Maria a Medjugorje

Messaggio del 30 settembre 1984:Ciò che rende triste Gesù è il fatto che gli uomini portano dentro di sè la paura verso di lui vedendolo come un giudice. Egli è giusto, però è anche misericordioso al punto che preferirebbe morire di nuovo piuttosto che perdere una sola anima.

Commento del messaggio del 25 agosto 1994

Cari figli, oggi sono unita con voi nella preghiera in modo speciale, pregando per il dono della presenza del mio amato figlio nella vostra patria. Pregate figlioli, per la salute del mio figlio più amato che soffre, che io però ho scelto per questi tempi. Io prego ed intercedo presso mio figlio Gesù che si realizzi il sogno che i vostri padri hanno avuto. Pregate figlioli in modo speciale perché Satana è forte e desidera distruggere la speranza nel vostro cuore. Io vi benedico. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.
Dalla fine di luglio si può dire che Medjugorje sia tornata a vivere. Nella prima settimana di agosto abbiamo celebrato il Festival dei Giovani, che ha visto la partecipazione di circa 2 mila persone. Il tema era "La Famiglia".
La maggioranza era di cechi e slovacchi, per un totale di 800 giovani. L'Italia, l'Austria, la Germania, la Francia, l'Inghilterra e l'irlanda erano ben rappresentate e c'era anche un gruppo misto di cattolici e ortodossi venuti dalla Grecia e da Cipro. Molti francescani hanno parlato ai giovani delle loro esperienze di vita familiare. La sera del venerdì 5 agosto, dopo la liturgia serale, abbiamo assistito a un concerto di canti mariani, interpretati in 14 lingue diverse: il greco, l'ebraico e tutte le lingue europee. Per tutta quella bellissima ed entusiasmante settimana i canti sono stati curati dalla comunità delle Béatitudes.
Il 6 agosto siamo saliti sul Krizevac e abbiamo scoperto che già in molti erano lassù e vi avevano passato la notte. Alle 4.30 del mattino abbiamo recitato i Misteri Gloriosi di fronte alla grande croce e poi le litanie. All'alba, infine, abbiamo celebrato la Messa. Quel mattino sul Krizevac c erano ben 4 mila persone e circa 30 sacerdoti concelebranti. É stata un'autentica esperienza!
Dopo la Messa della Trasfigurazione, abbiamo concluso il Festival dei Giovani. Anche la Festa dell'Assunzione è stata occasione di grande festa a Medjugorje, con l'arrivo di moltissimi pellegrini. Oggi sono arrivate diverse corriere dall'Austria, molti gruppi francesi, americani e messicani e tutti insieme raggiungono un buon numero.

La pace fra croati e musulmani tiene abbastanza bene e ci sono buone speranze che le cose vadano per il meglio. I serbi, invece, rifiutano il piano di pace suggerito dal G7. L'ultimatum dice che se una qualsiasi delle parti rifiuta il piano si ricorrerà a gravi misure, ma finora sono solo parole, come è accaduto spesso già in passato. I serbi continuano a fare quello che vogliono ed è difficile prevedere come finirà. Se davvero non rispetteranno il piano di pace, allora la guerra potrebbe ricominciare e persino peggio di quanto è stata finora. Per tale ragione, vorrei invitare tutti a pregare per la pace in questo Paese.

IO SONO UNITA CON VOI NELLA PREGHIERA... PER IL DONO DELLA PRESENZA DEL MIO AMATO FIGLIO NELLA VOSTRA PATRIA

Naturalmente, il messaggio di questo mese è molto speciale. Maria si riferisce al Papa e conferma di essere unita con noi nella preghiera. Lo definisce "il mio amato figlio", mentre in un'altra occasione lo aveva chiamato "il mio figlio più caro". Sappiamo che il Papa ha sempre avuto una particolare devozione per la Madonna e che ha fatto sue le parole "Totus tuus" (tutto tuo).

