Maria a Medjugorje Message of November 2, 2015:Dear children, anew I desire to speak to you about love. I have gathered you around me in the name of my Son according to His will. I desire that your faith be firm, flowing forth from love. Because, those of my children who understand the love of my Son and follow it, live in love and hope. They have come to know the love of God. Therefore, my children, pray, pray so as to be able to love all the more and to do works of love. Because, faith alone without love and works of love is not what I am asking of you: my children, this is an illusion of faith. It is a boasting of self. My Son seeks faith and works, love and goodness. I am praying, and I am also asking you to pray, and to live love; because I desire that my Son, when He looks at the hearts of all of my children, can see love and goodness in them and not hatred and indifference. My children, apostles of my love, do not lose hope, do not lose strength. You can do this. I am encouraging and blessing you. Because all that is of this world, which many of my children, unfortunately, put in the first place, will disappear; and only love and works of love will remain and open the door of the Kingdom of Heaven. I will wait for you at this door. At this door, I desire to welcome and embrace all of my children. Thank you!

Don Gabriele Amorth: Una catena di "Ave, Maria"

Nel mese di Ottobre, consacrato alla pia pratica del Santo Rosario, cerchiamo sempre più di "contemplare Cristo con Maria".




Riprendendo il discorso sul Rosario, il pensiero va alla definizione che ne diede Paolo VI: "Compendio di tutto il Vangelo". In realtà, la caratteristica fondamentale di questa pia pratica è di essere al tempo stesso preghiera e meditazione dei principali misteri cristiani.

È per questo che la Madonna a Fatima propone il Rosario come antidoto all’ateismo: l’uomo d’oggi ha più che mai bisogno di pregare e di meditare le grandi verità rivelate. Non ci stupiamo allora dell’insistenza dei Pontefici nel raccomandare questa preghiera: si pensi, ad esempio [prima della Lettera apostolica "Rosarium Virginis Mariae" di Giovanni Paolo II], alle dodici Encicliche sul Rosario di Leone XIII; e non ci meraviglia il fatto che l’insistenza su questa pia pratica mariana abbia tanta parte nelle Apparizioni di Lourdes e di Fatima.

Il Rosario, un tesoro da riscoprire

La storia del Rosario ci è ormai nota, specie dopo la recente celebrazione dell’Anno del Rosario [dall’Ottobre 2002 all’Ottobre 2003]. E ci è nota l’integrazione dei Cinque “Misteri della luce” con cui Papa Wojtyla ha voluto arricchire questa pia pratica mariana.

Qui vogliamo sono recuperare – in Ottobre, che è appunto il mese del Rosario – qualche riflessione che ci pare particolarmente attuale.

Il ritmo della vita dei giorni nostri ha spezzato l’unità della famiglia: si sta poco insieme e talvolta, anche in quei pochi momenti, neppure ci si parla, perché in casa detta legge la televisione… Ma già Pio XII insisteva sul ripristino del Rosario in famiglia: "Se recitate il Rosario tutti uniti, gusterete la pace nelle vostre famiglie, avrete la concordia degli animi nelle vostre case". "La famiglia che prega unita vive unita", ripeteva in tutte le contrade del mondo l’americano p. Peyton, l’infaticabile apostolo del Rosario in famiglia. E Giovanni Paolo II ci ricordava: "Il nostro cuore può racchiudere, in queste decine del Rosario, i fatti che compongono la vita dell’individuo, della famiglia, della Nazione, della Chiesa, dell’umanità. Il Rosario batte il ritmo della vita umana" [RVM, 2].

Il Rosario è anche la preghiera della pace, la preghiera che abbraccia tutto il mondo. Un altro grande apostolo del Rosario dei tempi recenti, il Vescovo Fulton Sheen, aveva ideato una corona a cinque colori, che è ancora molto in uso: una decina di grani verdi, per ricordare l’Africa [nota per le sue verdi foreste], una decina rossa per l’America [abitata in origine dai Pellirossa], una decina bianca per l’Europa [in omaggio alla bianca veste del Papa], una decina azzurra per l’Oceania [immersa nell’azzurro del Pacifico], e una decina gialla per l’immenso Continente asiatico [con riferimento al colore tendenziale della pelle di alcune sue razze di abitanti]. Così, alla fine della corona, si è abbracciato il mondo.

L’uomo oggi ha più che mai bisogno di pause di silenzio e riflessione. In questo mondo fracassone c’è necessità di silenzio orante. Se poi crediamo alla potenza della preghiera, allora siamo convinti che il Rosario è più forte della bomba atomica.

Ripensiamo tutto quanto ci è stato suggerito nel recente "Anno del Rosario", particolarmente dalla Lettera apostolica "Rosarium Virginis Mariae" di Papa Giovanni Paolo II: le ragioni per essere fedeli a questa pia pratica mariana rimangono tutte pienamente valide; anzi, si direbbe, più di prima: perché c’è ancora maggiore bisogno di "riscoprire una preghiera così facile e al tempo stesso così ricca" [RVM, 43], come è il Santo Rosario.

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