Message of August 25, 2010

25/08/2010

25/08/2010
PER LA CONVERSIONE DI MIA FIGLIA
MAMMINA CARA TI CHIEDO CON TUTTO IL CUORE LA CONVERSIONE DI MIA FIGLIA DELLA SUA FAMIGLIA E DELLA FAMIGLIA DI SUO MARITO, SONO TUTTI LONTANI DA DIO DA MOLTO TEMPO. MIA FIGLIA E' LONTANA DA ME ED IO SONO SEMPRE PIU' SOLA, SOLO TU PUOI INTERCEDERE PER ME, TI PREGO, GRAZIE
MAMMINA CARA TI CHIEDO CON TUTTO IL CUORE LA CONVERSIONE DI MIA FIGLIA DELLA SUA FAMIGLIA E DELLA FAMIGLIA DI SUO MARITO, SONO TUTTI LONTANI DA DIO DA MOLTO TEMPO. MIA FIGLIA E' LONTANA DA ME ED IO SONO SEMPRE PIU' SOLA, SOLO TU PUOI INTERCEDERE PER ME, TI PREGO, GRAZIE
Pakistan: è emergenza per bambini e semina, mentre prosegue la raccolta di aiuti
È passato un mese dall’inizio dell’emergenza per le alluvioni in Pakistan, ma la situazione resta gravissima: ieri la Fao, l’organizzazione dell’Onu per l’alimentazione e l’agricoltura, ha lanciato l’allarme sul rischio che i contadini perdano l’intero raccolto annuale se entro brevissimo tempo non riusciranno a reperire nuove sementi con le quali sostituire il milione e mezzo di tonnellate che sono andate perdute a causa delle piogge monsoniche.
È passato un mese dall’inizio dell’emergenza per le alluvioni in Pakistan, ma la situazione resta gravissima: ieri la Fao, l’organizzazione dell’Onu per l’alimentazione e l’agricoltura, ha lanciato l’allarme sul rischio che i contadini perdano l’intero raccolto annuale se entro brevissimo tempo non riusciranno a reperire nuove sementi con le quali sostituire il milione e mezzo di tonnellate che sono andate perdute a causa delle piogge monsoniche.
In Pakistan servono dottoresse per curare le donne
Per far fronte all'emergenza che sta affrontando il Pakistan flagellato dalle inondazioni, un ruolo molto importante può essere svolto dalle dottoresse, visto che le donne locali, per motivi culturali, non possono essere curate da medici uomini, rischiando così di non essere assistite in questo momento di grande bisogno. “Nella tragedia dello sfollamento, le donne sono fra le vittime più deboli. Il pericolo di malattie ed epidemie cresce”, ha confessato a Fides Anila Gill, segretario esecutivo di Caritas Pakistan
Per far fronte all'emergenza che sta affrontando il Pakistan flagellato dalle inondazioni, un ruolo molto importante può essere svolto dalle dottoresse, visto che le donne locali, per motivi culturali, non possono essere curate da medici uomini, rischiando così di non essere assistite in questo momento di grande bisogno. “Nella tragedia dello sfollamento, le donne sono fra le vittime più deboli. Il pericolo di malattie ed epidemie cresce”, ha confessato a Fides Anila Gill, segretario esecutivo di Caritas Pakistan
Aborto in busta paga
Torna alla ribalta Marie Stopes International, l’organizzazione abortista britannica che si ispira alla celebre razzista ammiratrice del Führer. Dopo la controversa pubblicità televisiva pro aborto, e lo scandaloso appoggio alla politica cinese del figlio unico (il famigerato jihua shengyu), gli eugenisti londinesi di Conway Street hanno stupito il mondo con un’ultima trovata. L’organizzazione ha deciso, infatti, di concedere ai propri dipendenti – 430 unità che operano nei nove centri del Regno Unito –, un benefits package, ovvero una serie di servizi agevolati, come parte accessoria della prestazione lavorativa. Una sorta di premio produzione in natura. Si tratta di abbonamenti scontati a palestre e centri benessere, di viaggi a tariffe ridotte, della possibilità di partecipare a programmi dietetici a prezzi agevolati, e simili amenità. Fin qui nulla di male. Il punto è, però, che nel pacchetto di quei servizi rientra anche l’aborto gratuito.
