Maria a Medjugorje

Messaggio del 25 agosto 2001: Cari figli, oggi vi invito tutti a decidervi per la santità. Figlioli, che la santità sia sempre al primo posto nei vostri pensieri e in ogni situazione, nel lavoro e nei discorsi. Così la metterete in pratica un po alla volta e passo per passo entrerà nella vostra famiglia la preghiera e la decisione per la santità. Siate veri con voi stessi e non legatevi alle cose materiali ma a Dio. E non dimenticate, figlioli, che la vostra vita è passeggera come un fiore. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

«Dio mi ha in-caricata di responsabilità grandi»

06/02/2021 - Visite: 749
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«Testimoniare l’amore di Dio – scrive Maria Gabriella Belotti nelle sue memorie – non era nel programma della mia vita, mi sono trovata coinvolta in un’esperienza che mi ha caricata di responsabilità». E questo è avvenuto tra gioie e speranze, lutti e dolori: dall’orfananza alla vedovanza, molto non è stato risparmiato a questa donna resa oggi apostola della grande speranza.


Il messaggio WhatsApp appare sul mio cellulare, ad un’ora non usuale e diceva: ”Ciao Roberto, torno in questo momento da Medjugorje, ho conosciuto una storia incredibile di conversione. Ti lascio il recapito telefonico contatta domani Maria Gabriella” Il giorno successivo chiamo la persona che mi era stata indicata, ci parlo lungamente per conoscere la sua storia. Rimango in attesa dei tre libri, che Gabriella ha scritto e che dice mi spedirà il giorno seguente. Pochi giorni dopo, leggo i tre libri e sono pronto per farmi raccontare la sua bellissima storia tramite questa intervista.

- Gabriella, sono rimasto colpito dalla frase con la quale inizi le tue testimonianze: “Testimoniare l’amore di Dio non era nel programma della mia vita, mi sono trovata coinvolta in un’esperienza che mi ha caricata di responsabilità.”

Si è vero, testimoniare l’amore di Dio, non era proprio nei miei piani. Tutti abbiamo una missione, la mia è quella del cuore e della testimonianza. Dio era per me inesistente, fino al giorno in cui Lui mi ha chiamato, in un istante il mio tutto divenne niente e Dio divenne mio Padre. Da atea a credente, da un cuore di pietra a un cuore di carne. Una responsabilità troppo grande, per una donna semplice, che non ha fatto studi.

- Raccontaci di te, della tua infanzia, in particolare dei tuoi genitori, che hanno formato la donna che ora sei.

Mi chiamo Maria Gabriella Belotti e vivo in un piccolo paese della provincia di Bergamo. Mio padre dopo la sua nascita, venne abbandonato in un collegio. Fin da bambino il suo desiderio era diventare sacerdote, andò in Africa ad aiutare i lebbrosi. Mio padre dopo aver conosciuto quella che diventerà poi sua moglie, decise di lasciare il seminario; la sua aspirazione al sacerdozio svanì e decise di formare una famiglia. Ebbero sei figlie femmine, due morirono nel nascere, io sono l’ultima. Mio padre non amava la ricchezza, si accontentava del necessario per vivere, la sua vocazione era ancora nelle sue vene. Vivevamo in due umili stanze senza riscaldamento, noi quattro figlie dormivamo in un letto matrimoniale.

- Mi hai raccontato, che tuo padre cerco di realizzare il grande sogno della sua vita, quello di costruire una casa più grande per tutti voi. Questo fu un periodo, di intenso lavoro per tuo padre ma che coincise con un evento infausto.
Ho passato l’infanzia con poco, ma sicuramente c’era tanto di quell’amore da poter vivere qualsiasi privazione con gioia e serenità. Papà aveva conosciuto la guerra, la fame, si costruiva tutto da solo, decise così, di costruire anche la casa dei suoi sogni. Andava nelle cave a prendere gli scarti dei costruttori e con quelli costruiva la sua, la nostra casa. Costruiva quella casa con l’unico mezzo che aveva, la forza dell’amore. La sera del 4 ottobre 1966, il giorno di San Francesco, con mia madre andammo al cantiere dove lavorava mio padre, per salutarlo. Mia madre mi aveva lasciata seduta sulla moto appoggiata alla recinzione di casa. All’improvviso vide un’auto uscire dalla strada puntando la direttiva verso di me. Mi madre non si fece prendere dalla paura, corse verso me, mi afferrò e con uno slancio mi allontanò dall’auto che mi avrebbe travolta, ma lei non riuscì a salvarsi. Morì sul colpo sacrificando la sua vita per la mia, aveva solo 41 anni.

