Maria a Medjugorje

Messaggio del 13 ottobre 1984:Miei cari figli sacerdoti! Pregate incessantemente e chiedete allo Spirito Santo che vi guidi sempre con le sue ispirazioni. In tutto ciò che chiedete, in tutto ciò che fate, cercate solo la volontà di Dio.

Commento al messaggio del 25 settembre 1990

Cari figli, vi invito alla preghiera con il cuore affinché la vostra preghiera sia un dialogo con Dio. Io desidero che ognuno di voi consacri più tempo a Dio. Satana è forte e desidera distruggervi ed ingannarvi in molti modi, perciò, miei cari figli, pregate ogni giorno affinché la vostra vita sia un bene per voi e per tutti quelli che incontrate. Io sono con voi e vi proteggo nonostante che satana desideri distruggere i miei progetti e fermare i desideri che il Padre celeste vuole realizzare qui. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!
IO SONO CON VOI
Secondo la testimonianza dei veggenti, Nostra Signora appare ancora loro ogni giorno e siamo ormai giunti al mese 112° dall'inizio delle sue apparizioni. Molti pellegrini chiedono, a buon diritto, perché Nostra Signora appaia ogni giorno e specialmente quando sappiamo che ci dà un messaggio solo una volta al mese. La gente si chiede cosa faccia nelle altre sere in cui non dà messaggi. Qui, noi consideriamo le apparizioni quotidia­ne, la presenza della Madre di Dio, come l'unico messaggio nuovo di Medjugorje. Anche quando non parla, sta comunque trasmettendo un messaggio. Lei è presente e, allora, attraverso la sua presenza possiamo capire che cosa stia accadendo qui.
Non si ricevono messaggi nuovi e quello che si sente a Medjugorje quasi certamente lo abbiamo già sentito a casa nostra, leggendo i Vangeli, o in chiesa durante la Messa. Anche in queste occasioni, si sente parlare di pace, di conversione, di preghiera, di fede, della Confessione, del Rosario e così via.
Quindi, non ci sono messaggi nuovi, ma qui, con la presenza di Nostra Signora, le cose che già sappiamo ridiventano improvvisamente attuali e ricominciano a commuovere la gente. Improvvisamente, la gente comin­cia a pregare e molti trovano anche il coraggio di digiunare. Ciò non si spiega se non attraverso una grazia speciale, che ci viene concessa grazie alla presenza di Nostra Signora. Lei ci ha dato i messaggi più importanti durante un periodo, dal 1°marzo 1984 all'8 gennaio 1987, in cui i messag­gi avevano una frequenza settimanale, tutti i giovedì. Poi disse che da quel momento in poi avrebbe dato solo un messaggio al mese, il giorno 25. Se ora chiedete perché di giovedì e perché proprio il giorno 25, non saprei rispondervi. Tutto quello che posso dire è quando e come ci parla. I suoi messaggi sono fatti di parole materne davvero semplici e se qualcuno è in cerca di una nuova teologia o di qualche altra novità in questi messaggi dapprima settimanali, poi mensili, rimarrà deluso.
A prima vista, questi messaggi sembrano molto simili gli uni agli altri,e allora perché ce li dà? A questo proposito, credo che si possa accettare la risposta che segue. Lei ci dà queste parole come una guida per tutti coloro che vogliono seguirla in questo cammino.
Per tale ragione le sue parole sono così importanti, anche se in se stesse non ci offrono nulla di nuovo, quelle parole materne con cui a volte ci con­sola, a volte ci promette una benedizione, a volte prega assieme a noi o per noi o ci dà consigli su cosa dobbiamo fare esattamente. Il messaggio di questo mese è uno di quelli in cui dice qualcosa in modo materno che ci possa condurre sul nostro cammino verso la pace, la nostra pace intima di riconciliazione e, oserei dire, la pace nel mondo. Per capire questo mes­saggio, occorre rammentarsi anche dei messaggi precedenti, in particola­re di quelli fondamentali. E dobbiamo tener presente anche lo scopo.
Lei ha detto: "Pace, sono venuta a portarvi la Pace". Così, in luglio, ad esempio, non solo ha parlato della pace, ma ha anche detto che ci potrà portare alla pace che solo Dio può dare.
Quindi, Maria ci conduce alla pace, ma non è Lei che ce la può dare. Sempre in luglio, Maria ci ha detto che voleva ci facessimo testimoni e pre­dicatori della pace in questo mondo tanto tormentato.
In agosto, ci ha chiesto di non dimenticare che dobbiamo cercare di rea­lizzare i messaggi che ci dà nelle nostre vite.
Così, questo messaggio fornisce un'ulteriore indicazione su come do­vremmo pregare e perché dovremmo pregare.