Torna alla ribalta Marie Stopes International, l’organizzazione abortista britannica che si ispira alla celebre razzista ammiratrice del Führer. Dopo la controversa pubblicità televisiva pro aborto, e lo scandaloso appoggio alla politica cinese del figlio unico (il famigerato jihua shengyu), gli eugenisti londinesi di Conway Street hanno stupito il mondo con un’ultima trovata. L’organizzazione ha deciso, infatti, di concedere ai propri dipendenti – 430 unità che operano nei nove centri del Regno Unito –, un benefits package, ovvero una serie di servizi agevolati, come parte accessoria della prestazione lavorativa. Una sorta di premio produzione in natura. Si tratta di abbonamenti scontati a palestre e centri benessere, di viaggi a tariffe ridotte, della possibilità di partecipare a programmi dietetici a prezzi agevolati, e simili amenità. Fin qui nulla di male. Il punto è, però, che nel pacchetto di quei servizi rientra anche l’aborto gratuito.
Israele completa i preparativi per l’attacco all’Iran
Una notifica ufficiale del governo Usa certifica la cessione allo Stato ebraico di ingenti quantitativi di carburanti per aerei e mezzi militari terrestri. A Gerusalemme si intensifica il dibattito sull’attacco ai reattori nucleari di Teheran. Che, dal canto suo, continua a puntare sull’energia atomica, visto il boicottaggio americano alla costruzione di raffinerie.
Una notifica ufficiale del governo Usa certifica la cessione allo Stato ebraico di ingenti quantitativi di carburanti per aerei e mezzi militari terrestri. A Gerusalemme si intensifica il dibattito sull’attacco ai reattori nucleari di Teheran. Che, dal canto suo, continua a puntare sull’energia atomica, visto il boicottaggio americano alla costruzione di raffinerie.
Papa e Peres: a Washington si lavori per un accordo capace di portare pace in Terra Santa
Benedetto XVI e il presidente di Israele auspicano “un accordo rispettoso delle legittime aspirazioni dei due Popoli”. Esaminati anche i risultati del lavoro della Commissione mista impegnata “da anni” nella ricerca di un accordo relativo a questioni economiche e fiscali, per il quali si esprime la speranza di una “rapida conclusione”.
Benedetto XVI e il presidente di Israele auspicano “un accordo rispettoso delle legittime aspirazioni dei due Popoli”. Esaminati anche i risultati del lavoro della Commissione mista impegnata “da anni” nella ricerca di un accordo relativo a questioni economiche e fiscali, per il quali si esprime la speranza di una “rapida conclusione”.
Leader cristiani: il governo dell’Orissa ha ignorato le vittime del pogrom
Mons. Cheenath e il presidente dell’Orissa Minority Forum chiedono condanne per gli autori delle violenze, compensi alle vittime e iniziative di pace. Il movimento ha creato un’ala giovanile per far fronte ai bisogni della comunità. A oggi restano ancora 3500 alloggi da ricostruire.
Mons. Cheenath e il presidente dell’Orissa Minority Forum chiedono condanne per gli autori delle violenze, compensi alle vittime e iniziative di pace. Il movimento ha creato un’ala giovanile per far fronte ai bisogni della comunità. A oggi restano ancora 3500 alloggi da ricostruire.
«Il Cav? Non sapevamo neppure che esistesse»
«Centri di aiuto per la vita? Non sapevo nemmeno cosa fossero prima che la ragazza me ne parlasse». Al dipartimento per i Servizi Sociali del XX municipio capitolino cadono dalle nuvole. Nulla sanno delle iniziative per sostenere le ragazze incinte che non vogliono abortire. All’inizio sono anche restii a parlare, ma negano comunque tutto. La storia di Teresa, rivoltasi a loro al terzo mese di gravidanza, senza casa e senza lavoro, a cui è stata prospettata come soluzione l’aborto, la raccontano in maniera diversa.
«Centri di aiuto per la vita? Non sapevo nemmeno cosa fossero prima che la ragazza me ne parlasse». Al dipartimento per i Servizi Sociali del XX municipio capitolino cadono dalle nuvole. Nulla sanno delle iniziative per sostenere le ragazze incinte che non vogliono abortire. All’inizio sono anche restii a parlare, ma negano comunque tutto. La storia di Teresa, rivoltasi a loro al terzo mese di gravidanza, senza casa e senza lavoro, a cui è stata prospettata come soluzione l’aborto, la raccontano in maniera diversa.
Incinta, chiede aiuti al consultorio La risposta: abortisca
Teresa accarezza continuamente il suo pancione, come se dovesse ancora proteggere quel figlio che cresce da tre mesi nel suo ventre. «Ora che è qui dentro è al sicuro, ma quando nascerà sarà molto dura per noi». Sorride comunque, finalmente. Non ha più paura di affrontare la sua nuova vita da ragazza madre, «io non sono più sola, c’è lui con me – dice mentre indica quel miracolo che l’ecografia ha già scritto che sarà un "lui" –. Siamo in due, solo noi due». Un lui che chiamerà Francesco e nascerà a marzo: «Questo bambino è stato concepito in Umbria, la patria di Francesco d’Assisi, vorrei che portasse il suo nome». La luce della vita, Teresa l’ha riscoperta dopo settimane di vuoto e di confusione, attraversate di tanto in tanto anche dalla voglia di farla finita. «Come potevo pensare – ribatte – di far crescere un figlio da sola, senza lavoro, senza casa, senza un compagno e senza un soldo?».
