Maria a Medjugorje

Messaggio del 25 gennaio 1994:Cari figli, voi tutti siete miei figlioli. Vi amo, perciò figlioli non dovete dimenticare che senza preghiera non potete essermi vicini. In questo tempo satana vuole creare disordine nei vostri cuori e nelle vostre famiglie. Figliuoli, non cedete, non dovete permettere che egli diriga voi stessi e la vostra vita. Io vi amo e intercedo per voi presso Dio. Figlioli, pregate. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

Venuti dall'aldilà: «È stata di parola»

10/02/2005 - Visite: 1970
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San Francesco Saverio M. Bianchi, barnabita, detto l'apostolo di Napoli (1743-1815), ebbe in vita rapporti di amicizia spirituale con una suora terziaria francescana, santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe. Durante la sua ultima malattia, il santo attendeva dal cielo l'avveramento di una profezia. Il 29 gennaio 1815, al padre Ceraso, suo confessore, disse: «La serva di Dio è stata di parola: ha tenuta fedelmente la sua promessa». E raccontò che Maria Francesca (morta nel 1791) era venuta la sera precedente, gli si era assisa accanto al letto per fargli pregustare le gioie dell'eternità felice. Era questo per lui il segnale della dipartita. Da tempo il padre ne aveva parlato ai discepoli: «Tre giorni prima della mia morte essa verrà a visitarmi e sarà qui come vi siamo tu e io».

A sua volta il santo l'anno dopo la propria morte apparve per compiere il primo dei due miracoli proposti e approvati per la beatificazione. Maria Casabona, di ventitré anni, colpita da emiplegia, era ridotta a giacere impotente sopra una sedia, spesso in preda a dolori atroci. Le comparve il santo - al quale si era rivolta invocando la grazia - e le disse: «Alzati su, che stai bene; più non soffrirai di questo male». La guarigione, che produsse grande impressione in tutti, fu istantanea e duratura, e dodici anni dopo la Casabona poteva renderne testimonianza giurata davanti ai giudici ecclesiastici.