Maria a Medjugorje Messaggio del 25 giugno 2002: Cari figli, oggi prego per voi e con voi che lo Spirito Santo vi aiuti e aumenti la vostra fede affinché accettiate ancor di più i miei messaggi che vi do qui in questo luogo santo. Figlioli, comprendete che questo è il tempo della grazia per ognuno di voi, e con me figlioli siete sicuri. Desidero condurvi tutti sulla via della santità. Vivete i miei messaggi e mettete nella vita ogni parola che io vi do. Siano preziose per voi perché vengono dal cielo. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

I VEGGENTI SONO CREDIBILI ?




Ho avuto l'opportunità di conoscere i veggenti di Medjugorje quando erano ancora dei ragazzi. Ora sono ormai uomini e donne formati, ognuno con una sua propria famiglia, eccetto Vicka che vive nella sua famiglia di origine, dedicando la sua giornata all'accoglienza dei pellegrini. Non vi è dubbio che il segno più eloquente della presenza della Madonna a Medjugorje siano proprio questi sei giovani ai quali ha chiesto molto, affidando loro una missione che per sua natura richiede una grande generosità. Qualsiasi persona di buon senso dovrebbe chiedersi come fanno sei ragazzi, fra loro diversi e ognuno con una vita propria, nonostante una cordialità di fondo che li unisce, a testimoniare per un tempo così lungo l'apparizione quotidiana della Madre di Dio, senza mai una contraddizione, senza smarrimenti e senza ripensamenti. A suo tempo furono fatti esperimenti scientifici, da parte di equipes di medici di chiara fama, che portarono all'esclusione di qualsiasi forma di allucinazione e confermarono l'inspiegabilità, sotto il profilo puramente scientifico, dei fenomeni legati alle apparizioni. Sembra che in un'occasione la Madonna abbia detto che tali sperimentazioni non erano necessarie. Effettivamente basta la semplice osservazione della normalità psicologica dei ragazzi, del loro equilibrio e di una progressiva maturazione umana e spirituale nel tempo per concludere che si tratta di testimoni del tutto attendibili.

Un proverbio inglese afferma che per conoscere bene una persona bisogna mangiarvi insieme un quintale di sale. Mi chiedo quanti sacchi di sale gli abitanti di Medjugorje abbiano consumato insieme a questi ragazzi. Non ho mai sentito una persona del posto dubitare di loro. Eppure quante mamme e quanti padri avrebbero desiderato che fosse un loro figlio o una loro figlia ad essere scelti come testimoni della Vergine Maria! In quale paese del mondo non ci sono rivalità, piccole gelosie e contrasti di interesse? Tuttavia nessuno a Medjugorje ha mai messo in dubbio che la Madonna abbia scelto questi sei e non altri. Fra i ragazzi e le ragazze di Medjugorje non ci sono mai stati altri candidati veggenti. Pericoli di questo genere sono caso mai venuti da fuori.

Bisogna dare atto soprattutto alle famiglie di Bijakovici, la frazione di Medjugorje da dove sono originari i veggenti, di aver accettato disciplinatamente le scelte della Gospa, come lì viene chiamata la Madonna, senza mormorazioni e senza mai metterle in discussione. Satana, per tessere i suoi tortuosi intrighi, ha dovuto sempre ricorrere a gente estranea, trovando impermeabile la gente del posto.

Il tempo che passa è un grande galantuomo. Se qualcosa non va, prima o poi viene alla luce. La verità ha le gambe lunghe e questo lo si vede esaminando con animo sereno un periodo che ormai si avvicina ai venti anni di apparizioni quotidiane. Si tratta fra l'altro dell'età più difficile della vita, quella dell'adolescenza e della giovinezza, dai quindici ai trent'anni. Età tempestosa soggetta alle evoluzioni più imprevedibili. Chi ha dei figli sa molto bene che cosa significhi.

Eppure i ragazzi di Medjugorje hanno percorso questo lungo cammino senza appannamenti o eclissi di fede e senza sbandamenti morali. Chi conosce bene i fatti sa quali pesi abbiano dovuto sopportare fin dall'inizio, quando il regime comunista li perseguitava in vari modi, pedinandoli, impedendo la salita alla montagna delle apparizioni e perfino cercando di farli passare per dei malati mentali. Si trattava in fondo solo di ragazzi. Pensavano fosse sufficiente intimidirli. Una volta ho assistito a un blitz della polizia segreta che portò via Vicka e Marija per un interrogatorio. Il clima dei primi anni era denso di minacce. L’incontro quotidiano con la Madre celeste è sempre stata la vera forza che li ha sostenuti.

A questo si aggiunga l'ostilità del vescovo del luogo, il cui atteggiamento, comunque lo si voglia valutare, ha rappresentato e rappresenta tuttora una croce pesante da portare. Una delle veggenti una volta mi ha detto, quasi piangendo: "Il vescovo afferma che io sono una bugiarda". Conficcata nel fianco di Medjugorje resta una spina costituita dall'atteggiamento ostile di alcuni ambienti ecclesiastici e solo Dio sa perché nella sua sapiente regia ha voluto che la parrocchia, e in primo luogo i veggenti, portassero questa croce.