VI INVITO ALLA PREGHIERA CON IL CUORE
Qui troviamo due brevi espressioni sulle quali ritengo sia opportuno riflettere. Ci invita, come ha già fatto in altri messaggi, a pregare con il cuo­re. Che cosa si può dire di questa "preghiera con il cuore"?
Anzitutto, dobbiamo renderci conto che pregare con il cuore non signifi­ca sempre pregare con molta emozione, con sentimenti profondi e con sentimenti d'amore. Significa invece: "Io decido di pregare, prego con amore e accetto la preghiera come qualcosa che mi appartiene in quanto Cristiano".
Questo è il punto più importante della preghiera del cuore e per tale ragione, mi capita spesso di sottolineare questo: vi prego, non giudicate mai le vostre preghiere dicendo "questa era una buona preghiera" oppure "questa era una cattiva preghiera".
Guidare la preghiera con i sentimenti del cuore non è un buon criterio nè un buon presupposto per la preghiera, poiché la preghiera è anzitutto la decisione di incontrarsi con Dio.
Prendete questo esempio: ci sono due bambini, di cui uno ha molte diffi­coltà a scuola, ma vuole andarci e ogni mattina si alza e si prepara per andarci senza porre problemi alla sua mamma. Nonostante le sue difficoltà e persino i suoi fallimenti, gli piace comunque andare, a scuola ogni giorno. Questo sarebbe andare a scuola con il cuore.
L'altro bambino, invece, potrebbe essere un genio e imparare senza alcuna difficoltà, ma, ogni mattina e ogni sera, fa scenate ai suoi genitori, chiedendo loro perché mai deve andare a scuola.
In questo caso, si può dire che a scuola non ci sono problemi, ma che il bambino non va a scuola con il cuore.
Pregare con il cuore esprime la mia decisione di farlo; non importa se ho difficoltà a farlo, o se sono sbadato, o se, al contrario, sono pieno di senti­menti positivi, mi piace semplicemente pregare. Allora, pregare con il cuo­re significa pregare indipendentemente dai sentimenti o dai requisiti.
Tutti sappiamo, ne sono certo, che ci succede spesso di pregare solo quando ci troviamo di fronte a una difficoltà, quando abbiamo dei problemi in cui nessuno, né la tecnologia, né la medicina, né gli amici, né nessun altro, può aiutarci e che solo a quel punto proviamo a rivolgerci a Dio.
Quella non sarebbe una preghiera con il cuore, perché pregare con il cuore significa farlo anche quando va tutto bene e abbiamo successo.
Pregare con il cuore è pregare indipendentemente dalla nostra situazione in quel momento.
In un messaggio di due anni fa, Nostra Signora ha detto: “Cercate Dio non attraverso i vostri desideri, ma attraverso il suo amore”. Questo è un importante elemento di crescita, perché, se cerchiamo Dio solo attraverso i nostri desideri, allora la preghiera può seguire Io stesso destino di molti cristiani che ricorrono a Dio e vanno in chiesa solo quando hanno un desi­derio, quando hanno un bisogno che nessuno può soddisfare.
Naturalmente, non è sbagliato ricorrere a Dio in situazioni simili, ma è chiaramente sbagliato ricorrere a Dio solo in quei frangenti. In altre parole, possiamo dire che pregare con il cuore significa amare la preghiera, signi­fica volere pregare e decidere di pregare.
In ciò, anche la fede assume un ruolo importante, per darci la convinzio­ne che bisogna semplicemente pregare. Per essere capaci di pregare con il cuore, è necessario desiderare di raggiungere Dio, cercare Dio e averne bisogno, perché Dio ci ama.
Questo bisogno e la nostra necessità potrebbero anche sembrare perico­losi, ma Dio ci ama e vuole stare con noi come i genitori vogliono stare con i propri figli.
Quando i figli amano i propri genitori, amano stare con loro e QUESTA dovrebbe essere la ragione principale che ci spinge alla preghiera.

