Maria a Medjugorje Messaggio del 25 giugno 1985:4° anniversario delle apparizioni. Alla domanda di Marija Pavlovic: "Che cosa vuoi dire ai sacerdoti?", la Madonna ha risposto così:"Cari figli, vi esorto ad invitare tutti alla preghiera del Rosario. Col Rosario vincerete tutti gli ostacoli che satana in questo momento vuole procurare alla Chiesa cattolica. Voi tutti sacerdoti, recitate il Rosario, date spazio al Rosario. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!".

Ghiaie di Bonate: TERZA APPARIZIONE





lunedì 15 maggio 1944

Terzo giorno dall'inizio delle apparizioni. Le notizie dei fatti di Ghiaie si sono diffuse rapidamente tutto attorno. E con le notizie vere, purtroppo cominciano a circolare, come sempre succede in questi casi, anche le versioni fantastiche.
Va precisato subito che i genitori, i parenti della bambina e i sacerdoti della parrocchia mantengono un contegno molto prudente e riservato. Anzi, si dimostrano molto perplessi, per non dire scettici. Tutti attendono con ansietà e trepidazione gli sviluppi e la soluzione del fenomeno che minaccia di assumere proporzioni clamorose. I più vicini ai fatti, soprattutto i genitori e i parenti della veggente, cominciano ad angustiarsi seriamente. Soprattutto la mamma Annetta, che al principio aveva preso la cosa come un innocente scherzo di bambini, vedendone gli sviluppi, comincia a preoccuparsi molto. E così quel lunedì, quando Adelaide tornò da scuola, si fece coraggio e si decise a parlarne seriamente con la bambina. Le confidò le sue preoccupazioni per le conseguenze della storia se fosse continuata e alla fine concluse seriamente: « Questa sera non ci andrai più».
Adelaide ascoltava calma e con attenzione, rispondendo con poche parole, ma dando l'impressione di non prendere l'ammonizione sul serio, « quasi come se volesse prendere in giro ».
Anche papà Rico era preoccupato. Con sua moglie arrivò perfino a piangere quella settimana, anche perché, non vedendosi ascoltati e ubbiditi, giunsero a picchiare la bambina: « Non abbiamo mai picchiato come in quella settimana », confessava papà Rico con desolazione.
La mamma poi, piena di vergogna, sentendosi additata dalle altre donne, cercava di farsi vedere il meno possibile, evitava i curiosi. Per di più, quando si soffermava a pensarci, concludeva tra sé: « No, non è possibile, non è vero. Non sono degna io di queste cose ».
Il papà temeva anche le conseguenze politiche. Era molto facile a quei tempi finire in prigione per disturbo dell'ordine pubblico e magari essere deportati in Germania nei campi di concentramento con l'accusa di « disfattismo », soprattutto quando si parlava di guerra. La tensione era altissima.
La bambina pagava puntualmente le conseguenze di queste paure e di questi malumori con percosse, come si usava a quei tempi. Tempi di poche parole e sonori scapaccioni.
Le domande sulle apparizioni si infittivano e nessuno ormai la lasciava in pace.
Le testimoni più vicine ai fatti della terza giornata sono Giulia Marcolini di otto anni, sorella di Severa, piuttosto tremenda. Le compagne l'avevano battezzata con il soprannome di « Giulietta Tiracalci ». Non che si fosse specializzata solo in questi, perché, all'occorrenza, sapeva anche graffiare.
La seconda testimone è Itala Corna, una bambina graziosa, buona, seria, non ancora settenne che proveniva da Sesto San Giovanni. Sua madre era morta da poco e lei viveva con la nonna. E la bambina che in alcune fotografie appare accanto ad Adelaide nelle prime apparizioni.
Le tre amichette tornano a casa felici dalla dottrina che si teneva all'oratorio parrocchiale in preparazione alla Prima Comunione. Quel pomeriggio, nella piazzetta del Torchio, si è già radunata una folla di un centinaio di persone. Le due compagne sollecitano Adelaide: « Adelaide, la gente laggiù ti aspetta».
Proseguendo, le tre si imbattono in Bettina e Severa.
« Voi non venite questa sera perché vengono la Giulia e l'Itala », dice loro Adelaide.
