Maria a Medjugorje

Messaggio del 2 aprile 2014:Cari figli, con materno amore desidero aiutarvi affinché la vostra vita di preghiera e di penitenza sia un vero tentativo di avvicinamento a mio Figlio e alla sua luce divina, affinché sappiate distaccarvi dal peccato. Ogni preghiera, ogni Messa ed ogni digiuno sono un tentativo di avvicinamento a mio Figlio, un rimando alla sua gloria e un rifugio dal peccato. Sono la via ad una nuova unione tra il Padre buono ed i suoi figli. Perciò, cari figli miei, con cuore aperto e pieno d’amore invocate il nome del Padre Celeste, affinché vi illumini con lo Spirito Santo. Per mezzo dello Spirito Santo, diventerete una sorgente dell’amore di Dio: a quella sorgente berranno tutti coloro che non conoscono mio Figlio, tutti gli assetati dell’amore e della pace di mio Figlio. Vi ringrazio! Pregate per i vostri pastori. Io prego per loro e desidero che sentano sempre la benedizione delle mie mani materne ed il sostegno del mio Cuore materno.

Testimonianza di fratel Michael - Oasi della Pace

20/12/2021 - Visite: 239
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Buongiorno a tutti.
Benvenuti nella nostra comunità mariana Oasi della Pace. Mi chiamo fratel Michael. Come sentite dall’accento non sono italiano, bensì tedesco.
Iniziamo con un Padre Nostro.

La nostra comunità è nata in Italia nella zona di Vicenza, a Priabona. E’ nata nel 1987. Ventinove anni fa. Ma l’impulso viene da Medjugorje.
Il nostro fondatore si chiama padre Gianni Sgreva, passionista. Lui è venuto qui un paio di anni prima. Ha conosciuto i veggenti. Veniva qui con un pò di giovani e di alcuni ne era anche il padre spirituale.
Un giorno la veggente Marija gli dice: “Ho un messaggio privato che la Madonna mi ha dato per te”. Veniva chiesto a padre Gianni di fondare una comunità che riflettesse la spiritualità di Medjugorje.
Egli non si aspettava una cosa del genere ed era un pò scettico sulla faccenda. Si è rivolto ad una persona che conosceva bene l’italiano e il croato e si è fatto tradurre il messaggio.
Egli era alla guida di tanti giovani che erano desiderosi di donare la propria vita a Dio.
Si è accorto che i segni c’erano e quindi ha deciso di fondare questa comunità.

Siamo una comunità mista: maschi e femmine. Abbiamo tre stati di vita: i sacerdoti, i fratelli laici - consacrati, ma non preti - e suore. Siamo un’ottantina di consacrati in tutto il mondo.
Abbiamo 4 case in Italia, due in Brasile, una in Camerun e questa a Medjugorje. Nella casa madre a Priabona in questo momento non c’è una comunità che ci vive. Ci sono sempre incontri mensili di coppie aggregate alla nostra comunità. Si incontrano lì una volta al mese per catechesi, adorazione e santa Messa. Abbiamo anche famiglie aggregate vicino a Roma, a Iesi e vicino a Foggia.

Noi siamo una comunità contemplativa, ma non di clausura. Contemplativa significa che il centro della nostra vita è la preghiera, non stiamo davanti al Tabernacolo 24 ore al giorno. Proprio perchè siamo contemplativi abbiamo il Breviario monastico. Questo prevede più salmi. Quello romano ne ha tre per le lodi, tre per i vespri e tre per l’ora media. Noi ne abbiamo di più. Abbiamo anche due cori, uno maschile e uno femminile, per cantare i salmi.

Dove è possibile abbiamo l’adorazione Eucaristica 24 ore al giorno. Gesù è sempre esposto nelle nostre cappelle per essere adorato. Ci si da il cambio ora per ora. Uno di voi mi ha chiesto se qui abbiamo Gesù esposto. No. Lasciamo il Tabernacolo aperto per far capire che non c’è Gesù dentro. Lo abbiamo avuto fino al 2009. Dopo il Vescovo di Mostar ce Lo ha proibito. Non solo a noi. Tutte le comunità, tranne i Francescani, non dovrebbero avere il Santissimo in casa. Queste sono le direttive del Vescovo di Mostar. Lui non crede a Medjugorje.
I veggenti dicono che in 35 anni il Vescovo non ha mai parlato con loro direttamente. Questo significa che non è interessato per niente alla questione. Non fa neanche lo sforzo di indagare. Forse lo fa di dietro, ma non direttamente con la gente o chiedendo ai pellegrini l’esperienza che fanno.