Sono stati anni di navigazione fra le onde di un oceano piuttosto agitato. Ma tutto questo è nulla di fronte alla fatica quotidiana dell'accoglienza dei pellegrini. Fin dai primi giorni delle apparizioni accorrevano a migliaia da tutta la Croazia e oltre. Poi incominciò la piena inarrestabile dei visitatori da ogni parte del mondo. A partire dalle prime ore del mattino le case dei veggenti erano assediate da ogni genere di persone che pregavano, interrogavano, piangevano e soprattutto speravano che la Madonna si chinasse sulle loro necessità.

A partire dal 1985 ho trascorso tutte le mie vacanze, un mese all'anno, a Medjugorje per aiutare alcuni veggenti nell'accoglienza dei pellegrini. Dal mattino alla sera questi ragazzi, e in modo particolare Vicka e Marija, accoglievano i gruppi, testimoniavano i messaggi, ascoltavano le raccomandazioni, pregavano insieme alla gente. Le lingue si mescolavano, le mani si intrecciavano, i biglietti di richieste per la Madonna si accumulavano, i malati supplicavano, i più esagitati, in primo luogo naturalmente gli italiani, quasi assalivano le case dei veggenti. Mi chiedo come le famiglie abbiano potuto resistere in mezzo a questo assedio incessante.

Poi, verso sera, quando la gente sciamava verso la chiesa, ecco finalmente il momento della preghiera e dell'apparizione. Una sosta corroborante senza la quale non si sarebbe potuto andare avanti. Ma poi ecco la cena da preparare, gli amici, i parenti e i conoscenti invitati a tavola da servire, i piatti da lavare e infine, quasi sempre, il gruppo di preghiera fino a notte inoltrata.

Quale giovane avrebbe potuto resistere a questo tipo di vita? Quale l'avrebbe affrontata? Chi non avrebbe perso il suo equilibrio psicologico? Eppure a distanza di anni ti trovi di fronte delle persone serene, calme ed equilibrate, certe di quel che dicono, umanamente comprensive, consapevoli della loro missione. Hanno i loro limiti e i loro difetti, per fortuna, ma sono semplici, limpidi e umili. Sono i sei ragazzi il segno primo e più prezioso della presenza della Madonna a Medjugorje.

I COMPONENTI DEL GRUPPO

Il primo giorno, il 24 giugno 1981, videro la Madonna in quattro: Ivanka, Mirijana, Vicka e Ivan. La vide anche Milka, la sorella di Marija, ma il giorno successivo ai primi quattro si aggiunsero Marija e Jakov; mentre Milka era al lavoro, e il gruppo tu così completo. La Madonna considera il 24, festa di San Giovanni Battista, un giorno di preparazione, mentre l'anniversario delle apparizioni va considerato il 25 giugno. A partire dal 1987 la Madonna ha incominciato a dare i messaggi ogni 25 del mese, quasi a sottolineare il particolare significato di questo giorno che ricorda le grandi festività dell'Annunciazione e del Natale. La Madre di Dio è apparsa sulla collina del Podbrdo ai cui piedi sorgono le case di Bijakovici, mentre i veggenti si trovavano sulla strada che ora molti pellegrini percorrono per recarsi al "Campo della vita" dei ragazzi di suor Elvira. La Madonna faceva loro cenno di avvicinarsi, ma essi erano paralizzati dal timore e dalla gioia insieme. Nei giorni successivi. Le apparizioni si spostarono verso il luogo attuale della montagna e, nonostante la pietraia e i fitti cespugli di pungentissime spine, gli incontri con la Madonna avvenivano a distanza ravvicinata, mentre un numero crescente di persone, contate a migliaia, faceva ressa intorno. Da quel 25 giugno il gruppo dei veggenti è rimasto immutato, anche se soltanto tre di loro hanno le apparizioni ogni giorno. Infatti, Mirijana dal Natale del 1982 ha cessato di avere le apparizioni quotidiane e incontra la Madonna ogni 18 marzo, giorno del suo compleanno.

A sua volta Ivanka incontra la Madonna ogni 25 giugno, essendo le visioni quotidiane terminate per lei il 7 maggio 1985. Jakov ha cessato le apparizioni quotidiane il 12 settembre 1998 e avrà l'apparizione della Madonna ogni Natale. Va comunque osservato che la Gospa si muove molto liberamente con i veggenti, nel senso che queste indicazioni non sono per lei vincolanti. A Vicka, ad esempio, ha chiesto per sei volte una pausa nelle apparizioni (quattro di quaranta e due di quarantacinque giorni), come sacrificio da offrire. Ho notato che i sei ragazzi scelti dalla Madonna, pur avendo fra loro contatti piuttosto rari ed essendo ormai disseminati in diverse parti del mondo, si sentono un gruppo compatto. Hanno molto rispetto l'uno per l'altro e mai li ho colti in contraddizione. Sono perfettamente consapevoli di vivere la medesima esperienza, anche se ognuno ha un suo modo personale di testimoniarla. A volte sono stati accostati ai sei veggenti delle persone del luogo con carismi di altra natura, come le locuzioni interiori. Si tratta di fenomeni fra loro molto diversi e che vanno le apparizioni quotidiane e incontra la Madonna tenuti distinti. La Chiesa d'altra parte si pronuncia sulle apparizioni, mentre non prende in esame la provenienza delle locuzioni interiori.