Per Giulia e per Itala, Adelaide provava una simpatia speciale, perché erano suppergiù sue coetanee e avrebbero fatto, come lei, la Prima Comunione il 28 di quel mese.
Inoltre, siccome le amichette più grandi e lo stesso Candido avevano confermato che nel prato Colleoni, quando appariva la Madonna ad Adelaide, succedeva qualche cosa che faceva meraviglia e quasi metteva paura, la famiglia Roncalli decise finalmente che « bisognava andare a vedere». Il guaio è che i genitori e le sorelle non se la sentivano di farsi « notare dalla gente », perciò incaricarono Maria e Nunziata, cugine di Adelaide: la prima di ventun'anni, la seconda di venti. La loro missione avrebbe dovuto consistere nel nascondersi dietro qualche pianta, osservare bene ogni cosa e poi riferire. Molto saggiamente la famiglia Roncalli preferisce non compromettersi direttamente in questa faccenda che può avere gravi conseguenze.
Stranamente questa sera le bimbette non si fermano alle loro case, neppure per prendere la famosa carriola, e infilano subito il viottolo che porta al luogo fissato. Una a una attraversano il rigagnolo saltellando sui ciottoli che spuntano fuori. L'ora è già passata da poco, ma esse procedono con calma e mentre camminano recitano assieme, senza alternanze, a media voce, tre Ave Maria, un Gloria Patri, un Requiem, una Salve Regina, insomma un piccolo campionario di tutte le preghiere che hanno imparato a memoria al catechismo. Pregano senza tanta devozione, tant'è vero che ogni tanto scoppiano a ridere e scherzano volentieri, come possono notare le soprannominate cugine che, nel frattempo le avevano precedute per andare a nascondersi dietro un albero oltre la rete di un vivaio sul lato opposto.
Quando giungono al luogo delle apparizioni, Adelaide si inginocchia per terra, nello stesso posto occupato ieri.
Si inginocchiano anche le due amiche, Giulia a destra e Itala a sinistra (quello sarà sempre il lato di Itala anche nelle seguenti apparizioni come risulta dalle fotografie). Tutte e tre tengono le mani giunte.
A un certo punto le due compagne, impazientite, soprattutto Giulia, domandano: « Ma dove è la Madonna? Io non la vedo. La vedi tu? Non è ancora venuta?
« No, non è ancora venuta; aspetta ancora un po », risponde Adelaide.
Nunziata e Maria spiano attentamente alle spalle delle tre bambine e ascoltano tutto. Purtroppo, volendole vedere anche in volto, si spostano verso destra. Giulia avverte il fruscio provocato dall 'erba e lo scricchiolio della rete metallica alla quale Nunziata e Maria si erano appoggiate. Si volta di scatto e si mette a ridere, contenta di averle scoperte, e avvisa le compagne: « Guarda, guarda la Maria ».
Ma Adelaide non risponde, non si muove. Dice soltanto a Itala: « Itala, fa' un fioretto, su, fa' un fioretto, non guardare indietro! »
Itala fa un fioretto a metà: si volta indietro, ma non parla e non ride.
Vistesi scoperte, Maria e Nunziata, da dietro la rete, le richiamano sottovoce: « Zitte, zitte, sciocchine! »
Finalmente si ristabilisce la calma e una certa atmosfera religiosa. Le bimbe recitano ancora una Salve Regina, ma non giungono a terminarla. Verso la metà, infatti, Adelaide diventa immobile, rigida, come nelle volte precedenti.
Frattanto il gruppo dei curiosi si era arrestato, rispettosamente lontano, ai due capi del viottolo. Vicino alle bimbe c'erano solo Maria e Nunziata.
Dopo pochi secondi, Adelaide, senza muovere il capo e senza indicare con il dito, grida tutta eccitata e gioiosa:
« Vedi là le due colombine. Non le vedi, Itala? Non le vedi, Giulia? ». E qualche istante dopo: « Ecco adesso vanno le colombine e viene la Madonna con il Bambino ».
E poi, sempre senza distrarre lo sguardo: « Ecco adesso viene san Giuseppe con altri due uomini... Uno sembra il mio Matteo, l'altro sembra il mio Luigi ».Luigi è suo fratello militare e Matteo è il cugino del papà di Adelaide.Maria e Nunziata ascoltano stupite." Che strano!", dice fra sé Maria. "Che cosa mi tira fuori questa sera l'Adelaide?"