Teresa accarezza continuamente il suo pancione, come se dovesse ancora proteggere quel figlio che cresce da tre mesi nel suo ventre. «Ora che è qui dentro è al sicuro, ma quando nascerà sarà molto dura per noi». Sorride comunque, finalmente. Non ha più paura di affrontare la sua nuova vita da ragazza madre, «io non sono più sola, c’è lui con me – dice mentre indica quel miracolo che l’ecografia ha già scritto che sarà un "lui" –. Siamo in due, solo noi due». Un lui che chiamerà Francesco e nascerà a marzo: «Questo bambino è stato concepito in Umbria, la patria di Francesco d’Assisi, vorrei che portasse il suo nome». La luce della vita, Teresa l’ha riscoperta dopo settimane di vuoto e di confusione, attraversate di tanto in tanto anche dalla voglia di farla finita. «Come potevo pensare – ribatte – di far crescere un figlio da sola, senza lavoro, senza casa, senza un compagno e senza un soldo?».
Laici cattolici, una “minoranza creativa” per l’Asia
L’intervento del card. Rilko, di p. Felipe Gomes di Manila e del card. Toppo. Riscoprire il battesimo per affrontare le sfide dell’Asia: globalizzazione, povertà, violazione dei diritti umani, relativismo e fondamentalismo. Il continente ha visto molte ondate di evangelizzazione, ma anche molte persecuzioni. La storia piena di successo della conversione dei tribali. Il canto nella luce e nell’oscurità.
L’intervento del card. Rilko, di p. Felipe Gomes di Manila e del card. Toppo. Riscoprire il battesimo per affrontare le sfide dell’Asia: globalizzazione, povertà, violazione dei diritti umani, relativismo e fondamentalismo. Il continente ha visto molte ondate di evangelizzazione, ma anche molte persecuzioni. La storia piena di successo della conversione dei tribali. Il canto nella luce e nell’oscurità.
I nuovi "dottor Morte" vogliono impedire ai medici di usare la coscienza
Il volto illiberale dell’Europa tenta un altro colpo. Questa volta nel mirino è finito il diritto all’obiezione di coscienza in caso di aborto. Visto da sempre come la bestia nera dalle lobby abortiste, non poteva tardare il tentativo di limitarlo o addirittura eliminarlo. Nella prossima sessione plenaria del Parlamento Europeo, che si terrà dal 4 all’8 ottobre 2010, verrà posta in discussione la risoluzione “Women’s access to lawful medical care: the problem of unregulated use of conscientious objection” (AS/Soc (2010) 18 - del 21 maggio 2010), già approvata a maggioranza in Commissione Affari Sociali, Salute e Famiglia lo scorso 22 giugno scorso. Già il titolo della risoluzione appare eloquente: “Accesso delle donne a cure mediche legali: il problema di un uso non regolamentato dell’obiezione di coscienza”. Relatrice del documento è l’eurodeputata britannica Christine McCafferty. Per rendersi conto della gravità della questione e dell’impronta ideologica che aleggia dietro l’iniziativa, è sufficiente leggere il rapporto McCafferty.
Il volto illiberale dell’Europa tenta un altro colpo. Questa volta nel mirino è finito il diritto all’obiezione di coscienza in caso di aborto. Visto da sempre come la bestia nera dalle lobby abortiste, non poteva tardare il tentativo di limitarlo o addirittura eliminarlo. Nella prossima sessione plenaria del Parlamento Europeo, che si terrà dal 4 all’8 ottobre 2010, verrà posta in discussione la risoluzione “Women’s access to lawful medical care: the problem of unregulated use of conscientious objection” (AS/Soc (2010) 18 - del 21 maggio 2010), già approvata a maggioranza in Commissione Affari Sociali, Salute e Famiglia lo scorso 22 giugno scorso. Già il titolo della risoluzione appare eloquente: “Accesso delle donne a cure mediche legali: il problema di un uso non regolamentato dell’obiezione di coscienza”. Relatrice del documento è l’eurodeputata britannica Christine McCafferty. Per rendersi conto della gravità della questione e dell’impronta ideologica che aleggia dietro l’iniziativa, è sufficiente leggere il rapporto McCafferty.
Papa: la Chiesa ha sempre bisogno del “genio femminile”
All’udienza generale, Benedetto XVI comincia a descrivere figure di donne che hanno svolto “un ruolo prezioso” nella vita della Chiesa, parlando di Ildegarda di Bingen, mistica medioevale, scrittrice, consigliera di vescovi e principi.
