Maria a Medjugorje Messaggio del 17 marzo 2010:Cari figli, anche oggi la Madre vi vuole invitare a pregare. Pregate in questo tempo, pregate insieme nelle famiglie. Crescete nella santità delle vostre famiglie. Io prego con voi, io prego per ognuno di voi. Grazie, cari figli, perché anche oggi avete accolto i miei messaggi e vivete i miei messaggi.

IL CAMMINO NEOCATECUMENALE NEI DISCORSI DI PAOLO VI E GIOVANNI PAOLO II




(...) Quanta gioia e quanta speranza ci date con la vostra presenza e con la vostra attività!
Sappiamo che nelle vostre comunità voi vi adoperate insieme a comprendere e a sviluppare le ricchezze del vostro Battesimo e le conseguenze della vostra appartenenza a Cristo. (...)
Vivere e promuovere questo risveglio è quanto voi chiamate una forma di "dopo Battesimo" che potrà rinnovare nelle odierne comunità cristiane quegli effetti di maturità e di approfondimento, che nella Chiesa primitiva erano realizzati dal periodo di preparazione al Battesimo.
Voi lo portate dopo: il prima o dopo, direi, è secondario.
II fatto è che voi mirate all'autenticità, alla pienezza, alla coerenza, alla sincerità della vita cristiana. E questo è merito grandissimo, ripeto, che ci consola enormemente e che ci suggerisce e ci ispira gli auguri, i voti e le benedizioni più copiose per voi, per quanti vi assistono.
IL PAPA PAOLO VI ALLE COMUNITA NEOCATECUMENALI Vaticano (Udienza)
08/05/1974

Siamo lieti di sapervi animatori di queste riprese di coscienza in tante parrocchie. Siamo lieti in modo particolare di sapere che in ogni vostra iniziativa siete sommamente attenti alla dipendenza dai vostri pastori e alla comunione con tutti i fratelli. Per questa sensibilità ecclesiale - che è sempre garanzia della presenza edificatrice dello Spirito - vi rivolgiamo il nostro incoraggiamento.
IL PAPA PAOLO VI ALLE COMUNITA NEOCATECUMENALI Vaticano (Udienza)
08/05/1974

La prassi (la pratica, non è vero?) e la norma della Chiesa hanno introdotto la santa abitudine di conferire il Battesimo ai neonati. Che istruzione hanno? (...) La preparazione che i primi tempi, quando la società era profondamente pagana, precedeva il Battesimo e che era detta catecumenato. Dopo la Chiesa ha concentrato questo periodo; perché? Ma perché le famiglie erano tutte cattoliche, erano tutte buone, tutte cristiane, la società era in fondo orientata cristianamente; impareranno lungo la via.
Ma adesso che la nostra società non è più uniforme, omogenea, è pluralista, anzi è tutta piena di contraddizioni e di ostacoli al Vangelo in se stessa, nell'ambiente sociale di oggi, questo metodo ha bisogno di essere, dicevo, integrato da una istruzione, da una iniziazione postuma, allo stile di vita proprio del cristiano: questa deve essere successiva al Battesimo. (...)
Questo il segreto della vostra formula.
IL PAPA PAOLO VI ALLE COMUNITA NEOCATECUMENALI Vaticano (Udienza)
12/01/1977

(...)Tanta gente si polarizza verso queste comunità neocatecumenali perché vede che lì c'è una sincerità, c'è una verità, c'è qualche cosa di vivo e di autentico: c'è Cristo che vive nel mondo. E questo avvenga con la Nostra apostolica benedizione.
IL PAPA PAOLO VI ALLE COMUNITA NEOCATECUMENALI Vaticano (Udienza)
12/01/1977

II sacramento della rigenerazione cristiana deve ritornare ad essere ciò che era nella coscienza e nel costume delle prime generazioni del cristianesimo.
IL PAPA PAOLO VI ALLE COMUNITA NEOCATECUMENALI Vaticano (Udienza)
12/01/1977

(...) La Comunità si costituisce sempre da dentro, interiormente, e interiormente anche ci tocca lo Spirito Santo, tocca ciascuno di noi, quello che ciascuno di noi è, la sua intimità personale, la sua intimità spirituale, ma non tocca nessuno di noi separatamente, individualmente, perché ci ha creato per essere comunità, per vivere nella comunione
VISITA DEL PAPA GIOVANNI PAOLO II PARROCCHIA DI SAN LUCA EVANGELISTA
04/11/1979