Questa intanto continuava il suo muto colloquio con l'apparizione. Muoveva sensibilmente le labbra, ma le parole non si udivano né si potevano indovinare. Poi la visione termina come le precedenti. Adelaide lascia andare le mani sciolte, abbassa la testa e si alza. Ma questa sera, spontaneamente, fa il segno della croce, imitata subito dalle amichette. Come mai? Forse che l'abbia visto fare dalla Madonna?
Si avviano verso casa. I curiosi si avvicinano: « Hai visto ancora la Madonna, Adelaide? »
« Si, l'ho vista».
« Che ti ha detto? Come era vestita? Adelaide, perché non ce lo dici? »
Adelaide risponde frammentariamente, quasi infastidita. La gente rimane delusa. Allora si rivolgono a Maria e Nunziata, che da dietro la rete seguono le bambine nel ritorno e se la prendono con loro: « Brutte monachelle ipocrite! Avete fatto la spia, eh? Che cosa avete visto? Non avete visto nulla, non è vero? Siete contente adesso? Avete visto gli uccelli, no? Che cosa avete visto? »
Le due ragazze sgusciano via e Maria, per sbarazzarsi della gente, butta là un: « Se sono rose, fioriranno ».
Le tre bambine, sulla piazza, sono gia ritornate ai loro giochi, scherzi e risate, finché Giulia e Itala non rientrano nelle loro case per la cena. Maria e Nunziata raggiungono di corsa casa Roncalli. La mamma, il papà e le sorelle più grandi di Adelaide aspettavano ansiose il resoconto delle due ambasciatrici...
Pochi minuti dopo rientra anche Adelaide cercando rifugio in casa per sottrarsi all'entusiasmo, alla curiosità e anche agli schemi della gente.
Maria e Nunziata approfittano subito del momento per interrogarla: « Che cosa hai visto questa sera? »
« Ho visto la Madonna col Bambino; poi vennero san Giuseppe e due santi ».
« Perché hai nominato Matteo e il tuo Luigi? »
« Perché uno di questi santi aveva i capelli ricciuti come Matteo e l'altro in faccia sembrava tutto il mio Luigi».
« E che cosa ti ha detto stasera la Madonna? »
« Mi ha detto che, se preghiamo e facciamo penitenza, fra due mesi la guerra finirà ».
Le domande si ripetono, vengono chieste precisazioni e conferme. La piccola risponde sempre calma, sicura e coerente.
Poi, mentre gli adulti si consultano fra di loro, Adelaide ne approfitta per ritornare ai suoi giochi.
« Che cosa ve ne pare di tutta questa faccenda? Parlate chiaro e netto », domanda il padre alle due inviate.
« A mio parere sembrerebbe una cosa seria e vera. Io credo che la bambina veda qualche cosa davvero », risponde Maria.
« Certo, bisognerà vedere ancora in seguito. Stasera stranamente ha nominato Matteo e Luigi... basta! Si vedrà! », aggiunge Nunziata.
Il padre scrolla la testa, preoccupatissimo: « Che l'Adelaide non mi racconti frottole, altrimenti la strozzo ».
La mamma ascolta e piange silenziosamente. Fuori la gente comincia a disperdersi e a rincasare, commentando i fatti in vari sensi.
Da parte sua, Adelaide, da questa sera in poi, prima di potersi addormentare, dovrà pagare un doloroso e stressante pedaggio alla buona e terribile sorella Catì che le si fa vicina e con accento misterioso le sussurra:
« Tu, Adelaide, sei sveglia? Vedi, siamo qui sole, nessuno ci vede, nessuno ci sente. Dimmi, Adelaide, è proprio vero che hai visto la Madonna? Ma proprio vero? Una vera Madonna? O forse hai detto una bugia o ti sei ingannata senza saperlo e adesso hai vergogna di confessare? Dimmelo, Adelaide. Solo a me; io non lo dirò a nessuno, lo giuro, neh? Neh che non è vero? »
« No, invece è vero, te l'ho detto. Lasciami dormire, Catì », rispondeva la piccola piena di sonno.La mamma dal piano di sotto chiama le figlie per accertarsi che stiano dormendo. Per Catì è quella una buona occasione per ritornare all'assalto. Scuote la sorellina:« Tu, Adelaide, senti... la mamma ti chiama».« Che cosa vuole? »La mamma ormai tace, ma non Catì: « Tu, Adelaide, dunque anche questa sera hai visto la Madonna? Tu, Adelaide, Adelaide, rispondimi, poi ti lascio dormire. E che cosa ti ha detto stasera la Madonna? »
« Mi ha detto che fra due mesi verrà la pace se preghiamo... »
« Ma va' là, sei bugiarda come Giuda. Sei proprio sicura che ti ha detto due mesi? Ieri sera dicevi due anni ».
