Maria a Medjugorje

Messaggio del 25 novembre 1998: Cari figli! Oggi vi invito a prepararvi alla venuta di Gesù. In modo particolare preparate i vostri cuori. Che la santa confessione sia per voi il primo passo della conversione, e quindi, cari figli, decidetevi per la santità. Che la vostra conversione e la decisione per la santità cominci oggi e non domani. Figlioli, io vi invito tutti sulla via della salvezza e desidero mostrarvi la strada verso il paradiso. Perciò, figlioli, siate miei e decidetevi con me per la santità. Figlioli, accettate la preghiera con serietà e pregate, pregate, pregate. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

"Ah, se il mio popolo mi ascoltasse!"(Sl 80,14)

27/07/2022 - Visite: 214
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Mai come adesso, questo grido di Dio nei Salmi risuona nel nostro mondo. Il 25 giugno la Madonna ha detto una parola tipicamente biblica che dobbiamo comprendere bene. Ha detto "Ascoltate i miei messaggi". Ma fate attenzione a non sbagliarvi! Sulla bocca di una donna ebrea imbevuta di bibbia, "ascoltare" non vuole dire sentire una informazione in più alla radio o rilassarsi con un CD. Per meglio afferrare il significato di questa parola della Madonna e di conseguenza risponderle meglio, vorrei spiegarvi ciò che ci rivela la parola ebraica "ascoltare". Quando uno scriba interroga Gesù quale sia il più grande dei comandamenti, la prima parola che sgorga dalla Sua bocca è precisamente "Ascolta, Israele…"! (Mc 12,29). Senza questo ascolto gli altri comandamenti non possono essere vissuti, perché nello spirito della Bibbia e nel contesto in cui lo usa Gesù, molte realtà sono inseparabili. Questi verbi vanno sempre insieme: ASCOLTARE (Shama)- TENERE (shamar) o RICORDARSI (zakhar) – FARE mettere in pratica (assah), e si potrebbe aggiungere: VIVERE (hayah). Per esempio:

"Ascolta, o Israele, e bada di metterli in pratica; perchè tu sia felice e cresciate molto di numero nel paese dove scorre il latte e il miele, come il Signore, Dio dei tuoi padri, ti ha detto." (Dt 6,3). E anche questa parola di Mosè al popolo: "Ascolta, Israele, le leggi e le norme che oggi io proclamo dinnanzi a voi: imparatele e custoditele e mettetele in pratica" (Dt 5,1). O ancora: "…il Signore certo ti benedirà …, purchè tu obbedisca fedelmente alla voce del Signore tuo Dio, avendo cura di eseguire tutti questi comandi che oggi ti dò" (Dt 15,5). "Il Signore ti metterà in testa e non in coda e sarai sempre in alto e mai in basso, se obbedirai ai comandi del Signore tuo Dio, che oggi io ti prescrivo, perché tu li osservi e li metta in pratica, e se non deviarai né a destra né a sinistra da alcuna delle cose che oggi vi comando, per seguire altri dei e servirli" (Dt 28,13). Nel Vangelo, colui che ascolta la parola ma no la mette in pratica è come l’uomo che costruisce la casa sulla sabbia. (Lc 6,49). Raccoglie catastrofi!

Nel pensiero ebraico, si può dire che il verbo "ascoltare" (Shama) significa quasi "obbedire". Per esempio si dice "shama be-qol Adonai" (ascoltare la voce di Dio) per dire "obbedire al Signore"!

E’ evidente che la Madre di Gesù conosceva questi versetti e sapeva cosa vuole dire ascoltare veramente. Per questo, nel nostro mondo bombardato da 1000 informazioni ma così povero di sapienza, davanti ad una generazione disorientata e tormentata, ci supplica di prendere sul serio i suoi messaggi e di viverli. E’ il grido di una madre che vede che suo figlio sordo, distratto sta attraversando la strada, dove c’è molto traffico e le macchine corrono veloci, che non ha visto il semaforo e che ignora le regole più elemantari della circolazione…allora lei grida con tutta la sua forza di madre per proteggerlo e permettergli di camminare nella pace! Perché questo avvenga, ha prescritto a tutti un rimedio quotidiano, dicendo: "Cari figli, leggete ogni girono uno dei miei messaggi e vivetelo durante la vostra giornata". Un messaggio al giorno da ascoltare e vivere, ecco un vero rimedio contro la maggioranza delle nostre malattie! Ne ho fatto spesso esperienza.

Ascoltare, vuole dire prima di tutto stare in silenzio. Quando Dio dice"Ascolta, Israele!" è anche un modo gentile per dire ‘taci, devo parlarti!’. Ascoltare vuole dire trovare il silenzio interiore e abitare il proprio cuore, e per fare questo forse ci vogliono delle ore! Ma riparare i disastri quando non si è dato ascolto, richiede molto più tempo, talvolta degli anni!

Ascoltare, è captare il mormorio di Gesù che vuole parlare a ogni anima e lasciare che ci guidi sul cmmino che porta al cielo; è prendere la Sua mano e non essere mai più soli.

Ascoltare, è permettere a Dio di ricreare la nostra unità interiore e di guarirci da questa divisione che ci angoscia profondamente. Bisogna farsi violenza affinchè mentre ascoltiamo, non facciamo una cosa diversa! Nel Talmud, un rabbino chiede ad un suo collega: "I tuoi orecchi hanno sentito le parole che escono dalla tua bocca?"
Ascoltare, è mettere in pratica ciò che si ascolta. Facendo così, si capisce che è giusto agire in tal modo! Il giudaismo insiste su questo aspetto: bisogna ascoltare e fare, per capire. Bisogna entrare nell’intelligenza delle Scritture. Ecco il giusto ordine che genera la vera pace: 1) ascoltare 2) mettere il pratica 3) poter comprendere. Poi rendere grazie a Dio!

di Suor Emmanuel

Fonte: https://sremmanuel.org/newsletter/july-2008-3/

Suor Emmanuel