Non sono mancati neppure dei visionari che venivano da fuori, i quali pretendevano di unirsi ai ragazzi. Uno dei pericoli in cui possono incorrere i pellegrini ignari è che qualche personaggio di prestigio presenti come provenienti dalla Madonna di Medjugorje dei messaggi che attinge da ben altre fonti o da altri supposti veggenti, che nulla hanno a che fare con i sei ragazzi destinatari delle apparizioni. Una mancanza di chiarezza su questo punto da parte di chi sul posto ha il dovere di vigilare potrebbe nuocere alla causa stessa di Medjugorje.

La Madonna ha costantemente protetto i suoi sei "angeli", come li chiamava nei primi tempi, e ha sempre impedito i tentativi abilmente studiati da satana, l'infaticabile falsario, di alterare il gruppo, aggiungendo o sostituendo i componenti. La Chiesa poi fin dall'inizio ha fatto chiarezza, in quanto il vescovo prima e la commissione della Conferenza episcopale croata poi, hanno limitato l'ambito della loro indagine alle testimonianze del gruppo formato dalla Madre di Dio il 25 giugno del 1981.

Su questo punto occorre avere idee molto chiare. Per il suo grande piano Maria ha scelto una parrocchia concreta e sei ragazzi che vi abitano. Queste sono le sue decisioni, che vanno rispettate, come d'altra parte dimostra di fare la gente del posto. Qualsiasi tentativo di cambiare le carte in tavola va ascritto all'eterno ingannatore che opera, come sempre, attraverso le ambizioni umane.

LA MISSIONE DEI SEI VEGGENTI

Frequentando i veggenti di Medjugorje ho potuto constatare la loro grande gioia, perdurante nel tempo, per essere stati scelti da Maria. Chi non lo sarebbe? Si rendono conto di aver ricevuto una grande grazia, ma nel medesimo tempo di portare sulle loro spalle una grossa responsabilità. Come a La Salette, a Lourdes e a Fatima, la Madre di Dio ha mostrato di scegliere i poveri, i piccoli i semplici per i grandi compiti. Il contesto sociale e familiare di queste apparizioni è molto simile. Si tratta di famiglie contadine di località poverissime, dove però è ancora viva una fede salda e sincera.

Ora la situazione sociale a Medjugorje è migliorata. L’afflusso dei pellegrini e la loro accoglienza nelle case ha portato un certo benessere. L’attività edilizia ha dato valore ai terreni. La maggior parte delle famiglie, comprese quelle dei veggenti, ha restaurato o costruito la propria abitazione. Casa e lavoro fanno parte del pane quotidiano che ogni cristiano chiede al Padre celeste.

La parrocchia ha notevolmente potenziato le sue strutture di accoglienza, grazie alle offerte dei pellegrini. Tuttavia il quadro d'insieme non è quello della ricchezza, ma di una vita dignitosa, dove l'unico lavoro a disposizione è legato ai pellegrinaggi.

All'inizio la situazione era molto diversa. Il contesto era quello di un duro lavoro contadino e di una grigia e stentata povertà. La Madonna ama scegliere in questi ambienti i suoi più preziosi collaboratori. Lei stessa era una piccola fanciulla di uno sconosciuto villaggio quando Dio le manifestò la sua predilezione. Rimane un mistero nascosto nel cuore di Maria perché il suo sguardo si sia posato su questa parrocchia e proprio su questi ragazzi.

Noi siamo portati a pensare che particolari doni si debbano meritare e che i loro destinatari siano dei prediletti. Quando riceviamo delle grazie o dei carismi speciali ci domandiamo: "Ma che cosa ho fatto io per meritarlo?". Da quel momento ci guardiamo con altri occhi, cercando di scoprire meriti che non sapevamo di avere. In realtà Dio sceglie i suoi strumenti con sovrana libertà e in non poche occasioni prendendoli dalla spazzatura.

Grazie di questo tipo sono immeritate e il vero problema è quello di corrispondere con fedeltà e umiltà, nella consapevolezza che altri al nostro posto potrebbero fare meglio di noi. D'altra parte la Madonna stessa ha sottolineato in più occasioni che ognuno di noi ha un posto importante nel piano di Dio per la salvezza del mondo.

Alla domanda dei veggenti perché abbia scelto proprio loro, la Madonna ha risposto facendo loro capire che non erano né migliori né peggiori degli altri. Anche per quanto riguarda l'elezione dei parrocchiani la Vergine ha voluto sottolineare che li aveva scelti così come erano (24.05.1984), cioè con i loro aspetti positivi e negativi. In queste risposte sembra quasi affiorare il criterio della normalità. I ragazzi prescelti da Maria non erano neppure fra i più fervorosi sul piano della pratica religiosa. Molti altri frequentavano la chiesa più di loro. D'altra parte è noto che Bernadette era stata esclusa dalla prima comunione per carenze nella conoscenza del catechismo.

Sappiamo anche in quale modo sbrigativo i pastorelli di Fatima pregassero il rosario prima delle apparizioni. A La Salette la situazione è ancora più precaria, perché i due veggenti non recitano neppure le preghiere del mattino e della sera.

