Maria a Medjugorje

Messaggio del 2 settembre 2018:Cari figli, le mie parole sono semplici, ma sono colme di amore materno e sollecitudine. Figli miei, su di voi si addensano sempre più ombre di tenebra e d’illusione, ma io vi invito alla luce e alla verità: io vi invito a mio Figlio. Solo lui può trasformare la disperazione e la sofferenza in pace e serenità. Solo lui può dare speranza nei dolori più profondi. Mio Figlio è la vita del mondo. Quanto meglio lo conoscerete, quanto più vi avvicinerete a lui, tanto più lo amerete, perché mio Figlio è l’Amore. L’amore cambia ogni cosa, rende bellissimo anche ciò che, senza amore, vi pare insignificante. Perciò vi dico di nuovo che, se volete crescere spiritualmente, dovete amare molto. So, apostoli del mio amore, che non è sempre facile ma, figli miei, anche le vie dolorose sono strade che portano alla crescita spirituale, alla fede ed a mio Figlio. Figli miei, pregate! Pensate a mio Figlio. In ogni momento della giornata innalzate il vostro animo a lui. Io raccoglierò le vostre preghiere come fiori del giardino più bello e le donerò a mio Figlio. Siate autentici apostoli del mio amore, diffondete a tutti l’amore di mio Figlio. Siate i giardini del fiore più bello. Aiutate con la preghiera i vostri pastori, perché possano essere dei padri spirituali colmi d’amore verso tutti gli uomini. Vi ringrazio!

Padre René Laurentin: Bastano le commissioni per definire i fatti soprannaturali?

05/10/2003 - Visite: 1547
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A che punto sono i lavori della Commissione (per Civitavecchia)?

Egli ha risposto: Penso che non sia molto importante lo studio della commissione. Generalmente esse sono distruttive, composte da teologi molto razionali e prudenti, che spesso annientano anche ciò che è limpido e trasparente. Penso che per una commissione sia molto difficile riconoscere una apparizione, perché la conclusione non è mai certa, è sempre probabile. Allora la commissione conclude lo studio dichiarando che non c’è constatazione soprannaturale, la questione rimane aperta ma il giudizio è negativo. Non è importante il riconoscimento. Si veda il caso della Medaglia Miracolosa di Parigi, che non è mai stata riconosciuta ufficialmente, però il Papa vi si è recato, ha pregato con i vescovi e ha creduto. In questo modo il culto è continuato. Perciò il riconoscimento ufficiale non è fondamentale. Io consiglio ai vescovi di non cercare riconoscimenti, ma di guardare alla “pietas” del popolo. Se i frutti sono buoni e se la gente prega i vescovi non devono ostacolare, ma incoraggiare come ha fatto il vescovo di San Nicolas in Argentina che, pur rimanendo prudente, partecipava agli incontri di preghiera con il suo popolo e alludeva alle apparizioni, chiedendo alla gente di seguire i consigli celesti. Perciò ribadisco che non è importante il riconoscimento ufficiale.

D. Perché le persone hanno bisogno di segni, cioè di fenomeni che vadano oltre i misteri della fede?
R. Nelle chiese orientali ci sono molte iconi che portano in sé una funzione importante: aiutano ad entrare in contatto con la Vergine rappresentata. Dio è invisibile ma la gente cerca qualcosa di tangibile. La presenza dei miracoli aiuta pertanto a diventare più sensibili e a sviluppare la fede”.