- A soli 5 anni diventi orfana di madre, la tua infanzia, fu certo piena di sofferenze. Mi hai raccontato che entrasti in collegio, una scelta sofferta da parte di tuo padre.
Papà dovette sacrificarci e sacrificarsi, il collegio divenne la mia seconda casa. Imparai a conoscere un papà che mi accompagnava al collegio ogni lunedì per venire a prendermi il sabato. Tutto questo aumentò in me il desiderio di avere una famiglia, come quella che avevo conosciuto e che ora mi mancava tanto. Mi innamorai di un uomo, volevo costruire in fretta la mia famiglia. Mi sposai a 20 anni contro il volere di mio padre che aveva predetto il mio divorzio. Dopo 8 mesi dal mio matrimonio, mio padre muore nelle mie braccia, colto da infarto.

- A soli 20 anni, la vita ti aveva già dato prove molto dure. Per affrontarle si deve avere molta fede, ma ho letto che invece ti ribellasti, in maniera molto forte a Dio, vero?
Si mi arrabbiai molto con Dio. Gli dicevo: “Se tu ci sei, sei un Dio cattivo”. Presi della terra e coprii con questa, una statua della Madonna e quella di Gesù, che erano in una piccola grotta, nella nostra casa. Presi anche tutti gli oggetti religiosi che avevamo e li buttai nella spazzatura. Ignara dell’esistenza del male e del demonio, gli aprii la porta della mia vita. Divorziai da mio marito e imparai ad amare solo il lavoro e soprattutto il denaro.

- Prove, sofferenze e delusioni, la vita ti aveva provata, poi però incontri Roberto e inizia un periodo felice.
Nel 2000, dopo 11 anni che vivevo da sola, incontrai Roberto, era venuto a Bergamo, dopo la separazione con la moglie. Compresi subito che eravamo fatti l’uno per l’altra, lui voleva la famiglia e io altrettanto. Mi diagnosticarono un tumore all’utero, che non potei curare a causa una gravidanza in corso. Presi una decisione grave, incoraggiata anche dal fatto che la legge lo permetteva, di affidare mio figlio alla legge 194, convinta che fossero solo cellule. Poi mi curai, ma non potei più avere figli. Inconsapevolmente con quel folle gesto mi sono giocata, la mia anima, la mia generazione e la vita di mio figlio. Raggiunsi questa consapevolezza solo dopo la mia conversione. Nel Giugno 2007 ci sposammo civilmente. Non avevo ascoltato la richiesta di Roberto per annullare i nostri precedenti per sposarci in Chiesa. La mia favola si era avverata, avevamo tutto: una bella casa, un ottima posizione lavorativa, il nostro cane e il nostro amore.

- La bella favola però svanisce nell’autunno del 2008, a soli 18 mesi dal vostro matrimonio, Roberto muore in un incidente d’auto.
Sì, mio marito Roberto muore a soli 37 anni. Provai un dolore che non sapevo neanche potesse esistere. Nella mia testa c‘era un solo il pensiero: il suicidio, che tentai più volte. Ero disperata, e tutto il mondo mi sembra cadesse su di me, persi il lavoro, la casa al mare, era la fine di tutto quanto avevo costruito nella mia vita. Ero rimasta sola con Dio, ma non lo conoscevo. Il Signore cercava in tutti i modi di farsi conoscere da me. Decisi di partire per la Sardegna dando addio all’ultimo sogno con Roberto: la nostra casa. Ero partita dall’aeroporto di Bergamo, entrando in un edicola, venni attratta dalla copertina di un libro, c’era la foto di un uomo che non conoscevo con una bambina fra le braccia, mi ricordava una foto che avevo con mio padre. Presi fra le mani il libro, aprii la prima pagina e c’era scritto “... Torino dicembre 2008 ... “ e Roberto era morto a dicembre 2008, parlava della Madonna a Medjugorje, argomento che allora non mi interessava. Giunta in Sardegna mi recai alla nostra casa per appendere il cartello vendesi.