« Si, sono proprio sicura. Mi ha fatto vedere un cartello che l'aveva in mano il Bambino e aveva un cordone d'oro lungo così [e Adelaide apre le braccia per indicare circa un metro] e io non capivo perché era scritto in italiano e allora me l'ha letto l'angelo custode e mi ha detto che fra due mesi verrà la pace... Lasciami dormire, Catì!»Ma la piccola poté dormire solo quando piacque a Catì, cioè dopo avere narrato quattro o cinque volte la visione. Innanzi tutto ci rendiamo conto da ciò che rivela Catì che Adelaide non dice tutto e subito. Di solito risponde solo su ciò in cui viene interrogata e, i particolari, bisogna cavarglieli con le pinze, pertanto non c'è da meravigliarsi se a volte affiora improvvisamente qualche cosa di nuovo, magari a parecchi giorni di distanza. Sarebbe facile, anzi fin troppo facile, concludere che la bambina inventi qualche cosa di nuovo ogni volta, ma ci sembra più prudente pensare che Adelaide concepisca le visioni come qualche cosa di personale, di strettamente suo e che gli altri non c'entrino, per cui non si ritiene in obbligo di sciorinare ad altri le sue esperienze con la Madonna. E’ interessante riportare che cosa scrive don Cortesi in un suo libro su questa terza apparizione:« Questa sera la visione fu annunciata dal volo di due colombe che, uscendo dal cielo, avanzavano da oriente una dietro l'altra, scendendo lente verso il luogo delle apparizioni. Qui volteggiarono per qualche secondo. Erano di colore chiaro, colle penne lucenti, dai riflessi cangianti. Poi scomparvero per la stessa via. Allora avanzò il corteo celeste: precedeva la Vergine col Bambino in braccio, seguiva san Giuseppe, fiancheggiato da due ignoti personaggi: due santi, dice la piccola. Quello di sinistra aveva i capelli ricciuti e rassomigliava bene al cugino Matteo; quello di destra pareva tutto il fratello Luigi, tanto che la piccina credette per un momento che il suo Luigi fosse morto e scendesse dal Paradiso a rivederla. Lungo il percorso i due santi conversavano con san Giuseppe... La Vergine si fermò al solito posto, sospesa in aria con il Bambino sul braccio sinistro; alla sua sinistra stava san Giuseppe. Conservavano tutti e tre lo stesso vestito e lo stesso atteggiamento della sera precedente. I due santi si collocarono dietro a loro su un piano più elevato...»
Per scrivere tutto questo, don Cortesi dovette interrogare Adelaide quanto prima poté.
Moltissime persone, compresa la mamma, in quel giorno e nel giorno precedente avevano raccomandato, angosciate, ad Adelaide: « Domanda alla Madonna quando finirà questa guerra, quando verrà la pace ».
La risposta alla domanda era già venuta la sera precedente: « La guerra finirà fra due anni », aveva detto la Madonna. Ma, come abbiamo già narrato, dinanzi alla paurosa prospettiva di altri due anni di guerra, tutti erano abbattuti e si erano sdegnati con la bambina e perfino con la « sua Madonna », che si permetteva di scherzare sulle tragedie umane con quel messaggio inaspettato e scoraggiante. No, non era proprio questo che si attendevano da lei, Madre di Dio e di tutti noi.
« Avrai capito male, la Madonna avrà voluto dire due mesi, vedrai che è così, domanda ancora domani », dicevano alla piccola.
