MaM
Messaggio del 17 aprile 2021:Cari figli, questo è il tempo della responsabilità. Accettate e vivete i miei messaggi in maniera responsabile. Tornate a mio Figlio, tornate alla preghiera. Figlioli, permettete a Dio di parlare al vostro cuore, perchè Satana vuole regnare e distruggere le vostre vite. Figlioli, siate perseveranti, coraggiosi, pazienti e forti per la santità. Io sono con voi, vi benedico tutti con la mia benedizione materna. Grazie, cari figli, per aver risposto alla mia chiamata ancora una volta oggi.

Misericordia e Giustizia

16/11/2023    202     Altri documenti su Medjugorje     Medjugorje 
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Nel Messaggio del 2 Giugno, mi ha fatto riflettere l’accostamento e la progressione di questa frase: “Guardate, figli miei, come il Padre Celeste vi ama con un amore grande, con comprensione, perdono e giustizia.” E mi sono domandato: come può il Padre Celeste amare così: comprendendo, perdonando e rispettando la giustizia? Mi sono venute alla mente le parole del Salmo 84, 11: “Misericordia e verità si incontreranno, giustizia e pace si baceranno.”,  bacio che non è strappato con violenza né per circostanze di convenienza.

Quello che incuriosisce è trovare insieme Misericordia e Giustizia. Comprendiamo la Misericordia come perdono, ma come può stare insieme con la Giustizia? Credo che dobbiamo capire che significato dare alla parola ‘Giustizia’!

Il concetto cristiano di Giustizia ha vari significati e fa riferimento a diversi contesti.

Indica in genere la volontà di aderire ai comandi di Dio; si configura come una virtù che orienta la vita del credente al modo di vedere di Dio e lo rende “giusto”: pensiamo a Giuseppe “uomo giusto” (Mt. 1, 19), cioè, ‘uomo santo’, che vive nella perfetta Volontà di Dio.

Inoltre mi richiama la giustizia originale , perduta dopo il peccato dell’Eden e che necessitava di una giustificazione, che rendesse ‘giusto’, ‘nuovo’ l’uomo peccatore.

Infine indica la seconda delle quattro virtù cardinali, che è quella virtù che porta il credente ad operare perché ciascuno abbia il dovuto, sempre nel rispetto del bene comune, senza mortificare il bene personale.

Mentre dunque la giustizia umana insegna a rispettare i diritti altrui, a restituire i diritti lesi, quella divina, che viene da Dio e che Dio infonde nel nostro cuore, è più ampia: è salvifica, misericordiosa, perdona il peccatore, lo rialza, lo ‘giustifica’, come scrive san Paolo (Gal. 2, 15-21; Rom. 3, 21-30), cioè,  lo ‘fa tornare giusto’. L’amore divino fa giustizia al di là del dovuto e lo fa con misericordia. Comprendo così che la Misericordia è una sfaccettatura, una espressione della Giustizia di Dio.

Nel Nuovo Testamento, Gesù insiste su una giustizia che è più grande della giustizia legale o sociale: “Se la vostra giustizia non sarà più grande di quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel Regno dei cieli” (Mt. 5,20). È una giustizia che si esprime nel perdono e nell’amore: “Amate i vostri nemici, pregate per coloro che vi perseguitano” (Mt. 5,44). Le parole forti e sconvolgenti di Gesù sulla non violenza, sul perdono, sulla misericordia, sulla remissione delle colpe e dei debiti – “Non resistete al male, non giudicate e non sarete giudicati... perdonate e vi sarà perdonato...” Mt. 5,39 ss. - sono per il cristiano pesanti come pietre e acute come frecce.

Ma la misericordia evangelica non può mai essere confusa con il ‘buonismo’, né con la  ‘debolezza’. Il mistero della divina misericordia, infatti, non vuole lasciare la porta aperta al male; quando viene rivelato nella sua interezza, la Misericordia invita alla conversione, al bene da farsi con maggiore dedizione. Sappiamo che Gesù ha chiamato il male, ogni male, per nome. Pensiamo ai famosi “ma io voi dico” del c. 5 di Mt nel discorso della montagna. La prassi di Gesù è stata poi quella di andare incontro a ogni ‘peccatore’ o ‘peccatrice’. Ricordiamo Zaccheo, l’adultera...

Vorrei ricordare il comportamento di Gesù nella storia della tassa da dare al tempio (cfr. Mt.17, 24-27). Pur dichiarandosi esente perché Figlio di Dio, paga la tassa per sé e per Pietro. È come se dicesse: ‘anche se non devo, pago e pago per me e per te..’ Osserva il precetto solo per non scandalizzare.
Vorrei ricordare anche l’insegnamento dato da Gesù di porgere l’altra guancia riportato in Lc. 6, 29, che è disatteso dallo stesso Gesù durante la Sua Passione: quando la guardia gli molla un ceffone, non porge l’altra guancia ma risponde: “Se ho parlato male, dimostra il male che ho detto; ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?” (Gv. 18, 23), con quel “se” mitigante, che mostra la persona ‘mite’ anche nel reclamare i propri diritti. Gesù dice di non meritare quello schiaffo e non lascia passare l’ingiustizia sotto silenzio, non è stato debole né buonista, ma non si è vendicato.

Le parole della Regina della Pace sono da leggere sullo sfondo di queste parole di Gesù e nel contesto più ampio della Carità di Dio, lento all’ira e grande nell’Amore, (cfr. Salmo 102, 7), e che “fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti.” (Mt. 5, 45-48). Notiamo dunque che la giustizia del Regno si riferisce a Dio come regola dell’agire, come causa interiore e motore di ogni nostro agire, nell’imitazione di Dio e della Sua giustizia, nel segno della libertà e della gratuità.

È proprio guardando al modello che possiamo conformarci sempre più ad esso. Questo ci rende autentici testimoni e fa comprendere che “il perdono è una forma eccelsa dell’Amore”, come ci ha detto la Regina della Pace.

È, però, molto difficile e duro vedere e vivere tutto questo senza la preghiera, come Lei ci ricorda, e senza l’apertura del cuore all’azione dello Spirito Santo: come possiamo infatti perdonare senza preghiera e senza avere davanti un modello preciso da imitare, cioè: senza Dio e senza lo Spirito Santo?

Il tempo che stiamo vivendo, così lontano da Dio, è però proprio il tempo dello Spirito Santo, del secondo ‘Paràclito’, che ci porta alla Verità tutta intera e a una vita nuova, che genera un mondo nuovo, rinnovato dall’Amore che comprende, che perdona e che mostra la perfezione della stessa Santità di Dio: sono gli ‘apostoli del suo amore’, i veri ‘Figli di Dio’ a portarla nel mondo con la loro vita.

Sono sicuro che nella preghiera comprenderemo meglio quello che non sarò riuscito a esprimere con le mie povere parole.

Vi benedico.

P. Armando Favero


Fonte: ML Informazioni da Medjugorje