La nostra vita si svolge dentro e intorno alle nostre case. Non abbiamo scuole o asili. Tre o quattro volte l’anno facciamo le missioni in Italia. Un parroco ci chiama e facciamo la missione nella sua parrocchia per una settimana. Aiutiamo anche i preti per fare le Messe domenicali o veniamo chiamati da varie parti per predicare gli esercizi spirituali.

Ogni casa ha le sue particolarità. In Brasile e in Africa ci dedichiamo ai poveri. Nella casa in Camerun uno dei nostri fratelli guida un pullmino e và a raccogliere tutti i bambini che si recano a scuola. Collaboriamo con un’associazione che fa adozioni a distanza per i bambini. Sia in Africa che in Brasile siamo noi che dobbiamo controllare che i soldi vadano a destinazione per la scuola, per il mangiare e per i vestiti, secondo le direttive.
Qui siamo impegnati con i pellegrini che vengono.

Da noi vengono anche persone che cercano un tempo di riflessione. Da un pò di anni abbiamo un’iniziativa per i giovani chiamata “Tre mesi per me”. Vengono i giovani che non sanno cosa fare della propria vita. Non sono sicuri della loro scelta. Vogliono capire se devono sposarsi, abbracciare la vita religiosa o solamente vogliono staccarsi per un attimo dalla famiglia per lasciarsi ispirare. Offriamo almeno tre volte all’anno questa possibilità.

Noi siamo qui presenti dal 1990. Abbiamo acquistato questo terreno e abbiamo cominciato in modo graduale. I nostri fratelli e le nostre sorelle fino al 1994 hanno vissuto nelle roulotte. Sia col caldo che con il freddo. Qui può diventare molto freddo in inverno con neve alta mezzo metro. Hanno avuto coraggio.
Sono rimasti qui anche durante la guerra. Erano solamente in due, ma volevano restare in questo luogo benedetto.
Nel 95 abbiamo ricevuto da benefattori austriaci tre case in legno. Erano qui fino al 2000 quando abbiamo cominciato a costruire la nuova casa che è stata completata nel 2009.

Noi siamo una comunità religiosa e fino ad ora abbiamo solamente l’approvazione del Vescovo locale. Cerchiamo di avere quella del Vaticano, ma è difficile. Il nostro capo qui a Medjugorje è il Vescovo. Egli ci ha fatto chiudere questa comunità. Non abbiamo abbandonato la casa, ma sono rimaste presenti due sorelle. Non abbiamo più potuto fare accoglienza per 4 anni. Da due anni abbiamo ricominciato ad accogliere i pellegrini.

C’è stata una commissione a Medjugorje che ha fatto delle ricerche. Hanno fatto delle indagini e consegnato il materiale al Vaticano. Aspettiamo impazientemente che il Papa si pronunci su Medjugorje. Speriamo quest’anno. Se ci sarà un pronunciamento positivo il Vescovo di Mostar non avrà più niente da dire. Viene tutto gestito direttamente dal Vaticano.
Così le comunità religiose come i Figli del Divino Amore, le Beatitudini, noi,il Cenacolo saremmo un pò più liberi di gestire le nostre attività e potremmo di nuovo avere il Santissimo in casa.

Abbiamo tre ministeri nella nostra comunità. La prima cosa è l’accoglienza. Sia dei pellegrini che delle persone che vogliono venire a vivere con noi per un periodo. Accoglienza anche dei consacrati. Accogliamo tutti con le loro fragilità e debolezze.

