Maria a Medjugorje

Messaggio del 2 gennaio 2020:Cari figli,so di essere presente nelle vostre vite e nei vostri cuori. Sento il vostro amore, odo le vostre preghiere e le rivolgo a mio Figlio. Però, figli miei, io voglio essere, mediante un amore materno, nella vita di tutti i miei figli. Voglio radunare attorno a me tutti i miei figli, sotto il mio manto materno. Perciò invito voi e vi chiamo apostoli del mio amore, perché mi aiutiate. Figli miei, mio Figlio ha pronunciato le parole: “Padre nostro”, Padre nostro che sei ovunque e nei nostri cuori, perché vuole insegnarvi a pregare con le parole e i sentimenti. Vuole che siate sempre migliori, che viviate l’amore misericordioso che è preghiera e sacrificio illimitato per gli altri. Figli miei, date a mio Figlio l’amore per il prossimo; date al vostro prossimo parole di consolazione, di compassione e atti di giustizia. Tutto ciò che donate agli altri, apostoli del mio amore, mio Figlio lo accoglie come un dono. E io sono con voi perché mio Figlio vuole che il mio amore, come un raggio di luce, rianimi le vostre anime, che vi aiuti nella ricerca della pace e della felicità eterna. Perciò, figli miei, amatevi gli uni gli altri, siate uniti mediante mio Figlio, siate figli di Dio che tutti insieme con cuore colmo, aperto e puro, dicono il Padre nostro e non abbiate paura! Vi ringrazio

I sogni di San Giovanni Bosco: L’uomo con la lanterna

02/11/2004 - Visite: 1795
IncrFont Stampa IncrFont Facebook Twitter
Il 25 aprile 1862 moriva improvvisamente nell’Oratorio di Valdocco il giovane Maestro Vittorio. La sua morte era stata prevista da Don Bosco in questo sogno, che il Santo raccontò ai suoi giovani la sera del 21 marzo di quell’anno.
«Mi sembrava di essere appoggiato alla finestra della mia camera e di stare a osservare i miei giovani, che nei cortile si divertivano allegramente, quando vidi entrare dalla portineria un personaggio, alto di statura, con lunga barba bianca, con pochi capelli anch’essi candidi, che dal capo gli scendevano sulle spalle. Era avvolto in un lenzuolo che con la sinistra teneva stretto ai corpo; nella mano destra aveva una fiaccola con fiamma fosco-azzurra. Con passi lenti e gravi percorse il cortile facendo alcuni giri tra i giovani che giocavano, finché si ferma davanti a un giovane, gli avvicina la fiaccola alla faccia ed esclama:
— E proprio lui!
Gli presenta quindi un biglietto che trae dalle pieghe del mantello; il giovane lo legge impallidendo e tremando, e domanda:
— Quando?
Quel vecchione con voce sepolcrale, risponde:
— Vieni, per te l’ora è suonata!
— Almeno posso continuare il gioco?
— Anche giocando puoi essere sorpreso.
Il giovane tremava, voleva parlare, ma l’uomo, indicando con la mano sinistra una bara posta sotto il porticato, gli disse:
— Vedi là? Quella bara è per te. Presto, vieni!
— Non sono preparato, — gridava il giovane, — sono ancora troppo giovane —; ma lo spettro si dileguò ».
Don Bosco concluse:
— Uno di voi deve morire, io io conosco, ma non lo dirò a nessuno. Ciascuno pensi a tenersi preparato.
Sceso dalla cattedra, confidò ad alcuni che il giovane non avrebbe passato due solennità che cominciano per P (Pasqua e Pentecoste), e che la sua morte sarebbe stata improvvisa.
Circa un mese dopo, il 16 aprile, moriva il giovane Luigi Fornasio, ma Don Bosco disse chiaramente che non era questo il ragazzo del sogno. Quella stessa sera i giovani assediarono Don Bosco per sapere chi fosse il giovane che doveva morire.
— Ci dica almeno l’iniziale del nome.
— Colui che ha ricevuto il biglietto da quel misterioso vecchione — rispose Don Bosco — porta un nome che comincia con le iniziali del nome di Maria.
Si voleva indovinare, ma era difficile perché in casa più di 30 alunni avevano un nome che cominciava con la lettera M.
Un mattino Don Bosco incontrò per le scale il giovane Maestro Vittorio di Viora, Mondovì, e gli domandò a bruciapelo:
— Vuoi andare in Paradiso?
— Certo, rispose Maestro.
— Dunque preparati!
Il giovane pensò a una battuta delle solite di Don Bosco e non si turbò. Don Bosco intanto lo andava preparando e lo induceva a fare la confessione generale approfittando della Pasqua.
Ed ecco il 25 aprile morire improvvisamente, colpito da apoplessia, proprio il giovane Maestro. Quella sera Don Bosco rivelò il suo cuore di padre, perché ne parlò con tanta commozione che strappò a tutti le lacrime. Disse tra l’altro che Maestro era il giovane da lui visto nel sogno, che la sua morte era stata repentina, ma non improvvisa, perché era ben preparato. E aggiunse: « Quanto si ingannano quelli che dicono di voler aspettare ad aggiustare le cose della loro coscienza alla fine della vita! E quanto maggiore sarebbe il nostro dolore se il Signore avesse permesso che ci fossero stati tolti altri che nella casa tengono una condotta poco soddisfacente!».