PERCHÈ LA VOSTRA PREGHIERA SIA UN DIALOGO CON DIO
Questa è una cosa fondamentale, che dobbiamo imparare. In una con­versazione, diciamo qualcosa, poi ascoltiamo quello che il nostro interlo­cutore ci dice, poi diciamo ancora qualcos'altro e ascoltiamo quello che l'altro ribatte. Allora, la preghiera deve essere un'alternanza di ascolto, di discorso e ancora di ascolto. Il pericolo è che la preghiera si tramuti in un monologo, perché significa che allora esprimiamo le nostre esigenze, che chiediamo di essere esauditi e che non ascoltiamo tutto quello che Dio deve dirci. Lui ha qualcosa da dirmi? Che cosa vuole da me? Se non ascol­tiamo Dio, corriamo il pericolo che anche la nostra preghiera diventi un ostacolo sul nostro cammino verso Dio. Pensate alle parole di Gesù, quan­do disse: "Non parlate solamente, dicendo tante parole, come fanno i pagani". Non ci ha proibito di parlare nella preghiera, ma ha voluto dirci di ascoltare quello che Dio ha da dirci.
Succede spesso che ci comportiamo come i bambini quando chiedono qualcosa che non è affatto bene per loro. Se ascoltiamo la volontà di Dio, allora la preghiera diventa una conversazione, un vero dialogo. Se qualcu­no si dovesse chiedere, a questo punto, come si fa a capire qual è la volontà di Dio, dovremmo rispondergli di leggere la Bibbia e, poi, di sco­prirlo ancora attraverso la preghiera e di portare con sé il segreto della volontà di Dio. Questo accade anche quando proviamo ad ascoltare e a parlare. Sappiamo bene che quando parliamo con qualcuno che amiamo, qualcuno che accettiamo, qualcuno che ci piace, allora la discussione è fatta col cuore. Certamente vi è successo, come succede a tutti, di parlare con qualcuno che non amate, non accettate o che, per un motivo o per un altro, vi dà ai nervi.
In quel caso possiamo anche parlare di cose veramente intelligenti, ma le rifiutiamo col cuore. Situazioni simili ci stancano; parlare con chi non amiamo o con chi non ci ama è molto stancante e dopo cinque minuti ne abbiamo già abbastanza; invece, con chi si ama si può parlare per ore e, facendolo, si prova sollievo e ci si rilassa.
Ecco perché Nostra Signora ci ha detto che con la preghiera si riesce a superare la stanchezza, sia fisica che emotiva, ma soprattutto si riescono a sopportare le cose che più ci pesano. In questo modo, una conversazione con Dio ci dà sollievo, ci dà la calma che porta alla pace. Allora, diventa comprensibile perché tanta gente oggi non trova più un significato nella propria esistenza, perché tanta gente si suicida o perché tanta gente si abbandona all 'alcolismo o alla tossicodipendenza.
Ciò avviene perché il nostro intimo, la nostra anima non riesce ad espri­mersi, perché è soffocata o annientata nel suo estremo bisogno di ascolto. E per questo che abbiamo bisogno di conversare con Dio.