- Poi Maria e Medjugorje entrarono prepotentemente nella tua vita, questa vu la tua salvezza, raccontaci come sei venuta a conoscenza delle apparizioni della Gospa a Medjugorje?
Una sera ad Olbia mi trovai, come se fossi stata guidata, davanti ad un evento legato alla Madonna di Medjugorje, un incontro testimonianza. Per curiosità entrai a vedere, sul palco c’era l’uomo che avevo visto sulla copertina del libro, un noto giornalista convertito a Medjugorje.
Mi avvicinai ad una persona che non conoscevo, raccontai in breve la mia storia. Mi disse che la Madonna mi chiamava a Medjugorje. Feci una risata, figurarsi se la Madonna esiste e vuole chiamare me. Credevo di avere a che fare con dei pazzi, lasciai quel luogo e mi recai all’hotel dove alloggiavo. Decisi però di partire per Medjugorje, nella Pasqua 2011, senza minimamente sapere cosa accadeva in quella terra. Arrivata ai piedi della collina delle apparizioni, guardai quella salita di pietre come se qualcuno mi chiamasse, sentivo un forte richiamo verso la cima. Tra le mani tenevo la corona del rosario, che avevo acquistato solo perché la vedevo nelle mani di tutti. Credevo che servisse per salire la collina! Ero quasi vicino alla statua della Madonna quando venni attratta da una sagoma a forma di cuore nella terra, sentii una voce dentro di me, che mi diceva:“E’per te”. Poi come una forza estranea, afferrò la mia mano accompagnandola ad estrarre dalla terra una pietra a forma di cuore. Vi era raffigurato un’animale, scoprirò solo dopo che era un agnello. Mentre stringevo al petto quella pietra a forma di cuore, venni colta all’improvviso da un forte sonno, volevo muovermi, ma i miei arti erano paralizzati, mi abbandonai a quel sonno, per diversi minuti. Non era il riposo dello spirito. Al risveglio, guardai la statua della Madonna e per la prima volta nella mia vita piegai le ginocchia a lei. La sentivo viva nel cuore. Dopo trent’anni, iniziai a pregare le mie Ave Maria, mi sentivo amata, consolata, avevo pace nel cuore e una gioia immediata. Non avrei voluto più scendere da quella collina.

- Dopo il primo pellegrinaggio a Medjugorje, sei tornata a nuova vita. E’ iniziato per te un cammino di conversione. Raccontaci cosa è successo dopo quel tuo primo viaggio dalla Gospa.
Tornata a casa, mi recai al cimitero a trovare Roberto. Ero davanti alla sua tomba mentre scoprivo l’inesistenza di un dolore che mi stava strappando l’anima. Era come se volesse dirmi:”Ce l’hai fatta siamo ancora insieme”. Presi la consapevolezza dell’esistenza di Dio e dell’anima. Sentivo la gioia di Roberto nel mio cuore, un emozione unica e che non posso descrivere. Iniziai ad andare a messa al mattino e alla sera, recitavo rosari sopra rosari e più pregavo più ero felice. Dopo aver trascorso tutta la mia vita senza Eucarestia, ricevetti Gesù la mia prima volta nella chiesetta di San Felice del mio paese. Fu un’emozione che mi fa ancora piangere di gioia. Sentii Gesù entrare nel mio cuore e rimase con me tutti i giorni. Non sapevo più come vestirmi, scappavo davanti alle mie abitudini, non ero più la stessa, anche i miei non mi riconoscevano più. Ma volevo conoscere l’autore di tutto questo. Iniziai a viaggiare alla ricerca della verità su cosa era accaduto alla mia vita. Bergamo, Sardegna e Medjugorje erano i luoghi per ritrovarci nel cuore. Un itinerario che ha formato un cuore anche nella cartina geografica pubblicata sul mio terzo libro “Soffio d’amore su di me”. Attraverso i dieci comandamenti vidi lo specchio della mia anima. Mi resi conto della salvezza che Dio mi stava dando