Chi riceve un compito riceve anche le grazie necessarie per adempierlo. La Madonna vede i cuori e sa trarre il meglio da ognuno di noi. Ai ragazzi di Medjugorje ha affidato una missione la cui ampiezza e importanza non si sono ancora pienamente manifestate. Non è mai accaduto in apparizioni pubbliche che la Vergine abbia chiesto un impegno così intenso e prolungato, tale da assorbire l'intera vita di una persona. Al passaggio cruciale del millennio saranno quasi due decenni che la Madonna chiede ai ragazzi di incontrarsi con lei ogni giorno e di testimoniare la sua presenza e il suo messaggio davanti al mondo.

Si tratta di un compito che esige fedeltà, coraggio, spirito di sacrificio, costanza e perseveranza. Ci chiediamo se questa straordinaria missione affidata a dei giovanissimi venga adempiuta bene. A questo riguardo la risposta è adulte, hanno risposto nel migliore dei modi. Dio non pretende da loro che pervengano a tappe forzate alle vette della santità. I due pastorelli di La Salette non saranno mai elevati agli onori degli altari. La loro vita è stata piuttosto travagliata. Essi però hanno perfettamente compiuto la loro missione nella più grande fedeltà, rimanendo leali fino alla fine alla loro testimonianza sul messaggio ricevuto.

Anche i santi hanno i loro difetti. Figuriamoci dei ragazzi ancora agli inizi del cammino spirituale. In questo tipo di missione contano due virtù fondamentali: l'umiltà e la fedeltà. La prima è la consapevolezza evangelica di essere dei servi inutili e difettosi. La seconda è il coraggio della testimonianza del dono ricevuto, senza mai rinnegano. I veggenti di Medjugorje, come li conosco io, pur con i loro limiti e difetti, sono umili e fedeli. Lo sa soltanto Dio quanto siano santi. Questo d'altra parte è vero per tutti. La santità è un lungo cammino che siamo chiamati a percorrere fino all'ultimo istante della vita.

Mi ha molto impressionato quanto i biografi raccontano di santa Giovanna d'Arco. Dopo che aveva evitato il rogo firmando un documento di abiura, d'altra parte sollecitato dal collegio ecclesiastico che la giudicava, “le voci” interiori dalle quali era guidata la ammonirono che se non avesse testimoniato la missione che Dio le aveva affidato si sarebbe perduta eternamente.

La Madonna può essere ben contenta degli adolescenti che si è scelta tanto tempo fa. Ormai sono persone adulte, padri e madri di famiglia, ma ogni giorno essi la accolgono e le rendono testimonianza davanti a un mondo spesso distratto, incredulo e irridente.

Qualcuno si chiede perché mai cinque dei sei testimoni delle apparizioni si siano sposati, mentre nessuno si è completamente consacrato a Dio secondo le vie ordinarie della Chiesa. Solo Vicka non si è sposata, dedicandosi a tempo pieno alla testimonianza dei messaggi, ma per quanto riguarda il suo futuro si affida completamente alla volontà di Dio, senza fare previsioni.

A questo riguardo va precisato che fin dai primi tempi delle apparizioni, ai veggenti che chiedevano consigli sulla scelta del proprio stato la Madonna ha risposto che sarebbe stato bene consacrarsi al Signore completamente, ma che tuttavia essi erano liberi di scegliere. Effettivamente Ivan andò in seminario, non riuscendo però a progredire a causa delle lacune negli studi. Marija a sua volta ha desiderato a lungo entrare in un convento, senza mai però avere la certezza interiore sulla via che Dio le indicava. Alla fine cinque su sei hanno scelto per il matrimonio, che è, non dimentichiamolo, una via ordinaria di santità, che oggi in modo particolare ha bisogno di testimoni. È un orientamento certamente previsto dal cielo e che, a ben pensarci, permette ai veggenti quella disponibilità ai piani di Maria di cui non potrebbero godere nelle rigide strutture della vita consacrata. Alla Madonna preme che i ragazzi da lei prescelti siano testimoni della sua presenza di fronte alla Chiesa e al mondo e la loro attuale situazione è probabilmente la più adatta allo scopo.

"TUTTO CIO’ CHE IL MONDO DI OGGI VI OFFRE È PASSEGGERO"

Non vi è dubbio che le apparizioni di Medjugorje abbiano uno speciale richiamo per i giovani. Diversamente da altri santuari mariani qui la presenza della gioventù balza subito agli occhi. Arrivano da ogni parte del mondo, spesso come cani affamati in cerca di qualche brandello di Assoluto. Non pochi rimangono a Medjugorje per alcuni mesi, come quei malati che hanno bisogno di tempo per recuperare le energie e riprendere il cammino.

Certo, molti fra loro sono credenti, ma si tratta di una fede incerta e vacillante, che ha bisogno di un incontro vivo, quasi di toccare Dio con mano, per divenire una forza che aiuta ad affrontare il futuro. Altri sono semplicemente degli sconfitti della vita, della quale hanno sperimentato sulla propria pelle l'amarezza e il vuoto, e sono alla ricerca disperata delle ragioni per vivere e per credere.

Ho constatato a Medjugorje lo straordinario fascino di Maria sui giovani. Sembra quasi

che la vedano e che sentano la bellezza e la tenerezza del suo volto di Madre. Alcuni dei canti mariani più belli sono nati dal desiderio dei giovani di cantare le lodi della Regina della pace. Qui innumerevoli vite sono radicalmente cambiate. Molti genitori, con loro grande sorpresa, hanno visto tornare a casa i figli profondamente trasformati.