CHE OGNUNO DI VOI CONSACRI PIÙ TEMPO A DIO
Sapete già quanto tempo state dedicando a Dio adesso e quindi sapete già cosa dovete fare. Dovremmo renderci conto che anche il nostro lavoro potrà farsi preghiera se preghiamo, anche se sarebbe sbagliato pensare che visto che lavoro, allora anche quello è preghiera. Sarebbe come se dei genitori dicessero ai propri figli: "Lavoriamo per voi, vi diamo da mangiare e una casa, che cos'altro volete?". Si sa che i figli hanno bisogno di molto di più, che hanno bisogno di tempo, che dedichiate loro del tempo e di dedicarvi del tempo a loro volta.
Questo tempo per Dio dovrebbe essere il mattino, qualche volta durante il giorno, e poi anche alla sera. Dobbiamo consapevolmente programmare del tempo per Dio e dovremmo dire: "Ora, da solo o con la mia famiglia, prendo del tempo per Dio".
Sappiamo anche che la nostra conversazione con Dio soffre quando vie­ne disturbata; è così per tutti. Spesso, quando stiamo parlando con una persona, dobbiamo dire a un'altra "aspetta!". Quanto spesso, durante la preghiera in famiglia, permettiamo che ci disturbino? Dobbiamo semplice­mente creare le condizioni perché ciò non accada.
Non sarebbe scortese, ad esempio, se interrompessimo una telefonata dicendo: "Scusa, stiamo parlando con Dio". Ci troveranno dopo, quando avremo finito di pregare e, naturalmente, non intendo dire che questo deve valere anche per quelli che ricevono una telefonata dall'ospedale o dai pompieri. Non sarebbe giusto. Possiamo trovare del tempo, riservarlo a Dio e dire: "Ora sono al cospetto di Dio". Sono anche sicuro che gli altri, quando dicono "Dov'eri? Ho cercato di rintracciarti per un'ora", non sareb­bero scocciati, anzi vi approverebbero.
Questo tempo per Dio è estremamente importante e in tal modo possia­mo riesaminare la nostra fede. Chiedetevi quanto tempo investite nel lavo­ro, nel divertimento, nello shopping, quanto per queste cose e quanto per la preghiera; allora saprete immediatamente a che punto siete.

SATANA È FORTE E DESIDERA DISTRUGGERVI ED INGANNARVI IN MOLTI MODI
Dalla Bibbia, sappiamo che Satana è forte e san Pietro ha scritto che il diavolo è come un leone che corre attorno al mondo in cerca di chi può divorare, distruggere ed ingannare. Solo la preghiera, solo attraverso la preghiera del cuore, solo attraverso il nostro incontro con Dio, attraverso la luce che riceviamo, la forza che ne ricaviamo, possiamo respingere Satana, evitare l'autodistruzione e svelare i suoi inganni... il peccato è pro­prio il mezzo con cui Satana vuole distruggerci.
Il peccato è sempre un inganno in se stesso. Ad esempio, sapete che quando una persona beve molto, quando beve molto di più di quello di cui ha bisogno per il suo organismo, spesso lo fa perché ha dei problemi. Chi è mai riuscito a risolvere un problema con l'alcol? L'alcolismo e la droga promettono momenti in cui si dimenticano i propri problemi e qui sta l'in­ganno. Quando con la bocca proferiamo una brutta parola, è un inganno perché allora feriamo un'altra persona e alla fine anche noi stessi. L'in­ganno nasce tutte le volte che crediamo oche questo mondo crede di ave­re bisogno di più cose materiali, di più denaro, di più divertimento. Questi sono inganni, perché vediamo già quanta distruzione affligge questo mon­do, la maggior parte della quale deriva da nuove idee che si diffondono sul matrimonio, sulla ricchezza, sul potere o sulla protezione della vita. Quanti credono che l'aborto non sia un'offesa e non sia un peccato? Di quanti inganni siamo già stati vittime? Maria dice che dovremmo badare a svelare e a resistere a questi inganni, cosa che può avvenire solo se preghiamo.