È bello anche il nome: neo-catecumenale, comunità neocatecumenali. Perché quel nome ci fa pensare ai catecumeni che si preparavano una volta al Battesimo(...) Adesso questo ci manca in un certo senso perché i cristiani vengono battezzati piccoli (...) Manca un po' quella istituzione della Chiesa primitiva, cioè quella della preparazione che ci impegna nel Battesimo. Il Battesimo diventa una cosa fatta ma non una cosa maturata. Allora i movimenti neocatecumenali cercano di completare, di compiere un po' quello che ci manca.
VISITA DEL PAPA GIOVANNI PAOLO II ALLA PARROCCHIADI SAN GIOVANNI EVANGELISTA A SPINACETO
18/11/1979

Voi inoltre lo fate nelle comunità, lo vivete nelle comunità. Non è un processo solitario, è un processo della comunità, un processo d'insieme. Vivete con la gioia di riscoprire il Battesimo, il suo vero significato,la sua piena realtà: insieme, insieme!
VISITA DEL PAPA GIOVANNI PAOLO II ALLA PARROCCHIADI SAN GIOVANNI EVANGELISTA A SPINACETO
18/11/1979

E poi certamente per una parrocchia una tale comunità, un tale gruppo è veramente un lievito, perché come lei ha detto veramente ci sono tanti che sono venuti da lontano ma anche tanti che vivono lontano,(...) Anche loro sono battezzati, in grandissima maggioranza. (....) E una volta battezzati quel Battesimo è diventato più o meno morto, è come morto! Ci vogliono altri, con-parrocchiani, che vengono e fanno rivivere quel Battesimo nei loro amici, nei loro vicini, ecc.
VISITA DEL PAPA GIOVANNI PAOLO II ALLA PARROCCHIADI SAN GIOVANNI EVANGELISTA A SPINACETO
18/11/1979

Io penso che se adesso ci sono catechisti itineranti, se anche il Papa è diventato itinerante, questo è anche un frutto che Lui ha scoperto. Se si è scoperta una volta quella ricchezza, quel mistero, quel mistero di Cristo, quel mistero che costituisce la nostra identità personale, spirituale, cristiana, non si può non cercare di dare agli altri.
VISITA DEL PAPA GIOVANNI PAOLO II PARROCCHIA DI SAN LUCA EVANGELISTA
04/11/1979

I catecumeni dei primi secoli costituivano una realtà molto importante nella Chiesa: io penso che quello che facevano loro per la fede in quell'epoca lo fanno ora le comunità neocatecumenali.
VISITA DEL PAPA GIOVANNI PAOLO II ALLA PARROCCHIA DI SAN TIMOTEO (ROMA)
10/02/1980

Vi saluto con affetto, amati fratelli e sorelle, che vi dedicate a un compito a cui la Chiesa attribuisce una grande importanza: la costruzione nella fede della comunità ecclesiale attraverso una catechesi sistematica, solida, progressiva.
IL PAPA GIOVANNI PAOLO II
A UN GRUPPO DI FRATELLI DELLE
COMUNITÀ NEOCATECUMENALI DEL CENTRO AMERICA San PIETRO
16/10/1980

viviamo in un periodo in cui si sente, si fa l'esperienza di un confronto radicale- e io lo dico, perché questa è anche la mia esperienza di tanti anni -, (...) fede e antifede, Vangelo e antivangelo, Chiesa e antichiesa, Dio e antidio, se possiamo dire così. (...) In questa nostra epoca abbiamo bisogno di riscoprire una fede radicale, radicalmente compresa, radicalmente vissuta e radicalmente realizzata. Noi abbiamo bisogno di una tale fede. lo spero che la vostra esperienza sia nata in tale prospettiva e possa guidare verso una sana radicalizzazione del nostro cristianesimo, della nostra fede, verso un autentico radicalismo evangelico.
VISITA DEL PAPA GIOVANNI PAOLO II
ALLA PARROCCHIA DI NOSTRA SIGNORA DEL SS. SACRAMENTO
E DEI SANTI MARTIRI CANADESI (ROMA)
02/11/1980

