Maria a Medjugorje

Messaggio del 5 ottobre 1985:Prima della preghiera bisogna sentirsi in pace con tutti e non pensare a niente tranne che alla preghiera. Questo però è possibile solo se aprite il vostro cuore a me. Quando vi riunite per pregare, se uno ha qualcosa contro un fratello del gruppo o un’altra persona lo confessi apertamente davanti al gruppo all’inizio dell’incontro. Pensate che quando fate così tutto il Cielo si rallegra e anche voi potrete pregare meglio. Poi leggete il vangelo, meditate e dopo pregate spontaneamente. E non state in silenzio, pregate con preghiere spontanee, apritevi, parlate tutti, pregate tutti: così sarete un cuor solo! Quando poi avete finito la preghiera chiedete la benedizione perché la vostra gioia non si dissolva dopo la preghiera.

Venuti dall'aldilà: Appare al suo successore

16/02/2005 - Visite: 1739
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Il 25 febbraio del 1930 subirono il martirio in Cina i missionari salesiani mons. Luigi Versiglia e don Callisto Caravario. Un fatto prodigioso accadde nella primavera del 1932 al successore di mons. Versiglia nel vicariato di Shiu-chow, mons. Ignazio Canazei, uomo austero, positivo, del tutto alieno dalle suggestioni e dalle allucinazioni. Lo narrò lui stesso a un suo missionario, don Pietro Battezzati. E questi lo mise per iscritto e lo confermò con giuramento dinanzi ai giudici del processo per la beatificazione dei due martiri.
«Non molto tempo fa - narrò mons. Canazei - dopo avere, per una ennesima volta, cercato a lungo, ma sempre invano, nel mio ufficio documenti importanti per la Missione, data l'ora ormai tarda, mi ritirai nella mia attigua camera da letto per riposarmi. E intanto pensavo a mons. Versiglia, quasi per invocarlo a farmi trovare quei documenti del suo episcopato. Poco dopo la mezzanotte mi svegliai con stupore, vidi filtrare luce dalle fessure della porta del mio ufficio. Pensando di essermi dimenticato di spegnere la lampada a petrolio, mi alzai per andare a spegnerla. Aperta la porta, vidi l'ufficio tutto illuminato e nel mezzo di esso, in piedi e gioviale, mons. Versiglia. Provai meraviglia, non spavento; e lo guardavo sorridendo. Anche lui mi sorrise e poi, parlandomi giovialmente e confidenzialmente come usava fare quando era vivo, mi indicò il doppio fondo del grande armadio-archivio, che copriva quasi interamente una parete dell'ufficio e in cui erano nascosti i documenti tanto cercati.
Non fu un sogno, ma realtà; e così trovai subito nel luogo indicato i documenti di cui abbisognavo. Lo ringraziai e, dopo avergli chiesto alcune cose, gli rivolsi ancora la seguente domanda:
- Mi dica, monsignore, quando la uccisero andò subito in Paradiso?
Egli, divenuto più luminoso, sorridendo, mi rispose in cinese:
- Cek Kat - che vuol dire: istantaneamente! Poi disparve e tutto ritornò nel buio».
Il primo martire salesiano si era compiaciuto di trarre d'impiccio e di rafforzare la fede del suo successore nell'episcopato.