Maria a Medjugorje

Messaggio del 14 marzo 1985:Cari figli, nella vostra vita tutti avete sperimentato la luce e le tenebre. Dio concede a ogni uomo di conoscere il bene e il male. Io vi invito alla luce, che voi dovete portare agli uomini che vivono nelle tenebre. Ogni giorno nelle vostre case giungono persone che sono nelle tenebre. Cari figli, donate loro la luce. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

Venuti dall'aldilà: «Vi aspetto in cielo»

05/01/2005 - Visite: 2009
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Mentre san Paolo della Croce moriva (1775), la sua penitente, Rosa Calabresi pregava a Cerveteri, ritirata nella sua camera. Era tutta assorta in preghiera, quando all'improvviso vide la camera rischiarata da una luce straordinaria in mezzo alla quale stava un uomo sollevato in aria, vestito con abiti sacerdotali e così risplendente che non si poteva fissare. La chiamò tre volte: Rosa..., ma la giovane, temendo che si trattasse di qualche illusione diabolica, non rispose. Allora la persona che vedeva in mezzo alla luce disse espressamente: «Io sono il padre Paolo; sono venuto a portarti la nuova che sono morto poco fa e adesso vado in cielo a godere Iddio..., a rivederci in Paradiso».

Rosa gli disse che pregasse Iddio affinché anch'essa fosse fatta degna di andare a goderlo in cielo. E la visione disparve. La mattina seguente ecco una lettera del padre Ignazio, suo nuovo direttore, che le dava l'avviso del beato transito di san Paolo della Croce. La buona figliola, per quello che già sapeva, non provò nessun dispiacere. Inutile ormai pregare per lui; pure, per mantenere una promessa che gli aveva fatto durante le conferenze spirituali, corse in chiesa e incominciò la Via Crucis. Arrivata alla terza stazione, vede una grande luce e in mezzo a essa il Servo di Dio vestito non da passionista, «ma con un bel manto bianco e rosso, circondato e corteggiato da una grande moltitudine di angeli». Si meravigliò di vederlo vestito in quell'insolita forma, e gli domandò che significasse. E il Santo direttore: «Questo è il simbolo della illibata mia purità e dell'ardente carità, virtù da me tanto amate e praticate in vita, e perché sono stato martire della penitenza e dei patimenti». Dettole di applicare quella Via Crucis in suffragio delle anime del Purgatorio, la lasciò dopo averle rivolto queste precise parole: «Addio, figlia, vi aspetto in cielo a vedere Iddio, a lodare Iddio, a possedere Iddio per tutta l'eternità».