Voi avete fatto un cammino per scoprire la vostra fede, per scoprire il tesoro divino che portate in voi, nelle vostre anime. Ed avete fatto tale scoperta, scoprendo il mistero del Battesimo. È vero che sono molti i battezzati nel mondo. (...) Fra questi battezzati, non so quanti siano quelli che sono coscienti del loro Battesimo, non semplicemente del fatto di essere battezzati, ma di che cosa vuol dire essere battezzati, di che cosa vuol dire il Battesimo.(...)
Ecco, scoprire la profonda dinamica della nostra fede è scoprire il pie no contenuto del nostro Battesimo. Se capisco bene, la vostra strada consiste essenzialmente in questo: scoprire il mistero del Battesimo, scoprire il suo pieno contenuto e così scoprire che cosa vuol dire essere cristiano, credente. (...)
I Sacramenti fanno strada allo Spirito Santo che opera nelle nostre anime, nei nostri cuori, nella nostra umanità, nella nostra personalità, ci costruisce di nuovo, crea un uomo nuovo.
Ecco, questo cammino, cammino della fede, cammino del Battesimo riscoperto, deve essere un cammino dell'uomo nuovo;
VISITA DEL PAPA GIOVANNI PAOLO II
ALLA PARROCCHIA DI NOSTRA SIGNORA DEL SS. SACRAMENTO
E DEI SANTI MARTIRI CANADESI (ROMA)
02/11/1980

Se si prende poi in ordine esistenziale, come un modo di essere, è ancora più meravigliosa, più stupenda, allora quella scoperta del proprio Battesi mo, non il Battesimo in generale, sacramento della Chiesa, sì, ma il mio Battesimo, la mia realtà, il dono fatto dal Padre Celeste in Gesù Cristo alla mia persona, sorgente della vita nuova, la vita divina in me (...)
VISITA DEL PAPA GIOVANNI PAOLO II
ALLA PARROCCHIA
DELL'IMMACOLATA CONCEZIONE ALLA CERVELLETTA TOR SAPIENZA (ROMA)
07/03/1982

(...) Io penso, che il Parroco, come ogni sacerdote, deve essere sempre uno di noi e lui lo è,(...) Ma io dico: deve essere innamorato,(...) mi sembra che lui, tramite la vostra comunità, è innamorato della sua parrocchia. E la parrocchia è più larga della vostra comunità, ma Gesù ci ha situato così: ci ha parlato del lievito, la massa e il lievito, e il lievito è sempre una parte, una cosa piccola e la massa è la massa, ma ci vuole il lievito.
(...) Io vi auguro di continuare così in questa parrocchia,(...) di rimanere lievito, continuare come lievito.
VISITA DEL PAPA GIOVANNI PAOLO II
ALLA PARROCCHIA
DELL'IMMACOLATA CONCEZIONE ALLA CERVELLETTA TOR SAPIENZA (ROMA)
07/03/1982

Ma c'è ancora un'altra parola che si ripete sempre di più nei contatti con i gruppi neocatecumenali, è la parola "itinerante". "Iter" vuol dire, si sa bene, un cammino. Ma qui è un cammino apostolico. Itineranti, vuol dire quelli che prendono un cammino, cominciano un cammino, per portare la loro scoperta.(...) È un sistema esistenziale: si deve essere cristiano, convinto. Cristiano che ha scoperto il valore del suo essere cristiano,(...) la realtà di Cristo in sé, ha scoperto il suo Battesimo. Allora, uno tale, poi è capace di trasmettere, non soltanto è capace, ma è spinto, è spinto, non può stare zitto, ma deve camminare, deve camminare, è un movimento, possiamo dire, naturale.
VISITA DEL PAPA GIOVANNI PAOLO II
ALLA PARROCCHIA
DELL'IMMACOLATA CONCEZIONE ALLA CERVELLETTA TOR SAPIENZA (ROMA)
07/03/1982

I cristiani devono essere testimoni di Cristo, della sua Croce, della sua Resurrezione, della sua fede, della sua speranza, della sua carità. Ecco questo è il lievito. Ed è una bella cosa se questo lievito vuole espandersi, oltre i limiti della propria parrocchia e arrivare fino in Turchia, come mi dicevate, per portare il fermento del Vangelo anche ai non cristiani, (...) per essere lievito in quelle masse, affinché tutta l'umanità sia raggiunta dal lievito evangelico e diventare Regno di Dio.
Auguro a tutti voi, specialmente a voi neocatecumenali, di percorrere questo cammino con grande gioia e con grande responsabilità, cercando sempre di aumentare e ampliare gli spazi della carità di Cristo Nostro Signore e Redentore.
VISITA DEL PAPA GIOVANNI PAOLO II
ALLA PARROCCHIA DI S. IPPOLITO (ROMA)
12/02/1984

