiamo dire: “Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me.” (Gal. 2,20).

Gesù che ha trasformato l’acqua in vino, il pane in carne e il vino in sangue, con l’Eucaristia può trasformare noi in Lui, se glielo permettiamo.

Conoscete tutte le disposizioni necessarie per ricevere l’Eucaristia. Vorrei solo ricordare un episodio del Vangelo, per me molto luminoso nella parabola del banchetto di nozze in Matteo 22, 13-14: non possiamo pretendere di “aver diritto” di ricevere l’Eucaristia senza questa veste nuziale!

Certo, non sempre possiamo ricevere l’Eucaristia Sacramentale, ma sempre possiamo ricevere la Comunione Spirituale... Ve la propongo qui.

 
COMUNIONE EUCARISTICA SPIRITUALE:

Gesù mio, credo che tu stai nel Santissimo Sacramento. Ti amo sopra ogni cosa e ti desidero nell’anima mia. Poiché ora non posso riceverti sacramentalmente, vieni almeno spiritualmente nel mio cuore. (Pausa in silenzio per l’adorazione)

Come già venuto io ti abbraccio, e tutto mi unisco a te. Non permettere che io mi abbia mai a separare da te. Amen. (Sant’Alfonso Maria de’ Liguori).