I giovani sono una presenza costante, disseminata lungo tutto il corso dell'anno. Medjugorje è molto ospitale. Anche i più sbandati possono trovare una famiglia dove alloggiare. Non mancano strutture di accoglienza, dove avere un punto di riferimento per un cammino spirituale.

La settimana che precede il compleanno della Madonna, che qui viene celebrato per suo desiderio il 5 agosto, vede migliaia di giovani confluire da ogni parte del mondo per celebrare insieme il festival della gioventù sotto il manto della Regina della pace.

Si tratta di esperienze indimenticabili che segnano l'esistenza. Spesse volte un pellegrinaggio a Medjugorje ha inciso di più nel cuore di un giovane di tanti anni di catechesi in parrocchia. La presenza di Maria è viva e i giovani capiscono che il cristianesimo è qualcosa di concreto che incide nella vita e la rende grande. Non pochi di loro hanno sentito la chiamata per una consacrazione totale al servizio di Dio e della Chiesa.

Il fascino innegabile che Medjugorje esercita sui giovani trova la sua spiegazione nella sollecitudine particolare della Regina della pace per la gioventù. Non bisogna dimenticare che, diversamente da tante altre apparizioni mariane, qui Maria non ha scelto dei bambini, ma dei ragazzi che stavano affrontando gli anni difficili della crescita. Con l'eccezione di Jakov che al tempo della prima apparizione aveva soltanto dieci anni, tutti gli altri avevano fra i quindici e i diciassette anni.

La Madonna li ha scelti proprio nel momento in cui i loro coetanei nel mondo spesso abbandonano Dio e la Chiesa per percorrere strade piene di insidie e di pericoli mortali. Maria attraverso di loro ha voluto divenire la Madre e la guida dei giovani di tutto il mondo, spesso abbandonati a se stessi, senza padre e senza madre e privi di veri maestri di vita. I sei veggenti di Medjugorje sono un segno della preoccupazione materna di Maria per una generazione che corre il rischio di perdere la fiaccola della fede tramandata dai padri.

Alcuni messaggi particolari della Madonna per i giovani li ho potuti ascoltare dalla voce di Vicka e di Ivan. Quest'ultimo conduce un gruppo di preghiera formato da suoi coetanei che la Regina della pace guida fin dai primi anni delle apparizioni e che lei stessa ha plasmato attraverso un lungo cammino. Ivan conserva tutti i messaggi con i quali la Vergine ha accompagnato il gruppo e un giorno attraverso di essi potremo comprendere meglio la sua divina sapienza nell'insegnare ai giovani il cammino della fede.

Forse le parole più note della Madonna riguardanti la gioventù sono quelle che Vicka inserisce nella sua efficace sintesi dei messaggi che abitualmente rivolge ai pellegrini. La Gospa esordisce affermando che i giovani oggi "si trovano in una situazione molto difficile". Che cosa significa? La Madonna non lo dice esplicitamente, ma noi possiamo farcene un'idea dall'insieme dei suoi insegnamenti.

Innanzi tutto la Madre di Dio è molto preoccupata per la crisi della famiglia. In molti casi i genitori hanno abdicato al loro dovere di insegnare la fede e i figli si allontanano senza aver conosciuto Dio e la via del bene. Più grave ancora è la situazione dei giovani nelle famiglie divise, i quali affrontano gli anni decisivi della vita senza la guida dei genitori, abbandonati a se stessi sul piano affettivo e morale.

La Madonna vede i giovani e le famiglie come un unico problema pastorale. Infatti, dopo aver dedicato un anno alla preghiera per i giovani, ne ha chiesto un altro per i giovani e le famiglie insieme. Maria ha ben presente che la famiglia gioca un ruolo decisivo nella vita di un giovane, sia nel bene come nel male. La crisi di molte famiglie nel mondo attuale pone i giovani in una situazione di gravissima difficoltà ed è la causa prima dei loro smarrimenti.

Tuttavia non pochi giovani, che pure hanno ricevuto una buona educazione religiosa dai loro genitori, finiscono per trovarsi in difficoltà a causa della situazione generale della società. La Regina della pace in più occasioni afferma che nel mondo in cui viviamo "domina il peccato" e che l'umanità "cammina nelle tenebre", illudendosi di costruire "un futuro senza Dio". Il risultato è che gli uomini si smarriscono lungo la via del male, sono scontenti e senza pace.

In questo vuoto di valori e di ideali come possono i giovani scoprire "la grandezza e la bellezza della vita"? Non c'è affatto da meravigliarsi se buona parte della gioventù contemporanea non sa che cosa fare della propria esistenza e cerca di colmare la voragine di vuoto con gli "idoli" del momento.

"Cari giovani - dice la Madonna rivolgendosi direttamente a loro, nel succitato messaggio dato attraverso Vicka, - tutto ciò che il mondo odierno vi offre è passeggero". Maria qui mette il dito sulla piaga e chiama a rapporto l'intera nostra generazione. Infatti che cosa offriamo ai nostri giovani? Questo interrogativo va rivolto sia alle famiglie come alla società.