PERCIÒ, PREGATE OGNI GIORNO PERCHÉ LA VOSTRA VITA SIA UN BENE PER VOI E PER TUTTI COLORO CHE INCONTRERETE
Attraverso la preghiera, dovremmo raggiungere una nuova vita, una nuova vita interiore e una vita arricchita di pace e gioia. Dovremmo badare a evitare la nostra distruzione, per diventare buoni per gli altri come per noi stessi. Guardate, qui ci dice che la nostra vita diventerà sana e buona per noi e, con questo, riusciamo a capire qualcosa che era già stato detto in messaggi precedenti, ossia che la vita è un dono che ci viene fatto. La vita ci viene affidata e quindi non possiamo farne ciò che vogliamo; noi siamo responsabili della nostra vita. Ecco perché, ad esempio, il suicidio è qual­cosa che non si può accettare. Anche se si è stanchi della propria vita, non si può semplicemente dire: "Allora la elimino", e Io stesso vale per l'aborto. Affinché la nostra vita diventi buona, non dobbiamo e semplicemente non possiamo distruggerla, nè la nostra nè quella di altri.
Perché l'alcolismo è un peccato? Naturalmente quelli che bevono dico­no: "Mi piace bere e allora bevo"; eppure, noi non abbiamo il diritto di dirlo, perché la vita ci è stata affidata. Dio vuole che la facciamo progredire e crescere, vuole che invecchiamo nella pace, nell'amore, nella giustizia e nella riconciliazione. Quindi, è un peccato distruggerci od ostacolare la nostra crescita, in qualunque modo; se lo facciamo, la nostra vita non sarà sana nè buona, ma sarà malata. Sappiamo quanto soffriamo e quanto sof­frono le nostre famiglie quando qualcuno ha fatto ammalare la propria vita, o quando qualcuno si è distrutto.
Qualche tempo fa, ho parlato con una donna, il cui marito è alcolizzato e che mi ha detto: "Perché devo portare questa croce? Sarebbe molto più facile se fosse malato o se fossi malata io. Una malattia ci avvicinerebbe sicuramente e, anche se nella sofferenza, vivremmo in pace. Questa croce ci sta distruggendo completamente e io sono stanca
Dobbiamo semplicemente scoprire, sapere dove sta la distruzione e allo­ra potremo combatterla. Naturalmente, se qualcuno in tal modo riesce a guarire se stesso, allora potrà portare la guarigione o diventare guarigione per altri. Ecco di nuovo la condivisione della testimonianza che Maria viene a insegnarci. Sono sicuro che sapete quanto è importante conoscere qual­cuno che è guarito; ne sarete certi quando incontrerete qualcuno che sa perdonare, che è misericordioso e che è giusto. Quando saremo così, allo­ra cresce la fiducia e la prosperità nella comunità degli uomini.
Dovremmo agire solo per portare guarigione al nostro prossimo. A que­sto punto possiamo scoprire e riflettere su quanto in realtà siamo respon­sabili per le malattie degli altri e per tutti i mali del mondo. Si potrebbe dire che dipende solo da noi come sarà la vita per tutti gli altri nel mondo. Una delle grandi grazie che abbiamo ricevuto qui a Medjugorje è che in molti sono riusciti a comprenderlo; ecco perché si sente spesso ripetere: "Cosa posso fare una volta tornato a casa?".
Questa domanda ci indica la volontà di portare la guarigione agli altri, un'azione che ha la stessa struttura di questo messaggio. Aprite anzitutto i vostri cuori, di modo da poter diventare sani, e solo allora potrete portare quella stessa salute al vostro prossimo.