L’espiazione.
Il nostro fondatore ci ha scritto una lettera e ci ha detto che a noi consacrati è chiesto di espiare un pò per il male del mondo. Conoscete benissimo le cose che non vanno bene: violenza, guerra, discordie… A noi viene chiesto di espiare prima di tutto con la donazione totale della nostra vita. Dopodichè c’è la preghiera e in terzo luogo piccoli sacrifici. Ognuno di noi fa piccoli sacrifici ogni giorno. Non andiamo dal superiore e diciamo: “Oggi voglio espiare per la guerra in Siria e per un giorno non voglio mangiare”. Non è questo. Piuttosto sono piccole cose che si fanno nel silenzio. Nessuno conosce questi sacrifici. Ad esempio uno potrebbe essere accusato di un fatto che non si è compiuto. Manca una scopa nell’armadio e viene una consorella e mi dice “Fratel Michael, hai preso tu la scopa? Sono sicura che ce l’hai tu. Ti ho visto dieci minuti fa con la scopa!” Io non ce l’avevo, perchè dieci minuti fa ero da un’altra parte. Forse mi ha scambiato per un altro fratello. Invece di iniziare a litigare sto zitto e dico: “Signore, Ti offro questa sofferenza. Non ho fatto niente”. Comunque cerco di rimanere in pace.
E’ un esempio stupido, ma serve per capire che si tratta di cose piccole.

A volte gli amici che vengono e ci vogliono bene pensano: “Questo fratello ha bisogno di sandali”. Secondo me, invece, vanno ancora bene. Sono un pò rovinati, ma vanno ancora bene mezz’anno. “Tieni pure i soldi. Non li voglio”. Così faccio una piccola rinuncia.
I familiari chiamano e domandano: “Di cosa hai bisogno?” “Senti, qui in comunità c’è tutto”. Invece di dire “avrei bisogno di un nuovo telefonino” faccio una piccola rinuncia.

La terza cosa è l’intercessione. In questa casa, come nelle altre, chiamano veramente ogni giorno a chiedere preghiere per se stessi, per i familiari, per i malati… A noi viene chiesto di intercedere per loro davanti alla Madonna e davanti al Signore.  La Madonna è la più forte Mediatrice. Attraverso di Lei arriviamo a Dio.

Noi abbiamo anche un quarto voto. Come consacrati abbiamo povertà, castità e obbedienza, ma abbiamo anche quello di intercedere per la pace. Questo lo facciamo ogni giorno, pregando per la pace, perchè essa è un dono di Dio. Non è un accordo tra Paesi o un armistizio. La vera pace viene da Dio e deve essere rinnovata ogni giorno.


d: Tra le rinunce avete anche internet e la televisione?

R: non abbiamo la televisione. Abbiamo internet e il computer. Alcuni di noi studiano. e alcuni lo usano per stare in contatto con i familiari. Due terzi di noi sono italiani e un terzo dal resto del mondo: Giamaica, Francia, Brasile, Svizzera, Panama, Spagna, Germania, Nuova Zelanda.
Il computer, come anche la televisione, può essere anche un pericolo. Si può andare anche a vedere cose di ogni genere. Quindi internet viene usato solo per il necessario.


Questo sulla comunità. Adesso parliamo del crocifisso. Vengono tanti pellegrini a vedere questo crocifisso. Gira la voce che c’è questo crocifisso particolare nella nostra comunità.

Tante volte si sentono voci sbagliate che dicono che questo è un crocifisso miracoloso. E’ miracoloso, ma non nel senso che si intende di solito. Le persone pensano che se lo toccano vengono guarite. Non è così. Questo non è vero. E’ miracoloso perchè ci sono state parecchie conversioni. Molti ci hanno detto: “Siamo stati toccati profondamente nel vedere questo crocifisso”.

Questa era anche l’intenzione dell’artista: chi guarda questo crocifisso si sente toccato. Spesso suscita compassione dentro di noi.

Ho visto con i miei occhi persone che vengono e piangono a lungo. Bisogna ringraziare veramente l’artista, perchè è riuscito a fare un’opera che rappresenta realmente il dolore di Cristo in croce.
Lui è olandese. Dico un attimo dove ha preso le fonti. Prima non aveva mai fatto un’opera di questo genere. Prima di iniziare ha fatto una ricerca. Ha letto diversi libri e in modo particolare quelli della mistica italiana Maria Valtorta che ha scritto i dieci libri chiamati “Il poema dell’Uomo Dio”. In questi descrive tutta la vita di Gesù e in uno la passione, morte e resurrezione. Il secondo libro da cui ha attinto è quello della mistica tedesca Katarina Emmerik. Mel Gibson nel film The Passion ha preso tanto dagli scritti di Katarina Emmerik.