PREGATE... PER LA SALUTE DEL MIO FIGLIO PIÙ CARO CHE SOFFRE, MA CHE IO HO SCELTO PER QUESTI TEMPI
Non c'è bisogno di dire molto sulle sofferenze del Papa. Soffre, soffre perché ama, ama la Chiesa, la gente, il mondo. Deve soffrire quando vede tutto quello che accade in seno alla Chiesa e nel mondo. Ma certamente questo suo dolore, che viene dall'amore ed è sopportato con amore, porterà buoni frutti e quando Maria ci dice di averlo scelto per questi tempi allora tutto si fa più chiaro. Un capo comunista disse una volta del Papa, per ciò che ha detto e fatto, è stato uno dei maggiori responsabili del crollo del comunismo in Europa. Certamente dobbiamo essergli molto grati per tutto quello che dice e che fa. Quando Maria, come in questo messaggio, ci chiede di pregare per lui e per la sua salute, sono certo che tutti risponderemo al suo appello. E dovremmo farlo con la gratitudine nel cuore, per tutto ciò che Dio dovrà ancora compiere attraverso di lui neI mondo e nella nostra Chiesa.

IO PREGO E INTERCEDO PRESSO MIO FIGLIO GESÙ, AFFINCHÉ SI REALIZZI IL SOGNO CHE I VOSTRI PADRI HANNO AVUTO
Questo è il suo ruolo come Madre della Chiesa, quello di intércedere per tutti noi e per tutta la Chiesa. Quale poteva essere il sogno dei nostri padri? Se a noi croati è consentito interpretare queste parole in riferimento ai nostri padri, allora possiamo affermare che i croati avevano davvero un sogno.
Era il sogno della libertà e che il Papa un giorno sarebbe venuto nella nostra terra. Sono passati secoli dall'ultima volta che un Papa ha messo piede in Croazia, perché poi non è stato più possibile. Il popolo croato giunse in queste terre nel VII secolo e subito cominciò a praticare il Battesimo; per questo fin dall'inizio il rapporto con il Papa e la Chiesa è stato buono.
Questo contatto positivo ha tenuto fino ad oggi. Nel IX secolo anche i croati avevano il loro re, ma dopo l’XI secolo e fino al 1990 hanno conosciuto solo il dominio straniero. Per secoli, sono stati dominati dai musulmani e in quel periodo la Chiesa croata ha subito en9rmi sofferenze. Gli unici a rimanere in quel difficile periodo furono i francescani, mentre tutti gli altri, il vescovo e i suoi sacerdoti, sono fuggiti. Per tale ragione, ai frati francescani è riservato un titolo speciale, quello di "zio". Hanno ricevuto quel titolo perché sono rimasti assieme alle famiglie croate, hanno continuato a celebrare la Santa Messa e a impartire i Sacramenti. Non potevano farsi vedere, perché altrimenti le autorità li avrebbero fatti uccidere e avrebbero punito anche chi li nascondeva.
