Maria a Medjugorje Messaggio del 27 novembre 1983:Pregate il più spesso possibile questa preghiera di consacrazione al Sacro Cuore di Gesù: “O Gesù, noi sappiamo che tu sei misericordioso e che hai offerto il tuo cuore per noi. Esso è incoronato dalle spine e dai nostri peccati. Noi sappiamo che tu ci supplichi costantemente affinché noi non ci perdiamo. Gesù, ricordati di noi quando siamo nel peccato. Per mezzo del tuo Cuore fa’ che tutti gli uomini si amino. Sparisca l’odio tra gli uomini. Mostraci il tuo amore. Noi tutti ti amiamo e desideriamo che tu ci protegga col tuo Cuore di buon pastore e che ci liberi da ogni peccato. Gesù, entra in ogni cuore! Bussa, bussa alla porta del nostro cuore. Sii paziente e non desistere mai. Noi siamo ancora chiusi perché non abbiamo capito il tuo amore. Bussa continuamente. Fa’, o Buon Gesù, che ti apriamo i nostri cuori almeno nel momento in cui ci ricordiamo della tua passione sofferta per noi. Amen”.

Rajco e Ivanka, poi Vicka:Come dei giovani testimoniano la fede




“Uno sguardo ora a Ivanka. sempre più schiva. Parlai con il suocero. Mi disse che hanno affidato a Ivanka la conduzione della casa; per loro è una figlia. Da Milano —se non sbaglio- è già arrivato tutto l'occorrente per il nascituro. Raiko ha studiato per due anni medicina a Sarajevo —difatti quando io fui nel settembre dell’85 ospite in casa Elez sapevo che un figlio faceva l’università— ma poi fu preso di mira dai professori per la crocetta che portava ai collo,e allora, anziché rinunciare a testimoniare la sua fede, rinunciò alla professione di medico. Ora lavora nel chiosco che è del fratello come un qualsiasi dipendente.
Anche Ivanka, mi raccontò una volta, interruppe gli studi per lo stesso motivo. Un giorno un professore le strappò la catenina con la croce che portava al collo e la gettò nel cestino delle carte. Lei pianse, il professore si pentì e le diede una manciata di denari perché ne comperasse un’altra, ma lei preferì lasciare la scuola. Così pure Vicka, derisa per la “sua Madonna” dai professori atei, non si presentò agli esami di riparazione e rinunciò a prendersi un diploma sia pure modestissimo. Se questi gesti da un lato rivelano il carattere di questi ragazzi, dall’altro ti dicono il tono irreligioso e antireligioso della scuola, per cui testimoniare la propria fede vuol dire esporsi a qualsiasi angheria e ingiustizia. La Madonna sapeva dove scegliersi i suoi angeli, portatori coraggiosi dei suoi massaggi ” (Sr. Margherita)

Ben diverso il trattamento riservato a Ivan militare: a Lubiana, in caserma, si trovò benissimo: era amato dai compagni e al suo arrivo il generale —certamente credente l’aveva chiamato per dirgli che ricorresse a lui in qualsiasi necessità: forse non prevedeva l’accoglienza fraterna dei commilitoni. Una tregua inattesa negli affronti quotidiani che lui e i veggenti subiscono dall‘inizio delle apparizioni. Ma di Ivan si sa che è molto addolorato per lo stato della gioventù, specialmente dopo il suo recente viaggio in Germania.

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