IO VI PROTEGGO
Questo è il suo compito materno. Nel suo percorso educativo verso la pace, la protezione riguarda sempre la vita. Proteggere, perché solo così può nascere qualcosa di nuovo e la vita può progredire. Ecco perché Maria nel messaggio di agosto sottolinea anche: "Vi proteggo con le mie preghie­re". Questo è il compito fondamentale di una madre, perché nessuno può distruggere come una madre, un padre o una famiglia.
Le ferite che si originano in seno alla famiglia sono le più difficili da cura­re. E noto che nei bambini che sperimentano l'odio o i conflitti nella fami­glia, che sperimentano il divorzio, l'alcolismo, la violenza o altro, si aprono delle ferite che possono poi ripercuotersi negativamente su tutta la loro vita.
Ecco perché è tanto importante comprendere che Maria ci offre la sua protezione, da cui consegue che anche noi dovremmo, assieme alla guari­gione che portiamo al nostro prossimo, portare e condividere questa pro­tezione.

NONOSTANTE CHE SATANA DESIDERI DISTRUGGERE I MIEI PROGETTI E FERMARE I DISEGNI CHE IL PADRE CELESTE DESIDERA REALIZZARE QUI
Satana combatte contro ciascuno dì noi e poi contro l'intero progetto. In un suo messaggio, Nostra Signora ci ha detto: "Cari figli, senza di voi non posso fare nulla. Voi siete importantissimi, senza di voi non posso compie­re il progetto".
Siamo importantissimi, ciascuno di noi. Maria non ha detto: "Se siete sani, giovani e ricchi, allora siete importanti", ma ha detto che siamo importanti se ci apriamo alla sua guarigione, se guariamo e poi, attraverso questa nostra esperienza di guarigione, aiutiamo gli altri a fare lo stesso. Quindi, Satana sta combattendo contro un progetto, nel modo più concre­to.
A questo punto, possiamo rammentarci di un passo dell'Apocalisse 12, in cui Maria, la "Donna rivestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul capo una corona di dodici stelle", combatte contro Satana.
E la stessa donna che in questo tempo desidera combattere contro di lui al nostro fianco. In questa battaglia, ciascuno di noi è egualmente impor­tante. Come vediamo in questo messaggio, Satana inganna, ostacola e distrugge ognuno di noi, personalmente, e di conseguenza, danneggia l'in­tero progetto.
Non dovremmo pensare o agire come se fossimo dei soldati all'attacco, ma essere invece totalmente consapevoli che il nostro cammino è libero. Maria è con noi e vuole guidarci, ma solo quando io stesso, su quel cammi­no, rinuncio coscientemente a qualsiasi collaborazione con Satana. Nelle parrocchie stesse, ci sono sicuramente molti pericoli tramite i quali Satana può sviarci. Il principale pericolo, sono sicuro, è il rapido materialismo che abbiamo vissuto.
La nostra gente ha avuto tempi buoni per arricchirsi, molto più che in altre zone del mondo. In se stesso, questo non è un male. Si lavora per i pellegrini, che a loro volta ci ricambiano, ma quando si fanno i soldi rapi­damente si rischia di diventare materialisti e sappiamo tutti a cosa questo porta. Sono anche sicuro che ci sono altri possibili pericoli: dimenticare la preghiera, trascurare la propria famiglia e i bambini che perdono la volontà di continuare a crescere ne sono solo alcuni esempi.
Con tutta probabilità, lo stesso è accaduto a molte parrocchie anche in Occidente e sono convinto che questi pericoli minaccino già anche questa parrocchia. Satana vuole approfittare di questa situazione e allora dobbia­mo pregare anche affinché ci si aprano gli occhi e possiamo discernere gli inganni e le tentazioni in tempo.
Lo stesso vale per voi, quando tornate alle vostre case, perché possiate agire di conseguenza.
Tutti noi possiamo ottenere, pace e salute in egual misura. Non c'è nulla di nuovo in questo, a parte fo r's'è il' fatto che Maria ha il coraggio di dirci le stesse cose in modi differenti: E' allora anche noi dovremmo avere il corag­gio di meditare su questo in modo nuovo, per poter segu' ire il suo cammino con maggior sicurezza.

Che il Buon Dio vi benedica e vi guarisca, grazie all'intercessione della nostra Madre Benedetta.
Medjugorje, 26 settembre 1990