Maria a Medjugorje

Messaggio del 14 luglio 2006:Pace, pace, pace cari figli, pregate con la Madre per la pace nel mondo!

La conversione (Padre Armando Favero)

03/01/2022 - Visite: 144
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“Conversione”! Parola austera e misteriosa! La Regina della Pace ce lo sta ricordando da ormai 35 anni, ma pare che siamo ancora ai primi passi, sì, ancora molto lontani dall’esserlo veramente. Che cosa ci manca?

Forse la convinzione che ne abbiamo bisogno noi, proprio noi! Forse stentiamo a riconoscerci peccatori così bisognosi di conversione: in fondo che cosa facciamo di male? E poi se non facciamo del male a nessuno, dov’è il problema?

Ma basta ricordare alcune parole di Gesù, per capire quali sono gli ambiti precisi bisognosi di un intervento radicale.

Ne prendiamo in considerazione una come queste: “Se la tua mano ti scandalizza, tagliala: è meglio per te entrare nella vita monco, che con due mani andare nella Geenna, nel fuoco inestinguibile. Se il tuo piede ti scandalizza, taglialo: è meglio per te entrare nella vita zoppo, che esser gettato con due piedi nella Geenna. Se il tuo occhio ti scandalizza, cavalo: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, che essere gettato con due occhi nella Geenna.” (Mc.9. 43-47).

Gli esegeti ci dicono che Gesù non chiede delle mutilazioni fisiche, ma la totale e radicale eliminazione delle azioni cattive che queste membra compiono. Ad essi dobbiamo aggiungere la lingua, la mente, il cuore. E’ proprio così sicuro che usiamo la nostra lingua per la verità e per il bene? E’ così sicuro che la nostra mente è piena di buoni pensieri, di sincerità e di verità? E’ così sicuro che nel nostro cuore ci sono solo sentimenti positivi? Gesù ci ricorda che “Ciò che esce dalla bocca proviene dal cuore e rende impuro l’uomo. Dal cuore, infatti, provengono propositi malvagi, omicidi, adultèri, impurità, furti, false testimonianze, calunnie. Queste sono le cose che rendono impuro l’uomo.” (Mt. 15, 18-20).

Come cambiare il cuore dell’uomo? Ricordiamo questa grande parola di Dio attraverso il  Profeta Ezechiele: “Vi prenderò dalle genti, vi radunerò da ogni terra e vi condurrò sul vostro suolo. Vi aspergerò con acqua pura e sarete purificati; io vi purificherò da tutte le vostre sozzure e da tutti i vostri idoli. Vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo, toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne. Porrò il mio spirito dentro di voi e vi farò vivere secondo i miei statuti e vi farò osservare e mettere in pratica le mie leggi. Abiterete nella terra che io diedi ai vostri padri; voi sarete il mio popolo e io sarò il vostro Dio.” Ogni frase è come una pietra miliare nel progetto di Dio. Mi pongo qui la grande domanda: permetterò a Dio di realizzare questo progetto in me?

Ecco delineati gli ambiti: mente, cuore e sensi; ed ecco delineate anche le azioni da compiere: tagliare e sradicare, purificare rinnovare, fare un trapianto di cuore.

Ma vorrei ricordare un’altra parola, importante nell’orizzonte di vita cristiana: la mediocrità. Basta leggere le sette lettere ai sette angeli delle sette Chiese, nei capitoli 2 e 3 dell’Apocalisse, in particolare la lettera all’Angelo della Chiesa di Laodicea, che “non è né caldo né freddo”: egli non compie nulla di grave, ma non è quello che il Signore si aspetta e si culla nella sua “aurea mediocrità”.

Prendiamone atto, ma non cadiamo nell’errore che S. Giacomo ci presenta nella sua Lettera in 1, 21-27: “Perciò, deposta ogni impurità e ogni resto di malizia, accogliete con docilità la parola che è stata seminata in voi e che può salvare le vostre anime. Siate di quelli che mettono in pratica la parola e non soltanto ascoltatori, illudendo voi stessi. Perché se uno ascolta soltanto e non mette in pratica la parola, somiglia a un uomo che osserva il proprio volto in uno specchio: appena si è osservato, se ne va, e subito dimentica come era. Chi invece fissa lo sguardo sulla legge perfetta, la legge della libertà, e le resta fedele, non come un ascoltatore smemorato ma come uno che la mette in pratica, questi troverà la sua felicità nel praticarla. Se qualcuno pensa di essere religioso, ma non frena la lingua e inganna così il suo cuore, la sua religione è vana. Una religione pura e senza macchia davanti a Dio nostro Padre è questa: soccorrere gli orfani e le vedove nelle loro afflizioni e conservarsi puri da questo mondo.”

Potrei indicare altri piste di riflessione (ad esempio Rom. 8,  tutto da leggere e da riflettere; oppure Gal. 5, 19-25), ma mi fermo qua perché ognuno possa esaminarsi, rendersi conto, prenderne atto e decidersi per una vera Conversione.

Vi benedico.

P. Armando

Fonte: M.L. Informazioni da Medjugorje