Maria a Medjugorje Messaggio del 4 luglio 1983:Pregate mio figlio Gesù! Rivolgetevi spesso al suo Sacro Cuore e al mio Cuore Immacolato. Chiedete ai Sacri Cuori che vi riempiano del vero amore con il quale potrete amare i vostri nemici. Vi ho invitato a pregare tre ore al giorno. E voi avete cominciato. Ma guardate sempre l’orologio, e preoccupati vi chiedete quando finirete i vostri doveri. E così durante la preghiera siete tesi e preoccupati. Non fate più così. Abbandonatevi a me. Immergetevi nella preghiera. L’unica cosa essenziale è lasciarsi condurre dallo Spirito Santo in profondità! Solo così potrete avere una vera esperienza di Dio. Allora anche il vostro lavoro andrà bene e vi rimarrà anche del tempo libero. Voi avete fretta: volete cambiare le persone e le situazioni per raggiungere rapidamente i vostri scopi. Non vi affannate, ma lasciatevi guidare da me e vedrete che tutto andrà bene.

Due guarigioni miracolose




1. La dott. Mighelia Espinosa di Cebu nelle Filippine era colpita da cancro, ormai allo stadio delle metastasi. Così malata giunse in pellegrinaggio a Medjugorje nel settembre del 1988. Il suo gruppo salì sul Kricevac, e lei decise di attenderne il ritorno fermandosi ai piedi del monte. Poi prese una decisione improvvisa. E' lei che parla: “Dissi fra me:'Vado fino alla prima stazione della via crucis; se potrò poi andare avanti, andrò avanti, fin quando posso...'. E così camminai, con mia meraviglia, da una stazione all'altra, senza troppa fatica.

Per tutto il tempo della mia malattia ero presa da due paure: paura per la morte personale e paura per la mia giovane famiglia, perché ho tre figli ancora piccoli. Lasciare figli mi era più doloroso che lasciare il marito.

Ora, quando mi trovai davanti alla 12 stazione, mentre guardavo come Gesù muore, improvvisamente mi scomparve ogni paura della morte. Avrei potuto morire in quel momento. Ero libera! Ma la paura per i figli era rimasta. E quando fui davanti alla 13 stazione, e guardavo come Maria tiene tra le braccia Gesù morto, scomparve la paura per i figli... Lei, la Madonna, avrebbe avuto cura di loro. Ne ero certa e accettavo di morire. Mi sentii leggera, in pace, felice, come lo ero prima della malattia. Ridiscesi con facilità il Krievac.

Tornata a casa volli passare una visita di controllo e medici, miei colleghi, dopo aver fatto la radiografia, mi chiesero, stupiti: “Ma che cosa hai fatto? Non c'è nessun segno delle malattia...". Io dalla gioia scoppia a piangere e potei solo dire: “Sono andata in pellegrinaggio dalla Madonna...”. Sono ormai passati quasi due anni da quella mia esperienza e mi sento bene. Questa volta sono qui per ringraziare la Regina della pace”.

2. Il dott. Antonio Longo, un noto pediatra di Portici (Napoli), nato nel 1924, dunque un uomo di lunga esperienza, si ammalò nel 1983 e fu sottoposto a un delicato intervento chirurgico. Tutti gli esami indicavano la presenza di un tumore all'intestino e gli specialisti temevano metastasi diffuse. In un anno subì tre interventi chirurgici; fu sottoposto alla cobalto-terapia. Subentrarono nuove complicazioni. Si formò una fistola all'addome, con dolori tremendi e preoccupazioni. La situazione era grave, fisicamente e psichicamente. Testimonia il dott. Longo: “I miei due figli, entrambi medici, mi medicavano ogni giorno in casa, e al mattino andavo in ospedale per la medicazione. Mia moglie e i figli andarono in pellegrinaggio a Medjugorje per chiedere la mia guarigione. Anch'io pregavo la Madonna. La guarigione non seguì subito dopo il pellegrinaggio, ma un po' più tardi.

Ai primi di aprile, e precisamente la mattina del 10 aprile, andai all'ospedale per la medicazione, come facevo ormai da sei anni. Quando la caposala mi tolse le bende, vide che la piaga era scomparsa! Chiamo immediatamente il medico, che rimase senza parole. Esaminò, palpò, mi sottopose a pressioni continuando a rigirarmi sul lettino... La pelle dell'addome era perfettamente asciutta, liscia, normale. Questa volta anch'io sono venuto in pellegrinaggio a Medjugorje per ringraziare la Madonna. Al ritorno mi presentai di nuovo al medico ed egli mi disse: “Tu sei perfettamente sano!”.

Ogni tanto cerco di ricordarmi della malattia passata, dei reperti medici, degli interventi, della ferita che era stabilmente purulenta, che mai si cicatrizzava. In seguito andai in Francia per un controllo. Ottenni la stessa risposta: sono perfettamente sano”. (traduzione di Sr.Margherita Makarovié)

Fonte: Eco di Medjugorje nr.74

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