Quindi quel nome era molto sicuro, se mai ai bambini fosse stato chiesto chi era stato a casa loro. Rispondevano semplicemente che era venuto a trovarli lo "zio". In quel periodo, centinaia di francescani furono martirizzati in tutta l'Erzegovina e la Bosnia. Venivano uccisi solo perché erano francescani e cattolici e perché parlavano di fede. Quando nel 1918 venne creata la jugoslavia, venne stabilito il regno degli slavi meridionali (sloveni, serbi e croati). Fu allora che i serbi cominciarono a prendere il sopravvento e a perpetrare la persecuzione etnica, razziale e religiosa dei croati, che erano cattolici. E con l'avvento del comunismo, le repressioni aumentarono. Nel 1945, alla fine della guerra mondiale, furono assassinati quasi 70 francescani e solo a Siroki Brijeg ne vennero mandati al rogo 30. Tutto ciò accadde proprio perché i croati avevano cominciato a formare la propria identità etnica e cattolica.
Quindi, una volta aI potere, la prima cosa da fare per i comunisti era distruggere questa identità. E cercarono di farlo in ogni modo possibile e i pochi francescani che sopravvissero vennero condannati a un totale di 400 anni di prigione. Bastava solo pronunciare la parola "croato", "nazione croata" o "Chiesa croata" che si subivano persecuzioni, si veniva messi in prigione e persino uccisi. Durante la Seconda Guerra Mondiale, il maresciallo Tito offrì una possibilità al cardinale Stepinac: creare una Chiesa croata indipendente, una Chiesa scissa da Roma, e quindi ottenere ogni libertà (proposta molto allettante, quindi, oppure, in alternativa, non farlo e quindi fare la fine di ogni altra Chiesa, cioè essere perseguitati dai comunisti. Il cardinale Stepinac, però rifiutò l'idea ai uno scisma e rimase fedele al Papa e a Roma. Per tale ragione venne imprigionato, messo poi agli arresti domiciliari e infine morì.
Oggi, è in atto un processo di beatificazione per lui, cosa che ha meritato. Quindi, davvero per dieci secoli il sogno croato è stato quello della libertà, la libertà di professre la propria fede religiosa, la libertà di costituire e di avere la propria nazione.
Con le elezioni del 1990 quel sogno è diventato realtà. Molti soffrono ancora, ma si avvicina l'ora in cui anche noi, come cristiani cattolici e come nazione croata, riavremo la libertà. E interessante notare che quando cominciarono le apparizioni a Medjugorje, i comunisti le spiegarono in termini di controrivoluzione. Padre Jozo Zovko, il parroco di allora, e quei 6 bambini avevano cominciatò una controrivoluzione!
Allora, a causa di una particolare omelia, padre Jozo venne accusato di tradimento allo stato e inizialmente condannato a 3 anni e mezzo di prigione. Poi la pena venne ridotta a 48 mesi, ma tutto questo esemplifica bene cosa hanno dovuto subire i croati in questi anni. Prima della guerra, nella nostra provincia c'era, oltre ad altre istituzioni, anche un Seminario di Teologia, uno dei rni~iori di tutta la Jugoslavia. Ora è distrutto e i seminaristi hanno dovuto trasferirsi all'estero per completare il ciclo di studi. Ma siamo sopravvissuti alla guerra e possiamo ancora sperare che il nostro sogno si avveri un giorno e diventi realtà. E in questo senso, anche la visita del Papa nelle nostre terre sarà di grande aiuto. E quindi probabile che con queste sue parole la Madonna si stia proprio riferendo al nostro sogno - quello di essere liberi di essere croati e cristiani senza che nessuno ci accusi e senza doverne soffrire.