La Chiesa deve essere itinerante e sempre camminare; non è solamente una Chiesa già sistemata, organizzata, strutturata, ma una Chiesa in cammino verso le persone, verso le comunità, verso i popoli, verso i credenti, verso i non credenti; (...)
Poi questa fiducia veramente evangelica caratterizza la vostra itineranza: non portare niente, non avere niente, non fidarsi in se stessi, ma porre la fiducia assoluta nella Provvidenza e in tutto quello che farà il Signore.
IL PAPA GIOVANNI PAOLO II
AGLI ITINERANTI DELLE COMUNITÀ NEOCATECUMENALI CASTEL GANDOLFO (ROMA)
26/09/1984

Io vi vedo con grande piacere e penso che siete tanto necessari nella Chiesa di oggi, nel mondo di oggi. Dovete solamente continua re e coltivare i vostri carismi e approfondire la vostra identità mantenendovi sempre molto vicini ai pastori della Chiesa e sempre seguendo quel la grazia specifica che appartiene alla identità delle comunità neocatecumenali.
VISITA DEL PAPA GIOVANNI PAOLO II
ALLA PARROCCHIA DI SAN TARCISIO (ROMA)
03/03/1985

Perché non basta essere già battezzati, bisogna diventare di nuovo catecumeni. E poi essendo già battezzati possiamo cominciare un cammino. E questo cammino si incomincia subito diventando, entrando in questo neocatecumenato. E poi con questa preparazione neocatecumenale si diventa anche itineranti (...)
VISITA DEL PAPA GIOVANNI PAOLO II
ALLA PARROCCHIA DI S. LUCIA A PIAZZA DARMI (ROMA)
18/01/1987

Io vi auguro tutti questi frutti in questa parrocchia, che mi sembra basata sull'esperienza Neocatecumenale. C'è un modo, io penso, di ricostruire la parrocchia basandosi sull'esperienza Neocatecumenale. Naturalmente non si può imporre questo metodo a tutti; ma se ci sono tanti candidati, perché no?, esso è molto autentico, è coerente con la natura stessa della parrocchia perché come ciascuno di noi cristiani cresce dal Battesimo, così naturalmente la comunità cristiana cresce dal Battesimo, la Chiesa cresce dal Battesimo; cresce nell'Eucaristia sì, ma cresce dal Battesimo; non c'è Eucaristia senza Battesimo. Allora la parrocchia è una comunità basilare nella Chiesa, e può crescere molto autenticamente sull'esperienza e sullo sfondo dell'esperienza neocatecumenale; sarebbe come il rinnovarsi di quella comunità primitiva che cresceva dall'esperienza catecumenale.
VISITA DEL PAPA GIOVANNI PAOLO II
ALLA PARROCCHIA DI SANTA MARIA GORETTI (ROMA)
31/01/1988

Io vedo così la genesi del Neocatecumenato, del suo cammino: uno - non so se Kiko o altri - si è interrogato: da dove veniva la forza della Chiesa primitiva? e da dove viene la debolezza della Chiesa, molto più numerosa, di oggi? E io credo che abbia trovato la risposta nel catecumenato, in questo cammino.
VISITA DEL PAPA GIOVANNI PAOLO II
ALLA PARROCCHIA DI SANTA MARIA GORETTI (ROMA)
31/01/1988

Ci sono molte famiglie in questo mondo progredito, ricco, opulento che perdono la loro unità, perdono la comunione, perdono le radici. Ecco voi siete itineranti per portare la testimonianza di queste radici; questa è la vostra catechesi, questa è la vostra testimonianza neocatecumenale: così si parla della fruttificazione del Sacro Battesimo. Sappiamo bene che il Sacramento del Matrimonio, la famiglia, tutto questo cresce nel Sacramento del Battesimo, dalla sua ricchezza. Crescere dal Battesimo vuol dire crescere dal mistero pasquale di Cristo.
EUCARISTIA DEL PAPA GIOVANNI PAOLO II
ED INVIO DELLE FAMIGLIE PER LA "NUOVA EVANGELIZZAZIONE Festa della Santa Famiglia - Porto S. Giorgio
30/12/1988

Non posso non sottolineare, con intima gioia, che la vostra ansia evangelizzatrice vi sospinge soprattutto alle famiglie. Non ha forse bisogno la famiglia di essere in questo tempo nuovamente evangelizzata perché riscopra il suo ruolo di cellula primaria della comunità cristiana, chiesa domestica, all'interno della quale sia possibile vivere la primordiale esperienza dell'incontro con Dio?
UDIENZA DEL PAPA GIOVANNI PAOLO II:
INVIO DI CENTO FAMIGLIE PER LA "NUOVA EVANGELIZZAZIONE" Aula Paolo VI - CITTA DEL VATICANO
03/01/1991

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