Maria a Medjugorje Messaggio del 12 settembre 1985:Cari figli, in questi giorni (Novena per la festa dell'Esaltazione della Croce) voglio invitarvi a porre al centro di tutto la Croce. Pregate in particolare davanti alla Croce, da cui derivano grandi grazie. In questi giorni fate nelle vostre case una consacrazione speciale alla Croce. Promettete di non offendere Gesù e la Croce e di non arrecargli ingiurie. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

Le lacrime della Madonna di Civitavecchia





E’ alta 42 centimetri ed ha un basamento di circa 5 centimetri. Pesa poco più di due chilogrammi ed è stata realizzata nel laboratorio di un artigiano croato, Sqepan Vlaho, di 38 anni in un paesino a pochi chilometri da Medjugorje. Quando il giornale tedesco "Bild" pubblica, quasi facendola sua, la tesi del ‘Telefono antiplagio’ - secondo la quale all’intemo della statuetta ci sarebbe una pompetta sensibile agli impulsi di un telecomando - Vlaho replica così all’inviato del popolare quotidiano: "lo non ci ho messo proprio niente. Nella statua che è uscita dal mio negozio c’è solo gesso, acqua e il sudore mio e della mia famiglia. I trucchi ce li hanno messi gli italiani".
La Madonnina è stata acquistata i primi giorni del settembre ‘94 da don Pablo Martìn in un negozio davanti alla chiesa di Medjugorje. "Ce n’erano tante - ricorda il parroco -. Erano tutte in fila, tutte uguali, e ne ho presa una a caso". Insieme alla Madonnina, il sacerdote acquista anche un Santo Stefano, destinato ad un’altra famiglia, e spende in tutto meno di 50.000 lire.
Quando rientra a Civitavecchia, dona la statuetta ai Gregori, i quali gliel’avevano chiesta per avere un’immagine sacra da mettere a protezione della loro casa. Ed è proprio il religioso a completare i progetti di Fabio e Anna Maria: i coniugi intendono metterla in giardino e don Pablo abbozza il disegno di una nicchia da realizzare con le pietre della spiaggia di Sant’Agostino.
Fabio Gregori - che ama lavorare in giardino e in casa - si mette subito all’opera. "La prima parte è stata facile, ma per quella superiore, quando dovevo realizzare la mezza cupola, mi sono trovato un po’ in difficoltà: non era semplice tenere su il tutto, nell’attesa che il cemento facesse presa. Ho fatto come gli indiani - racconta con fierezza un pomeriggio, mentre vanga il terreno lungo la nuovissima recinzione del giardino - ho messo due pezzetti di legno all’interno e sopra della paglia. E’ su questa che ho appoggiato pietre e cemento. Quando quest’ultimo si è solidificato, ho tolto legni e paglia ed ho ammirato quel piccolo capolavoro.Sì, era venuta proprio bene".

Fatta la nicchia, la statuetta tutta bianca viene sistemata al suo interno, con il volto che guarda le scale, la parte destra della casa e il viottolo d’ingresso, appena abbozzato sull’erba. La Madonnina deve proteggere la casa e testimoniare la fede del Gregorì, ma ha un punto debole. Non è stata fissata e per questo rotola a terra varie volte. Un giorno, la piccola Jessica, che ogni tanto l’accarezza e la bacia, la fa cadere con una certa violenza e si crea quella scheggiatura sopra la parte destra della fronte, sul velo, che poi - insieme ad altri graffi e piccoli segni sul busto - porterà la polizia ad affermare l’impossibilità che la statua sia stata sostituita dopo le lacrimazioni. Viste le conseguenze di quella caduta, Fabio Gregori decide di fissare con del cemento l’immagine della Madonna. E’ metà settembre del 1994.


2 febbraio: le prime lacrime

La storia della Madonnina di Civitavecchia inizia nel pomeriggio del 2 Febbraio 1995, quando Jessica Gregori prima di salire in macchina per recarsi nella chiesa di S. Agostino scorge sulle guance della statuetta della madonna in giardino delle lacrime di sangue. Il padre della piccola subito parla con il parroco Don Pablo e la notizia inizia a correre tra i conoscenti del sacerdote ed in breve raggiungerà anche la stampa.

3 febbraio: il fenomeno si ripete

La giornata per i Gregori inizia con la solita routine ma nel pomeriggio il sacerdote Don Pablo divulga la notizia ai propri parrocchiani durante la funzione delle 16,30. Il parroco non ha dubbi sull'eccezionalità dell'evento e invita tutti alla preghiera. Alla sera una nuova lacrimazione ha luogo davanti a sette testimoni e si rende necessaria la comunicazione al vescovo dell'accaduto.

4 febbraio: si moltiplicano lacrime e folla

Nella mattinata di questo sabato inizia il via vai di persone intorno alla villa dei Gregori, la notizia si diffonde sempre di più e nel pomeriggio accorrono oltre a decine di fedeli anche i primi giornalisti e soprattutto le forze dell'ordine. Nella notte si ripetono le lacrimazioni a cui assistono anche alcuni giovani di passaggio al ritorno da una discoteca.