Non vi è dubbio che la nostra preoccupazione primaria sia quella di non far mancare nulla ai nostri figli sul piano materiale. Nutriamo i loro corpi, ma non le loro anime. Raramente sentono da noi le parole che entrano nel cuore. La società consumistica aggrava questa situazione, seducendoli con l'inganno diabolico della felicità a portata di mano. Usciti di casa, che cosa cercano i nostri ragazzi? I più si perdono dietro il denaro e il divertimento. Non pochi distruggono se stessi alla ricerca di paradisi artificiali. Gran parte dei nostri figli sono dei morti che camminano.

L'assenza di Dio li ha privati della vita, della gioia e della speranza.

La Madonna vuole innanzi tutto aiutare i giovani a prendere coscienza dell'inganno satanico. Le cose effimere passano. Esse non possono dare un senso alla vita e rendere felici. "Chi beve di quest'acqua avrà ancora sete dice Gesù col suo stile incisivo che non ammette repliche. Non è con le luci fallaci del mondo che l'uomo può saziare il suo cuore affamato di eternità. I giovani più di qualsiasi altro sono pronti a rincorrere le false felicità che la società esibisce, per poi perire di fame e di inedia.

"SATANA VUOLE UTILIZZARE IL VOSTRO TEMPO LIBERO A SUO VANTAGGIO"

Dietro le cose effimere che il mondo offre si nasconde l'azione ingannatrice del serpente. Maria è una madre, anzi a Medjugorje è in modo tutto speciale la Madre dei giovani. Non c'è quindi da meravigliarsi se entra nel concreto per indicare ai suoi figli i pericoli che corrono. "Satana - avverte - vuole utilizzare il vostro tempo libero a suo vantaggio". Mi ha sempre molto colpito questa allusione così pertinente a una precisa situazione di vita in cui si trovano i nostri ragazzi.

Infatti, finché un giovane è impegnato nello studio o nel lavoro è ben difficile che subisca delle gravi deviazioni. L'opera della seduzione incomincia col tempo libero, il quale non è in se stesso qualcosa di negativo, ma l'eterno ingannatore vi scorge un'opportunità per dispiegare la sua opera di seduzione. Che cosa fanno i nostri giovani nel loro tempo libero? Una volta la Madonna ha invitato tutti ad andare nella natura. C'è quindi anche un modo positivo di impiegare i momenti di libertà, ritemprando noi stessi nel fisico e nello spirito.

Il tempo libero però diviene un'opportunità satanica quando viene utilizzato per danneggiare il corpo e l'anima. Tutto ciò che è diabolico ha l'apparenza di bene, ma in realtà ci impoverisce, ci svuota e ci distrugge. Non è difficile identificare nelle discoteche, nella droga, nel sesso libero e nel denaro facile gli strumenti con cui satana si impadronisce della vita dei nostri ragazzi per portarla alla rovina.

Vorrei soffermarmi un momento sulla discoteca, riguardo alla quale non mancano purtroppo voci che ne minimizzano gli effetti negativi. Come consolidate statistiche dimostrano, la discoteca è il luogo in cui molti ragazzi si drogano, incominciando quell'opera di demolizione di se stessi che li porta a diventare dei cadaveri ambulanti. Ma anche quando non induce alla droga, la discoteca manifesta ugualmente la sua opera deleteria con la musica che stordisce, con l'alcol che ubriaca e il sesso degradato a istinto.

Fa riflettere il fatto che per un terzo dei giovani italiani la discoteca è la ragione stessa di vita, che dà senso alla loro settimana e senza la quale non potrebbero vivere. L’inganno satanico è perfetto in quanto colui che è "omicida e menzognero fin dal principio" ha rinchiuso gran parte della nostra gioventù in queste immense camere a gas, illudendola di trovarsi in paradiso. Non è un caso che molte discoteche portino proprio questo nome. Ma non vi è dubbio che nei paradisi satanici si avverte ben presto l'odore di zolfo del vuoto, della scontentezza e della disperazione.

Come si fa a non vedere la trappola del demonio nello spettacolo funereo di questi giovani che tornano a casa inebetiti all'alba della domenica per stramazzare come zombi sul letto, incapaci di vedere il sole nel giorno del Signore e di condividere con la famiglia la gioia dello stare insieme? Il giorno della luce per loro è divenuto il giorno del buio; il giorno della vita si è cambiato in giorno della morte; il giorno del Signore si è trasformato nel giorno del maligno.

Mi pare opportuno segnalare in modo più circostanziato un altro inganno col quale satana si impadronisce dei nostri figli, utilizzando il loro tempo libero. Vorrei alludere al sesso libero. A questo riguardo vi è nella predicazione e nella catechesi ordinaria di molti uomini di Chiesa un silenzio che stupisce, come se la lussuria non fosse uno dei sette vizi capitali. Non vi è dubbio che attraverso i disordini sessuali satana porta alla degradazione gran parte della nostra gioventù, impedendo ad essa di scoprire la bellezza del disegno di Dio sull'amore e sulla sessualità e quindi sul matrimonio e la famiglia.

La Madonna a Medjugorje non ha mancato di dare ai sei veggenti e attraverso di loro a tutti i giovani dei richiami ben precisi, che li aiutino a non farsi sedurre da una società sprofondata nella più miserabile immoralità che la storia del mondo conosca. Nel cammino

dell'umanità sono sempre esistiti i disordini sessuali, anche i più gravi, ma mai si era giunti all'esaltazione del sesso libero come nel nostro tempo, inneggiando all'immoralità e irridendo la virtù con la potenza sfacciata degli odierni mezzi di comunicazione. Ieri il male si nascondeva, oggi si esibisce. Scomparsa la vergogna, imperversa ovunque la sfrontatezza. La turpitudine e l'oscenità sono i maestri osannati della nostra gioventù.