Da questi scritti possiamo vedere qui a destra il chiodo nel polso. Le mistiche hanno visto questo nelle loro visioni, ma ci è stato anche confermato dalle ricerche storiche. Sembra che i romani abbiano sempre inchiodato i malfattori nei polsi, perchè dicono che inchiodando nel palmo il corpo non viene retto sulla croce. Le mistiche dicono che hanno visto i soldati che hanno tirato fortemente il braccio di Gesù. Si sa che i buchi per crocifiggere erano già fatti nel legno. Lo hanno crocifisso ad un polso, ma quando sono arrivati dall’altra parte hanno visto che il polso non coincideva con il buco preparato. Hanno tirato e si è arrivati fino al palmo. Questa è la spiegazione per cui l’artista ha messo un chiodo in quella posizione.

Si vedono tanti segni della flagellazione. Anche nel film di Mel Gibson The Passion si vedono scene molto crudeli, dove Gesù viene flagellato da tutti i lati. Ma il film a quell’epoca non c’era ancora.
Si vede anche la particolarità dell’apertura sulla sinistra. Questo lo ha preso dalla Valtorta. Di solito si vede l’apertura sul costato sul fianco destro. Non si contraddicono le mistiche Katarina Emmerik e Maria Valtorta, ma una spiega una cosa che l’altra non fa. Probabilmente per avere uno sguardo più completo bisogna leggere diverse mistiche che hanno avuto visioni sulla passione e mettere insieme. Tutte e due parlano dell’apertura a sinistra, ma la Emmerik dice che la lancia attraversa tutto il corpo e esce a destra. Non è sbagliato se c’è l’apertura a destra come c’è da oltre 1500 anni, quando hanno cominciato a rappresentare il Signore sulla croce.

I capelli sono molto biondi e non castani, come ci si potrebbe aspettare. Gli occhi sono blu chiari. Queste cose sono descritte dalla Valtorta.

d: Posso chiedere qualcosa riguardo al colore della pelle? Perchè è nera?

R: Il colore dipende dal materiale. E’ di cauciù.
Io sono qui da tre anni e ho visto che il colore si è scurito. Prima era più chiaro. Secondo me dipende dall’umidità e dal calore che influiscono sul materiale. In estate si arriva anche a 40 gradi.
Non possiamo fare tanto. Ci hanno suggerito di sbiancare un pò. Questo sarebbe ancora più forte, perchè il colore bianco vuol dire che la morte è vicina. Ma anch’io direi che è bene lasciare così. Anche se è un pò più scuro. Magari tra dieci anni lo sarà ancora di più.

Adesso qualcosa di spirituale.

Nella Bibbia, nelle lettere di san Paolo, si trova questa frase: “Gesù è morto per i nostri peccati ed è resuscitato per la nostra giustificazione”. Gesù ha offerto la Sua Vita per noi. Lui sapeva benissimo a cosa sarebbe andato incontro: passione, morte e resurrezione. Il Padre voleva così perdonarci e donare a noi tutto il Suo Amore. Qui vediamo la massima manifestazione dell’Amore di Dio per noi. Sembra una cosa contradditoria, ma non è così. E’ una manifestazione dell’Amore di Dio per noi. Questo non dobbiamo mai dimenticarlo.

Come abbiamo detto alcune persone si commuovono profondamente qui. Non ne conosco tutte le ragioni. Questo lo sa solo la persona stessa. Alcuni sono stati battezzati e cresimati, ma non hanno seguito il Signore. Si sono lasciati andare e hanno dimenticato Gesù. Questa è una causa del pianto.

Tutti noi che siamo battezzati e cresimati siamo debitori a Dio. Tutta l’umanità, anche i non battezzati. Gesù è morto per tutti anche per i non cristiani. Quando qualcuno si commuove davanti a questo crocifisso io sono sicuro che, in qualche modo, quella persona realizza: “Io sono debitore. Non ho fatto quello che dovevo fare. Devo ricambiare l’Amore ricevuto da Dio Padre attraverso il Figlio. Amore che ho ricevuto nel Battesimo, nella Cresima e ricevo anche durante le Celebrazioni Eucaristiche”.

Siamo debitori, ma di cosa? Il Signore ci ha salvati. Con la Sua morte ci ha tolto i peccati, ha sconfitto la morte e nella Resurrezione ci ha riconciliati con il Padre. Ci ha dato la possibilità di salvezza. Questi sono debiti che abbiamo.
Anche noi consacrati non siamo sempre coscienti di queste cose, ma dobbiamo diventarlo.