- Mi hai raccontato che sei riuscita a confessare il tuo aborto, liberandoti di un fardello che ti portavi da anni.
Si è vero. Mi confessai dall’aborto liberando la mia anima dal male. Diedi a mio figlio il Battesimo Spirituale dei bambini non nati, dandogli anche un nome. Capii che non ero sposata con Roberto davanti a Dio. Compresi che era nostro figlio a tenere unito me e Roberto. Eravamo suoi genitori e quel Battesimo lo aveva integrato a noi. Chiesi l’annullamento del mio primo matrimonio, che mi fu concesso. Dio mi fece vedere la sua Paternità nei nostri confronti attraverso le sue opere. Diventai piccola e Dio divenne mio Padre. Cosa era accaduto alla mia vita per trasformarsi in un attimo? Ma soprattutto chi era l’autore di tutto questo? Dio mi fece un regalo e si fece riconoscere dando senso a tutto quanto accaduto sulla collina della apparizioni, il Podbrdo a Medjugorje. La chiave di tutto era nella Bibbia che imparai a leggere fra un viaggio e l’altro, aprendo i miei occhi oltre il limite terreno. Ero pronta per conoscere la verità che cercavo da anni.

- Mi hai raccontato che quando trovasti quella pietra a forma di cuore, sulla collina delle apparizioni, per te fu un grande segno.
“Vi darò un cuore nuovo e metterò dentro di voi uno spirito nuovo, toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne, camminerete seguendo le mie leggi”. Ero scesa da quella collina delle apparizioni completamente trasformata, con un cuore di carne, seguendo le leggi Dio. Quella pietra a forma di cuore che avevo trovato sulla collina e che mostrava il disegno dell’agnello, era la prova messa nelle mie mani: Gesù che firmava quest’opera. Era il mio cuore di pietra e l’agnello era Gesù. Tutto ora mi era chiaro. Dio ha scritto i dieci comandamenti sulla pietra, ha fondato la sua Chiesa sulla pietra. Migliaia di persone hanno cambiato vita sulle pietre di Medjugorje. Molti pellegrini, andando li sono tornati a vivere i sacramenti. E’ sulla pietra che Dio compie grandi opere. La mia storia è nata da una pietra a Forma di cuore e su quella pietra c’era tutta la mia nuova vita. Chi se non Dio può fare questo? Ero chiamata a questo: vedere oltre, vivere, scrivere e testimoniare. Il primo gennaio di quest’anno sul monte Krizevac, ho avuto un’esperienza incredibile. Dio mi fece vedere dov’era Roberto. Ci siamo salutati ai piedi della Croce, quella Croce che ha salvato le nostre anime e ci preparati ad un incontro speciale.  Io e Roberto ci siamo amati al punto tale da cercarci anche dopo la morte, per rimanere insieme per sempre. La fede era il nostro domani. Non avevo bisogno del suicidio, come tante volte ho desiderato, ma dovevo purificarmi. Il Signore non mi diede soldi per rifarmi la vita, ma mi ha donato delle pietre a forma di cuore, per liberare i miei occhi accecati dal male. La Grazia per imparare a camminare con Lui, annunciando che Gesù è sempre con noi.

- Grazie Gabriella per la tua testimonianza, puoi ricordarci i titoli dei tuoi libri.

Tutti e tre si possono acquistare one-line, su sito ibs.it Il primo si intitola “Tu sei qui!!!”. Editrice Future Media, il secondo, “Salva il tuo cuore e lasciati amare”, infine il terzo “Soffio d’amore su di me” .

Fonte: La Croce Quotidano - 27 aprile 2016