Mi ha molto impressionato l'immagine con cui la Madonna ha caratterizzato l'inferno. Infatti oltre alle persone che, entrando nel fuoco, si trasformano in orribili animali, ciò che ha colpito di più i veggenti è la figura di una giovane donna dai capelli lunghi e biondi, indubbiamente simbolo di chi commette i peccati di lussuria. La veggente Marija al riguardo così si esprime: "Infine abbiamo visto l'inferno. Abbiamo visto come un grande fuoco e al centro una ragazza giovane e molto bella che è entrata in questo fuoco e poi è uscita diventando simile a una bestia...".

Vicka, che con Jakov è stata portata fisicamente dalla Madonna a vedere il Paradiso, il Purgatorio e l'inferno, usa un linguaggio assai più colorito, ma identico nella sostanza: Sembrano tutti diavoli. Soffrono. Dio ce ne preservi e basta... Non ho riconosciuto nessuno. Solo che ho visto di nuovo quella donnaccia bionda e con le corna. Lei soffre in mezzo a quel fuoco; e i diavoli intorno a lei. Orribile e basta". La prima volta Vicka aveva visto questa "donnaccia" quando, qualche tempo prima, la Madonna aveva mostrato l'inferno in visione a lei, Marija e Jakov. Mirijana a sua volta è stata protagonista di una esperienza assai singolare, che io però non ho udito dalla sua bocca, ma da quella di Vicka, la quale l'ha raccontata più volte ai pellegrini. Mentre si stava preparando all'apparizione della Madonna ecco che improvvisamente le è comparso un giovane dall'aspetto attraente, il quale cercava di persuaderla a non seguire la Madonna e i suoi messaggi, ma al contrario la spingeva a godersi la vita nel mondo. Mirjana faticava a sostenere il suo sguardo, ma poi reagiva respingendolo con molta decisione. Poco dopo le appariva la Madonna la quale le spiegava come satana cerchi di attirarci a sé presentandosi sotto apparenze seducenti.

A prima vista potrebbe sembrare un racconto d'altri tempi, scarsamente credibile all'uomo d'oggi. In realtà attraverso questo episodio la Madonna dimostra di conoscere molto bene i pericoli in cui incorrono i nostri giovani. Con molta facilità essi sono trascinati sulla via del male dalle cattive compagnie, lasciandosi facilmente persuadere dai coetanei a seguire la via facile e larga, lungo la quale invano cercano la libertà e la felicità.

Di fronte a questa imponente opera di seduzione dispiegata dal mondo contemporaneo, dietro la quale opera la forza e l'astuzia del nemico, come reagire? Quali armi usare per vincere la battaglia e riportare la gioventù a Dio? La preghiera, l'esempio, l'amore.

La Madonna non si limita a renderci consapevoli della difficile situazione dei giovani nel mondo contemporaneo e a mettere in guardia dai pericoli che incontrano. Nei suoi messaggi ci suggerisce anche i mezzi per prevenire i loro sbandamenti e per aiutarli a ritrovare il cammino quando si sono persi.

Il punto focale è la famiglia. I responsabili della formazione dei figli sono innanzi tutto i genitori. Sono loro che devono educare alla fede e alla preghiera, fin da quando i bambini sono piccoli: "Cari figli - esorta la Madonna -, oggi vi invito a rinnovare la preghiera nelle vostre famiglie. Cari figli, spronate anche i più piccoli alla preghiera e che i bambini si rechino alla santa Messa" (14.03.1985). La famiglia anche se poi il cammino di fede trova il suo sbocco naturale nella parrocchia.

Ci sarebbe molto da riflettere su questo punto. Infatti se nelle famiglie si pregasse tutti insieme, genitori e figli, e se ogni giorno si leggesse qualche versetto della Bibbia, i nostri figli avrebbero il loro nutrimento spirituale quotidiano, senza il quale la fede si indebolisce e muore. In realtà nella maggior parte delle famiglie, anche in quelle cristiane, ci si preoccupa di tante cose come la salute, lo studio, i vestiti e i divertimenti dei nostri ragazzi, ma mancano l'educazione alla preghiera, la formazione alla virtù e alla vita cristiana. I nostri ragazzi crescono pasciuti e vuoti, perché non viene dato loro il nutrimento spirituale.

La Madonna ricorda ai genitori tre doveri fondamentali nei confronti dei figli: l'insegnamento, l'esempio e il dialogo. L’insegnamento riguarda innanzi tutto la preghiera. I genitori devono insegnare ai figli a pregare e devono pregare insieme a loro. Sappiamo quanto la Madonna abbia insistito su questo punto, fino a minacciare di non dare più messaggi se non si fosse accolto l'invito a pregare in famiglia.

Inoltre i genitori devono insegnare la fede, attingendo alla sorgente stessa della fede che è la parola di Dio: "Figlioli, mettete la Sacra Scrittura in un posto visibile nelle vostre famiglie, leggetela e vivetela. Insegnate ai vostri figli, perché se voi non siete un esempio per loro i figli si allontanano nell'assenza di Dio" (25.08.1996).