5 febbraio: i primi test e l'assedio

I giornali pubblicano la notizia ed inizia una grande affluenza alla casa dei Gregori di curiosi e di fedeli. La mattina alle 8,30 si ha una nuova lacrimazione a cui assistono molti fedeli raccolti in preghiera di fronte alla statuetta. Alle 12 un analista esegue le prime analisi del sangue delle lacrime, e già iniziano a girare le voci sulla presenza di sangue umano. In serata inizia l'arrivo della televisione e già la notizia viene diffusa nei t.g. nazionali.

6 febbraio: la statuetta lascia la nicchia

La mattina prestissimo Fabio Gregori ormai stanco del continuo assedio decide di portare la statuetta nella chiesa di S. Agostino affidandola alle cure di Don Pablo. Il vescovo chiede comunque che la statuetta prima di più approfonditi accertamenti non venga custodita in chiesa e chiede che sia restituita ai suoi proprietari, così per evitare ancora l'assalto della folla viene custodita nella casa di Giovanni Gregori.

Nei giorni successivi la statuetta rimarrà nascosta, mentre il vescovo chiede cautela sulla valutazione prematura dei fatti. Già il 7 febbraio si hanno i risultati delle prime analisi che confermano la presenza di un liquido biologico, presumibilmente sangue. Il vescovo ascoltati alcuni suoi conoscenti testimoni dell'accaduto decide di nominare una commissione teologica che ha il compito di fare luce sull'accaduto.

Il vescovo incontra i Gregori, e all'inizio degli accertamenti la statuetta passa nelle mani della diocesi ben custodita in un luogo segreto.

Il 10 febbraio la madonnina viene sottoposta ad un breve esorcismo per scongiurare la presenza demoniaca e nel pomeriggio viene portata al policlinico romano "Agostino Gemelli" per ritornare a Civitavecchia la sera stessa. Il giorno dopo il vescovo dichiara che non ci sono trucchi all'interno della statuetta, ma solamente una struttura piena e compatta. La statuetta viene tenuta nella residenza del vescovo in attesa dei risultati dei test. Il 28 febbraio arrivano i risultati delle analisi: sangue umano con caratteristiche maschili. La notizia esplode su giornali e tg. Il primo marzo il vescovo di Civitavecchia si reca in Vaticano dal cardinale Ratzinger poiché ormai il fatto ha investito l'opinione pubblica e non e' più di interesse della sola diocesi. Il porta voce della Santa Sede richiama alla cautela e alla preghiera a Maria.

Non tarda ad arrivare un esposto del CODACONS che ritiene sia in atto un abuso della credulità popolare ai danni dalla religione Cattolica mentre il telefono Antiplagio formula le prime teorie su una possibile sostituzione di statuette, ai quali Don Pablo e Fabio Gregori rispondono con tranquillità e fiducia negli avvenimenti, pensavano ad uno scherzo ma davanti alle tante lacrimazioni hanno scartato immediatamente ogni ipotesi scettica.

La magistratura entra in campo il 7 marzo per dare corso ai vari esposti anche se il vescovo si ritiene scettico sull'intervento di questa. Hanno inizio le perquisizioni nella casa dei Gregori e di alcuni parenti e amici ma non viene trovato nulla di rilevante.

La polizia rende noti i risultati delle proprie indagini affermando che non ci sono state sostituzioni di statuette, questo e' stato accertato grazie anche alle particolari scheggiature e imperfezioni della statuetta riscontrate nelle foto delle lacrimazioni e in quella delle analisi che coincidono perfettamente. Inizia però una sotterranea lotta tra curia e commissariato, il quale vorrebbe tenere sotto sequestro la madonnina per ulteriori esami, ma il vescovo e' irremovibile all'idea di cedere la statuetta. Le analisi continuano ma la Madonnina rimane nelle mani del Vescovo.

Il 4 aprile viene alla luce una straordinaria rivelazione che spiega l'irrigidimento del vescovo verso l'autorità' giudiziaria: la Madonnina ha lacrimato nelle sue mani. I periti avevano notato un' allungamento delle lacrime segno di un nuovo fenomeno e il vescovo e' costretto a fare emergere la verità. Intanto decide di ridare alla chiesa di sant'Agostino e al culto dei fedeli la statuette nel giorno di Venerdì santo senza però nessun riconoscimento da parte dell'autorità' ecclesiastica ma grazie alle grandi richieste della popolazione.

Il 6 aprile però mentre fervevano i preparativi per la nicchia e per le celebrazioni della pasqua la madonnina viene sequestrata poiché elemento di indagini e quindi impossibile lasciarla libera di essere toccata e magari manomessa. Lo scontro tra curia e magistratura e' durissimo.

Il dissequestro arriverà il martedì dopo Pasqua, dopo una fredda settimana santa. Ma ora inizia la lotta della magistratura per ottenere l'analisi del DNA dei Gregori, i quali si rifiutarono e tutt'ora non sono state eseguite.

La Madonnina torna definitivamente a Pantano il 17 giugno e subito inizia il lento pellegrinare dei fedeli che tutt'ora continua.

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