Maria a Medjugorje Message of July 2, 2015:Dear children, I am calling you to spread the faith in my Son - your faith. You, my children illuminated by the Holy Spirit, my apostles, transmit it to others - to those who do not believe, who do not know, who do not want to know - but for that you must pray a lot for the gift of love, because love is the mark of true faith - and you will be apostles of my love. Love always, anew, revives the pain and the joy of the Eucharist, it revives the pain of the Passion of my Son, by which He showed you what it means to love immeasurably; it revives the joy for having left you His body and blood to feed you with Himself - and in this way, to be one with you. Looking at you with tenderness, I feel immeasurable love which strengthens me in my desire to bring you to a firm faith. Firm faith will give you joy and happiness on earth and in the end the encounter with my Son. This is His desire. Therefore, live Him, live love, live the light that always illuminates you in the Eucharist. I implore you to pray a lot for your shepherds, to pray so as to have all the more love for them because my Son gave them to you to feed you with His body and to teach you love. Therefore, also you are to love them. But, my children, remember, love means to endure and to give, and never, ever to judge. Thank you.

Jelena Vasilj: La vera essenza dell'amore




L'amore è come la luce, ogni qualvolta proviamo a prenderla in mano essa ci sfugge. È una parola che sovente pende dalle nostre labbra, eppure spesso ci rende muti. Ci sembra così familiare, anche se, scoraggiati, quotidianamente non ne riconosciamo il volto. Possiamo osservare che il tempo in cui viviamo spesso ci presenta un tipo di amore che deve necessariamente essere ricco di energia emotiva, concentrato nelle numerose esperienze forti che, una volta terminate, ci buttano a terra e lasciano un vuoto ancora più profondo di prima; nonostante ciò qualcuno potrebbe dire: "Comunque meglio amare piuttosto che non amare". Tali esperienze, dato che le nostre passioni sono così invasive, di solito ignorano un progetto concepito quando ancora il tempo non c'era, quando il Padre generava il Figlio nel suo eterno progetto d'amore, che è lo Spirito Santo. Il Padre spirava l'amore verso il Figlio e il Figlio verso il Padre, e così crearono il mondo nella loro eterna danza d'amore. Quando parliamo d'amore, oppure amiamo, attingiamo alla fonte che è l'immagine stessa della Santissima Trinità scolpita nel cuore dell'uomo sin dalla creazione. Qualsiasi altro amore, se non è basato su questa immagine, recede molto facilmente in un'idolatria d'altri o di se stessi.

La prima caratteristica dell'amore infatti è la capacità di trascendere non solo se stessi, ma anche omnia facta (tutto il creato), e questo è un puro dono della fede. Il cuore umano infermo è in costante ascesa, spesso aggravato dall'amor proprio, quindi è in gemito e lotta per non ripiegarsi di nuovo su se stesso. Solo i puri vedono Dio. Oggi la virtù della purezza sembra tutta contraria all'amore; se ne parla come conseguenza di "famose" inibizioni, blocchi di cui bisogna liberarsi. Ma spesso anche tra i cristiani la purezza è interpretata come un optional, come se il corpo non fosse un santuario in cui abitiamo, o meglio, una casa che non deve essere ordinata. Ai primi direi che il vero blocco che ci portiamo dietro è la colpa storica che i nostri primi antenati ci hanno tramandato, finché Gesù di Nazareth non la prese sulle sue spalle: Egli consumò nel fuoco del suo amore, acceso con il legno della croce, la colpa di cui, comunque, soffriamo gli effetti. A noi dare il nostro fiat qui nel tempo per goderne il premio nell'eternità. Ai secondi direi, inoltre, che solo le virtù lavano il nostro cuore e che noi cristiani non possiamo vivere un dualismo di fede, come se il corpo appartenesse ad una realtà e lo spirito ad un'altra. E' chiaro quindi che l'amore è basato su una eterna verità ed è menzognero e confuso quando è ridotto ad un oscuro labirinto di emozioni umane. Le emozioni non sono sottovalutate nella concezione cristiana dell'amore. È vero infatti che il più grande gesto d'amore conosciuto dall'uomo è la passione di Gesù. Dobbiamo solo interrogarci sull'intensità della nostra oblazione; se siamo capaci di offrire le nostre primizie a Dio possiamo dire di essere figli di Abramo nella fede. Il desiderio d'amore è presente in ogni uomo, in quello cristiano e in quello non cristiano.

Diceva S. Agostino: "Desideravo solo amare ed essere amato". Naturalmente è un desiderio che si riferisce non ad un individuo qualsiasi, ma ad una persona che sappia amarci secondo il nostro cuore. La nostalgia che sentiamo nel cuore anche dopo avere raggiunto tutto quello che sembrava soddisfare il nostro "desiderare", indica che il guaio dell'uomo moderno non è il non volere amare, ma il non sapere chi amare, né dove può "riposare" il suo cuore. In questa condizione l'uomo è senza "patria" ed è destinato a vagare da un'esperienza all'altra. Magari noi cristiani potessimo essere segno di speranza per il mondo che non conosce la sua meta! La Madonna a Medjugorje dice che i non credenti sono quelli che non conoscono l'amore di Dio che, in realtà, è il vero oggetto di tutti i loro desideri. Sta a noi essere come Maria, puri e trasparenti dell'amore di Dio: lei è la Luna che prende tutta la sua luce dal Sole, che è Gesù.

Fonte: Eco di Medjugorje nr.156

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