Maria a Medjugorje Messaggio del 25 aprile 2002: Cari figli, gioite con me in questo tempo di primavera quando tutta la natura si risveglia e i vostri cuori anelano al cambiamento. Apritevi figlioli e pregate. Non dimenticate io sono con voi e desidero portarvi tutti a mio Figlio affinché lui vi faccia dono dell’amore sincero verso Dio e verso tutto quello che viene da lui. Apritevi alla preghiera e chiedete a Dio la conversione dei vostri cuori, e tutto il resto lui vede e provvede. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

Civitavecchia, una devozione che continua

di Don Elio Carucci




Da quando la Madonnina pianse 14 volte, a partire dal 2 febbraio 1995, dinanzi a centinaia di testimoni e nel mese di marzo nelle mani dello stesso Vescovo, la devozione del popolo e di numerosi pellegrini provenienti da tutte le parti del mondo non ha cessato di manifestarsi nella chiesa di S. Agostino dove la statua è stata collocata.
La gente sosta volentieri dinanzi al cristallo che protegge la Madonnina ed entra in un dialogo intimo e personale con lei. Ma lì non è possibile penetrare poiché tutto rimane custodito nel segreto dei cuori di Maria e dei fedeli. Ed è forse l’esperienza più profonda e duratura.
Tuttavia man mano che passa il tempo si nota che la devozione non soltanto continua, ma si è purificata. Si assiste ad un aumento qualitativo dei pellegrini, che sono spinti non più dalla curiosità ma da intenzioni più valide. Coloro che ogni giorno si recano in visita alla Madonnina lo fanno per cercare di capire il senso di quel pianto, ognuno col suo dono, con la sua sensibilità spirituale, con la sua esperienza di vita e tutti con la grazia dello Spirito Santo.
Buona partecipazione di pellegrini civitavecchiesi, un migliaio circa, si registra in ognuno dei due pellegrinaggi annuali. Il primo viene svolto alla vigilia della prima lacrimazione il primo giorno di febbraio, e il secondo l’ultimo giorno di maggio a chiusura del mese mariano.
I pellegrinaggi si svolgono sempre a piedi, di sera, intorno alle ore 20,30, con i flambeaux. I pellegrini per nulla scoraggiati dal freddo o dal maltempo, partono dal centro città coprendo una distanza di circa dieci chilometri, durante i quali si eleva la preghiera del Santo Rosario con intenzioni particolari per la pace nel mondo per la Chiesa e per le famiglie. Apre ciascun pellegrinaggio una croce luminosa e un’immagine della Madonna Pellegrina, ambedue montate su apposite portantine: vengono portate a spalla, a turno e con grande devozione dai partecipanti fino alla chiesa parrocchiale dove viene celebrata la Santa Messa dal Vescovo a chiusura del pellegrinaggio.
Davanti all’immagine della Madonnina si verificano continuamente moltissime conversioni. Lo attestano i sacerdoti in servizio presso il confessionale che quotidianamente accolgono persone, le quali dopo numerosi anni sentono nascere il desiderio di riavvicinarsi ai sacramenti.
I numerosi ex-voto custoditi in un ambiente attiguo alla chiesa e due cassette di sicurezza piene di oggetti d’oro vogliono testimoniare le grazie ricevute.
Inoltre vengono custoditi più di quaranta registri, di circa cento pagine cadauno, dove in questi dieci anni gli stessi fedeli hanno annotato le grazie ricevute, la lode o il ringraziamento a Dio e alla Vergine, le richieste di protezione per se stessi o per le famiglie... Un’analisi più impegnata scoprirebbe la presenza di Maria nella vita ordinaria e nei casi più imprevisti dell’esistenza umana. Numerosi anche le lettere, i biglietti vari, le foto. La continua richiesta di pregare davanti all’Eucaristia e di venerare la sacra immagine mariana ci impegna a mantenere aperta la chiesa ininterrottamente dalla mattina fino a sera inoltrata, sia nel periodo estivo che invernale.
Per quanto riguarda l’accoglienza ai pellegrini, oltre alla possibilità di accedere al sacramento della Riconciliazione, vengono celebrate nei giorni feriali due Sante Messe, una al mattino e una nel tardo pomeriggio, e sei nei giorni festivi o di solennità, oppure con orari diversi su richiesta dei gruppi.
L’adorazione Eucaristica e il Santo Rosario sono divenuti celebrazioni quotidiane. Inoltre la Parrocchia nell’arco di ogni mese, con appuntamenti fissi accoglie svariati gruppi diocesani di preghiera. Vengono accolti anche gruppi ecclesiali per ritiri spirituali della durata di un giorno.
Non mancano persone o comitive che vengono dall’estero: dalla Corea, dal Giappone, dalla Malaysia, ma anche dalla Spagna, Columbia, Mexico, Filippine, Inghilterra, Stati Uniti… Basterebbe soffermarsi a leggere gli scritti espressi in varie lingue, accanto alla Madonnina, negli appositi registri. È degno di nota che annualmente, soprattutto nel mese di agosto, sono presenti gruppi di famiglie di religione islamica di varie etnie, che vengono a Civitavecchia «per onorare Maria».
Nella Parrocchia sono presenti cinque sacerdoti fissi, due sacerdoti collaboratori, un diacono permanente, tre suore, alcuni ministri straordinari dell’Eucaristia, altri ministranti, collaboratori laici.
Uno dei modi per comunicare con il mondo dei devoti è la rivista bimestrale «La Madonnina di Civitavecchia», associata all’Unione Redazionale Mariana (URM), che conta circa cinquemila abbonati. Ma al di là di essa il contatto vivo è assicurato dalla preghiera alla Madre di Dio da parte dei fedeli e dalla sua presenza consolatrice presso di loro.
Mai come a Pantano si sperimenta che Maria conduce a Cristo e, per mezzo di lui nello Spirito Santo, al Padre. Si direbbe che le sue lacrime di sangue sono state sparse per chiamare uomini e donne al sacrificio del Redentore attualizzato nei sacramenti della Riconciliazione e dell’Eucaristia. Rincuorati dalla certezza che una Madre in cielo pensa ai suoi figli pellegrini sulla terra, questi proseguono nella preghiera e nell’impegno cristiano il cammino verso la patria beata.

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