Qui la Regina della pace tocca un punto molto dolente. Non è possibile educare i figli alla fede se i genitori non sono impegnati in prima persona in un cammino di fede. Come si può pretendere che i figli siano dei cristiani ferventi quando i genitori sono cristiani indolenti? Come possono i figli pregare se i genitori non pregano? Come possono i figli aprirsi a Dio se i genitori lo hanno messo al bando nella loro vita? Come possono i figli apprezzare la vita spirituale se i genitori sono preoccupati solo di quella materiale?

d In primo luogo sono i genitori che devono nutrire la loro fede leggendo la Bibbia e vivendola. Dopo di che sono in grado di comunicare ai figli qualcosa di vivo, che inevitabilmente li interessa e li attira. La Madonna fa un'affermazione che da sola vale un trattato di pedagogia: "Se voi non siete un'esempio per loro, i figli si allontanano nell'assenza di Dio". È qui fotografata con un'esattezza impressionante la crisi della fede del nostro tempo. Avendo la generazione di mezza età tradito i grandi valori della fede, lasciandosi trascinare dal consumismo, la nostra gioventù si è allontanata da casa senza Dio. La preghiera, l'insegnamento, l'esempio e infine il dialogo. La Madonna lo ha sottolineato in modo particolare in alcuni messaggi dati al gruppo di Ivan, il quale, fra i veggenti, è forse quello che, nell'esposizione dei messaggi ai pellegrini, insiste di più sui problemi dei giovani e della famiglia. Mi ricordo di un messaggio dato dopo un incontro di preghiera sulla montagna in cui la Madonna invitava i genitori e i figli a dialogare insieme in famiglia. In quel messaggio la Regina della pace sollecitava in modo particolare i genitori ad ascoltare le esperienze di vita dei propri figli, per poterli consigliare e confortare.

Anche in questo caso la Madonna, nella sua sublime sapienza di madre, tocca un punto doloroso della vita delle nostre famiglie, dove c'è poco dialogo e perfino estraneità fra i genitori e i figli. In questo modo le nostre case divengono degli alberghi dove ognuno fa la sua vita, incurante degli altri. È chiaro che il primo dialogo deve avvenire fra i genitori stessi che devono costruire giorno dopo giorno la loro vita di coppia. Se i genitori sono affiatati, il loro dialogo con i figli è più facile e fruttuoso. Quando alla sera la famiglia si trova a tavola insieme, è bello scambiarsi reciprocamente le esperienze della giornata, consigliandosi e aiutandosi a vicenda e poi terminare con la preghiera e il rendimento di grazie a Dio. In questo modo la famiglia diviene una comunità dove ci sono la gioia, la pace e la fede.

Purtroppo la realtà della maggior parte delle famiglie è ben diversa. La vita spirituale è spenta, il dialogo è morto e i figli sono lontani. Che cosa fare? È necessario che chi ha ricevuto la grazia della conversione inizi con molta umiltà, silenzio e perseveranza il suo cammino spirituale. La conversione di una persona è una grande grazia per tutta la famiglia. A volte può essere persino un figlio, toccato da Dio, a richiamare i genitori sul cammino di fede.

Oggi molte famiglie vanno ricostruite e molti giovani riportati sulla retta via. È possibile? La Madonna afferma che è possibile solo "con la preghiera e l'amore". I genitori che soffrono per i figli lontani da Dio non sono disarmati. Non devono dimenticare che Dio è il Signore dei cuori e che la sua grazia può richiamare in vita persone spiritualmente morte. Se satana è forte, la Madonna lo è infinitamente di più e con l'aiuto della nostra preghiera può riportare i nostri figli sulla via della salvezza: "Satana è forte - dice - e per questo chiedo le vostre preghiere e che me le offriate per quelli che stanno sotto il suo influsso, perché si salvino" (25.02.1988). "Sapete, cari figli, che con il vostro aiuto posso fare tutto e costringere satana a non indurre al male" (04.09.1986).

Quando i nostri giovani sono lontani, sulla via del peccato, teniamoli costantemente sotto la protezione della preghiera. La grazia opera già silenziosamente nella loro vita senza che se ne accorgano. Accanto alla preghiera è necessario 'l'amore". Dobbiamo avere lo sguardo della compassione divina su tanti poveri giovani sedotti dall'inganno diabolico e prigionieri del peccato. Sono persone malate spiritualmente, che vanno curate con tutte le risorse della carità cristiana.

A volte l'amore deve necessariamente essere forte ed esigente. L’importante è che sia amore. A Medjugorje tutti conoscono il "Campo della vita", dove vivono un centinaio di giovani di diverse nazionalità sotto la guida ferma e sapiente di suor Elvira. Erano vite distrutte dalla droga e senza speranza alcuna di salvezza. Una mano ferma li ha messi in ginocchio, anche se non avevano la fede, una regola ferrea di vita ha ridato il vigore perduto della giovinezza, l'amore di una comunità ha fatto rifiorire la speranza.

Anche i nostri figli perduti possono essere ritrovati nell'abbraccio della fede. La preghiera, l'amore e la grazia possono compiere questo miracolo. Dalle famiglie nuove formate dai giovani consacrati a Maria nascerà la civiltà dell'amore.

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