Qualcuno dice che non si sente obbligato ad andare a Messa, a confessarsi o di attenersi ai 5 punti che chiede la Madonna: confessarsi, Eucaristia, lettura della Bibbia, digiuno e pregare. Non si sentono in alcun modo “obbligati”. Ma queste sono tutte cose che ci aiutano a camminare con il Signore, a fare la Sua Volontà, ad amarLo di più.
Spesso siamo pigri e non coscenti dei doni che il Signore ci ha dato.

Alcuni pensano anche: “Io sono battezzato e cresimato: tutto a posto!” E’ come se io da consacrato dicessi: “Sono consacrato e quindi il mio posto in Paradiso è già assicurato!” Non è vero. Nessun cristiano può dire: “Sono battezzato e cresimato e questo mi basta. Non faccio altro. Sì, ho ricevuto questi doni e adesso è tutto a posto”. Non è vero. Perchè i doni che il Signore ci da attraverso la Sua morte e Resurrezione si possono sciupare. Possono essere lì in attesa, ma non crescono e non sono efficaci. All’inizio erano, invece, certamente efficaci. Il Battesimo ci da una nuova vita, ma questa nuova vita deve crescere. Come un neonato: deve crescere.
Nel Battesimo e nella Cresima riceviamo lo Spirito Santo e sapete cosa fa in noi? Ci fa diventare divini. Se una persona rimane senza Battesimo vive una vita naturale, ma con il Battesimo entra una vita divina. E’ una nuova vita. E’ un uomo nuovo che deve crescere. Se noi non preghiamo, partecipiamo alla santa Messa, leggiamo la Sua Parola, non crescerà efficacemente. Non si potranno nemmeno mantenere questi doni come il Signore desidera da noi.
Questa è una cosa importante da dire.

Davanti a questo crocifisso siamo colpiti dall’arte, ma dobbiamo essere riconoscenti di quello che il Signore ci ha dato attraverso la Sua morte e Resurrezione. Ci viene chiesto di riconoscere questi doni e farli crescere.
Siamo diventati divini. Chi vuole far sì che la sua vita divina cresca deve mangiare cibo divino. Nell’Eucaristia riceviamo questo cibo divino. Per farlo lavorare dentro di noi ci vuole una vita conforme con la preghiera, la Confessione e dobbiamo aprire il cuore. Ci vuole la preghiera, affinchè il cuore si apra. Ci vuole la conoscenza del Signore. Per questo bisogna leggere la Bibbia e in particolare i Vangeli. Dobbiamo conoscere meglio Gesù, amarLo di più e credere di più in Lui.

Anche il digiuno è un mezzo per aprire il cuore e per essere più sensibili alle cose divine. Qui la Madonna ci chiede due giorni di digiuno alla settimana. E’ una cosa non facile neanche per noi. Noi lo abbiamo messo nella Regola. I “5 sassi” sono il centro della nostra Regola.
Sappiamo benissimo che non è facile, sopratutto per qualcuno che ha un lavoro pesante.
I veggenti quando fanno qui le testimonianze dicono che bisogna iniziare con qualcosa di piccolo e non fare subito mercoledì e venerdì a pane e acqua. Qualcuno può iniziare con la rinuncia in questi due giorni a mangiare la carne. Si può andare avanti così mezzo anno e poi si può cominciare a rinunciare ad un pasto. Gradualmente si può fare sempre di più. C’è qualcun’altro, invece, che deve fermarsi, perchè il lavoro non permette di più.

Il digiuno si può allargare anche ad altre cose. Ad esempio alla chiacchiera, alle parole inutili, alle lamentele. In questi giorni posso essere più attento alle cose spirituali. Oggi è mercoledì; cerco di non litigare con i familiari o al lavoro.
Così si inizia. Poi si può fare un passo ulteriore.

La stessa cosa è con la preghiera.

Si inizia con una preghiera al giorno. Alla mattina quando ci si alza o la sera quando si và a letto, ma almeno qualcosa. Ricordiamoci durante la giornata del Signore.
Cerchiamo di santificare la vita quotidiana.
Più viviamo in modo cristiano, rivolti verso il Signore, e più riceviamo grazie.
Quando il Signore vede il nostro sforzo le grazie sono più frequenti.

Fonte: ML Informazioni da Medjugorje