All’udienza generale, Benedetto XVI comincia a descrivere figure di donne che hanno svolto “un ruolo prezioso” nella vita della Chiesa, parlando di Ildegarda di Bingen, mistica medioevale, scrittrice, consigliera di vescovi e principi.
Nessuna fine del mondo nel 2012
La vera malattia del terzo millennio è l’ideologia catastrofista che ha fabbricato e diffuso paure a non finire. L’antidoto per un mondo che sembra dominato da fobie e disperazione è la speranza e l’ottimismo del realismo cristiano. Questa è quanto sostengono Riccardo Cascioli e Antonio Gaspari nel libro appena uscito “2012. Catastrofismo e fine dei tempi” (Edizioni Piemme).
La vera malattia del terzo millennio è l’ideologia catastrofista che ha fabbricato e diffuso paure a non finire. L’antidoto per un mondo che sembra dominato da fobie e disperazione è la speranza e l’ottimismo del realismo cristiano. Questa è quanto sostengono Riccardo Cascioli e Antonio Gaspari nel libro appena uscito “2012. Catastrofismo e fine dei tempi” (Edizioni Piemme).
101 giorni di preghiera per la pace in Sudan
La Diocesi cattolica sudanese di Rumbek, nel sud del Paese, ha avviato una serie di iniziative per la pace riunite nel programma 101 Days of Prayer for Peace, in vista del referendum del 9 gennaio prossimo in cui si deciderà sull'indipendenza del Sud Sudan. Secondo quanto ha reso noto l'agenzia africana CISA, l'iniziativa di preghiera ha l'obiettivo di “unire le varie comunità del Sud Sudan per pregare per un referendum giusto, limpido e pacifico”, in linea con il messaggio dei Vescovi sudanesi del 22 luglio scorso (cfr. ZENIT, 27 luglio 2010).
La Diocesi cattolica sudanese di Rumbek, nel sud del Paese, ha avviato una serie di iniziative per la pace riunite nel programma 101 Days of Prayer for Peace, in vista del referendum del 9 gennaio prossimo in cui si deciderà sull'indipendenza del Sud Sudan. Secondo quanto ha reso noto l'agenzia africana CISA, l'iniziativa di preghiera ha l'obiettivo di “unire le varie comunità del Sud Sudan per pregare per un referendum giusto, limpido e pacifico”, in linea con il messaggio dei Vescovi sudanesi del 22 luglio scorso (cfr. ZENIT, 27 luglio 2010).
Politico pakistano inonda un villaggio cristiano per salvare le proprie terre
Un politico pakistano ha inondato un villaggio cristiano, provocando la morte di almeno 15 persone, per salvare le proprie terre, ha denunciato questo martedì l'agenzia Fides, organo informativo della Congregazione vaticana per l'Evangelizzazione dei Popoli. La tragedia è avvenuta nel Punjab, nei pressi di Multan, dove gli abitanti del villaggio cristiano di Khokharabad sono stati invasi dall'acqua deviata dal politico, perdendo vita, casa e famiglia.
Un politico pakistano ha inondato un villaggio cristiano, provocando la morte di almeno 15 persone, per salvare le proprie terre, ha denunciato questo martedì l'agenzia Fides, organo informativo della Congregazione vaticana per l'Evangelizzazione dei Popoli. La tragedia è avvenuta nel Punjab, nei pressi di Multan, dove gli abitanti del villaggio cristiano di Khokharabad sono stati invasi dall'acqua deviata dal politico, perdendo vita, casa e famiglia.
India: la Chiesa accusa il governo dell’Orissa di inadempienza per le violenze anti-cristiane
A due anni di distanza dai pogrom anticristiani perpetrati dagli estremisti indù nel distretto di Kandhamal, il governo dell’Orissa non ha fatto nulla per “asciugare le lacrime e sanare le ferite” aperte nella comunità cristiana locale. È il duro atto di accusa contenuto in una dichiarazione congiunta dell’arcivescovo di Cuttack-Bhubaneswar, mons. Raphael Cheenath e dell’Orissa Minority Forum, un’associazione per la difesa delle minoranze in questo Stato indiano.
A due anni di distanza dai pogrom anticristiani perpetrati dagli estremisti indù nel distretto di Kandhamal, il governo dell’Orissa non ha fatto nulla per “asciugare le lacrime e sanare le ferite” aperte nella comunità cristiana locale. È il duro atto di accusa contenuto in una dichiarazione congiunta dell’arcivescovo di Cuttack-Bhubaneswar, mons. Raphael Cheenath e dell’Orissa Minority Forum, un’associazione per la difesa delle minoranze in questo Stato indiano.