PREGATE... IN MODO SPECIALE PERCHÉ SATANA È FORTE E VUOLE DISTRUGGERE LA SPERANZA NEL VOSTRO CUORE
… e nel cuore di TUTTI GLI UOMINI. Per questo Maria ci chiede di pregare in modo speciale. Se ci chiediamo cosa possa voler dire - pregare in modo speciale - penso che significhi pregare davvero con amore e prendere del tempo per farlo. In Croazia c'è un movimento che intende pregare un milione di Rosari affinché la visita del Papa abbia un esito positivo. Vi prego quindi ancora di partecipare a questa intenzione e sono certo che molti dedicheranno il loro digiuno a questo. Quando infine la visita del Papa avrà successo, sono certo che molti ritroveranno una ragione per sperare e quindi per riaprirsi a Dio.
E molti ricominceranno ad accettare Maria, la Regina della Pace. Maria ci ha detto spesso nei suoi messaggi qual è l'intento di Satana. Satana è forte e intende distruggere, ostacolare e creare confusione nei cuori e nella mente della gente, ma pregando possiamo impedirgli di farlo. E molto chiara la ragione per cui proprio ora tenti di distruggere la speranza nei cuori.
Dopo queste terribili esperienze di guerra, la speranza ha ricominciato a crescere nel cuore della gente e oserei dire che lo stesso è avvenuto anche grazie alla visita del Papa. Satana, invece, vuole che la speranza muoia, perché se non c'è speranza viene a mancare anche il coraggio di vivere, di provare gioia nel vivere e quindi anche di cercare di migliorare le cose.
Un uomò senza speranza si condanna davvero alla morte e preferisce morire invece che vivere. Maria, la Madre della Speranza, ci avverte invece di mantenere sempre viva la speranza e di non permettere mai che venga distrutta. Il vero sostentamento della speranza è sempre la preghiera, il digiuno, la confessione, la Santa Messa, la lettura della Bibbia e così via.
Ma di certo, e non solo qui nel nostro paese, Satana vuole distruggere le speranze nei cuori, soprattutto in quelli dei giovani.
Se è un giovane a perdere la speranza, il pericolo è ancora più grande, perché in questo modo viene a mancare la voglia di fare del bene nella vita. È triste, ma sono davvero tante oggi le vittime di questa mancanza di speranza, le stesse che poi si perdono nella droga o nell'alcolismo e finiscono con l'uccidersi. Non si può negare che il loro numero stia aumentando. Maria, la Madre della Speranza, ci chiama a sé e auguriamoci che tutti i cuori si aprano al suo insegnamento di speranza!

IO VI BENEDICO
La sua benedizione significa ancora una volta che Lei prega per noi, che intercede per noi. La sua benedizione è la sua presenza, il suo amore e la sua opera di incoraggiamento. Se siamo aperti a questa sua benedizione, allora riscopriremo cosa vuoI dire avere una mamma che ci vuole bene. Grazie all'amore che ha per noi, possiamo capire che siamo amati e, consapevoli del fatto di essere amati da Lei e da Dio, riusciremo anche ad amare noi stessi e chi ci circonda, come ci chiede di fare lo stesso Gesù. Gesù ci dice di amare Dio sopra ogni altra cosa e di amare i nostri fratelli come noi stessi. Quando amiamo diventiamo una benedizione per gli altri e Maria vuole fare di tutti noi una grande famiglia che si lasci guidare e insegnare. Mi auguro quindi che questa benedizione scenda su ognuno di voi. Le parole che ripete spesso alla fine dei messaggi - "Grazie per aver risposto alla mia chiamata" - sono molto importanti per noi, perché ci fanno capire che Maria ha bisogno di noi, che ci è grata per ogni nostra preghiera e per ogni buona azione che scaturisce dalla preghiera fatta con amore. E se allora chi ci sta attorno è ingrato e ci ingiuria, noi non dobbiamo rispondere con aggressività, perché sappiamo di essere amati e che, essendo dei figli amati, siamo tutti fratelli e sorelle.

Auguro a tutti voi che leggerete queste mie riflessioni di avere il cuore aperto a questa grandissima benedizione; il suo amore e la speranza che nutre per tutti noi. Spero che tutti abbiate trascorso delle vacanze piacevo-li e rilassanti e che non abbiate mai trascurato di pregare. Spero che siate pronti a tornare al lavoro, a scuola e alle altre responsabilità con coraggio e con tànto amore. Vi prometto le nostre preghiere e vi invito a pregare, come ci ha chiesto Maria.

Che Dio Padre, attraverso Maria, la Regina della Speranza, vi benedica tutti, le vostre famiglie, i vostri figli, uomini, donne e anziani. Che il Signore vi benedica tutti in quest'Anno della Famiglia, affinché possiamo rinascere e ricominciare a vivere la libertà che Dio ci offre. Signore, rendici capaci di trasmettere tutto questo anche agli altri. Che Dio vi benedica tutti!
Medjugorje, 26 agosto 1994