Adelaide di fronte a queste reazioni si era turbata profondamente e si era giustificata così: « Non avrò capito bene, si, ma domani domanderò meglio alla Madonna ».
Perciò fino dalla sera precedente del 14 maggio, nella mente di Adelaide era acquisito che « due anni erano troppi » ed era anche acquisito che il termine di tempo che poteva soddisfare la folla, perché da essa stessa suggerito, era di « due mesi ».Comunque, questa sera Adelaide aveva ripresentato la domanda: « Tu, Madonna, mi ha detto la gente quando viene la pace ».Allora improvvisamente tra la Vergine e san Giuseppe, a livello del loro petto, apparve un cartoncino bianco di circa cinquanta centimetri per trenta, sospeso a un filo d'oro che si perdeva in cielo. Vi era scritto in bergamasco, a grandi caratteri neri su due righe: « Fra due mesi viene la pace», «De' ke du mis al vee la pas». Poi la Madonna, passato il Bambino a san Giuseppe, spiegò: « Di' a tutta la gente di pregare e fare penitenza; se pregheranno e faranno penitenza, verrà la pace ».
Ma, racconta la bambina, il termine dei « due mesi » non era contenuto in questa spiegazione orale. « L'ho letto io sul cartello », sostiene Adelaide. D'altra parte sul cartello non era indicata la condizione. E qui don Cortesi si pone una domanda concreta:« Come poté leggere il bergamasco, che è laboriosa impresa anche per i provetti e per giunta a una distanza di una dozzina di metri, quando Adelaide, solo sillabando difficoltosamente, sa leggere l'italiano? » A questa obiezione, Adelaide aveva risposto a don Cortesi: « Ma le parole erano grandi e chiare ». E alla sorella Catì, la sera stessa a letto, aveva detto che l'angelo custode glielo aveva letto. Su questo particolare del cartello ci sono molte perplessità e contraddizioni anche da parte della stessa veggente. Nessuna meraviglia: abbiamo già detto che questo è normale.
Ma c'è un'altra perplessità. Nel suo Diario, Adelaide non menziona per nulla il « cartello » e l'apparizione dei due personaggi sconosciuti, mentre li ricorderà nell'apparizione avvenuta il 28 maggio, quella che definiremo « la più solenne ». Come mai? Anche di questo riparleremo più avanti, nel commento alla decima apparizione. Per ora basti dire che sono due santi, san Matteo e san Giuda Taddeo, del cui significato tratteremo nel commento sopraccitato.
Come al solito, riportiamo ciò che Adelaide ha annotato nel suo Diario, scritto successivamente alle apparizioni. In esso c'è qualche cosa che subito non deve avere detto: il messaggio drammatico della Madonna, non solo riguardo alla pace, ma anche riguardo i « figli ammalati ».
Leggiamolo:
« 15 maggio. Poco prima delle ore sei giunsi sul posto delle apparizioni con le mie compagne: Itala Corna e Giulia Marcolini. Impiegai molto tempo a raggiungere il posto perché la strada era affollata. Il punto luminoso preceduto dalle due colombine apparve e lentamente si avvicinò manifestando la Santa Famiglia più luminosa del solito. Gli occhi luminosi e azzurri di Gesù Bambino in questa apparizione attirarono la mia attenzione in modo particolare. Il vestitino che lo copriva fino ai piedi era liscio, a forma di camicia, in colore rosa cosparso di stelline d'oro. La Madonna vestiva un abito azzurro con un velo bianco lunghissimo che le scendeva dalla testa. Piccole stelline formavano un 'aureola al volto della Madonna: sui piedi aveva due rose e fra le mani giunte la corona del rosario. Molte persone mi avevano raccomandato di dire alla Madonna di fare guarire i loro figli e di chiederle quando veniva la pace. Riferii tutto alla Madonna la quale mi rispose: «Di' loro. che se vogliono i figli guariti devono fare penitenza, pregare molto ed evitare certi peccati. Se gli uomini faranno penitenza, la guerra finirà fra due mesi altrimenti poco meno di due anni. Recitò una decina del rosario con me, poi lentamente si allontanarono finché disparvero».Evidentemente nel testo ci sono alcune circostanze di accavallamento con altre apparizioni. Ma ciò che conta è il messaggio.

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